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SUMMARY:Alessandro Marzo Magno\, L'inventore di libri Aldo Manuzio\, Venezia e il suo tempo
DESCRIPTION:A pochi giorni dall’uscita L’inventore di libri. Aldo Manuzio\, Venezia e il suo tempo è già in ristampa e lo presentiamo con l’autore Alessandro Marzo Magno e con Daniele Orzati. Saremo in diretta sulla nostra pagina Facebook della Biblioteca venerdì 11 dicembre alle ore 17.00\, per il nostro ciclo d’incontri online “Il libro della settimana”. Antonella Campagna sarà in Salone Teresiano con il Polifilo e altre edizioni Aldine della Biblioteca. \nForse non lo sapete\, ma i libri – maneggevoli\, con caratteri eleganti\, corredati da frontespizio e da indice – deve quasi tutto al genio di Aldo Manuzio che cinque secoli fa ha rivoluzionato il modo di realizzare i libri e ha reso possibile il piacere di leggere. Benvenuti nel mondo del primo editore della storia. \nIl libro – così come lo conosciamo ancora oggi – nasce a Venezia tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Padre di questa invenzione è Aldo Manuzio. \nNato a Bassiano\, nel Lazio\, transitato per Ferrara e per Carpi\, dov’era docente dei principi Pio\, approda ormai quarantenne a Venezia. La città in quegli anni è l’indiscussa capitale europea della stampa e così il precettore si trasforma in editore. \nPubblica inizialmente grammatiche e testi in greco necessari per apprendere la lingua classica. Poi i suoi orizzonti si allargano: nel 1501 dà vita a una vera e propria rivoluzione\, quella del libro tascabile. Se prima si leggeva per necessità (e lo si faceva a voce alta)\, da quel momento leggere diventa un piacere a cui dedicarsi nel silenzio dell’intimità. E non finisce qui.  \nManuzio\, con il suo amico Pietro Bembo\, importa nel volgare italiano i segni di interpunzione che erano utilizzati soltanto nel greco antico: accenti\, apostrofi\, virgole uncinate e punto e virgola. \nQuando muore\, nel 1515\, il mondo del libro è definitivamente cambiato. Alessandro Marzo Magno ricostruisce le tappe di una straordinaria carriera\, nell’unico posto al mondo dove sarebbe stata possibile: Venezia. \nAlessandro Marzo Magno\nAlessandro Marzo Magno veneziano per nascita e milanese per lavoro\, si è laureato in Storia all’Università di Venezia Ca’ Foscari. Giornalista\, è stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”\, diretto da Enrico Deaglio. \nHa pubblicato svariati libri di argomento storico\, tra i quali L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012\, più volte ristampato e tradotto in inglese\, spagnolo\, giapponese\, coreano e cinese)\, Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler (Garzanti 2017) e Il ricettario di casa Svevo (La nave di Teseo 2018). \nDaniele Orzati\nDaniele Orzati esperto in narrazione strategica d’azienda e di marca e docente del master universitario in Storytelling presso l’Università degli Studi di Pavia\, ha pubblicato Visual storytelling. Quando il racconto si fa immagine (Hoepli\, 2019) in gran parte dedicato al Polifilo di Aldo Manuzio. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 672 kb \nLocandina – 221 kb
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SUMMARY:Mino Milani\, Mariuccia e una questione di rose
DESCRIPTION:Che San Siro\, avremo quest’anno? (Per i non pavesi\, S. Siro è il patrono di Pavia festeggiato il 9 dicembre)  \nDiverso\, certamente\, perché il 2020 è l’anno terribile della pandemia. Ma una certezza l’abbiamo: il libro di San Siro di Mino Milani\, “lo scrittore di Pavia”\, come lo chiamava Maria Corti. \nÈ già in libreria Mariuccia e una questione di rose\, e lo presentiamo\, con il nostro amatissimo autore\, Giovanni Giovannetti di Effigie edizioni\, Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna\, in diretta sulla nostra pagina Facebook per il nostro ciclo d’incontri online Il libro della settimana. \nTorna il commissario della Imperial Regia Polizia Austriaca Melchiorre Ferrari\, l’antieroe romantico protagonista di tante storie del più amato scrittore pavese\, e torna la Pavia asburgica\, città di frontiera di un grande Impero al crepuscolo\, città abitata da gente laboriosa che di poco si accontenta\, di poco vive e poco sorride. \nTra i suoi vicoli si dipanano le storie di due donne\, Mariuccia e Pellegrina\, che non potrebbero essere più diverse tra loro: l’una quasi analfabeta\, l’altra studentessa universitaria.  \n\nMa\, entrambe giovani e piacenti\, rivendicano orgogliosamente la loro femminilità e il diritto di decidere da sole il proprio destino. Una è vittima di omicidio\, l’altra ne è causa (quasi) inconsapevole.  \nSui delitti indaga Melchiorre Ferrari. Sullo sfondo è una città tanto amata dal commissario – e da Mino Milani – che ne conosce i segreti: le piazze luminose e le cripte oscure\, i rossi muri di mattoni ricoperti di salnitro e stillanti umidità\, le brume autunnali che vengono dal fiume\, i bastoni ricoperti di antica vegetazione. E ne conosce la gente\, dal luminare di fama internazionale al piccolo contrabbandiere al più umile mendicante\, tutti affaccendati a perseguire una scheggia di felicità. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 836 kb \nLocandina – 236 kb \nArticolo tratto da “Il Ticino” del 27 novembre 2020  – 542 kb \nArticolo tratto da “Il punto” del 30 novembre 2020  – 566 kb
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SUMMARY:Nascita di un editore. La FVE e i libri su misura
DESCRIPTION:Per il suo terzo appuntamento il nostro ciclo d’incontri online diventa L’editore della settimana con la presentazione di FVE\, la nuova casa editrice dei libri su misura. Con Valentina Ferri parlano Maria Cristina Scalabrini\, Andrea Grisi e Antonella Campagna. \nÈ possibile fondare una nuova casa editrice in questi tempi difficili e bui? Forse no\, ma è successo! Parte il 3 dicembre in tutte le librerie\, con tre titoli affatto scontati\, FVE Editori\, con sede a Milano e cuore a Pavia\, che prende nome dalle iniziali di Francesco Venni\, Valentina Ferri ed Enrico Venni.  \nObiettivo dichiarato è ostinarsi a fare Bellezza.\nSoprattutto grazie ai libri\, quelli costruiti con passione\, con cura\, come quando si confeziona un abito su misura che è bello sentire sulla pelle. A partire dalle copertine realizzate da artisti e creativi\, dalla ricerca di testi ben scritti\, dalla creazione di collane con pochi titoli curati\, attenti a creare una continuità ideale tra gli autori\, fino alla composizione di mini audio video e animazioni. \nPer riuscirci\, la FVE ha unito all’esperienza degli editori\, Valentina Ferri ed Enrico Venni\, la visione di una squadra di professionisti giovani\, interamente under 30\, con l’idea di parlare alle persone in modo diretto. \nValentina\, scrittrice e giornalista\, è la nipote Giorgio e Lia Pierotti Cei\, editori e creativi che hanno inventato slogan entrati a far parte del linguaggio degli italiani\, come “Omsa\, che gambe!”\, o La vispa Teresa\, il primo settimanale a fumetti ideato e pubblicato nel 1947 dalla Editoriale milanese Dea sotto la loro direzione. \n\nDa quel mondo in movimento tra parole e immagini\, carta stampata\, moda e fumetti Valentina ha ereditato il gusto visionario e\, insieme al marito Enrico e al figlio Francesco\, ha immaginato di dare vita a una casa editrice contro corrente in un periodo di disincanto\, per generare talenti\, incrociare esperienze\, inventare personaggi. \nIl viaggio di FVE comincia in libreria il 3 dicembre con uno sguardo a chi\, già a inizio Novecento\, ha saputo essere visionario: Filippo Tommaso Marinetti\, di cui pubblica Tattilismo\, Ada Negri\, di cui ristampa Le solitarie a 150 anni dalla nascita\, e Virginia Tedeschi Treves\, autrice di un pamphlet dal titolo eloquente\, I tips di Cordelia\, come sopravvivere al matrimonio. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 716 kb \nLocandina – 219 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 novembre 2020 – 148 kb
