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SUMMARY:Nemo bonus iurista nisi sit bartolista: il restauro dei Commentarii di Bartolo da Sassoferrato
DESCRIPTION:Presentiamo l’incontro Nemo bonus iurista nisi sit bartolista: il restauro dei Commentarii di Bartolo da Sassoferrato\, uno dei punti più alti del pensiero giuridico medievale per la qualità e l’efficacia della riflessione offerta su un amplissimo novero di temi\, restaurato e ora conservato presso la Biblioteca di giurisprudenza dell’Università di Pavia. \nInterverranno: \n\n\nMarzia Pontone\, direttrice della Biblioteca Universitaria di Pavia\n\nCristina Campiglio\, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza\n\nGiampaolo Azzoni\, pro-rettore vicario\n\nCesare Zizza\, delegato del Rettore alle Biblioteche e Archivi\n\nEmanuela Fugazza\, docente di Storia del diritto italiano\n\nMarzia Lucchesi\, docente di Storia del diritto italiano\n\nClara Rolandi\, bibliotecaria della Biblioteca di Giurisprudenza\n\nSonia Introzzi\, titolare laboratorio Volumina s.a.s.\n\nManuela Panarelli\, responsabile divisione Arterìa Safe Tech s.r.l.\n\nCoordina Nicola Rizzo\, presidente del CSB 5. \nAl termine dell’incontro\, una breve visita guidata ai volumi esposti presso la Biblioteca di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. \nL’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences dell’Università di Pavia. Ricordiamo che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSeguirà aperitivo. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 166 kb \nLocandina – 463 kb \nProgramma – 430 kb
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SUMMARY:La dittatura della fantasia. Collage autobiografico di Remo Bianco
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La dittatura della fantasia. Collage autobiografico di Remo Bianco (Johan & Levi\, 2022). Ne parlano Sharon Hecker e Adriano Altamira; introduce Riccardo Gianni\, presidente della Fondazione Remo Bianco. \n“Io dovrei essere un dittatore. Se potessi metterei tutti sotto il giogo della mia fantasia e creatività perché ho continuamente bisogno dell’aiuto di tutti. Sono ossessionato dal fare dal fare dal fare. […] Se fossi un dittatore\, la mia sarebbe una ben strana guerra di conquista […]”. \nL’autobiografia di Remo Bianco La dittatura della fantasia. Collage autobiografico è stato il frutto di un progetto fortemente voluto dalla Fondazione Remo Bianco per onorare l’artista a cento anni dalla sua nascita. \nIl volume presenta gli appunti inediti per un’autobiografia scritti nel corso degli anni ’80 dall’artista\, fondamentale contributo per la conoscenza e l’approfondimento della figura e dell’opera di Bianco\, uno dei protagonisti del panorama artistico milanese e italiano della seconda metà del Novecento. \nIl libro verrà presentato da Sharon Hecker\, membro del Comitato scientifico della Fondazione Remo Bianco\, che ha curato e introdotto la pubblicazione con un saggio che accompagna il lettore nel flusso di coscienza dell’artista e lo aiuta a comprendere la sua opera e il suo pensiero. \nInterverrà Adriano Altamira\, anch’egli membro del Comitato scientifico della Fondazione\, che è stato amico di Remo Bianco ed è oggi uno degli esperti più importanti dell’opera dell’artista. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSharon Hecker \nSharon Hecker è una storica dell’arte e curatrice specializzata in arte moderna e contemporanea italiana. \nEsperta di Medardo Rosso\, è autrice di oltre trenta pubblicazioni sull’artista. \nIl suo lavoro è stato premiato dalle Fondazioni Getty\, Fulbright e Mellon.  \n\nHecker ha anche pubblicato numerosi saggi su artisti italiani del Novecento come Lucio Fontana\, Luciano Fabro e Francesco Lo Savio.\nÈ membro del CRSA – Catalogue Raisonné Scholars Association – e membro fondatrice dell’ ICRA – International Catalogue Raisonné Association. \nAdriano Altamira \nAdriano Altamira è artista\, storico e critico di arte contemporanea. \nAl 1972-73 risalgono sia le sue prime personali in Italia e all’estero che le prime pubblicazioni su NAC\, Flash Art\, Le Arti\, e altre.  \n\nCome artista Altamira ha tenuto una cinquantina di personali in Italia e all’estero\, e partecipato a importanti rassegne\, alle quali ha sempre affiancato un’intensa attività storico-critica\, oltre ad essere stato titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea e di Psicologia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera. \nRiccardo Gianni\nRiccardo Gianni\, fondatore e presidente della Fondazione Remo Bianco\, decide alla scomparsa del padre Virgilio\, mecenate dell’artista\, di accoglierne l’eredità proseguendo la promozione dell’artista. Svolge attività imprenditoriale. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 108 kb \nLocandina – 177 kb \nCopertina – 121 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 giugno 2022 – 67 kb
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CATEGORIES:Ci vediamo in Salone,Il Maggio dei Libri 2022,Presentazione nuove pubblicazioni
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SUMMARY:Festa della Musica 2022. Nuovi “Pezzi da 90 della canzone d’autore”
DESCRIPTION:Per celebrare al meglio la Festa della Musica\, che ogni anno accompagna il Solstizio d’Estate\, proponiamo un nuovo appuntamento con Pezzi da 90 della canzone d’autore. \nLo spettacolo è un viaggio – tra musica e narrazione – nelle eccellenze della nostra canzone d’autore e sarà una piccola anteprima del ciclo di tre appuntamenti che si svolgeranno in Salone Teresiano nel corso del prossimo anno\, con cadenza trimestrale. \nNella cornice del Cortile delle Statue\, i due artisti sul palco\, con due voci e i loro strumenti\, alterneranno la musica dal vivo al racconto delle canzoni e dei personaggi\, intrecciando parole e musica e collegando il pubblico al privato e la Storia del nostro Paese alle mille storie delle emozioni e delle canzoni che sono entrate nell’immaginario collettivo. \nIn Pezzi da 90\, il versatile talento vocale di Matteo Callegari e lo storytelling musicale di Cristiano Callegari si mettono al servizio della migliore tradizione della canzone d’autore italiana. \nL’evento\, organizzato in collaborazione con l’Università di Pavia\, è gratuito\, con prenotazione su Affluences. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 185 kb \nLocandina – 295 kb \nCopertina – 209 kb
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SUMMARY:Il colore della Repubblica. I silenzi della storia e le storie ritrovate di Silvana Patriarca
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il colore della Repubblica. I silenzi della storia e le storie ritrovate (Einaudi\, 2021) di Silvana Patriarca. Arianna Arisi Rota ne discute con l’autrice. \nIn questo libro importante\, Patriarca affronta uno stereotipo diffuso: in Italia il razzismo sarebbe scomparso con la fine del fascismo e dell’impero coloniale.  \nPer gettare luce su questo problema\, il libro ricostruisce gli atteggiamenti prevalenti della società repubblicana verso la «razza» e il colore della pelle.  \nLo fa prendendo in esame il caso dei «mulattini» – «brown babies» – un termine con una forte connotazione razziale che designava i bambini nati nell’immediato dopoguerra dall’incontro tra donne italiane e soldati alleati non bianchi. \nAttraverso fonti scritte e orali\, senza trascurare romanzi e film\, il libro offre una storia collettiva di questi bambini indesiderati\, abbandonati\, nascosti.  \nLa presentazione del volume è parte del secondo ciclo di incontri e seminari “I linguaggi della storia”. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSilvana Patriarca\nSilvana Patriarca\, insegna Storia europea contemporanea presso il Dipartimento di Storia della Fordham University di New York. \n\nIn precedenza ha insegnato alla Columbia University e alla Florida University.  \n\nSi occupa di storia socio-culturale dell’Italia dall’Ottocento a oggi\, con particolare riguardo a temi come nazione\, razza\, genere. Tra i suoi libri\, in italiano Italianità. La costruzione del carattere nazionale (Laterza\, 2010) e Costruire la nazione: la statistica e il Risorgimento (ISTAT\, 2011).  \nArianna Arisi Rota\nArianna Arisi Rota\, insegna Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia.   \n\nSi è occupata di storia della diplomazia\, di storia dell’Ottocento e del Risorgimento\, al quale ha dedicato numerosi volumi e ricerche.  \n\nTra i più recenti\, ricordiamo Il Risorgimento. Un viaggio politico e sentimentale (il Mulino\, 2019) e Il cappello dell’Imperatore. Storia\, memoria e mito di Napoleone Bonaparte attraverso due secoli di culto dei suoi oggetti (Roma\, Donzelli\, 2021).  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 185 kb \nLocandina – 463 kb \nCopertina – 212 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 giugno 2022 – 292 kb
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SUMMARY:Pascoli e le arti
