Ministero dei Beni delle Attivitą Culturali e del Turismo Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali

Carta canta. Il foglio d’Antifonario ritrovato nella Biblioteca Universitaria di Pavia

Salone Teresiano

28 maggio 2019 - Convegno

Martedì 28 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 17.00, si svolgerà una giornata di studio dedicata al foglio d’Antifonario ritrovato nella Biblioteca Universitaria di Pavia durante il restauro del volume miscellaneo edito a Milano da Melchiorre Malatesta nel 1628 (Collocazione: Pergamene sparse – Scatola 1 bis).

Si tratta di un foglio in pergamena manoscritta, che, ad un attento esame, si è rivelato essere un documento composito con iscrizioni, minutissime notazioni di musica medievale e una miniatura antropomorfa.

A Cecilia Angeletti, Direttrice della Biblioteca Universitaria di Pavia, sarà affidato il racconto del contesto, mentre Alessandra Furlotti, restauratrice, racconterà del ritrovamento durante il restauro.

Intervengono alcuni tra i maggiori esperti nelle varie discipline coinvolte: Marco D’Agostino, Nicoletta Giovè, Laura Albiero, Daniele Sabaino, Giuseppa Zanichelli,  Fabrizio Crivello, Pierluigi Mulas, Simona Gavinelli  e Antonio Ciaralli.

Il direttore generale Biblioteche e Istituti culturali del MiBAC – Paola Passarelli, ha così commentato: “Questa scoperta è il frutto di diverse sinergie capaci di utilizzare gli strumenti del presente per ritrovare le parole e, in questo caso, le “note” del passato. L’antico antifonario è un ritorno alle origini, un frammento del passato che continua a rimanere nel presente, alimentando l’inesauribile dialogo con la nostra memoria culturale. Perché i libri, e con essi le Biblioteche, sono questo: scrigni del sapere, custodi narrativi della conoscenza per lanciare la sfida al nostro futuro. La pergamena ritrovata è già stata inserita in un passe-partout che ne consente la lettura recto-verso, pronta per essere studiata”. 

Il restauro è stato finanziato attraverso il progetto Art Bonus “RinnoviAMO la Bellezza”, avviato dalla Biblioteca alla fine del 2017 in occasione del tricentenario della nascita di Maria Teresa d’Austria; esso comprende il restauro delle legature di pregio di trenta opere edite tra il XVI e il XIX secolo di area italiana e austriaca, con copertine rare e preziose. Il primo lotto di quindici legature si  è concluso alla fine del 2019, ed è stato già avviato il secondo lotto.

Durante il lavoro, affidato ad Alessandra Furlotti,si è verificato il distacco della controguardia posteriore del volume che ha restituito un foglio in pergamena manoscritta: era consuetudine che i legatori utilizzassero come materiale per rinforzare le rilegature, frammenti di risulta di altri testi. La particolarità è che si tratta di un foglio intero, ancora ben leggibile, nonostante sia stato cosparso di colla animale perché aderisse al cartone.

In seguito all’interesse suscitato dalla scoperta dell’antico frammento musicale, la Biblioteca Universitaria di Pavia ha promosso nell’autunno del 2018 per le Giornate Europee del Patrimonio una tavola rotonda presso il Salone Teresiano della medesima biblioteca. In tale occasione Fabrizio Crivello, Marco D’Agostino, Simona Gavinelli e Daniele Sabaino, esperti di discipline inerenti il libro manoscritto (storia della miniatura, paleografia latina, codicologia e paleografia musicale), si sono espressi in forma non definitiva sulla datazione e sulla localizzazione del frammento: primo quarto del XII secolo e area lombarda lato sensu. Concordemente gli stessi studiosi auspicavano un esame più approfondito di ogni suo aspetto. Nasce così la giornata di studio organizzata per il 28 maggio, le cui relazioni verranno pubblicate in un volume di atti.

Al termine della giornata di studi interverrà il Coro della Facoltà di Musicologia, diretto da Giovanni Cestino, con un breve concerto dedicato all’incontro tra la monodia liturgica e la polifonia sacra. Oltre a riproporre alcune parti del ‘frammento pavese’ (nella trascrizione di Daniele Sabaino), verranno proposti alcuni brani di innodia polifonica del Rinascimento, ove la melodia gregoriana si alterna, di stanza in stanza, all’intonazione polifonica. Accanto a celebri autori come Du Fay e De Victoria, il Coro accosterà opere di autori meno noti, quali Ponzio e Asola, valorizzate grazie a ricerche nate in seno al Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali (sede di Cremona). Al centro del programma verranno proposti i Quatre Motets sur des thèmes grégoriens op. 10 di Duruflè, composti nel 1960, a simboleggiare la continuità d’ispirazione che il canto liturgico ha offerto nel corso della storia.

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