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SUMMARY:Piccola antologia della peste
DESCRIPTION:Per il secondo appuntamento del nostro ciclo d’incontri Il libro della settimana su Facebook \, presenteremo Piccola antologia della peste un libro bello e necessario\, che ci consente di vedere il periodo che viviamo attraverso lo sguardi di narratori e poeti. Ne parlano l’editore Beppe Cantele\, l’illustratore Roberto Abbiati e due degli autori\, Francesca Bonafini e Romano A. Fiocchi. \nDi fronte a un’emergenza inimmaginabile come quella del Covid-19\, questo libro ha provato a chiamare all’appello le forze della letteratura italiana contemporanea\, con nessun altro scopo se non quello di testimoniare il terribile evento mondiale – ancora in atto\, e destinato a condizionare a lungo la vita di tutti – attraverso la parola dei nostri scrittori. \nUna pluralità di voci\, trentaquattro poeti narratori saggisti giornalisti\, autori famosi o esordienti\, oltre trecentocinquanta pagine dove la prosa di diario si alterna alle narrazioni distopiche\, il racconto al fumetto\, la riflessione saggistica ai versi in lingua o in dialetto.  \nConcepito e orchestrato da Francesco Permunian\, Piccola antologia della peste è un libro imponente\, vario e attualissimo\, al cui insieme tutti gli autori contribuiscono con una risonanza poetica speciale. \nIl volume è impreziosito da uno stupefacente “bestiario” di Roberto Abbiati\, che ha realizzato la copertina e trentaquattro disegni\, uno per ogni testo compreso nell’antologia. \nAutori\nRoberto Barbolini\, Cristina Battocletti\, Francesca Bonafini\, Adrián N. Bravi\, Franco Buffoni\, Andrea Cafarella\, Luciano Cecchinel\, Andrea Cisi\, Nicola De Cilia\, Nino De Vita\, Andrea Di Consoli\, Pasquale Di Palmo\, Fabio Donalisio\, Romano Augusto Fiocchi\, Giuliano Gallini\, Gianni Garrera\, Leonardo Luccone\, Valerio Magrelli\, Dacia Maraini\, Paolo Mauri\, Gabriele Ottaviani\, Pierluigi Panza\, Laura Pariani\, Elio Pecora\, Silvio Perrella\, Giuseppe Piotti\, Alice Pisu\, Renato Poletti\, Fabio Pusterla\, Mimma Rapicano\, Francesco Savio\, Italo Testa\, Anna Vallerugo\, Alessandro Zaccuri. \n\nUna «cartografia dell’angoscia e della speranza in cui si rispecchia il volto dell’Italia di oggi». \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 715 kb \nLocandina – 236 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 18 novembre 2020 – 548 kb
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SUMMARY:Bruno Maida\, I treni dell'accoglienza
DESCRIPTION:Con la presentazione del volume I treni dell’accoglienza di Bruno Maida\, apriamo il nuovo ciclo d’incontri Il libro della settimana che potrete seguire sulla nostra pagina Facebook. Giorgio Boatti e Pierangelo Lombardi dialogheranno con l’autore su una storia incredibile e meravigliosa che vi anticipiamo per sommi capi. \nTra il 1945 e il 1948 l’Unione donne italiane e il Partito comunista organizzano un trasferimento di massa di decine di migliaia di bambini provenienti da famiglie povere di diverse parti d’Italia\, prima da Milano e Torino\, poi in gran parte dal Mezzogiorno\, portandoli in zone dove le condizioni di vita sono relativamente migliori. \nL’Emilia-Romagna è l’area che ne accoglie il maggior numero\, ma è coinvolta buona parte delle regioni italiane.   \n\nL’operazione è pensata per consentire all’infanzia povera di affrontare i mesi invernali\, i più difficili per le condizioni alimentari e climatiche.  \n\nSpesso però i bambini si fermano per periodi più lunghi\, a volte tornano negli anni successivi e alcuni decidono di restare con le famiglie che li hanno accolti.  \nÈ il simbolo di una complessa organizzazione di assistenza all’infanzia nella quale\, nei primi anni del dopoguerra\, è impegnato un gran numero di organizzazioni nazionali e internazionali\, partiti\, sindacati\, enti pubblici e privati\, laici e confessionali.   \n Ed è una forma di solidarietà e di accoglienza che ha una lunga storia alle spalle\, dal trasferimento dei figli dei lavoratori in sciopero all’inizio del secolo a quello dei bambini viennesi dopo la Prima guerra mondiale.  \nQuesti treni\, chiamati «treni della felicità»\, che nel secondo dopoguerra attraversano l’Italia carichi di bambini diventano così la rappresentazione piú efficace della lotta contro la povertà e le disuguaglianze\, in un Paese che inizia a porre le basi per la ricostruzione.  \n\nÈ un crocevia nella storia di solidarismo dell’Italia novecentesca ma è al contempo il luogo in cui si intrecciano quattro significative questioni che segnano il secondo dopoguerra: la povertà\, la questione meridionale\, il protagonismo femminile e l’infanzia. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 614 kb \nLocandina – 266 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 13 novembre 2020 – 425 kb
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SUMMARY:Presentazione del romanzo Già che sei in piedi di Gipo Anfosso
DESCRIPTION:Sulla nostra pagina Facebook direttamente dal Salone Teresiano presenteremo il romanzo Già che sei in piedi di Gipo Anfosso. \n\n“Ecco qui il regalo dei ragazzi dopo un triennio ricco\, articolato e terminato\, per fortuna\, con una pizza in presenza: una maglietta con la scritta Già che sei in piedi. \nPerché questa scritta? Perché quando vedevo un alunno seduto stravaccato\, o semiaddormentato\, o ‘piallato’ sul banco (Valentina Petri docet)\, io lo scuotevo dicendogli: Già che sei in piedi\, vai dalla bidella…\, Già che sei in piedi\, vai all’armadio a prendere…\, Già che sei in piedi\, vai a farti un giretto e torna. Così quella è diventata la frase della III D. \nAll’inizio della I media\, provavano a dire “Prof.\, ma guardi che io non sono in piedi!”. Poi hanno capito che non sarebbero stati tre anni normali\, tre anni banali e si sono adeguati. \nLo scherzo\, l’ironia\, il gioco di parole\, lo sguardo molteplice tra parole e realtà sono riuscito a insegnarlo. Ed è stata una terza meravigliosa\, difficile (ma che gusto c’è a fare le cose facili?)\, piena di soddisfazioni e di uno scambio di emozioni e di empatia straordinario.\nGrazie\, ragazze e ragazzi della III D Angelini” \nPer la prima volta dal 20 febbraio 2020 riapriamo le porte alla presentazione di un libro\, il lucido e struggente lavoro di Gipo Anfosso\, Già che sei in piedi\, uscito in questi giorni per i tipi di Rayuela. Avremmo voluto il nostro pubblico in sala\, anche se a ranghi ridotti\, ma non è stato possibile. Abbiamo tuttavia pensato di trasmettere da un luogo che per i pavesi in questi anni\, è diventato uno dei simboli della ricchezza culturale e umana della città\, il nostro Salone Teresiano. Un auspicio che presto la cultura possa aiutare a sanare le ferite di questi giorni bui.\nCon l’autore dialogheranno Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna.  \nGipo Anfosso\nLaureato in filosofia\, docente di lettere e formatore\, autore di racconti e un precedente romanzo e già ospite in Salone Teresiano con spettacoli realizzati con i suoi allievi e presentazioni di volumi da lui curati\, esce in questi giorni con un libro importante\, che aiuta a non dimenticare che in-segnare vuol dire imprimere dei segni. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 907 kb \nLocandina – 222 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 29 ottobre 2020 – 418 kb