DESCRIPTION:Il Convegno Pascoli e le arti è organizzato da Massimo Castoldi e Gianfranca Lavezzi nell’ambito delle attività didattiche di alta qualificazione del Dipartimento di studi umanistici  dell’Università di Pavia (Dipartimento di Eccellenza 2018-22)\, con la nostra collaborazione e con il patrocinio dell’Accademia Pascoliana di San Mauro Pascoli e della Fondazione Giovanni Pascoli di Barga. \nNelle due giornate del 13 e 14 settembre saranno indagati i molteplici aspetti del rapporto fra Pascoli e le arti\, sia a livello sincronico\, esaminando il dialogo del poeta con gli artisti coevi – e le relative tangenze con la sua opera –  sia a livello diacronico\, con attenzione alla ricezione di Pascoli nel teatro\, nel cinema e nella radio; inoltre\, potremo ascoltare la testimonianza di un’artista che ha “riletto” Pascoli nei suoi quadri\, uno dei quali è riprodotto nella locandina. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 37 kb \nLocandina – 5 mb
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SUMMARY:Summa Plantarum e Giardini Disobbedienti - Inaugurazione mostre
DESCRIPTION:Nell’ambito dell’iniziativa Horti Aperti\, Festival del verde in città\, inauguriamo le mostre Summa Plantarum e Giardini Disobbedienti. \nDopo i saluti istituzionali di Marzia Pontone (Direttrice della Biblioteca Universitaria di Pavia) e Federica Villa (Delegata del Rettore dell’Università di Pavia alla Terza Missione per eventi e percorsi culturali) interverranno Nicola Ardenghi\, Antonella Campagna e Sabina Berra\, curatori delle mostre\, e Graziano Rossi\, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente. \nSumma Plantarum\, curata da Nicola Ardenghi\, Simone Orsenigo\, Antonella Campagna e Maria Cristina Regali\, propone: \n\nmanoscritti e una selezione di libri antichi della nostra biblioteca\n\nnumerose tavole del prezioso Erbario Vitman del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente\, esposte qui la prima volta\n\nstraordinari modelli botanici dell’Orto Botanico dell’Università di Pavia.\n\nLa mostra apre con una vetrina interamente dedicata alla mandragora\, raffigurata: \n\n\nnel magnifico Herbarium manoscritto in pergamena del XIV secolo\n\nnell’Herbarius stampato a Magonza nel 1484 \n\nnella settecentesca incisione acquerellata di Giorgio Bonelli. \n\nContinua con il codice stupendo Hortus impressus per procedere in ordine cronologico\, dagli incunaboli alle edizioni del Seicento di botanici europei\, che si soffermano anche su piante esotiche scoperte nei loro viaggi\, passando per numerose cinquecentine.  \nA rappresentare il Settecento\, tra gli altri: \n\n\n Deliciae Florae di Scopoli e Icones plantarum medicinalium di Plenck\, magnificamente illustrati\n\nun manoscritto ad acquerello\, realizzato da Damiano Mascaroni\, monaco della Certosa di Pavia\n\nMenthae Britannicae di William Sole\, accostato alla voce “Mentha” del fondamentale Species Plantarum di Linneo che rivoluziona la nomenclatura botanica.\n\nInfine\, le illustrazioni di piante del nostro territorio come il Tribulus\, noto nemico delle biciclette\, il Tabacco e l’Uva di Canetto\, a rappresentare la ricchezza dei vitigni dell’Oltrepò. \nLe altre vetrine sono dedicate all’Erbario di Fulgenzio Vitman (1728-1806)\, il più antico tra gli erbari custoditi presso l’Herbarium Universitatis Ticinensis\, conservato dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia.\nRisale alla seconda metà del Settecento ed è caratterizzato dalla presenza di splendidi disegni acquerellati che sostituiscono in parte o in toto organi difficilmente conservabili come fiori e frutti. \nIl monaco vallombrosano Vitman\, primo titolare della cattedra di Botanica dell’Ateneo pavese\, fondò l’Orto Botanico di Pavia e quello di Brera. Il suo erbario venne realizzato prevalentemente per insegnare Botanica ai medici e agli speziali. Il nucleo della collezione\, costituito da oltre millecinquecento fogli\, è custodito presso l’Erbario dell’Università di Pavia\, anche se la sua reale ubicazione è rimasta a lungo ignota agli studiosi. \nL’Orto Botanico dell’Università\, infine\, espone una selezione dei centotrentacinque splendidi modelli botanici della manifattura berlinese Robert & Reinhold Brendel\, raffiguranti la morfologia e l’anatomia di diverse specie vegetali.\nRisalgono con ogni probabilità alla fine del XIX secolo; il loro recente restauro ha svelato la complessità della loro fabbricazione\, avvenuta con l’impiego di innumerevoli materiali di origine biologica: cartapesta\, legno\, gelatine animali\, crini di cavallo\, midollo di canna\, fibra di canapa\, seta e piume. \nGiardini Disobbedienti di Sabina Berra completa l’allestimento in Salone Teresiano\, che illustra come si modifica\, nel tempo e nell’evoluzione della scienza\, la rappresentazione di piante e fiori\, con le sue fotografie di piante contemporanee che scendono dall’alto\, sospese sulle bacheche con grande impatto visivo. \nLa mostra è aperta dal 15 settembre al 15 ottobre 2022: \n\n\nda lunedì a venerdì 8.30-18.30\n\nsabato 8.30-13.30\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 171 kb \nLocandina – 105 kb
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SUMMARY:Summa Plantarum e Giardini Disobbedienti - Mostre
DESCRIPTION:Nell’ambito dell’iniziativa Horti Aperti\, Festival del verde in città proponiamo due mostre\, allestite in Salone Teresiano: \n\nSumma Plantarum\, a cura di Nicola Ardenghi\, Simone Orsenigo\, Antonella Campagna e Maria Cristina Regali\, dedicata agli erbari.\n\nGiardini Disobbedienti\, a cura di Sabina Berra che espone le sue fotografie per illustrare come si modifica\, nel tempo e nell’evoluzione della scienza\, la rappresentazione di piante e fiori.\n\nLe mostre sono realizzate in collaborazione con l’Orto Botanico e il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia.  \nSumma Plantarum\, curata da Nicola Ardenghi\, Simone Orsenigo\, Antonella Campagna e Maria Cristina Regali\, propone: \n\nmanoscritti e una selezione di libri antichi della nostra biblioteca\n\nnumerose tavole del prezioso Erbario Vitman del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente\, esposte qui la prima volta\n\nstraordinari modelli botanici dell’Orto Botanico dell’Università di Pavia.\n\nLa mostra apre con una vetrina interamente dedicata alla mandragora\, raffigurata: \n\n\nnel magnifico Herbarium manoscritto in pergamena del XIV secolo\n\nnell’Herbarius stampato a Magonza nel 1484 \n\nnella settecentesca incisione acquerellata di Giorgio Bonelli. \n\nContinua con il magnifico codice Hortus impressus per procedere in ordine cronologico\, dagli incunaboli alle edizioni del Seicento di botanici europei\, che si soffermano anche su piante esotiche scoperte nei loro viaggi\, passando per numerose cinquecentine.  \nA rappresentare il Settecento\, tra gli altri: \n\n\n Deliciae Florae di Scopoli e Icones plantarum medicinalium di Plenck\, magnificamente illustrati\n\nun manoscritto ad acquerello\, realizzato da Damiano Mascaroni\, monaco della Certosa di Pavia\n\nMenthae Britannicae di William Sole\, accostato alla voce “Mentha” del fondamentale Species Plantarum di Linneo che rivoluziona la nomenclatura botanica.\n\nInfine\, le illustrazioni di piante del nostro territorio come il Tribulus\, noto nemico delle biciclette\, il Tabacco e l’Uva di Canetto\, a rappresentare la ricchezza dei vitigni dell’Oltrepò. \nLe altre vetrine sono dedicate all’Erbario di Fulgenzio Vitman (1728-1806)\, il più antico tra gli erbari custoditi presso l’Herbarium Universitatis Ticinensis\, conservato dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia.\nRisale alla seconda metà del Settecento ed è caratterizzato dalla presenza di splendidi disegni acquerellati che sostituiscono in parte o in toto organi difficilmente conservabili come fiori e frutti. \nIl monaco vallombrosano Vitman\, primo titolare della cattedra di Botanica dell’Ateneo pavese\, fondò l’Orto Botanico di Pavia e quello di Brera. Il suo erbario venne realizzato prevalentemente per insegnare Botanica ai medici e agli speziali. Il nucleo della collezione\, costituito da oltre millecinquecento fogli\, è custodito presso l’Erbario dell’Università di Pavia\, anche se la sua reale ubicazione è rimasta a lungo ignota agli studiosi. \nL’Orto Botanico dell’Università\, infine\, espone una selezione dei centotrentacinque splendidi modelli botanici della manifattura berlinese Robert & Reinhold Brendel\, raffiguranti la morfologia e l’anatomia di diverse specie vegetali.\nRisalgono con ogni probabilità alla fine del XIX secolo; il loro recente restauro ha svelato la complessità della loro fabbricazione\, avvenuta con l’impiego di innumerevoli materiali di origine biologica: cartapesta\, legno\, gelatine animali\, crini di cavallo\, midollo di canna\, fibra di canapa\, seta e piume. \nGiardini Disobbedienti di Sabina Berra completa l’allestimento in Salone Teresiano e illustra come si modifica\, nel tempo e nell’evoluzione della scienza\, la rappresentazione di piante e fiori\, con le sue fotografie di piante contemporanee che scendono dall’alto\, sospese sulle bacheche con grande impatto visivo. \nLa mostra è aperta dal 15 settembre al 20 ottobre 2022: \n\n\nda lunedì a venerdì 8.30-18.30\n\nsabato 8.30-13.30\n\n Rivedi l’inaugurazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 167 kb \nLocandina – 100 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 settembre 2022 – 414 kb
