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SUMMARY:Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante - Mostra
DESCRIPTION:In occasione dei settecento anni della morte di Dante proponiamo Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante. \nLa mostra\, in collaborazione con la casa editrice La Grande Illusion\, l’Associazione culturale Compagnia della Corte e con il contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia\,  vede i nostri manoscritti e antiche edizioni illustrate della Divina Commedia affiancati dalle tavole originali di Smarrimenti realizzate dall’illustratore\, grafico e designer Guido Scarabottolo. \nLe ventotto tavole (50 x 70 cm circa) hanno come tema figurativo la prima terzina del Poema dantesco\, illustrata parola per parola con effetto straniante e grande impatto visivo. Già ospitata a Pisa e a Fano\, la mostra di Scarabottolo è stata anche oggetto di un libro d’artista\, pubblicato nel 2016 da La Grande Illusion in 699 esemplari. \nRiproporla nel Salone Teresiano\, arricchita dalle moltissime memorie dantesche da noi custodite\, ci sembra un modo originale per celebrare questo importantissimo anniversario mescolando antico e moderno e proponendo al pubblico e alle scuole una nuova maniera di conoscere il Sommo Poeta. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione (dal 9 settembre) e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il super green Pass con un documento di identità. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 704 kb \nLocandina mostra fino al 31 dicembre 2021 –  119 kb \nLocandina mostra prorogata fino al 5 febbraio 2022 –  228 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 agosto 2021 –  322 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 settembre 2021 – 430 kb
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SUMMARY:Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
DESCRIPTION:Presentiamo Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico il primo del ciclo d’incontri Storia di un autore che sapeva parlare ai bambini (gennaio – maggio). \nSi tratta di letture teatrali dei libri per bambini di Luis Sepúlveda con musica. \nL’evento\, dedicato alle classi del 2° ciclo delle Elementari\, vuole ricordare l’autore cileno prematuramente scomparso nell’aprile del 2020 per Covid.  \nAmatissimo in tutto il mondo\, le sue storie tenere e divertenti\, parlano a piccoli e grandi con uno stile inimitabile che unisce la sua vena favolistica con una forte passione morale e una spiccata attenzione per le tematiche ecologiste.  \nDalla piccola lumaca alla gigantesca balena\, i suoi protagonisti – soprattutto animali\, ma anche esseri umani ‘illuminati’ – parlano di valori importanti\, come l’amicizia\, il rispetto\, l’altruismo\, la voglia di conoscere e capire. \nLa prima lettura racconta la storia di un gatto e del topo che diventò suo amico: Max è cresciuto insieme al suo gatto Mix\, al quale è legato da un profondo legame.  \nDiventato adulto\, il giovane deve spesso allontanarsi per lavoro\, lasciando solo il suo amico Mix. Il gatto\, che sta invecchiando e perdendo la vista\, lo aspetta passando lunghe giornate in solitudine.  \nMa un giorno sente provenire dei rumori dalla dispensa di casa e intuisce che lì si nasconde un topo… Una storia sull’amicizia pur nella differenza\, e sulla sua importanza\, perché “i veri amici si aiutano a superare qualsiasi difficoltà”. \nIl ciclo di letture è curato della Collezione teatrica Netsuke\, dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia\, con la nostra collaborazione. \nI “Netsuke” sono un gruppo di amici uniti dalla passione per il teatro e sempre alla ricerca di occasioni per dare corpo e voce a testi e storie. Fin dall’inizio hanno messo la loro passione al servizio di Terre des Hommes\, da 60 anni impegnata a difendere i diritti delle bambine e dei bambini. \nPotrete fare un’offerta che sarà totalmente devoluta ai progetti di InDifesa\, la decennale campagna di TDH in difesa dei diritti delle bambine e delle ragazze. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  88 kb \nLocandina – 262 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 2 febbraio 2022 – 281 kb
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SUMMARY:Pietro Ichino\, L'ora desiata vola. Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili