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SUMMARY:Ancora viaggio intorno al Globo visite guidate al restauro del Mappamondo del Salone Teresiano
DESCRIPTION:Nell’ambito della Domenica di Carta l’apertura straordinaria di Biblioteche e Archivi statali\, promossa dal Ministero per i Beni\, per le Attività Culturali e per il Turismo\, la Biblioteca sarà aperta domenica 11 ottobre dalle 9.30 alle 12.30. \nProponiamo nuovamente le visite guidate al Salone Teresiano e al suo mappamondo settecentesco per esaudire le richieste numerose arrivate in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio che ha dovuto declinare per mancanza di posti. \nVi racconteremo i segreti del restauro del globo con le parole delle sue restauratrici che da luglio lavorano proprio in Salone che per l’occasione è diventato un “cantiere aperto”. \nAscolterete poi una storia in cui l’amore per la famiglia si intreccia a quello per i viaggi e la cultura\, con il racconto in presa diretta di Annalisa Alberici\, la mecenate che ha finanziato l’intervento di restauro per intero. \nRispetteremo e faremo rispettare le norme sanitarie vigenti per contrastare la diffusione della malattia da Coronavirus (COVID-19): \n\npotrete entrare solo su prenotazione e con la mascherina\, dopo il controllo della temperatura e la sanificazione delle mani;\n\norganizzeremo più visite per piccoli gruppi\, così da evitare assembramenti e consentire a tutti di mantenere la distanza.\n\nPer prenotare la vostra visita scrivete a bu-pv@beniculturali.it o telefonate allo 0382 24 764 specificando nell’oggetto l’orario di visita da voi richiesto\, fino a esaurimento posti\, a scelta tra: 9.30 – 10.30 – 11.30. \nLa prenotazione è consentita fino al 10 ottobre alle ore 13.00. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 73 kb \nLocandina – 418 kb
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SUMMARY:Viaggio intorno al globo - Visite guidate al restauro del mappamondo del Salone Teresiano
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, promosse dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e sostenute dal Ministero per i Beni\, per le Attività Culturali e per il Turismo\, il Salone Teresiano riapre per la prima volta al pubblico dopo il lockdown e la successiva attivazione graduale dei servizi bibliotecari. \nProporremo visite guidate al Salone e al suo mappamondo settecentesco\, attualmente in restauro\, con una guida d’eccezione\, la sua restauratrice Francesca Telli. \nAscolterete poi una storia in cui l’amore per la famiglia si intreccia a quello per i viaggi e la cultura\, con il racconto in presa diretta di Annalisa Alberici\, la mecenate che ha finanziato l’intervento di restauro per intero. \nRiapriremo rispettando le norme sanitarie vigenti per contrastare la diffusione della malattia da Coronavirus (COVID-19): \n\n\npotrete entrare solo su prenotazione e con la mascherina\, dopo il controllo della temperatura e la sanificazione delle mani;\n\norganizzeremo più visite per piccoli gruppi\, della durata di venti minuti\, così da evitare assembramenti e consentire a tutti di mantenere la distanza.\n\nPer prenotare la vostra visita scrivete a bu-pv@beniculturali.it o telefonate allo 0382 24 764 specificando nell’oggetto l’orario di visita da voi richiesto\, fino ad esaurimento posti. \nL’inizio delle visite previste sono alle 15.00\, 15.40\, 16.10\, 16.50 e 17.30. \nLa prenotazione è consentita fino al 24 settembre alle ore 18.00. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 72 kb \nLocandina – 227 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 23 settembre 2020 – 405 kb
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SUMMARY:Gianluca Pistore\, Coronavirus: la Terza Guerra Mondiale è contro un nemico invisibile
DESCRIPTION:Sulla pagina Facebook @bibliotecauniversitariapavia presentiamo il libro di Gianluca Pistore\, Coronavirus: la Terza Guerra Mondiale è contro un nemico invisibile\, uno dei primi racconti\, tra divulgazione\, cronaca e testimonianze\, di questo incredibile periodo. \n L’evento è realizzato in collaborazione con Pavia che legge e in occasione del Maggio dei libri. \nSe anche voi fate fatica ad immaginare come ne usciremo\, ma anche a capire come siamo finiti fin qui\, se vi sentite confusi tra notizie contrastanti\, scienziati che litigano e una marea di Fake News che inondano la rete\, questo libro può aiutarvi. “Non c’è solo divulgazione scientifica\, lo prometto!” ha raccontato Gianluca Pistore “c’è tanta scienza\, tanta biologia\, tanta medicina.  \nParliamo di virus\, di cosa fanno nel nostro corpo e come evitarli. Ma parliamo anche di noi stessi\, della vita quotidiana in questa epidemia\, ripercorriamo quello che è successo dalle prime polmoniti anomale a Wuhan fino ad oggi. È come un viaggio nel quale facciamo insieme chiarezza sui tanti aspetti che stiamo vivendo in questa epidemia. Ho scritto questo libro perché avevo bisogno di serenità\, di vederci chiaro e di immaginare il futuro.” \nNel libro Pistore miscela la divulgazione scientifica con storie di vita comuni e aneddoti personali. “Nella seconda metà del libro racconto proprio come immagino il futuro\, come potremmo uscire da questa brutta esperienza. E come volgerla in positivo\, con rispetto per chi non c’è più\, ma anche come un insegnamento per chi rimane.” ha spiegato Gianluca. “Volevo un testo che raccontasse quello che stiamo vivendo\, così ho fatto un sondaggio tra le persone che mi seguono sui social per capire quali fossero i loro problemi\, le loro domande. Ho scoperto che tutti\, oltre a capire come evolvessero i contagi\, come salvaguardare la propria salute\, volevano anche sapere davanti a quali scenari economici si sarebbero trovati. Volevano storie di persone comuni\, e così ho iniziato a raccoglierle sui social\, dalle storie di malattia a quelle di chi ha rimandato il suo matrimonio a chi ha perso il lavoro o ne ha trovato uno nuovo. L’ho riempito di storie perché in effetti questo libro è una storia: è la storia di come ho vissuto questo periodo e del mio interesse a capire questo momento\, unendo l’informazione\, la cronaca e l’ironia”. \nPrestigiose sono l’introduzione e la prefazione\, la prima a cura del Prof. Walter Ricciardi\, ordinario di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore\, e la seconda a cura del dott. Salvo Di Grazia\, medico scrittore e tra i divulgatori scientifici più noti d’Italia. “Valutazioni scientifiche\, economiche\, politiche e geografiche filtrate dall’esperienza personale e con l’occhio sempre attento a non allontanarsi dalla ragione e dalla ragionevolezza\, anche per sapere come comportarci dopo\, quando tutto questo sarà passato”\, ha commentato il dottor Salvo Di Grazia nella sua prefazione. \nIl Prof. Walter Ricciardi nella sua introduzione afferma “Molti non amano paragonare la lotta che tutto il mondo sta conducendo contro il nuovo coronavirus ad una guerra mondiale. Io non sono tra questi. Anche se l’immagine è forte e per molti versi disturbante credo che è soltanto rifacendoci agli schemi organizzativi e mentali di una guerra che potremo veramente sconfiggere questo nemico invisibile”. \nE poi spiega “Nel libro Gianluca ci parla dell’epidemia con la passione del cultore della materia\, del professionista maturo\, della persona ferita da una perdita grave\, ma soprattutto con l’entusiasmo dell’uomo che guarda avanti\, ad un futuro in cui questa prova sarà superata grazie all’impegno ed ai sacrifici di tutti.” \nGianluca Pistore\nGianluca Pistore 27 anni portati male\, curioso della Scienza\, scrive\, divulga e organizza eventi dall’Astronomia alla Medicina. Racconta il coronavirus sin dai primi casi in Cina e si occupa di smontare le FakeNews. È l’organizzatore del MelanomaDay\, l’evento in memoria del papà per la prevenzione del melanoma con convegni di divulgazione scientifica\, borse di studio per medici e centinaia di visite dermatologiche gratuite. \nQuest’anno\, causa coronavirus\, ha trasformato l’evento in MelanomaWebWeek\, una settimana in cui ha intervistato i principali esperti di dermatologia e FakeNews in Italia. È laureato con lode in Economia e ha due specializzazioni: in Matematica finanziaria e in pianificazione fiscale internazionale\, conseguita presso la Luiss Business School. Ha moltissimi lettori su Instagram\, Facebook e YouTube. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 887 kb \nLocandina – 305 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 21 giugno 2020 – 213 kb