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SUMMARY:“non ti perdonano di essere un poeta…”
DESCRIPTION:Poetry in Music Project in Progress presenta “non ti perdonano di essere un poeta…”\, un pomeriggio di pensieri\, musica e poesia in compagnia di Pier Paolo Pasolini con il poeta Guido Oldani e il musicista Carlo Zarinelli.	 \nLa narrazione e i ricordi del poeta Guido Oldani si fondono con la musica e il canto di Carlo Zarinelli che dà una nuova voce a liriche di rara intensità e suggestione. \n\nGuido Oldani riflette sulla poesia civile e sulla poetica di Pasolini ricordando anche le parole del poeta Dario Bellezza sulla serata del 1 novembre 1975.  \n\nCarlo Zarinelli propone con una nuova interpretazione in musica e canzone alcune poesie di Pier Paolo Pasolini e le liriche a lui dedicate da Elsa Morante e Guido Oldani.\nUn ininterrotto dialogo\, un percorso di condivisione dove la musica delle parole genera una musica per le parole. \nGuido Oldani\nGuido Oldani è poeta\, ideatore del Realismo Terminale\, è tradotto in inglese\, svedese\, tedesco\, russo\, arabo\, rumeno\, spagnolo\, uzbeco\, polacco e cinese.\nDirige la collana di poesia Argani (Mursia) e collabora ad Avvenire e Affaritaliani.\nAutore di alcune rappresentazioni teatrali popolari e ha ideato e condotto trasmissioni radiotelevisive.\nNel 2021 diventa referente per l’Italia del WPM (World Poetry Movement). \nCarlo Zarinelli \nCarlo Zarinelli è compositore\, autore e ideatore nel 2019 del progetto Poetry in Music Project in Progress.\nPremio Lunezia 2020 “Musicare i Poeti” per la composizione “Il Buon Governo del Mondo” (Dante Alighieri – Divina Commedia/Paradiso/Canto XI).\nDal 2019 ha partecipato alle edizioni di Book City BCM al Teatro Franco Parenti con lo spettacolo musicale Poetry in Music or Music in Poetry. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 105 kb \nLocandina – 246 kb \nCopertina – 94 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 20 settembre 2022 – 217 kb
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SUMMARY:Giornate Europee del Patrimonio 2022
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee del patrimonio\, promosse dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e sostenute dal Ministero della Cultura\, domenica 25 settembre apriremo eccezionalmente dalle 14.30 alle 18.30. \nDalle 14.30 alle 16.30 potrete visitare il Salone Teresiano e la mostra Summa Plantarum\, dedicata ai tesori botanici della città. \nAlle 16.30\, la presentazione del libro di Annalisa Alberici Viaggio intorno al Globo (Pavia\, Univers\, 2022). Con l’autrice parleranno le restauratrici Francesca Telli e Roberta Bolzoni che firmano l’appendice al libro dedicata al restauro. \nIl globo manoscritto di Vincenzo Rosa\, datato 1793\, non ha mai lasciato il Salone Teresiano ed è diventato un simbolo inscindibile della biblioteca. \nUn fascino particolare ha esercitato su Annalisa Alberici\, viaggiatrice appassionata\, che ha deciso di coprire interamente le spese di restauro del globo avvalendosi delle opportunità offerte dall’Art Bonus: è il monumentum aere perennius che ha voluto dedicare a “tre grandi viaggiatori: i miei genitori\, Amelia ed Eugenio\, e mio marito\, Benedetto”. \nÈ nato così\, nel 2020\, questo grande progetto di restauro\, di cui potrete leggere sorprese\, difficoltà e risultati in questo volume fresco di stampa che racconta le storie dei viaggiatori cui Annalisa Alberici ha dedicato il suo dono alla cultura\, ma anche le vicende di un intellettuale artigiano come Vincenzo Rosa\, autore del bellissimo manufatto settecentesco\, e dei suoi studi cartografici. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 137 kb \nLocandina – 197 kb \nCopertina – 82 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 23 settembre 2022 – 76 kb
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SUMMARY:Il giardino è aperto di Alessandra Angelini
DESCRIPTION:Presentiamo il libro d’Artista Il giardino è aperto a cura di Alessandra Angelini che ha realizzato le incisioni; i testi sono di Paolo Cottini e Sir Peter Smithers. \nInsieme alla curatrice intervengono: \n\n\nElisabetta Falck\, Presidente dell’Associazione Cento Amici del Libro\n\nAlessandro Soldini\, bibliofilo e coordinatore delle attività espositive della Biblioteca Salita dei frati di Lugano\n\nPaolo Cottini\, storico dei giardini.\n\nIl libro racconta il personaggio Smithers e il suo stretto legame con  il giardino\, inteso come luogo naturale e metafora della vita. \nIn particolare scrive del giardino di Morcote\, nel Canton Ticino\, che Sir Peter Smithers\, agente segreto\, politico britannico e diplomatico\, morto all’età di 93 anni e trasferitosi in Svizzera a 56\, progettò\, costruì e curò negli ultimi vent’anni della sua lunga e vivace esistenza.  \nIl principio di base nella creazione di questo giardino e il suo obiettivo fu che col tempo\, esso avrebbe dovuto mantenersi da solo. Il mutuo sostegno fra le piante doveva condurre gradualmente all’eliminazione dell’intervento umano\, cosa fondamentale in vista dell’avanzare dell’età dell’ideatore. \nNel libro\, Alessandra Angelini\, grazie alle suggestioni prodotte dal giardino e dal suo autore\, e ascoltando i suggerimenti evocati dal testo di Paolo Cottini\,  desidera far emergere\,  attraverso un’armonia tra immagini reali e astrazione\, lo spirito di un uomo\, a tratti razionale e scientifico e a tratti infinitamente poetico\, che ha dedicato una parte fondamentale della propria vita alla natura e alla sua bellezza. \nL’artista sceglie la tecnica del Solarplate\, (incisione di matrici polimeriche mediante luce solare o  raggi UV)\,  linguaggio grafico che le consente di esprimersi sia attraverso l’aspetto segnico sia mediante il linguaggio della fotografia. La fotografia viene rielaborata dall’artista e talvolta fusa con il disegno e il segno in un processo di ibridazione tecnica e concettuale. \nLa xilografia a secco e altre tecniche che si prestano all’espressione del puro rilievo senza uso del colore  accompagnano e donano  un senso unitario a tutte le pagine del libro.   \nIl volume presenta nella parte del testo\, stampato con caratteri tipografici mobili\, spaziature e rimandi che seguono la forma degli interventi grafici dell’artista. \nLa scelta del formato del libro\, che corrisponde al rapporto aureo tra i lati\, è un omaggio alla  lezione etica ed estetica che Sir Smithers ci ha trasmesso: Armonia e di Bellezza\, come accade alle piante e i fiori\, sono in grado di trasformare la quotidianità  nel giardino aperto dei nostri sogni. \nAlessandra Angelini\nAlessandra Angelini (Parma\, 1953) è artista e già titolare della cattedra di indirizzo in Tecniche dell’Incisione/Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera\, Dipartimento Arti Visive Milano.  \nInteressata alle consonanze tra arti figurative ed altre forme espressive\, quali la musica e la poesia\, ha realizzato diversi libri d’artista\, preziose edizioni che sono state acquisite da collezionisti e musei.  \nHa esposto in numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati\, in Italia\, Stati Uniti\, Australia\, Cina\, Europa (Germania\, Gran Bretagna\, Portogallo\, Estonia\, Polonia\, Spagna\, Svizzera\, Bulgaria). Sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei italiani ed esteri. \nPaolo Cottini\nPaolo Cottini\, dopo aver insegnato materie storico-letterarie\, ha condotto un’intensa attività di ricerca nel settore floristico e nel settore del giardino storico.  \nÈ stato collaboratore fisso di riviste specializzate\, in particolare di Gardenia e Giardini.  \nHa scritto numerosi libri dedicati ai giardini storici. Nel 2015\, per le edizioni di Cento Amici del Libro\, ha scritto i testi di Il giardino è aperto\, sogni e illuminazioni di Sir Peter Smithers a Vico Morcote (illustrato dalle opere di Alessandra Angelini)\, mentre nel 2018 ha pubblicato Villa Solferino a Osmate (Ed. GR\, Besana in Brianza). \nCome consulente ed esperto nel settore della flora ornamentale\, ha collaborato in équipe con altri professionisti alla realizzazione di censimenti o di progetti di restauro di numerosi parchi o giardini storici\, fra cui quelli di Villa Carlotta a Tremezzo e di Villa Melzi d’Eril a Bellagio.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 109 kb \nLocandina – 193 kb \nCopertina – 107 kb
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SUMMARY:Poveri Gabbiani e altri Podcast