DESCRIPTION:Presentiamo L’ora desiata vola. Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili di Pietro Ichino (Bompiani\, 2021). \n“È un rebus” dovrebbe significare “è affascinante”.  \nInvece lo diciamo di ciò che risulta incomprensibile. A questo dannoso equivoco si ribella un famoso giurista\, introdotto fin da piccolo nel mondo dei rebus da uno zio che gli ha fatto gustare la meraviglia delle frasi dotate di un secondo significato nascosto. E gli ha spiegato perché di questa meraviglia può godere di più chi ha il privilegio di parlare l’italiano.  \nIl rebus intreccia parole e figure come accade solo nei sogni\, che del rebus sono la variante notturna (come sapevano Artemidoro\, Sigmund Freud e Primo Levi)\, ed è il più incantevole degli enigmi.  \nÈ un peccato che tanti rinuncino ad accostarvisi per timore di perdersi nel labirinto dei suoi segreti\, perché c’è un filo d’Arianna che da quel labirinto assicura la via d’uscita.  \nA differenza dei sogni\, infatti\, i rebus hanno sempre una soluzione: per trovarla basta saper usare le chiavi – ma spesso si tratta di grimaldelli – di cui Pietro Ichino qui fornisce un divertente e completo assortimento.  \nL’incontro\, promosso da noi e dall’Associazione Laureati dell’Università di Pavia\, vedrà l’autore dialogare con un illustre linguista Giuseppe Antonelli. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPietro Ichino\nNato a Milano nel 1949\, è professore di Diritto del lavoro e avvocato.\nÈ stato dirigente sindacale della Fiom-Cgil (1969-73)\, responsabile del Coordinamento servizi legali della Camera del Lavoro di Milano (1973-79)\, giornalista pubblicista dal 1970\, deputato nel Parlamento italiano nell’ottava legislatura (1979-83) e senatore dal 2008 al 2018.  \nNel 2009 gli è stato assegnato l’Oscar del Riformista per il miglior parlamentare dell’anno.\nHa scritto numerosi libri in materia di lavoro e di diritto\, tra i quali\, Il lavoro e il mercato (Mondadori\,1996; premio Scanno 1997)\, A che cosa serve il sindacato? (Mondadori\, 2005)\, I nullafacenti (Mondadori\, 2006)\, Inchiesta sul lavoro (Mondadori\, 2011)\, Il lavoro ritrovato (Mondadori\,2015). Collabora con il “Corriere della Sera”. Per saperne di più www.pietroichino.it. \nGiuseppe Antonelli\nNato ad Arezzo nel 1970\, è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia e collabora agli inserti “7” e “La lettura” del “Corriere della Sera”; con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin ha curato la Storia dell’italiano scritto in sei volumi (Carocci 2014-2021; premio Pavese 2021 per la saggistica).  \nTra i suoi ultimi libri: Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica (Laterza 2017)\, Il museo della lingua italiana (Mondadori\, 2018) e Il mondo visto dalle parole (Solferino 2020). \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  118 kb \nLocandina – 249 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 9 febbraio 2022 – 164 kb
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SUMMARY:Libri\, lettori\, ladri. La protezione del patrimonio librario in Italia
DESCRIPTION:Presentiamo il convegno Libri\, lettori\, ladri. La protezione del patrimonio librario in Italia organizzato insieme alla Fondazione Enzo Hruby. \nLa fragile bellezza dei manoscritti e dei libri antichi\, la naturale usura del tempo e quella dovuta agli innumerevoli lettori\, la sfrontata abilità dei ladri costituiscono minacce continue all’immenso e straordinario patrimonio librario italiano.  \nVi si oppongono la sorveglianza delle Soprintendenze e delle Biblioteche\, i restauri\, la produzione di magnifici facsimili e la digitalizzazione degli originali\, il lavoro a tutela del patrimonio culturale da parte delle Forze dell’Ordine e di soggetti privati come la Fondazione Enzo Hruby. \nIl convegno sarà occasione preziosa per  \n\naffrontare un tema tanto attuale e importante come quello legato all’inestimabile e altrettanto fragile patrimonio librario del nostro Paese\n\nfare un punto sulla situazione della sua tutela e valorizzazione\n\nportare esempi concreti e tracciare una rotta per gli anni a venire. \n\nIl convegno sarà aperto dai saluti istituzionali della Soprintendente archivistica e bibliografica della Lombardia Annalisa Rossi. \nAl tavolo dei relatori ci saranno: \n\n\nMarzia Pontone\, nostra Direttrice\n\nLaura Nicora CTU presso il Tribunale di Milano e Cultore Ricerca Bibliografica – Università di Pavia\n\nCarlo Hruby\, Vice Presidente Fondazione Enzo Hruby\n\nMaggiore Claudio Sanzò\, Gruppo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza.\n\nConcluderanno la serata due brevi testimonianze:  \n\nIlaria Rigamonti\, Responsabile dell’Agenzia generale per la Lombardia della Treccani\, che per l’occasione donerà alla Biblioteca il facsimile de Il Dante Svelato dei Girolamini\n\nAlessandra Furlotti\, restauratrice che nel 2018 ha ritrovato un foglio d’Antifonario del primo quarto del XII secolo e area lombarda durante il restauro di un nostro volume.