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SUMMARY:CANVAS Conoscere Agire Narrare Valori: Archivistici Scenari – Home Edition
DESCRIPTION:Università e professionisti a confronto. CANVAS replica in formula digitale: le pagine Facebook di ANAI Lombardia\, Biblioteca Universitaria di Pavia\, Master FGCAD e il canale YouTube Ibridamente.it ospitano due giorni di confronti e dibattiti. Metodi\, applicazioni\, progetti\, esperienze a confronto in tema tecnologie\, umanesimo digitale e professioni dedicate ai beni culturali. \n\nResponsabilità scientifica e organizzazione a cura di \n\nMaster FGCAD – Formazione permanente\n\nMemorie e Digital Humanities – XXXIV Ciclo di Dottorato\n\nDAP – Digital Archives Perspectives \n\nIn collaborazione con Biblioteca Universitaria di Pavia\, SDA Scuola di Dottorato Università di Macerata. Con il patrocinio di ANAI Sezione Lombardia. \nContatti e informazioni: p.ciandrini@unimc.it \nProgramma\nGiovedì 28 maggio \n10.00 Saluti (Biblioteca Universitaria di Pavia\, SDA\, Master FGCAD\, ANAI Lombardia\, Ibridamente \n10.15 Trama e ordito: una rinnovata tela per le Digital Humanities\nIntroduzione e coordinamento: Laura Melosi\, Università di Macerata \n\nStefano Pigliapoco\, Università di Macerata\n\nRoberto Lambertini\, Università di Macerata\n\nFabio Curzi\, Università di Macerata\n\n11.30 pausa \n11.45 Strumenti e contaminazioni\nIntroduzione e coordinamento: ANAI Lombardia \n\nL’innovazione digitale nelle professioni\, Claudio Rorato Osservatorio Professionisti e Innovazione digitale School of Management Politecnico di Milano\n\nImprese\, fonti e strumenti per la promozione e valorizzazione del patrimonio cultura\, Giorgetta Bonfiglio-Dosio\, Master FGCAD\n\n13.00 pausa \n \n15.00 La custodia e la promozione del patrimonio archivistico\nIntroduzione e coordinamento: Annalisa Rossi\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia \n\nLinked Open Archives: aprire\, linkare… e poi?\, Giacomo Golinelli\, Stefano Trincher\, Promemoria\n\nPINK\, un progetto declinato in digitale\, Paola Ciandrini\, Università di Macerata\n\nL’arte e le carte: il caso del fondo Chierini al Mart\, Francesco E. Benatti\, Michele Pierini\n\n16.00 Linee di ricerca: i contributi dei dottorandi\nIntroduzione e coordinamento a cura di DAP Digital Archives Perspectives e Ibridamente \nVenerdì 29 maggio\n10.00 Saluti e introduzione  \n10.15 Le carte e i bit raccontano: esempi di valorizzazione sul territorio\nIntroduzione e coordinamento: a cura di DAP Digital Archives Perspectives e Ibridamente \n\nLa peste a Voghera\, Ezio Barbieri\, Università di Pavia\n\nL’archivio storico del Comune di Pavia: dalla tradizione all’innovazione\, Mara Pozzi\, Archivio storico di Comune di Pavia\n\n11.15 Linee di ricerca: i contributi dei dottorandi\nIntroduzione e coordinamento a cura di DAP Digital Archives Perspectives e Ibridamente \nPossibilità per dottorandi\, ricercatori e studenti: CANVAS propone due sessioni dedicate all’illustrazione di progetti e ricerche. I contributi di queste sezioni saranno effettuati in diretta streaming.\nOgni speech si svolgerà entro dieci minuti\, con la possibilità di mostrare slide o presentazioni. Per entrambi i giorni – 28 e 29 maggio – sono previsti al massimo sette contributi.\nLa dead line per la presentazione della richiesta di intervento dovrà essere comunicata entro le ore 17 del 27 maggio alla casella p.ciandrini@unimc.it. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb
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SUMMARY:Valentina Petri\, Portami il diario
DESCRIPTION:Presentiamo il romanzo di Valentina Petri Portami il diario (Rizzoli\, 2020)\, sulla nostra pagina Facebook in collaborazione con Rizzoli.\n \n\n“All’ultima ora hanno fatto cose che vanno dalla palestra all’officina\, passando magari per un’ora di supplenza\, oppure sono stati a pascolare nel laboratorio di informatica cercando di eludere i firewall della scuola. E poi arrivo io\, apro la porta e mi chiedo se per caso nella borsa non abbia un calmante per sedarli\, un anello per domarli\, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli. Altro che pistole\, caro Trump\, la vera arma in dotazione agli insegnanti dovrebbe essere quel fucile con cui si sparano i sonniferi agli elefanti. Invece sotto il braccio ho la mia unica arma di distrazione di massa: il libro di letteratura.”\n \n\nQuando entra in aula per la prima volta\, Valentina è Quella Nuova e ha davanti ventotto futuri meccanici: c’è uno che si rifiuta di togliere gli auricolari e un altro che messaggia con la tipa; c’è Amebo che fissa il vuoto con aria indifferente; Piallato steso sul banco per nascondersi; il Trucido che ingurgita un panino al tonno.\n \n\nSiamo a settembre\, ma l’anno scolastico sembra già lunghissimo. Eppure i giorni passano: passano sempre. E\, tra petardi esplosi in cortile e turbolente gite all’Expo\, capitano momenti di inaspettata meraviglia\, in cui gli studenti abbassano la guardia e scelgono di fidarsi. Sono i momenti raccontati in questo libro\, che ci riporta tra i banchi con lo sguardo amorevole e profondamente ironico di una prof. davvero speciale. E ci ricorda che i ragazzi\, se tendi loro la mano\, sanno stupirti come nessun altro.\n \n\nL’avevamo annunciato\, e speravamo fosse il primo evento di nuovo possibile nello splendore del Salone Teresiano\, ma la situazione si è rivelata più grave del previsto.\n \n\nNoi tuttavia andiamo avanti e con Valentina Petri e Maria Cristina Scalabrini presenteremo un libro molto atteso\, ironico\, commovente e delizioso\, Portami il diario\, che uscirà per Rizzoli il 19 maggio.\n \n\nSarà il nostro secondo appuntamento per il Maggio dei libri che è sempre stato per noi un momento felice di presentazioni ed eventi\, e lo faremo in collaborazione con “Pavia città che legge”\, associazione nata all’inizio di quest’anno per fare rete\, promuovere eventi culturali e candidare Pavia a “Città che legge” per il biennio 2020-2021.\nVi aspettiamo! \nValentina Petri\nVive a Vercelli\, dove insegna lettere all’Istituto professionale Francis Lombardi. Dal 2017 condivide le sue storie di scuola sulla pagina Facebook Portami il diario.\nQuesto è il suo primo romanzo. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 879 kb \nLocandina – 211 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 maggio 2020 – 365 kb
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SUMMARY:Sotto le stelle collana di musica diretta da Igor Ebuli Poletti