DESCRIPTION:Un progetto europeo\, che\, attraverso la radio\, cerca di dare voce a chi non ce l’ha: Poveri Gabbiani e altri Podcast racconta la genesi di una serie di trasmissioni radiofoniche che si possono reperire sulle piattaforme audio più note\, tra cui Spotify\, e sul sito Sharad\, creato per accogliere i partner di questo programma. \nL’associazione Amici della Mongolfiera presenta Un povero Gabbiano\, testo teatrale tratto da un racconto di Kazuo Ishiguro da Marco Bianciardi che\, insieme a Lisa Lanfranchi e con la regia tecnica di Vincenzo Cammarata\, ha registrato in carcere\, coinvolgendo un gruppo di detenuti.  \nRacconteranno com’è nata l’idea e la storia che si cela dietro le registrazioni\, assieme a Vanna Jahier.  \nAlla fine del loro intervento ascolteremo parte del prodotto realizzato e i saluti alla platea dei partecipanti al podcast che\, essendo detenuti\, non potrebbero altrimenti partecipare. \nL’Istituto Cossa\, capofila del progetto\, racconterà la propria esperienza facendo intervenire anche gli studenti che vi hanno contribuito\, oltre ai docenti\, sia quelli impegnati in carcere sia nelle scuole serali. \nShare Radio\, l’altro partner italiano del progetto\, spiegherà\, attraverso le parole dell’autrice radiofonica Anais Poirot Gorse\, cosa vuol dire fare un podcast negli anni duemila e perché se ne fanno tanti. Inoltre  realizzerà una diretta radio della serata. \nInterverranno\, infine\, alcuni operatori del carcere per sottolineare quanto queste iniziative siano utili per i detenuti e il loro reintegro nella società\, le difficoltà che comporta realizzare progetti simili e come si inseriscano in una cooperazione internazionale. \nInterverranno:  \n\n\nLidia Acquaotta\, docente di lettere presso l’Istituto Cossa\, Pavia\n\nAnais Poirot Gorse\, autrice di Podcast per Share Radio e Radio Svizzera\n\nLetizia Prestia\, funzionario pedagogico presso la Casa Circondariale di Pavia\n\nEleonora Salvadori\, esperta della costruzione e gestione di progetti europei nell’ambito umanistico\, linguistico e sociale\n\nVanna Jahier\, fondatrice e anima degli Amici della Mongolfiera.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 126 kb \nLocandina – 247 kb \nCopertina – 158 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 3 ottobre 2022 – 278 kb
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SUMMARY:Meraviglie Nascoste. Alla scoperta di piccoli Musei dal grande valore
DESCRIPTION:Meraviglie Nascoste. Alla scoperta di piccoli Musei dal grande valore è il titolo scelto per il volume che presentiamo con Maria Teresa Ceva\, Presidentessa dell’Inner Wheel di Pavia\, e Renata Crotti\, Docente di storia medievale. \nLe 250 pagine illustrano numerosi piccoli musei di grande valore presenti nelle regioni del Distretto 204.  \nIl volume nasce da un’idea di Titti Fusi\, Chairman del Comitato all’Espansione\, che con il suo entusiasmo ha coinvolto le socie dei 43 club.  \nIl risultato è veramente notevole: il libro è attraente\, elegante\, ricco di bellissime illustrazioni.  \nAd ogni museo sono riservate due pagine che contengono\, oltre alle immagini\, esaurienti spiegazioni.  \nIl club ha presentato sette interessanti musei del territorio. La finalità dell’opera è far conoscere alcune realtà poco note e rendere sempre più visibile l’Inner con i suoi services\, anche perché\, con la realizzazione di questo libro\, le 1100 socie del Distretto 204 sostengono la Lega del filo d’oro. \nPer Pavia sono descritti il Museo Diocesano nella cripta del Duomo\, di prossima apertura\, il Museo storico e il Museo di Archeologia dell’Università di Pavia\, e la “mappa” delle immagini sacre\, presentata come un museo a cielo aperto diffuso in tutta la città. \nPer Vigevano si racconta il Museo della calzatura e l’allestimento Leonardiano nel Castello Sforzesco. \nSi rinnova così il  nostro rapporto con Inner Wheel\, iniziato già nel 2015 con il generoso finanziamento del restauro dei codici Aldini 1 e Aldini 227 curato da Francesca Toscani. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 142 kb \nLocandina – 221 kb \nCopertina – 128 kb
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SUMMARY:Domenica di carta 2022
DESCRIPTION:In occasione della Domenica di carta\, presentiamo Medea con Giuliana Nuvoli e Cristina Dell’Acqua\, musiche di Virginia Sutera\, testi e regia di Giuliana Nuvoli. \nLo spettacolo\, come sempre in Salone Teresiano\, celebra i cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini e anima la nostra Domenica di Carta\, apertura straordinaria\, promossa dal Ministero della Cultura per valorizzare luoghi e patrimonio custodito nelle Biblioteche e negli Archivi dello Stato. \n \nLo spettacolo sarà articolato in due parti: \n\nCristina dell’Acqua parlerà della Medea di Euripide\, seguita da Giuliana Nuvoli che introdurrà al film Medea di Pasolini\n\nGiuliana Nuvoli reciterà un suo testo\, rivisitazione della figura e della storia di Medea\, figura di una attualità straziante\, al di là di quello che rappresenta nell’immaginario comune.\n\n\nLe musiche di Virginia Sutera commenteranno l’intero spettacolo. \nGiuliana Nuvoli\nGiuliana Nuvoli\, presidente Associazione Dante e le arti\, già professore di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Milano\, scrittrice e autrice dei testi teatrali che porta in scena. \nCristina Dell’Acqua\nCristina Dell’Acqua\, scrittrice\, insegna Greco presso il Collegio S. Carlo di Milano\, collabora col “Corriere della Sera”. \nVirginia Sutera\nVirginia Sutera\, violinista\, compositrice e improvvisatrice. I suoi progetti in atto:  \n\n\nDuo Sutera-Novali\n\nAnser\n\nTuscany Music Revolution.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 138 kb \nLocandina – 142 kb \nCopertina – 58 kb
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SUMMARY:La tutela dell’ambiente nella Costituzione. Le future generazioni e il ruolo dei giovani
DESCRIPTION:Per IT.A.CÀ\, Festival del Turismo respondabile\, presentiamo La tutela dell’ambiente nella Costituzione. Le future generazioni e il ruolo dei giovani\, tavola rotonda a cura di Andrea Gratteri. \nCon il curatore ne discutono:  \n\n\nGiorgio Scianna\, scrittore\n\nCarlo Dirotti\, Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Pavia\n\nAndrea Zatti del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli Studi di Pavia\n\nModera Claudia Lupi del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia. \nLa Costituzione tutela espressamente l’ambiente\, la biodiversità e gli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni. Questa apertura al futuro dell’umanità implicitamente richiama la necessità di un’azione politica per contrastare la crisi climatica e prende atto del ruolo che le nuove generazioni hanno nel “dar voce” a quelle future\, anche solo per una ragione di prossimità. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 94 kb \nLocandina – 209 kb \nCopertina – 95 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 13 ottobre 2022 – 239 kb
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SUMMARY:On Surveillance and Control at Borders and Boundaries
DESCRIPTION:Presentiamo il volume On Surveillance and Control at Borders and Boundaries. Landscape\, Infrastructures\, and Architecture (Roma\, tabedizioni\, 2022). Intervengono Giuseppe D’Anna e Olivia Longo. \nIl libro è il risultato di un progetto di ricerca internazionale coordinato da Alejandro González Milea (Ciudad Juarez Autonomous University\, Messico) e da Olimpia Niglio (Università di Pavia) tra il 2020 e il 2022.  \nDi oltre 500 pagine\, raccoglie contributi di autori provenienti dall’America\, Europa\, Medio Oriente e Africa\, che analizzano le strutture dinamiche dei significati di “confine” e “frontiera” in undici paesi del mondo.  \nÈ suddiviso in quattro sezioni: \n\n\nSui confini e territori di mezzo\n\nRisorse e interstizi recintati\n\nCittà divise e confinanti\n\nArchitettura e infrastruttura\n\ne offre approcci teorici e riflessivi sulla dimensione culturale\, sociale e paesaggistica dei processi che investono lo studio delle aree di confine\, il ruolo svolto dalle amministrazioni urbane e dai governi nonché il significato delle infrastrutture che intervengono nella delimitazione spaziale dell’esistenza umana.  \nIl lettore troverà approcci analitici che vanno dalla teoria del pensiero umano\, alla storia\, agli studi sul patrimonio culturale locale\, alla storia architettonica e del paesaggio\, alle arti figurative\, all’iconografia urbana\, il tutto sempre con una visione interdisciplinare. \nGiuseppe D’Anna\nGiuseppe D’Anna\, Professore Ordinario di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Filosofia\, Facoltà di Lettere e Filosofia\, Università Cattolica di Milano. \nOlivia Longo\nOlivia Longo\, Professoressa Associata di Composizione architettonica e urbana\, Dipartimento di Ingegneria Civile Architettura Territorio Ambiente e di Matematica (DICATAM)\, Università degli Studi di Brescia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 145 kb \nLocandina – 176 kb \nCopertina – 122 kb
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SUMMARY:Pezzi da 90. L'amore d'autore