\n\n“I libri – dichiara Carlo Hruby – sono da sempre prede ambite dai ladri\, in ogni epoca e parte del mondo\, e nell’ambito dei beni culturali sono tra gli oggetti più difficili da proteggere e anche tra i più rubati. \nDa sempre la nostra Fondazione dispiega un grande impegno per contrastare questo fenomeno\, diffondendo la cultura della sicurezza del patrimonio librario attraverso convegni e sostenendo la protezione di alcuni tra i più importanti luoghi del sapere attraverso le più moderne e avanzate tecnologie”. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nFondazione Enzo Hruby\nLa Fondazione Enzo Hruby è stata costituita a Milano per iniziativa della famiglia Hruby e di HESA S.p.A. e prende il nome dal suo fondatore e attuale Presidente Enzo Hruby\, che nella seconda metà degli anni Sessanta introdusse per primo in Italia la sicurezza elettronica.  \nÈ impegnata dal 2008 per sostenere la protezione del patrimonio culturale italiano e rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per la diffusione della cultura della sicurezza.  \nLa Fondazione Hruby offre un contributo concreto per la protezione del patrimonio storico e artistico italiano assumendosi gli oneri per la messa in sicurezza di edifici\, monumenti e opere di particolare valore culturale\, ed è impegnata in un’intesa attività di promozione della sicurezza e protezione dei beni culturali attraverso convegni\, studi e pubblicazioni e tramite la propria attività Educational\, rivolta sia ai più giovani\, per insegnar loro ad amare e a rispettare l’immenso tesoro che ci circonda\, sia ai professionisti del settore culturale.  \nNell’ambito della protezione del patrimonio librario ha sostenuto numerosi interventi\, tra cui si ricordano quelli dedicati ad alcuni tra i più importanti luoghi del sapere del nostro Paese:  \n\n\nBiblioteca del Sacro Convento di Assisi\n\nBiblioteca di Santa Croce a Firenze\n\nArchivio Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio\n\nVeneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano\n\nBiblioteca di Giacomo Leopardi a Recanati\n\nBiblioteca Nazionale Centrale di Roma\n\nAccademia dei Lincei di Roma.\n\nContatti Fondazione Enzo Hruby\nUfficio Stampa e Comunicazione\nGiulia Lazzeri – cell. 348.7809962\nMail lazzeri@fondazionehruby.org \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  107 kb \nLocandina – 326 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 febbraio 2022 – 508 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 16 febbraio 2022 – 58 kb
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SUMMARY:Francesco Filippi\, Noi però gli abbiamo fatto le strade
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Noi però gli abbiamo fatto le strade di Francesco Filippi (Bollati Boringhieri\, 2021). Corrado Del Bò e Francesco Mazzucotelli ne parlano con l’autore\, coordina Marina Tesoro. \nQuando in Italia si parla dell’eredità coloniale dell’Europa\,  si punta dito sull’imperialismo della Gran Bretagna o su quello della Francia\, ma si dimentica volentieri di citare il nostro\, benché il colonialismo italiano sia stato probabilmente il fenomeno più di lunga durata della nostra storia nazionale. Ma è una storia che non amiamo ricordare. \nIniziata nel 1882\, con l’acquisto della baia di Assab\, la presenza italiana d’oltremare è infatti formalmente terminata solo il primo luglio del 1960 con l’ultimo ammaina-bandiera a Mogadiscio\, coinvolgendo pertanto il regno d’Italia\, il ventennio fascista e un buon tratto della Repubblica nel dopoguerra.  \nEppure l’elaborazione collettiva del nostro passato coloniale stenta a decollare; quando il tema fa timidamente capolino nel discorso pubblico ricompare subito l’eterno mito autoassolutorio degli italiani «brava gente»\, i colonizzatori «buoni»\, persino alieni al razzismo.  \nSiamo quelli che in Africa hanno solo «costruito le strade». \nPer questo è opportuno ripercorrere la nostra storia coloniale\, come fa Francesco Filippi nel suo libro\, concentrandosi anche sulle conseguenze che ha avuto nella coscienza civile della nazione attraverso la propaganda\, la letteratura e la cultura popolare ed evitando di tralasciare le violenze che abbiamo usato nei confronti delle popolazioni che l’Italia ha soggiogato con la forza. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nFrancesco Filippi\nFrancesco Filippi (1981)\, storico della mentalità\, è cofondatore dell’Associazione Deina\, associazione che organizza viaggi di memoria e percorsi formativi in tutta Italia.  \n\nHa collaborato alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo Prima gli italiani! (sì\, ma quali?) (2021). \n\nPer Bollati Boringhieri ha pubblicato anche Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (2019)\, Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto (2020). \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. \nFrancesco Mazzucotelli\nFrancesco Mazzucotelli è Professore di Storia e cultura del Medio Oriente presso l’Università di Pavia. \nMarina Tesoro\nMarina Tesoro è docente di Storia contemporanea\, presso l’Università di Pavia e Vice presidente dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  114 kb \nLocandina – 309 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 16 febbraio 2022 – 207 kb
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SUMMARY:Voci e sottovoci per Maria
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Voci e sottovoci per Maria\, dedicato a Maria Corti\, a cura di Gianfranca Lavezzi e Angelo Stella\, con tavole di Pietro Pedeferri e Lucia Pescador (Interlinea\, 2022). \nMaria Corti (7 settembre 1915 – 23 febbraio 2002) anzitutto chiede di essere ricordata come persona\, milanese\, salentina e intelvese: a Pellio\, sulle colline che guardano il lago di Lugano\, lei ha voluto essere sepolta. \nNegli annali della cultura è onorata come storica della lingua italiana\, critica e teorica della letteratura\, narratrice. \nAllieva di Benvenuto Terracini è di Antonio Banfi all’Università di Milano. Nel 1955\, dall’esperienza didattica liceale\, raggiungeva Cesare Segre all’Università di Pavia\, come docente di Storia della Lingua italiana\, prima come incaricata e poi\, dalla metà degli anni Sessanta\, dopo un felice biennio leccese\, come cattedratica. \nLa militanza nella contemporaneità letteraria\, la curiositas per gli indizi segreti della scrittura\, la corrispondenza coraggiosamente elettiva con Eugenio Montale la portavano alla ideazione\, nel 1969\, del Fondo (ora Centro) Manoscritti di scrittori dell’Ottocento e del Novecento. \nUna scommessa che ha arricchito l’Università di Pavia e stimolato una operazione nazionale ‘Archivi del Novecento’. Lei stessa ne ha rivissuta e narrata la storia in Ombre dal Fondo\, edito da Einaudi nel 1997\, ora ristampato a cura di Mauro Bersani. \nTra i contributi scientifici si rinvia in particolare agli studi danteschi e a quelli sulla letteratura contemporanea. \nTra i romanzi\, trova ancora una sua collocazione nella narrativa del Novecento\, L’ora di tutti (Feltrinelli\, 1962)\, ispirato alla occupazione di Otranto compiuta nel 1480 da una flotta di Turchi\, e al martirio dei cittadini che rifiutarono di rinnegare la religione cristiana. \nIn Università il suo nome rimane legato all’archivio da lei fondato e alla Fondazione che le è intitolata; in città\, alla via che il Comune di Pavia le ha intitolato nel 2013\, sul percorso che da via Mentana porta al Fondo Manoscritti\, suo\, dei suoi scrittori\, degli studenti e degli studiosi che ne interpretano la lezione. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di: \n\nmisurare la temperatura\nindossare la mascherina\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 96 kb \nLocandina – 263 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 20 febbraio 2022 – 218 kb
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SUMMARY:Alberto Cavaglion\, Decontaminare le memorie. Luoghi\, libri\, sogni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Decontaminare le memorie. Luoghi\, libri\, sogni di Alberto Cavaglion (add editore\, 2021). L’autore ne parla con Elisa Signori ed Emanuele Ertola. \nCavaglion si sofferma su uno dei concetti ormai più inattuali e logorati dall’uso: i «luoghi della memoria».  \nSoprattutto quelli «minori»\, purtroppo diffusi\, teatro di violenze di massa anche nella storia più recente. Cosa fare di questi paesaggi? \nIn un percorso tra luoghi carichi di storia Cavaglion s’interroga su come vivere consapevolmente il rapporto con le memorie\, di lutto e di violenza\, che legano il passato e il presente in quei contesti.  \nPaesi come Fossoli o Nonantola\, città come Modena o Mantova\, terre di confine come Gorizia-Nuova Gorica o Ventimiglia\,  musei e memoriali\, statue e lapidi sono le tappe di un viaggio ideale alla ricerca di un equilibrio nuovo tutto da costruire tra cognizione del dolore e speranza. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nAlberto Cavaglion\nAlberto Cavaglion\, insegna Storia dell’Ebraismo presso l’Università di Firenze.