DESCRIPTION:Blonk\, in collaborazione con la biblioteca\, presenta Sotto le stelle\, collana di musica diretta da Igor Ebuli Poletti.\n \n\nDoveva essere il 25 febbraio ma poi il mondo si è fermato\, il Salone Teresiano si è svuotato a causa del Covid-19 e abbiamo chiuso.\n \n\nAbbiamo deciso di provarci di nuovo\, in occasione del Maggio dei libri\, che è sempre stato per noi un momento felice di presentazioni ed eventi\, e in collaborazione con Pavia città che legge\, associazione nata all’inizio di quest’anno per fare rete\, promuovere eventi culturali e candidare al Cepell (Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni Culturali) la nostra Pavia per ottenere la certificazione di “Città che legge” per il biennio 2020-2021.\n \n\nVi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook.\n \n\nPartecipano Antonella Campagna\, Lele Rozza\, Igor Poletti e Marco Colonna.\n \n\nSarà bellissimo lo stesso!\n \nIgor Ebuli Poletti\n\nIgor Poletti\, autore Blonk e animatore di eventi jazz\, ha chiesto ad alcuni tra i più noti musicisti italiani di raccontarsi e raccontare il proprio rapporto con la musica\, scrivendo quello che spesso emerge nelle riflessioni notturne – sotto le stelle\, appunto – condivise con il pubblico al termine dei concerti. \n\nAd aprire la serie delle testimonianze\, il jazzista romano Marco Colonna\, con “E mio padre mi disse che non ero normale”. \nBlonk\nBlonk editore nasce a Pavia nel 2011. Pioniere nel campo dell’editoria digitale\, dal 2015 pubblica anche libri di carta. \nDa sempre predilige narrativa e saggistica “di confine”\, in grado di restituire mondi\, vicende e prospettive lontane dal convenzionale. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nLocandina – 220 kb
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SUMMARY:Francesca Veltri\, Edipo a Berlino - Evento annullato per emergenza Covid-19
DESCRIPTION:Il filosofo Marco Vagnozzi dialogherà con Francesca Veltri\, autrice del romanzo Edipo a Berlino\, vincitore del premio Rai La Giara IV edizione\, poi pubblicato in volume dalla casa editrice Divergenze nel 2019\, per la quale interverrà l’editore Fabio Ivan Pigola. \nStorica del pensiero formatasi alla Normale di Pisa e sociologa presso l’Università della Calabria\, l’autrice si è confrontata a lungo con il pensiero di Simone Weil\, in particolar modo sul tema dell’identità e della sua assenza. \nDa questo interrogarsi prende vita il romanzo in cui il protagonista\, come l’Edipo di Sofocle\, si muove in una realtà che crede di conoscere\, pensando di avere in mano gli elementi necessari a poterla decifrare\, finché all’improvviso quella realtà cambia aspetto e stravolge il significato delle azioni compiute quando i parametri di riferimento erano altri. \nL’archetipo di Edipo\, nel romanzo\, rappresenta la consapevolezza di quanto possa essere facile per gli esseri umani credere di essere nel giusto e scoprire che quel giusto non è così ovvio. Cosa accadrebbe a un uomo se crollassero tutte le sue certezze\, se il male che distrugge la nostra vita avesse abitato dentro di noi\, e noi stessi non gli fossimo del tutto estranei? \nKarl – un giovane nazista\, imbevuto dell’ideologia razziale in cui è cresciuto – vede capovolta la sua esistenza da un tragico evento durante la Notte dei Cristalli\, e dalla traumatica scoperta di avere origini ebraiche. Riuscirà a fare i conti con sé\, a ridare un senso al proprio mondo ed amare persone che\, in un altro contesto\, sarebbero state le proprie vittime? \nDeportato a Varsavia e poi nel ghetto\, sperimenta la lacerazione fra passato e presente\, identità e menzogna\, amicizia e dovere\, dando vita a un racconto corale\, privo di certezze\, che riscrive in chiave moderna la tragedia antica di un mondo che si sfalda\, il dolore degli affetti perduti\, il senso di un passato che si apre verso un futuro diverso. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 114 kb  \nLocandina – 54 kb
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SUMMARY:Blonk con due nuove collane "belle e impossibili" - Evento annullato per emergenza Covid-19
DESCRIPTION:Blonk presenta Fuorimenù\, collana di poesia diretta da Andrea De Alberti e Sotto le stelle\, collana di musica diretta da Igor Ebuli Poletti. \n”Ci vuole un bel coraggio” è il titolo (provocatorio quanto basta) della locandina che annuncia l’uscita di due nuove collane di Blonk: in un momento in cui diminuiscono i lettori e si assottigliano gli spazi per l’editoria indipendente\, l’editore pavese investe su due progetti di qualità\, affidati a due direttori d’eccezione\, con l’obiettivo di offrire ai lettori prodotti non convenzionali. \nBlonk editore nasce a Pavia nel 2011. Pioniere nel campo dell’editoria digitale\, dal 2015 pubblica anche libri di carta. Da sempre predilige narrativa e saggistica “di confine”\, in grado di restituire mondi\, vicende e prospettive lontane dal convenzionale. \nAndrea De Alberti\nAndrea De Alberti\, poeta pavese autore tra l’altro di Dall’interno della specie (Einaudi\, 2017) e La cospirazione dei tarli. L’universo di Don Chisciotte (Interlinea\, 2019)\, nel progetto ha coinvolto alcuni importanti nomi della poesia contemporanea\, chiamati a reinventare gli ingredienti della propria cifra stilistica – come il cuoco nei piatti fuori menù – tra cui per primo appare Andrea Raos\, con l’inedito dal titolo “o!h”. \nIgor Ebuli Poletti\nIgor Ebuli Poletti\, autore Blonk e animatore di eventi jazz\, ha chiesto ad alcuni tra i più noti musicisti italiani di raccontarsi e raccontare il proprio rapporto con la musica\, scrivendo quello che spesso emerge nelle riflessioni notturne – sotto le stelle\, appunto – condivise con il pubblico al termine dei concerti.  \n\nAd aprire la serie delle testimonianze\, il jazzista romano Marco Colonna\, con “E mio padre mi disse che non ero normale”. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb  \nLocandina – 77 kb
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SUMMARY:Giffoni: dal Film Festival alla Multimedia Valley - Evento annullato per emergenza Covid-19
DESCRIPTION:L’evento Giffoni Giffoni: Dal Film Festival alla Multimedia Valley è organizzato dalla Prof.ssa Antonella Zucchella e dalla Dott.ssa Giovanna Magnani del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali (Università degli Studi di Pavia) con la nostra collaborazione insieme a quelle del Master M.U.S.T.\, di Giffoni Film Festival e del Laboratorio di Imprenditorialità Innovative & Spin-off Accademici dell’Università di Salerno.  \nIl programma dell’evento sarà il seguente: \n\n15.00 – Saluti Istituzionali\nProf. Giampaolo Azzoni (ProRettore Vicario)\n\n15.15 – Giffoni: Dal Film Festival alla Multimedia Valley\nClaudio Gubitosi (Fondatore e Direttore del GFF) e Luca Tesauro (CEO di Giffoni Innovation Hub)\n\n16.00 – Presentazione del Caso Studio “Giffoni Film Festival: How to Morph a Rural Area in an Innovation Cluster in the Digital Arts Production”\nProf. Roberto Parente (Università di Salerno)\n\n16.45 – Q&A\n\nL’evento sarà moderato dal Prof. Flavio Ceravolo\, direttore del Master M.U.S.T. (Marketing Utilities and Storytelling Techniques dell’Università degli Studi di Pavia.  \nL’evento sarà aperto agli studenti del Master M.U.S.T. e a tutti gli interessati. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 589 kb  \nLocandina – 60 kb
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SUMMARY:Storie di un Campionissimo dal libro Alfabeto Fausto Coppi