DESCRIPTION:Il meglio della canzone d’autore torna a riempire di note e parole il silenzio magico del Salone Teresiano. \nPezzi da 90 della canzone italiana\, spettacolo di canzoni e narrazioni firmato da Matteo e Cristiano Callegari\, vivrà quest’anno di ben tre appuntamenti pavesi. \n“Le musiche dei nostri grandi cantautori sono un tesoro prezioso e ogni volta noi cerchiamo una chiave di lettura nuova per esplorarlo e tirar fuori anche le gemme meno conosciute” – spiega Matteo Callegari\, interprete versatile e “mimetico” di tutte le canzoni in programma –\nin questo piccolo ciclo\, ogni spettacolo ha un tema che ha guidato le scelte delle canzoni e delle loro storie. Cominciamo con l’amore d’autore”. \nPezzi da 90 è uno spettacolo composito\, che intreccia canzoni e personaggi\, musica e parole\, collegando il pubblico e il privato\, la Storia e le storie nell’intento di valorizzare la grande musica d’autore che ha accompagnato gli ultimi decenni della storia del nostro paese. \nIn questo spettacolo\, la chitarra e la voce di Matteo Callegari e il pianoforte e lo storytelling di Cristiano Callegari si mettono al servizio di una grande tradizione. \nMatteo Callegari\nMatteo Callegari\, pavese\, è uno degli interpreti più apprezzati di molti repertori diversi.\nVanta collaborazioni con Ellade Bandini\, Rachel Z e Jerry Marotta\, ed esibizioni al Blue Note di Milano. Ha partecipato a diversi progetti monografici dedicati a De Andrè\, Dalla\, Genesis\, Peter Gabriel\, Frank Zappa\, e si esibisce regolarmente con uno spettacolo sui grandi songwriter americani. \nCristiano Callegari\nCristiano Callegari\, dopo una laurea in legge\, lavora come copywriter e autore per agenzie pubblicitarie e case editrici.\nDa sempre scrive storie e da alcuni anni si occupa di storytelling musicale per grandi e piccini. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 121 kb \nLocandina – 228 kb \nCopertina – 131 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 20 ottobre 2022 – 68 kb
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SUMMARY:Poesie del Camminare di Carlo Marconi
DESCRIPTION:Presentiamo Poesie del camminare di Carlo Marconi (Roma\, Edizioni Lapis\, 2022). Con l’autore\, ne parlerà Gipo Anfosso. L’evento sarà accompagnato da intermezzi musicali del Maestro Matteo Callegari. \nCon l’occasione sarà possibile apprezzare alcune illustrazioni del libro\, realizzate da Serena Viola\, esposte nel Salone Teresiano. \nLe Poesie del camminare nascono come invito a intraprendere un viaggio\, per scoprire cosa c’è al di fuori di noi e per sostare in ascolto dei sentimenti che abitano la nostra anima.  \nSono sillabe di passi e di battiti del cuore\, rime di sguardi e di incontri\, versi di impronte e di gocce di sudore. \nSono poesie che invitano tutti\, grandi e piccoli\, a cogliere ogni aspetto di quell’avventura che ci attende poco oltre la soglia di casa e si chiama vita. \nCarlo Marconi\nCarlo Marconi è livornese ma da molti anni abita a Pavia\, dove lavora come maestro in una scuola elementare. \n\nAma la scrittura creativa\, la poesia\, le filastrocche e i giochi di parole e cerca di trasmettere questa passione anche ai suoi alunni. \nInsieme a loro ha scritto Lo Stato siamo Noi (Emme Edizioni\, ottobre 2012 e Edizioni Gruppo Abele\, febbraio 2022)\, un libro che parla di diritti e doveri\, di uguaglianza\, di libertà e pace. \n\nDa solo\, invece\, ha scritto Di qua e di là dal mare (Edizioni Gruppo Abele\, gennaio 2018)\, un alfabeto di filastrocche dedicato ai migranti\, e Poesie del camminare (Lapis\, maggio 2022). \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso nasce a Sanremo e vive a Pavia. Laureato in filosofia\, è insegnante di Lettere alle scuole medie e formatore nell’ambito dell’educazione ai diritti e dell’autobiografia linguistica.  \nHa pubblicato la raccolta di racconti Muri a secco (Ennepilibri\, 2009)\, e con Rayuela Edizioni il romanzo Ricordo tutto (2012) e la raccolta di racconti sulla scuola Già che sei in piedi (2020). \n\nHa curato anche\, insieme a Daniela Bonanni\, il volume La mia prima volta con Fabrizio de Andrè (Ibis Edizioni). \nMatteo Callegari\nMatteo Callegari\, cantante e strumentista pavese debutta nel 1986\, al suo attivo diverse esperienze in band locali e collaborazioni con professionisti di fama internazionale\, si è cimentato con svariati repertori\, da Beatles a Dylan\, a Genesis e Peter Gabriel. \n\nLa passione e l’interesse per la qualità della forma canzone lo ha portato ad esplorare la canzone d’autore italiana fondando l’ensemble “Per sempre Coinvolti” che da 12 anni ripropone l’opera di Fabrizio De André oltre ad altri progetti dedicati a Lucio Dalla\, Francesco De Gregori e altri.  \n\nInsieme al fratello Cristiano mette la sua voce al servizio della canzone d’autore italiana: un esempio è lo spettacolo Pezzi da 90\, proposto in occasione della Festa della musica 2021 e della Festa della musica 2022.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 151 kb \nLocandina – 198 kb \nCopertina – 78 kb
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SUMMARY:La strada in salita di Bruno Geddo
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La strada in salita. Trent’anni sul fronte umanitario con le Nazioni Unite  di Bruno Geddo (Roma\, Albatros\, 2021). Con l’autore interviene Nello Scavo. \nBruno Geddo è stato per trent’anni impegnato sul fronte umanitario con l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR/ACNUR)\, a partire dal programma Junior Professional Officer del Ministero degli Esteri\, poi la nuova vita in Sudan\, i rifugiati etiopi in fuga da guerra e carestia\, gli interventi delle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e delle Organizzazioni Non Governative.  \nUna storia che intreccia quelle di donne\, uomini e bambini\, intessuta di sofferenze e sacrifici\, di battaglie per la difesa dei diritti umani\, di guerre etniche e di religione\, della vita nei campi dei rifugiati\, degli incontri coi migranti\, del terrore per gli attacchi dell’ISIS\, della disumanità del terrorismo.  \nStorie di popoli e paesi feriti\, dallo Yemen all’Iraq\, dalla Somalia alla Mauritania\, dalla Repubblica Centrafricana alla Repubblica Democratica del Congo\, a raccontarci di ferocia e dedizione\, di fame e pudore\, di sabbia e vento\, d’ingiustizia e indifferenza e\, nonostante tutto\, di Bellezza e Amore per la Vita.  \nL’esperienza del lavoro umanitario in presa diretta sul campo\, attraverso un viaggio immaginario tra paesi e popoli\, ambienti e culture\, dall’Africa al Medio Oriente. Con una riflessione sui fattori che determinano i movimenti migratori (guerra\, persecuzione\, povertà) e i temi sensibili che ne sono toccati (sicurezza\, lavoro\, identità). \nBruno Geddo\nBruno Geddo ha lavorato per trent’anni  con l’Agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ricoprendo vari ruoli in paesi a rischio\, tra cui Sudan\, Repubblica Centrafricana\, Somalia\, Yemen\, Mauritania. \nIl suo ultimo incarico è stato in Iraq\, dove ha diretto la risposta dell’UNHCR alla crisi umanitaria provocata dalla guerra contro l’ISIS. \nNello Scavo\nNello Scavo è inviato speciale di “Avvenire“. Negli anni ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale\, firmando servizi da molte zone calde come la ex Jugoslavia\, il Sud Est asiatico\, i paesi dell’ex URSS\, l’America Latina\, il Corno d’Africa e il Maghreb.  \n\nHa ottenuto numerosi riconoscimenti\, tra cui il Premio Cidu per i Diritti Umani – Ministero degli Esteri (2020)\, Il Premiolino (2020)\, il Premio Maria Grazia Cutuli 2022. Il suo ultimo libro é Kiev (Garzanti). \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 94 kb \nLocandina – 236 kb \nCopertina – 95 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 ottobre 2022 – 166 kb
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SUMMARY:Cinquanta. 50 ritratti della mia musica di Renzo Chiesa
DESCRIPTION:In occasione dell’apertura straordinaria di domenica 30 ottobre\, presentiamo Cinquanta. 50 ritratti della mia musica di Renzo Chiesa (Vololibero\, 2022). Con l’autore ne parlano Daniela Bonanni e Mamo Loati. \n“Questo mio lavoro fotografico nasce quasi involontariamente. La musica stava cambiando\, fenomeni stranieri iniziavano ad arrivare anche da noi. Musicisti che fino a ieri ascoltavamo da Radio Luxembourg\, ora li avevamo lì davanti ai nostri occhi. \n\nGrande la voglia di ‘esserci’ e di far parte di questo cambiamento e di riuscire a documentarlo. \n\nInizialmente non era certo mia intenzione farne una professione\, in realtà volevo solo avere un ricordo di momenti ritenuti irripetibili\, ma questi si sono ripetuti mille e mille volte. \n\nQuesto è un libro soggettivo e non enciclopedico\, ci sono i musicisti che mi hanno emozionato. Molte anche le mancanze\, purtroppo\, ma non sempre per colpa mia”. \nRenzo Chiesa\nClasse 1951\, cremonese\, Renzo Chiesa si stabilisce a Milano nel 1961. \nSi appassiona all’immagine\, alla fine anni cinquanta\, dopo l’acquisto in famiglia del primo televisore.  \nDopo gli studi\, il primo approccio alla fotografia avviene con l’inserimento nel laboratorio fotografico all’interno della Arnoldo Mondadori nella storica sede di via Bianca Maria di Savoia.  \nPoter vedere da vicino il lavoro dei vari fotografi\, inviati in tutto il mondo\, fa esplodere la voglia di fare questa professione.  \nFu anche la fortuna di lavorare alla Mondadori che gli fece conoscere Arrigo Polillo\, dirigente e organizzatore del Festival internazionale del Jazz al Teatro Lirico.  \nQuesto gli permise di fotografare tanti grandissimi del jazz\, da Duke Elligton\, a Ella Fitgerald\, da Nina Simone a Miles Davis.  \nDivenuto assistente in studi fotografici professionalmente diversi\, apre poi un proprio studio. \nLa collaborazione con case discografiche inizia presto. \nChiesa aveva un desiderio: realizzare tre copertine di artisti che amava\, Lucio Dalla\, Paolo Conte e Enzo Jannacci. \nDopo aver coronato questo sogno avrebbe voluto dedicarsi ad altri settori\, invece la popolarità dei tre artisti lo portò ancora di più nel campo discografico.  \nLe collaborazioni iniziarono anche con grandi editori\, Mondadori\, Rizzoli\, Abitare Segesta. \nVarie le testate con cui ha collaborato come Panorama\, Costruire\, Max\, Amica\, Casa&Country\, AD\, Musica Jazz\, Suono\, Prog\, Classic Rock. \nQuesto gli ha permesso di fotografare grandi artisti\, architetti\, scrittori\, attori e chef in l’Italia e nel mondo. Da cinque anni è il fotografo ufficiale della Rassegna Tenco\, della canzone d’autore\, che si svolge al Teatro Ariston di Sanremo. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 131 kb \nLocandina – 328 kb \nCopertina – 113 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 28 ottobre 2022 – 384 kb