\nFa parte del Comitato scientifico del Meis e del Comitato di redazione delle riviste “L’indice dei libri del mese” e “Mondo contemporaneo”.  \nDal 2013 fa parte della direzione della rivista “Rassegna mensile di Israel”. Tra le molte pubblicazioni: Felice Momigliano (1866-1924). Una biografia (Istituto italiano per gli studi storici-Il Mulino\, 1988)\, Per via invisibile (Il Mulino\, 1998)\, Il senso dell’arca. Ebrei senza saperlo (nuova edizione\, L’ancora del Mediterraneo\, 2006)\, Nella notte straniera. Gli ebrei di St. Martin Vésubie (nuova ed. aggiornata\, Nino Aragno editore\, 2012). \nNel 2005 con il libro La Resistenza spiegata a mia figlia (L’ancora del Mediterraneo) ha vinto il Premio Lo Straniero. Ha curato l’edizione commentata di Se questo è un uomo di Primo Levi (Einaudi\, 2012). Il suo ultimo lavoro s’intitola Verso la Terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini (Carocci\, 2016).  \nPer i tipi dell’editore Einaudi ha pubblicato nel 2018 con Paola Valabrega la conferenza “Fioca e un po’ profana”. La voce del sacro in Primo Levi\, nell’ambito delle “Lezioni Primo Levi”\, promosse dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi.  \nElisa Signori\nElisa Signori è stata fino al 2021 professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia e docente di Storia contemporanea anche presso l’Università della Svizzera Italiana (USI).  \nSuoi interessi di ricerca sono: \n\n\nl’antifascismo italiano all’estero (Francia\, Svizzera\, Stati Uniti)\n\nla storia italo-svizzera e tra Otto e Novecento\n\nl’analisi delle istituzioni del fascismo e nel fascismo\n\nl’antisemitismo in Italia e in Europa\n\nle migrazioni intellettuali\n\nla storia dell’Università. \n\nSu questi temi ha pubblicato numerosi contributi. Attualmente é Direttore dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e presidente di Articolo 21 Lombardia. \nEmanuele Ertola\nEmanuele Ertola\, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia\, ha pubblicato numerosi contributi\, in Italia e all’estero\, sulla storia d’Italia nel ‘900\, e particolarmente su colonialismo e decolonizzazione\, emigrazione\, e fascismo.  \n\nIl suo attuale progetto riguarda i luoghi del fascismo in Lombardia\, e la difficile eredità materiale del totalitarismo. \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  200 kb \nLocandina – 267 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 febbraio 2022 – 549 kb
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SUMMARY:Luigi Casali\, Marco Galandra\,  Da Marignano a Pavia
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Da Marignano a Pavia. Le guerre italiane di Francesco I (1515-1525) di Luigi Casali\, Marco Galandra\, con la prefazione di Mino Milani (Univers\, 2021). Renata Crotti e Carlo Ercole Gariboldi ne parlano con gli autori. \nLe battaglie di Marignano del 1515 e di Pavia del 1525 contrassegnarono le più importanti guerre combattute in Italia da Francesco I re di Francia per il possesso del  Ducato di Milano; la prima terminò con una grande vittoria sugli svizzeri\, la seconda con una umiliante sconfitta contro l’esercito imperiale di Carlo V guidato da Charles de Lannoy. \nIl libro illustra come le due battaglie\, pur essendo separate da quasi dieci anni\, furono comunque strettamente collegate tra loro dal comune filo conduttore costituito  dalla personalità di Francesco I. Questi\, dopo aver  conquistato il Ducato di Milano nel 1515\, entrò in contrasto con l’imperatore Carlo V che mirava a sua volta a impadronirsi del Milanese e della Borgogna. \nLe varie fasi delle due battaglie e lo svolgimento delle operazioni militari che le precedettero sono ricostruite ed esaminate con grande precisione e attenzione dai due autori attraverso l’attento e approfondito studio delle fonti e documenti ad esse inerenti.  \nIl libro\, di sicuro interesse per tutti gli appassionati di storia\, è arricchito dalla prefazione di Mino Milani e  illustrato con cartine e numerose immagini a colori e in bianco e nero di quadri\, arazzi\, stampe d’epoca\, luoghi e monumenti collegati alle due battaglie. \nLa pubblicazione del libro rientra nelle iniziative che l’Associazione “Comitato per il Quinto Centenario della battaglia di Pavia” sta avviando per ricordare il cinquecentesimo anniversario della battaglia che cadrà il 24 febbraio 2025.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPer rivedere\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  124 kb \nLocandina – 357 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 febbraio 2022  – 429 kb
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