DESCRIPTION:Presenteremo il libro Alfabeto Fausto Coppi. 99 storie e una canzone di Giovanni Battistuzzi e Gino Cervi con le illustrazioni di Riccardo Guasco e una prefazione di Adriano Sofri (Portogruaro\, Ediciclo\, 2019).  \nReading di Gino Cervi\, letture di Davide Ferrari\, canzoni di Claudio Sanfilippo. \nFausto Coppi\, come un vero classico dell’arte del Novecento\, è una figura scomposta\, spezzata\, contraddittoria: garzone e airone\, splendido e goffo\, invincibile e fragile\, mortale a quarant’anni\, immortale a cento. \nDi lui\, della sua vita\, delle sue imprese\, della sua morte forse si è già scritto tutto. Non resta che provare a ricomporre per frammenti lo specchio della sua storia e a riordinarli come in un sillabario\, in ordine alfabetico\, per piccole illuminazioni laterali: un oggetto\, un sentimento\, un dettaglio trascurabile al primo sguardo. \nDalla A alla Z\, novantanove microstorie\, e una canzone\, rileggono Fausto Coppi come un’opera cubista\, con le 21 lettere dell’alfabeto\, racconti tra i racconti\, illustrate dal segno inconfondibile di Riccardo Guasco. \nGino Cervi\nGino Cervi da trent’anni lavora nei libri: scrive di sport ed è coppiano per linea materna. Ha scritto un libro di racconti per ragazzi sulle Olimpiadi (Storie a cinque cerchi\, 2012) e uno sui luoghi storici dello sport a Milano (Milano nello sport\, 2014). \nGiovanni Battistuzzi\nGiovanni Battistuzzi\, giornalista a “Il Foglio” dal 2014\, si occupa di sport\, soprattutto ciclismo: nel sito web del quotidiano tiene un blog dal titolo Girodiruota\, lo stesso del suo libro pubblicato nel 2014. \nRiccardo Guasco\nRiccardo Guasco\, “rik”\, illustratore e pittore\, è nato ad Alessandria nel 1975. Influenzato da movimenti come il cubismo e il futurismo e da personaggi come Picasso\, Depero\, Feininger\, disegna con linee semplici e pochi colori cercando la leggerezza della forma e il calore cromatico.\nLe sue illustrazioni appaiono su campagne pubblicitarie\, riviste\, libri\, cappelli e biciclette. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 359 kb  \nLocandina – 132 kb
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SUMMARY:Alessandro Milan\, Due Milioni di Baci
DESCRIPTION:Alessandro Milan presenterà il suo nuovo romanzo intitolato Due milioni di baci\, edito da DeA Planeta.  \nL’incontro sarà un evento spinoff del festival Cosa Sarà in collaborazione con la Biblioteca. Cosa Sarà è il festival sul futuro e sull’innovazione promosso dall’Associazione Small Valley che\, durante l’anno\, si propone come contenitore cittadino di eventi organizzati sul territorio in collaborazione con attori locali. \nDopo il saluto del Presidente dell’Associazione Small Valley Gianpiero Lotito\, Founder e CEO di FacilityLive\, e della Direttrice della Biblioteca Universitaria\, Cecilia Angeletti\, Alessandro Milan presenterà il suo libro conversando con Andrea Soldani\, regista e autore televisivo\, nonché responsabile del Digital Branding di FacilityLive e Direttore del Festival Cosa Sarà. \nDue milioni di baci è l’emozionante e intenso racconto di un padre che è rimasto solo a crescere due figli dopo la tragica scomparsa della moglie. Un romanzo intenso che tra lacrime e sorrisi ci ricorda l’importanza di dare baci alle persone che amiamo. \nBaciando\, si vive. Perché non c’è momento chiave della nostra esistenza che non sia segnato da un bacio.\nL’infanzia\, costellata da quelli materni\, così dolci e avvolgenti\, e da quelli tra i genitori\, a scandire le giornate in famiglia. \nL’inizio di una storia d’amore\, magari chissà\, mezzi ubriachi dentro una Renault Clio bordeaux\, a notte fonda. \nL’ultimo saluto in ospedale\, quando il mondo sembra crollare. \nLa pace dopo un litigio coi figli\, da sancire con un bacio di quelli che fanno il solletico al collo\, sulle braccia\, sulle gambe. \nMa anche i baci mancati\, quelli che hanno marcato una distanza\, o il bacio di un Giuda che all’università ti ha rubato la fidanzata. \nRipercorrendo questi istanti cruciali\, Alessandro Milan racconta la quotidianità di un padre che deve crescere da solo due bambini quasi adolescenti – con i loro silenzi\, i capricci\, le domande scomode – ma anche di un uomo che a quarantotto anni è ancora figlio di una mamma che per la prima volta ha bisogno di lui. Amici vecchi e nuovi lo aiuteranno a risolvere i problemi pratici e a curare le ferite dell’anima. \nCon la grazia e l’intensità che sono il suo tratto distintivo\, Milan torna a condividere la speciale normalità delle sue emozioni\, del suo incespicare\, e di una tenace voglia di riabbracciare nuovamente tutti i colori della vita. \nAlessandro Milan\nAlessandro Milan (Sesto San Giovanni\, 1970) da vent’anni lavora come giornalista a Radio24\, dove conduce programmi di approfondimento.  \n\nÈ presidente dell’Associazione Wondy sono io\, impegnata nella diffusione della cultura della resilienza. Nel 2018 è uscito per DeA Planeta il suo primo romanzo\, Mi vivi dentro. \nPer informazioni: https://app.cosasarafestival.it – Segreteria Organizzativa del Festival Cosa Sarà (tel. 335 7739914). \n\nCosa Sarà è il festival sul futuro e sull’innovazione ideato e promosso dall’Associazione Small Valley – creata dai founder di FacilityLive Mariuccia Teroni e Gianpiero Lotito – e organizzato in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Pavia\, dell’Università degli Studi di Pavia\, della Provincia di Pavia\, di Confindustria Pavia e della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 747 kb  \nLocandina – 266 kb
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SUMMARY:Giuseppe Zucca\, Prigionieri di guerra in Lomellina
DESCRIPTION:Presenteremo il volume Prigionieri di guerra in Lomellina di Giuseppe Zucca. Con l’autore conversano Giovanni Patrucchi e Pierangelo Lombardi. \nIl libro\, frutto di lunghe ricerche in archivi nazionali ed esteri\, racconta le vicende dei prigionieri di guerra alleati\, per lo più sudditi dell’impero britannico\, che\, catturati in Africa e rinchiusi dapprima in campi in Libia e in Italia\, furono poi assegnati al campo di lavoro 146 di Mortara ed infine negli oltre 30 distaccamenti aperti in Lomellina\, nel Pavese e nel Lodigiano. \nNei paesi della nostra provincia oltre duemila giovani prigionieri trascorsero l’estate del 1943 lavorando a fianco a fianco dei contadini locali nel duro lavoro dei campi. \nPoi\, nei giorni caotici che seguirono l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre\, centinaia di loro fuggirono e si nascosero nei boschi e nei campi di granturco\, liberi ma totalmente allo sbando. \nFu allora che si assistette ad uno straordinario fenomeno che Roger Absalom\, il maggior studioso di tale vicenda\, ha chiamato “l’inattesa alleanza”: migliaia e migliaia di uomini e donne italiani\, di ogni ceto e condizione\, correndo mortali pericoli\, si impegnarono a sfamare\, vestire\, nascondere gli evasi favorendo poi la loro fuga soprattutto verso la Svizzera. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 398 kb  \nLocandina – 87 kb
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SUMMARY:Visual Storytelling Quando il racconto si fa immagine