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SUMMARY:Milano fine Novecento di Alberto Saibene
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Milano fine Novecento. Storie di luoghi e personaggi di una città che non c’è più di Alberto Saibene (Edizioni Casagrande). Con l’autore dialogano Gaia Manzini e Giorgio Panizza. Letture di Gino Cervi. \nAttraverso incontri e ricordi familiari\, un ritratto corale – registi\, editori\, scrittori\, architetti\, grafici\, designer\, imprenditori\, discografici\, fumettisti\, comici\, cantanti – della città che risorge dalle macerie della Seconda guerra mondiale e che diventa il luogo a cui il resto del Paese guarda per diventare laico e moderno.  \nIl racconto di una volontà condivisa di credere nel nuovo e di inventare\, spesso insieme\, nuove professioni\, e di una fiducia nel futuro che oggi sembra appartenere a un altro mondo.  \nFa da controcanto alla scrittura colta e ironica di Saibene\, un prezioso portfolio con le fotografie di Carla Cerati. \nAlberto Saibene\nAlberto Saibene\, classe ’65\, è storico della cultura italiana del XX secolo.\nLavora tra editoria\, cinema e organizzazione culturale. \n\nÈ autore di L’Italia di Adriano Olivetti (Edizioni di Comunità\, 2017). Per lo stesso editore\, ha curato le antologie di scritti di Adriano Olivetti: Il mondo che nasce (2013) e Città dell’uomo (2015). \n\nÈ regista del film La ragazza Carla (2015)\, tratto dall’omonimo poema di Elio Pagliarani. Nel 2019 ha pubblicato Il paese più bello del mondo (UTET). \nGaia Manzini\nGaia Manzini\, scrittrice dalla prosa piena e intensa\, ha esordito nella narrativa nel 2009 con la raccolta di racconti Nudo di famiglia (finalista premio Chiara). \n\n Nel 2012 ha pubblicato il romanzo La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango\, selezione premio Strega e finalista premio Rieti) e nel 2014 Diario di una mamma in pappa (Laterza)\, un viaggio sentimentale tra le rocambolesche avventure della maternità. \n Altre sue pubblicazioni sono: Ultima la luce (Mondadori 2017) e Nessuna parola dice di noi (Bompiani 2021). \nGiorgio Panizza\nGiorgio Panizza\, filologo e docente di Letteratura italiana all’Università di Pavia (Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali). \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 79 kb \nLocandina – 241 kb \nCopertina – 165 kb
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SUMMARY:Winckelmann. L’uomo che ha cambiato il modo di vedere l’arte antica di Federica La Manna
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Winckelmann. L’uomo che ha cambiato il modo di vedere l’arte antica di Federica La Manna (La nave di Teseo\, 2022). Massimo Bocchiola conversa con l’autrice. \nJohann Joachim Winckelmann è stato uno dei più importanti intellettuali del XVIII secolo. \nBibliotecario\, storico dell’arte\, archeologo\, appassionato di letteratura e arte classica\, divenne uno dei teorici del neoclassicismo e la sua influenza sulla cultura europea della seconda metà del Settecento fu enorme. \nTuttora il suo sguardo sull’arte continua a influenzare il nostro modo di vederla e considerarla.  \nFiglio di un umile ciabattino\, grazie alla sua vivace intelligenza e alla dedizione agli studi\, diventa prima bibliotecario di un conte e poi soprintendente alle antichità della corte pontificia. La sua vita fu romanzesca\, passata tra la nativa Prussia e la Roma papale\, nelle università\, nei salotti e nelle corti più importanti d’Europa\, tra personaggi d’altissimo rango\, eruditi\, nobili e cardinali\, tra amicizie durature e liti causate dal carattere forte e intransigente. \nFederica La Manna\nFederica La Manna è professoressa di Letteratura tedesca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. \nHa conseguito il Dottorato di Ricerca in Lingua e Letteratura tedesca presso l’Università di Pavia con Claudio Magris e Giorgio Cusatelli. È stata borsista di ricerca alla Fondazione Francke dell’Università di Halle-Wittenberg. \nStudia i rapporti fra letteratura\, antropologia e medicina nel Settecento e ha collaborato all’edizione commentata dell’opera di Wackenroder (2014). Ha pubblicato numerosi articoli su temi legati al romanticismo tedesco ed è autrice di svariati contributi sull’opera e sulla ricezione di Winckelmann.\nTra i suoi volumi:  \n\n\nPiù solitario di un lupo. Tipologia del melanconico nel Settecento tedesco (2002)\n\nSineddoche dell’anima. Il volto nel dibattito tedesco del Settecento (2013).\n\nMassimo Bocchiola\nMassimo Bocchiola è  nato e vive a Pavia\, dove si è laureato in Filologia Romanza con Cesare Segre. \nTraduttore dall’inglese per l’editoria (ha tradotto numerosi autori\, fra i quali E.A. Poe\, Henry Thoreau\, R.L. Stevenson\, J. London\, Rudyard Kipling\, Samuel Beckett\, F. S. Fitzgerald\, Thomas Pynchon\, Paul Auster\, Martin Amis\, Irvine Welsh\, Charles Bukowski\, Tim Parks; e fra i poeti Jack Kerouac\, Vladimir Nabokov\, Charles Reznikoff\, Simon Armitage\, Blake Morrison\, W. H. Auden) è anche scrittore\, poeta e autore di romanzi storici Per la sua attività\, nel 2000 ha ricevuto il Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni Culturali. \n\nInsegna a contratto Tecniche di revisione editoriale al Master di Editoria allestito dal Collegio Santa Caterina da Siena in collaborazione con l’Università di Pavia e Tecniche di redazione\, generi e testualità alla IULM di Milano. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 116 kb \nLocandina – 257 kb \nCopertina – 154 kb
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SUMMARY:L'ultimo respiro del sole di Silvia Grossi
DESCRIPTION:Presentiamo il volume L’ultimo respiro del sole di Silvia Grossi (Laurana\, 2020). La giornalista Pierangela Fiorani e l’agente letterario Alessandra Bazardi dialogano con l’autrice. \nÈ l’inverno tra il 2014 ed il 2015 quando la Malesia viene travolta dalla più grande alluvione di tutti i tempi.  \nMentre le esondazioni imperversano\, nel Sultanato del Kelantan si snoda la vicenda degli aborigeni Temiar\, guidati dalla anziana e saggia Tijah\, impegnati in una resistenza attiva contro la deforestazione dei loro territori ancestrali.  \nAd appoggiare la ribellione indigena sarà Fadi\, mediatore capace di dare filo da torcere agli interessi di Mr Saaed\, comandante di polizia corrotto e deciso a seguire le proprie ambizioni di potere fino alle estreme conseguenze. \nAd accompagnare la battaglia del protagonista\, che diviene riflessione stessa sul futuro del Paese\, saranno lo sguardo indagatore di un medico malese e di un’antropologa occidentale. \nCon un ritmo narrativo a tratti incalzante\, a tratti dominato dall’atmosfera placida della più pura tradizione letteraria orientale\, la storia si dipana anche attraverso l’incontro con i coltivatori di riso\, i pescatori di fiume e i cittadini che abitano la Malesia contemporanea.  \nL’ultimo respiro del sole\, ‘romanzo etnografico’ dell’antropologa pavese Silvia Grossi\, è una riflessione sul cambiamento climatico e l’urgenza di regolamentare l’intervento antropico sul nostro Pianeta.  \nAmbientato in Malesia\, tra i territori del nostro Pianeta oggi a maggior rischio ecologico a causa delle massicce deforestazioni per far spazio a nuove piantagioni di palme dalle quali ricavare i più redditizi olio e gomma\, ma anche un Paese esempio delle fragilità contemporanee dovute all’impatto dei cambiamenti climatici sul Pianeta.  \nIl testo è frutto del lavoro di ricerca sul campo effettuato dall’antropologa Silvia Grossi\, orientalista ed esperta di sud est asiatico. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 76 kb \nLocandina – 181 kb \nCopertina – 150 kb
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SUMMARY:Ruvida Pavia di Iucu
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Ruvida Pavia di Iucu (Univers\, 2022). Con l’autore dialogano Carlo Bergamaschi e Marcella Milani. \nUn libro “colorito e colorato” che prende spunto da un articolo che Indro Montanelli scrisse nel 1964 per “Il Corriere della Sera”\, appunto intitolato La Ruvida Pavia. \nUna raccolta di memorie\, impressioni\, ritagli e citazioni\, provocazioni\, idee e suggestioni.\nLa città di Pavia come non è mai stata raccontata. \nAntico e contemporaneo si incontrano per dar vita ad un’analisi critica ma anche risolutiva\, il tutto sempre alleggerito\, nei toni\, dalla tipica ironia dell’autore. \nDiverse interviste a personaggi più o meno noti di Pavia\, condiscono ogni capitolo\, rendendo ancor più empatica la lettura di uno dei libri più “ruvidi” che questa città abbia mai visto. \nInterverranno due amici\, due nomi ben noti a Pavia.\nL’architetto Carlo Bergamaschi\, col quale l’autore si confronterà su alcune tematiche di ordine architettonico e urbanistico riguardanti il patrimonio della città e la situazione di degrado di alcune aree centrali e strategiche di Pavia.\nE la fotografa Marcella Milani\, con la quale si rivivrà l’intervista fatta a Mino Milani pochi giorni prima della sua scomparsa e divenuta un capitolo del libro. \nIucu \nArtista e collezionista pavese. \nCofondatore e Segretario dell’Associazione “Necchi Pavia Italia“. \n\nAppassionato conoscitore di Storia Industriale e di costume italiano\, è un narratore atipico del ‘900 di Pavia. \n\nVanta la presenza di oggetti e documenti della propria collezione in innumerevoli pubblicazioni nazionali di vario genere.  \n\nNel Natale 2020 pubblica il volume Ponte Coperto ’70 e nel 2021 realizza un biglietto dell’autobus dedicato proprio all’anniversario del “nuovo Ponte Coperto”. \nCarlo Bergamaschi\nArchitetto\, associato dello studio A7design di Pavia.\nSi occupa di allestimenti museali e temporanei\, interventi di riqualificazione e restauro del patrimonio culturale. Da sempre attento nel coniugare la salvaguardia dei monumenti con un utilizzo coerente alla contemporaneità. \nMarcella Milani \nFotografa dal 1996\, professionista pubblicista freelance\, ha pubblicato e pubblica per quotidiani e periodici nazionali.\nDal 2006 è fotografa del “Corriere della Sera“.  \n\nI suoi progetti e le sue indagini sulle aree urbane dismesse\, sui luoghi dell’abbandono industriale\, sono stati presentati in tre grandi mostre. \n\nLa sua ricerca di documentazione storica e insieme di riconosciuto valore fotografico continua in altre zone dell’Italia dove l’abbandono è già presente o incombe. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 82 kb \nLocandina – 276 kb \nCopertina – 162 kb
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SUMMARY:Il tessitore del vento di Romano Augusto Fiocchi
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il tessitore del vento di Romano Augusto Fiocchi (Ronzani\, 2022). L’autore dialoga con Beppe Cantele. Letture di Enzo Arìa. \nVenezia è simbolo\, è reale e immaginaria\, è esempio e orrore. Una città che nel romanzo di Romano Augusto Fiocchi diventa teatro di una commedia umana triste\, anche violenta\, disperata ed arrancante.  \nUna storia di misteri\, di ricatti\, di segreti. Di morti e di amori. Di osti e di scrittori.  \nUn libro non comune questo Il tessitore del vento che Ronzani riedita a sedici anni dalla sua prima pubblicazione. Un libro con una trama brillante\, dei crescendo palpitanti e nulla di scontato. E con Venezia personaggio tra i personaggi.  \nRomano Augusto Fiocchi\n \nRomano Augusto Fiocchi\, nato a Pavia nel 1961\, giornalista pubblicista e scrittore\, ha pubblicato 91 racconti suddivisi in cinque raccolte. È fra gli autori della Piccola antologia della peste. \nBeppe Cantele\nBeppe Cantele\, fondatore e direttore di Ronzani Editore\, vive a Lusiana\, nell’Altopiano di Asiago\, ed è avvocato civilista. \nInsieme alla professione coltiva da sempre gli studi sulla storia del libro e della stampa\, la tipografia e la bibliografia.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 53 kb \nLocandina – 222 kb \nCopertina – 132 kb
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SUMMARY:Tracce di Adelaide - Inaugurazione mostra
DESCRIPTION:Inauguriamo la mostra Tracce di Adelaide\, titolo pensato per l’esposizione delle opere di Giovanna Fra e Marco Lodola\, che hanno realizzato il raffinato profilo della regina\, diventatone manifesto e logo. \nLa mostra è organizzata dal Soroptimist Club di Pavia con la nostra collaborazione e nasce dalla proposta e dall’impegno di Liliana Ironi\, con la finalità di sostenere il restauro della cappella di Santa Adelaide nella chiesa di San Salvatore. \nNell’occasione sarà infatti presentata una serigrafia originale\, numerata\, a tiratura limitata\, donata da Giovanna Fra e Marco Lodola al Soroptimist di Pavia per la raccolta fondi ai fini del restauro. \nLa presentazione è affidata a Cristina Muccioli\, critica d’arte e docente di Estetica all’Accademia di Brera. \nAccanto alle opere degli artisti verranno presentati volumi e documenti della Biblioteca relativi alla regina e alla sua ripetuta\, significativa presenza nella nostra città. \nL’attenzione per Adelaide di Borgogna\, regina d’Italia e poi imperatrice\, vuole non solo valorizzare una personalità di grande rilievo nel panorama del medioevo europeo\, ma anche collegarsi alla sensibilità culturale delle signore pavesi che\, nel 1901\, avevano voluto dedicarle una cappella nella chiesa di San Salvatore\, a riconoscimento del suo ruolo di munifica fondatrice.  \nLa mostra sarà aperta dal 26 novembre al 16 dicembre\, giorno in cui si festeggia Sant’Adelaide: \n\ndal lunedì al venerdì 9.00-18.30\nsabato 9.00-13.00\n\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 80 kb \nLocandina – 213 kb \nCopertina – 120 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 novembre 2022 – 252 kb \nArticolo tratto da Il Ticino del 25 novembre 2022 – 118 kb
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SUMMARY:Tracce di Adelaide - Mostra
DESCRIPTION:Tracce di Adelaide è il titolo pensato per l’esposizione delle opere di Giovanna Fra e Marco Lodola\, che hanno realizzato il raffinato profilo della regina\, diventatone manifesto e logo. \nL’esposizione è organizzata dal Soroptimist Club di Pavia con la nostra collaborazione e nasce dalla proposta e dall’impegno di Liliana Ironi\, con la finalità di sostenere il restauro della cappella di Santa Adelaide nella chiesa di San Salvatore. \nNell’occasione sarà infatti presentata una serigrafia originale\, numerata\, a tiratura limitata\, donata da Giovanna Fra e Marco Lodola al Soroptimist di Pavia per la raccolta fondi ai fini del restauro. \nLa presentazione è affidata a Cristina Muccioli\, critica d’arte e docente di Estetica all’Accademia di Brera. \nAccanto alle opere degli artisti verranno presentati volumi e documenti della Biblioteca relativi alla regina e alla sua ripetuta\, significativa presenza nella nostra città. \nL’attenzione per Adelaide di Borgogna\, regina d’Italia e poi imperatrice\, vuole non solo valorizzare una personalità di grande rilievo nel panorama del medioevo europeo\, ma anche collegarsi alla sensibilità culturale delle signore pavesi che\, nel 1901\, avevano voluto dedicarle una cappella nella chiesa di San Salvatore\, a riconoscimento del suo ruolo di munifica fondatrice.  \nLa mostra sarà aperta dal 26 novembre al 16 dicembre\, giorno in cui si festeggia Sant’Adelaide: \n\ndal lunedì al venerdì 9.00-18.30\nsabato 9.00-13.00\n\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 80 kb \nLocandina – 249 kb \nCopertina – 137 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 novembre 2022 – 252 kb \nArticolo tratto da “Il Ticino” del 25 novembre 2022 – 118 kb
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SUMMARY:Maria José regina indomita di Luciano Regolo
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Maria José regina indomita di Luciano Regolo (Roma\, Ares\, 2022). Su invito del Soroptimist Club di Pavia\, l’autore dialogherà con Donatella Bolech Cecchi.  \nQuesta biografia dell’ultima regina d’Italia può ritenersi a buon diritto la più completa\, grazie a nuove ricerche archivistiche\, a testimonianze dirette di personaggi che le furono costantemente vicini con affetto e stima\, ma soprattutto grazie ai lunghi colloqui che l’Autore ebbe con la sovrana.  \nRegolo rende finalmente giustizia a una donna eccezionale\, troppo a lungo misconosciuta e mal giudicata. \nMaria Josè non solo aveva immeritatamente condiviso il discredito riservato a Casa Savoia\, ma era stata vittima dell’antipatia e dell’ostilità anche di molti monarchici.  \nDal libro emerge a tutto tondo la figura di una grande donna\, troppo avanti per i suoi tempi e per l’Italia di allora\, per carattere\, intelligenza\, cultura\, acume politico e coraggio\, qualità che oggi le avrebbero consentito di svolgere un ruolo di primo piano. \nLuciano Regolo\nLuciano Regolo è condirettore di “Famiglia cristiana” e giornalista d’inchiesta. Autore di diversi libri\, è considerato il più profondo conoscitore di Casa Savoia.  \nDonatella Bolech Cecchi \nDonatella Bolech Cecchi è membro del Soroptimist Club di Pavia e docente di Storia delle relazioni internazionali dell’Università di Pavia. \n\nNel 1979 aveva trovato\, negli archivi londinesi\, i primi importanti documenti a testimonianza di una sensibilità politica della principessa\, espressa in un costante e difficile impegno di contrasto al fascismo\, già nella seconda metà degli anni Trenta. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 59 kb \nLocandina – 237 kb \nCopertina – 154 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 30 novembre 2022 – 373 kb