DESCRIPTION:Insieme al master M.U.S.T. di Pavia\, presentiamo il libro Visual Storytelling\, Quando il racconto si fa immagine. \nNella cornice “magica” del Salone Teresiano\, ambiente originario della Biblioteca dal 1779\, un incontro dedicato al mondo delle immagini\, alla loro lettura e alla loro capacità narrativa. \nPer l’occasione esponiamo e commentiamo uno dei nostri tesori più importanti\, l’edizione aldina (1499) dell’Hypnerotomachia Poliphili: per molti il più bel libro mai stampato\, opera affascinante e misteriosa\, emblema del più alto connubio tra testo e immagine e\, secondo l’autore\, precursore del visual storytelling. \nPresenteranno il libro Giampaolo Azzoni (Prorettore vicario Università di Pavia)\, Andrea Fontana (Presidente Storyfactory\, Direttore didattico M.U.S.T\, direttore della collana Narrability per l’editore Hoepli\, di cui il libro rappresenta la prima uscita). Come chair Flavio Ceravolo (Direttore scientifico M.U.S.T.\, Responsabile corso di laurea magistrale in Comunicazione Digitale).  \nInterverrà Antonella Campagna (Responsabile Attività culturali Biblioteca). Saranno presenti Daniele Orzati\, autore del libro\, e il fotografo Daniele Portanome\, autore delle “visual impression”\, immagini annotate per far emergere gli elementi di grammatica del racconto. \nIl libro\nOrmai tutto si comunica tramite immagini: organizzazioni\, brand\, prodotti\, persone. \n\n E sempre di più l’immagine è la forma usata per raccontare storie distintive\, in grado di cambiare la percezione dei pubblici.  \n\nA fronte di questo fenomeno mancano strumenti ad uso di professionisti – o semplicemente curiosi – in grado di fornire precise definizioni\, metodi di valutazione e tecniche di progettazione del racconto visivo. \n\nVisual Storytelling nasce per rispondere a questa mancanza\, ed è frutto dell’esperienza di anni di attività di consulenza e progettazione del racconto visivo per aziende e multinazionali. \n\nCosa vuol dire\, dunque\, narrare per immagini? A chi serve? A cosa serve? Chi lo fa? Come si fa? Qual è la differenza tra una composizione perfetta e una narrazione esatta\, tra un’immagine genericamente emozionale e una narrativamente efficace? \n\nQuesto libro fornisce le chiavi per scoprire che cosa ci nascondono le immagini che quotidianamente si riversano – volenti o nolenti – nei nostri occhi. E ci mostra come si costruiscono gli immaginari visivi che poi ci portano a scegliere e comprare. \nIl suo autore\nDaniele Orzati\, esperto in narrazione strategica d’azienda e di marca. \n\nPartner Storyfactory\, docente di Corporate & Product Branding e Visual Storytelling in contesti universitari e di alta formazione professionale. \n\nMembro del Collegio Docenti del M.U.S.T.\, Master universitario di I livello in Marketing Utilities and Storytelling Techniques (Università di Pavia).  \n\nDocente in Advanced Digital Marketing nel corso di laurea specialistica di Comunicazione Digitale (Università di Pavia).  \n\nRedattore scientifico per l’Osservatorio di Storytelling e caporedattore di “Narrability Journal”\, rivista sulle Scienze della Narrazione. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 676 kb  \nLocandina – 133 kb
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SUMMARY:Filiberto Maida\, Uno scatto e via. Manuale di fotogiornalismo
DESCRIPTION:Presentiamo il libro di Filiberto Maida Uno scatto e via. Manuale di fotogiornalismo. Con l’autore conversano Igor Poletti e Graziano Perotti.  \nScattare una buona fotografia oggi come oggi è facile. Scattare una fotografia che si possa anche vendere è decisamente più difficile. Scattarne una\, infine\, che possa essere venduta a un quotidiano è quasi un’impresa. È possibile riuscirci?  \nL’autore\, da 30 anni giornalista professionista\, mette a disposizione la sua esperienza a chi vuole iniziare a fare il mestiere del fotogiornalista o a chi desidera migliorarsi. E lo fa sia attraverso una precisa spiegazione del mondo della fotografia professionale sotto il profilo tecnico e operativo\, sia con racconti\, esempi\, analisi critiche\, suggerimenti. Ma Uno scatto e via è anche un libro semplicemente da leggere per il gusto di scoprire cosa c’è dietro alla realizzazione dei quotidiani\, in particolare quelli locali\, che sfogliamo tutti i giorni. \nFiliberto Maida\nFiliberto Maida (Torino\, 1961)\, giornalista del quotidiano “La Provincia Pavese”\, gruppo Gedi\, negli anni di professione si è occupato di politica\, cronaca nera\, giudiziaria\, cultura e sport. \n\nÈ stato corrispondente de “La Repubblica” e collaboratore delle storiche riviste di informatica della Jackson Editore. Si occupa di fotografia (www.filibertomaida.it) e fotografa da sempre. \n\n Ha pubblicato Cucinare le notizie. La cronaca ai tempi di internet (2014); con il collega Fabrizio Guerrini il libro d’inchiesta MalaPavia (1992) e il giallo Omicidio al Mezzabarba (1997). \nGraziano Perotti\nGraziano Perotti (Pavia\, 1954)\, fotoreporter di fama internazionale\, ha pubblicato oltre 200 reportage (di viaggio\, cultura e sociale)  sui più importanti magazine\, ottenendo 25 copertine e prodotto foto per importanti campagne pubblicitarie. \nHa vinto moltissimi e importanti premi in Italia e all’estero\, e sue fotografie sono in autorevoli collezioni private\, fondazioni e musei. \nNumerose sono le sue mostre personali e partecipazioni a collettive con grandi fotografi in rassegne di livello internazionale.  \nRecentemente Pio Tarantini lo ha inserito nel suo libro Fotografia. Elementi fondamentali di linguaggio\, storia\, stile tra fotografi contemporanei più significativi. È uno dei cento volti della fotografia italiana nel libro di Hermes Mereghetti editato dall’A.F.I. archivio fotografico Italiano. \nIgor Daniele Ebuli Poletti\nIgor Daniele Ebuli Poletti nasce\, senza saperlo\, in un luogo imprecisato della pianura padana agli inizi del mese di settembre del 1965. \n\nCresce fallendo in tutto quello che intraprende\, si laurea inconsciamente in giurisprudenza\, si dedica alla riflessione filosofica per un decennio\, lavora in una fondazione medica simulando competenze che non possiede. \n\nSuona il sax baritono e il clarinetto basso\, scrive frasi insulse sotto il nom de plume di Beda il Venerabile\, ama l’Islanda e le lasagne.  \nAdora osservare con attenzione le porte delle palestre. Indossa solo giacche blu con pochettes. Anima da anni\, senza sosta e senza ritegno\, la scena culturale pavese. \nÈ autore del volume Olanda: biciclette\, mulini a vento e aringhe. Soprattutto aringhe. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 676 kb  \nLocandina – 720 kb
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SUMMARY:Winckelmann\, l’antichità classica e la Lombardia
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Winckelmann\, l’antichità classica e la Lombardia a cura di Elena Agazzi e Fabrizio Slavazzi (Roma\, Artemide\, 2019). \nSi tratta degli atti di un convegno svoltosi tra Bergamo e Milano nel 2018 in occasione delle celebrazioni per Johann Joachim Winckelmann (Stendal\, 9 dicembre 1717 – Trieste\, 8 giugno 1768) considerato il fondatore della moderna storia dell’arte.  \nLa Lombardia\, in un momento di sviluppo tecnico-scientifico promosso da Maria Teresa d’Austria\, è stata testimone della prima stampa italiana dell’opera di Winckelmann pubblicata nel 1779 con il titolo Storia delle Arti del Disegno presso gli Antichi che generò un intenso dibattito intorno al canone classico e che suscitò interesse storico-artistico per un ritorno al rigore delle forme\, determinando una rottura con il passato.  \nL’incontro sarà presentato da Maria Elisa Micheli (Università di Urbino) che dialogherà con i curatori del volume Elena Agazzi (Università di Bergamo) e Fabrizio Slavazzi (Università di Milano). Interverranno Luisa Erba (Università di Pavia) e Federica La Manna (Università della Calabria). \nIn occasione della presentazione verranno esposti l’edizione originale di Winckelmann del 1779 e alcune rarità bibliografiche. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 506 kb  \nLocandina – 882 kb
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SUMMARY:Matteo Colombo\, Q.B.