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SUMMARY:All'ascolto di Annie Ernaux
DESCRIPTION:Presentiamo l’incontro All’ascolto di Annie Ernaux. Andrea Grisi\, Laura Marelli ed Eleonora Salvadori si confronteranno sulla scrittura di Annie Ernaux\, Nobel per la Letteratura 2022\, prima scrittrice francese a ricevere questo riconoscimento dalle motivazioni complesse\, che vanno al di là della dimensione puramente letteraria. \nI giurati  hanno voluto premiare “il coraggio e l’acutezza clinica con la quale Ernaux scopre le radici\, gli scarti\, i vincoli collettivi della memoria personale”. \nAscolteremo alcuni brani dei suoi testi più significativi (in originale e in traduzione). La lettura di quelli in francese è affidata a Caroline Maggipinto.  \nProietteremo alcune sequenze del film La scelta di Anne\, tratto dall’opera L’événement della Ernaux\, per il quale la regista Audrey Diwan\, nel 2021\, ha ricevuto il Leone d’oro alla Mostra di Venezia\, e qualche fotogramma del recentissimo film della scrittrice\, anch’esso autobiografico\, Les années super 8. \nL’opera della Ernaux è tutta autobiografica e si snoda attraverso brevi récits\, narrazioni di momenti centrali del suo percorso esistenziale.  \nLa scrittrice\, tuttavia\, rifiuta l’abbellimento emotivo della memoria\, la sua scrittura è ricerca di stile e di parole che aderiscano ai fatti raccontati senza sovrapporsi ad essi.  \nPer lei l’autobiografia è una pratica che permette di parlare di sé per parlare degli altri\, di preservare e tramandare il personale per salvare e trasmettere l’esperienza collettiva.  \nAll’ascolto di Annie Ernaux è il primo evento proposto dall’Accademia di Umanità dell’Unitre. \nAndrea Grisi\nAndrea Grisi è libraio della Libreria Il Delfino – Ubik di Pavia. \nLaura Marelli\nLaura Marelli è docente di scrittura creativa\, esperta di letteratura contemporanea all’Unitre di Pavia. \nEleonora Salvadori\nEleonora Salvadori è docente di letteratura e cinema francesi all’Unitre di Pavia. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 160 kb \nLocandina – 235 kb \nCopertina – 137 kb
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SUMMARY:Il giardino d'acqua di Andrea Pagani
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il giardino d’acqua di Andrea Pagani (Ronzani\, 2022). L’autore Andrea Pagani dialoga con Romano Augusto Fiocchi. \nGiovedì 18 maggio 1922. Parigi. All’hotel Majestic\, uno dei più prestigiosi hôtel de luxe della capitale francese\, nell’imponente avenue Kléber\, si verifica un evento leggendario: l’incontro fra i due giganti della letteratura\, Marcel Proust e James Joyce.\nDi cosa parlano?  \nIl romanzo di Andrea Pagani\, in margine al Centenario di quello storico incontro (1922-2022)\, ricostruisce in forma appassionata e ironica\, ma con un robusto fondamento scientifico\, le dinamiche della magnifica serata al Majestic\, in occasione della prima del Renard di Stravinskij\, allestita dalla celebre compagnia dei Balletti russi di Sergej Pavlovič Djagilev. \nAndrea Pagani\nAndrea Pagani è insegnante di Lettere e collaboratore dell’editore Zanichelli. \nÈ autore di oltre quaranta pubblicazioni fra testi saggistici di letteratura e testi narrativi e presidente dell’associazione culturale “Ippogrifo. Vivere la scrittura”. \nRomano Augusto Fiocchi\n \nRomano Augusto Fiocchi\, nato a Pavia nel 1961\, giornalista pubblicista e scrittore\, ha pubblicato 91 racconti suddivisi in cinque raccolte. È fra gli autori della Piccola antologia della peste.\nIl suo ultimo romanzo è Il tessitore del vento.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 152 kb \nLocandina – 222 kb \nCopertina – 152 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 6 dicembre 2022 – 88 kb
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SUMMARY:Vino\, riso e ciminiere.  Momenti di storia pavese nella seconda metà del '900. Dalla 'ricostruzione' al processo di 'deindustrializzazione'
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Vino\, Riso e Ciminiere. Momenti di storia pavese nella seconda metà del ‘900. Dalla ‘ricostruzione’ al processo di ‘deindustrializzazione’. Intervengono Ada Gigli Marchetti\, Elisa Signori\, Franco Osculati e Mario Cera; coordina Pierangelo Lombardi. L’evento è patrocinato da Fondazione Cariplo. \nIl volume della rivista “Storia in Lombardia” (a. XLI\, n.1-2\, 2021) raccoglie le relazioni e gli atti del seminario/webinar omonimo (11 maggio – 8 giugno 2021)\, organizzato dall’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea e dall’Istituto lombardo di storia contemporanea\, con il sostegno e il contributo di UBI Banca. \nTimidamente iniziato a cavallo tra Ottocento e Novecento\, lo sviluppo economico e industriale a Pavia e provincia è proseguito e si è intensificato tra le due guerre\, fino al travolgente processo di trasformazione del secondo dopoguerra\, che avrebbe mutato in pochissimo tempo struttura economica e assetti sociali da decenni consolidati.   \nFatti i conti di quanto la guerra fosse venuta a costare alla struttura economica complessiva\, l’economia pavese si affaccia alle soglie degli anni Cinquanta accentuando il profilo di una “struttura industriale agricola” in costante evoluzione.  \nGli anni Sessanta sono gli anni di una vera e propria “golden age”\, laddove\, tuttavia\, pur nel quadro dell’eccezionale sviluppo produttivo\, già affioravano alcuni fattori negativi destinati a caratterizzare per lungo tempo l’economia pavese.  \nLa successiva e progressiva inerzia economica locale\, infatti\, si tradurrà\, nella palese debolezza e nella difficoltà di rispondere alle sfide del cambiamento imposte\, prima dalle necessità della ristrutturazione degli anni ’70 e ’80 e\, poi\, dalla globalizzazione degli anni ’90. \nIl seminario\, partendo dai tratti generali e da alcune coordinate di riferimento in larga parte acquisiti\, si è proposto di cominciare a riflettere sugli effetti più profondi di questi processi\, per provare a comprenderne le dinamiche più profonde\, gli sviluppi\, le ragioni e\, infine\, le ricadute  sulla società locale nel suo insieme. \nLa pubblicazioni degli atti (con contributi di Gioacchino Garofoli\, Matteo Di Tullio\, Mario Rizzo\, Carla Ge Rondi\, Pierangelo Lombardi\, Franco Osculati\, Luciano Maffi\, Emmanuele Maria Bianchi\, Giacomo Balduzzi\, Bruno Ziglioli e Mario Cera) è un ulteriore passo verso quel progetto di studio\, di approfondimento e di recupero di archivi e di fonti dedicate\, capace di consentire una lettura non banale di esiti che\, spesso\, in quelle risposte (o mancate risposte) trovano ancor oggi le loro radici\, nel bel mezzo di un rapporto globale/locale sempre più cogente\, a fronte delle crisi di varia natura dei primi decenni del nuovo millennio e delle sfide che ne vengono. \nAda Gigli Marchetti\nAda Gigli Marchetti\, già docente all’Università di Milano in Storia contemporanea\, Storia della moda e Storia del giornalismo. Presidente dell’Istituto lombardo di storia contemporanea e componente del Comitato di redazione di “Storia in Lombardia”.   \nElisa Signori\nElisa Signori\, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Pavia e presso l’Università della Svizzera Italiana. \n\nComponente del Comitato scientifico della Fondazione Rossi Salvemini\, del Comitato per la pubblicazione delle opere di Gaetano Salvemini. È vicepresidente del Centro interuniversitario per la storia dell’università italiana e direttrice dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nFranco Osculati\nFranco Osculati\, già professore ordinario di Scienza delle Finanze presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Pavia. Ha ricoperto numerosi incarichi dal punto di vista professionale e politico. Attualmente è componente del Consiglio di amministrazione di EdiSU-Pavia e del Comitato scientifico della Fondazione Romagnosi di Pavia. \nMario Cera\nMario Cera\, professore ordinario di Diritto commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. Ha svolto – e svolge – numerose funzioni amministrative e di controllo di vertice in varie società bancarie e finanziarie. Attualmente Presidente della Fondazione Ravasi Garzanti e Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi\, già ricercatore con insegnamenti di Storia contemporanea e Storia dell’Europa contemporanea al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia.\nAttualmente è presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 168 kb \nLocandina – 303 kb \nCopertina – 204 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 13 dicembre 2022 – 258 kb
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