DESCRIPTION:Flavio Santi presenta il libro Q.B. di Matteo Colombo. \nPer chiunque cucini\, q.b. (quanto basta) è la più familiare delle sigle. Q. B. significa però\, qui\, Quinto Botero\, lo chef del momento.  \nI piatti che ogni giorno compaiono sui tavoli del Beckett\, il suo ristorante\, sono il frutto d’una mente complicata\, raffinata e devota a un ideale di perfezione. È un uomo non troppo simpatico\, ma il suo talento eccede ogni possibile critica.  \nFinché una sera qualcuno uccide Toni\, il suo nuovo assistente\, nella cella frigorifera del Beckett. È un colpo di pistola che costringerà Botero a confrontarsi con la schiera dei suoi collaboratori\, con le amicizie perdute di un tempo\, con le rivalità fra colleghi in un mondo estremamente competitivo.  \nCosì\, mentre le indagini vengono affidate al ruvido commissario Stoppani\, Botero sceglierà di seguire per proprio conto le tracce d’un assassino seriale le cui motivazioni lo riguardano fin troppo da vicino sotto lo sguardo del solo Toni che\, da un indefinibile cielo di mezzo\, assiste sereno all’epilogo della vicenda per poi svanire nella sua definitiva dimora. Un giallo elegante\, garbato\, avvincente senza esagerare: quanto basta. \nIl volume è inserito in La porta dei demoni\, collana editing free di UNICOPLI diretta da Flavio Santi dove nessuna parola del testo originale è stata maltrattata da un editing troppo invasivo o troppo “autoriale”. I testi ospitati corrispondono in toto alla volontà dei rispettivi autori – opportunamente sollecitati dal “dèmone” di un lavoro di confronto e ripetute letture. \nMatteo Colombo\nMatteo Colombo è nato a Voghera nel 1976. È giornalista\, autore radiofonico e tiene corsi di scrittura creativa. Nel 2011 ha vinto “Io scrivo”\, il premio del Corriere della Sera. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 472 kb  \nLocandina – 75 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 29 gennaio 2020 – 101 kb  \nArticolo tratto da “Il Ticino” del 29 gennaio 2020 – 134 kb
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SUMMARY:Letture da Il cielo cade di Lorenza Mazzetti
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della Memoria\, con l’Associazione ADOV (Associazione Donatori di Voce)\, leggeremo brani tratti dal libro Il cielo cade di Lorenza  Mazzetti in cui la scrittrice ricorda l’eccidio\, perpetrato dai nazisti\, della famiglia dello zio Robert Einstein (cugino di primo grado del più celebre Albert).\n \nNegli ultimi anni del fascismo\, Penny e Baby – le due bambine dal cui punto di vista sono narrati gli eventi – vivono con lo zio che le ha adottate in una grande villa\, vanno a scuola e si esercitano in piccoli dispetti.  \nQuesto fin quando la guerra e le persecuzioni razziali non lacerano le vite ordinate che stanno accanto a loro. Pubblicato nel 1961\, dedicato agli zii e alle cugine vittime dei tedeschi nell’agosto del 1944\, Il cielo cade mostra l’infanzia dinanzi all’esperienza dell’orrore. \nLa Giornata della Memoria fu istituita vent’anni fa dal Parlamento italiano quale anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz\, in ricordo della Shoah\, lo sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico. \nLorenza Mazzetti\nLorenza Mazzetti è nata a Roma\, ha vissuto l’infanzia in Toscana\, nella villa della famiglia della zia paterna e ha sposato Robert Einstein\, cugino di Albert. \nHa scritto Il cielo cade (Premio Viareggio del 1962\, pubblicato da questa casa editrice nel 1992\, da cui è stato tratto il film nel 2000) che narra di quell’infanzia.  \nRegista cinematografica\, ha fondato con Lindsay Anderson\, Karel Reisz e Tony Richardson il «Free Cinema Movement»\, esperienza narrata in Diario londinese (2014) e ha diretto a Roma il Puppet Theatre.  \nÈ scomparsa il 4 gennaio 2020. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 662 kb  \nLocandina – 487 kb
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SUMMARY:Elton John\, Me. L’autobiografia
DESCRIPTION:Presentiamo l’autobiografia di una delle più famose icone della musica pop\, Elton John\, Me. L’autobiografia\, tradotta da Valeria Gorla con Michele Piumini e pubblicata lo scorso anno da Mondadori. \nScoppiettante e divertente\, il racconto diretto e senza filtri di Elton John si sofferma a lungo anche sui momenti bui\, come quelli della dipendenza da alcol e droghe\, della lunga malattia\, dell’infanzia problematica.  \nNe parleranno i traduttori Valeria Gorla e Michele Piumini (traduttore tra l’altro anche delle autobiografie di Sting e Bruce Springsteen) che converseranno con Igor Ebuli Poletti\, raccontando i momenti salienti del libro\, ma affrontando anche il tema del ruolo delicato e importantissimo del traduttore. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 630 kb  \nLocandina – 65 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 gennaio 2020 – 363 kb
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SUMMARY:Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia - Mostra
DESCRIPTION:Insieme alla casa editrice La Grande Illusion organizziamo una mostra dedicata all’artista Sergio Ruzzier dal titolo Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia che trae spunto da Pretesti\, l’ultimo libro pubblicato dall’autore per i tipi de La Grande Illusion. \nIn esposizione le tavole originali per tre libri pubblicati da La Grande Illusion: \n\nPretesti (Pretexts)\n\nUna vita d’artista – The Life of an Artist\n\nLeftovers – Rimasugli\n\nPretesti (Pretexts)\, altro non è che una raccolta di citazioni estrapolate da sedici libri letti durante l’infanzia e l’adolescenza da Sergio Ruzzier: «Spesso quando leggevo un libro mi accadeva di distrarmi e\, mentre gli occhi scorrevano sulla pagina\, nella testa mi si formavano immagini e storie che poco o nulla avevano a che fare con le parole stampate». \nSedimenti che\, a distanza di anni\, hanno acquistato finalmente evidenza ed efficacia in occasione della mostra personale Vita di uno strano signore dedicatagli a Bologna dall’Associazione culturale Hamelin durante la Children’s Book Fair 2018. \nPer questa esposizione Ruzzier realizza sedici acquerelli che divengono\, in parallelo\, un originale e surreale racconto “al contrario” per illustrazioni in margine ad un testo implicito e insieme un personalissimo libro d’artista\, pubblicato da La Grande Illusion.  \nLe tavole originali di Pretesti sono proposte in mostra accompagnate dai libri nella collezione dell’autore da cui sono tratte le sedici citazioni che costituiscono il testo del libro. \nInsieme a Pretesti in questa mostra pavese sono inoltre esposte le serie complete degli acquerelli per altre due storie di Sergio Ruzzier: Una vita d’artista e Leftovers. \nLeftovers – Rimasugli\, è una struggente melanconia autunnale\, forse una storia di fantasmi\, un breve e surreale racconto per parole e immagini\, scritto ed illustrato da Sergio Ruzzier alla maniera di un fumetto didascalico sospeso nel tempo.  \nMentre Una vita d’artista – The Life of an Artist è il deferente e commosso omaggio a un misconosciuto artista chivassese\, Massimiliano Crumbs\, la cui intimistica e laconica vicenda umana\, vividamente tratteggiata al pennino e sfumata all’acquerello\, è ricostruita nella sua interezza in un’esaustiva biografia per immagini\, quasi un miniaturistico e letterario capriccio alla maniera del Vasari. \nSergio Ruzzier\nSergio Ruzzier ha trascorso l’infanzia a Milano giocando tra l’altro a “chi muore meglio”. È ancora vivo e\, dopo aver a lungo vissuto a New York\, è rientrato in Italia stabilendosi sull’Appennino modenese dove continua a disegnare e inventare storie.  \nCollabora con diverse case editrici e testate giornalistiche. I suoi lavori e i suoi acquerelli sono stati premiati\, tra gli altri\, da American Illustration e The Society of Illustrators e nel 2011 è stato selezionato per l’esclusiva Maurice Sendak Fellowship.  \nTra i suoi editori italiani\, oltre a La Grande Illusion: Topipittori\, Nuages e Bompiani. \nLa Grande Illusion\nLa Grande Illusion è una piccola casa editrice in divenire\, con base a Pavia ma itinerante e cosmopolita d’elezione\, dedicata alla produzione di libri che siano ogni volta un progetto editoriale ed una collana a sé: sperimentazioni concrete tra letteratura\, illustrazione e grafica nel segno dell’inedito e della tradizione.  \nIl suo catalogo\, oltre ad un numero zero\, conta al momento circa venticinque titoli e\, per la cura e l’impegno richiesti da ciascun volume\, prevede di crescere di non più di quattro\, cinque nuovi libri all’anno. \nNel marzo del 2018\, con la prima traduzione in lingua italiana dell’Augusta Bolte di Kurt Schwitters\, ha inaugurato la collana di Scienze\, Lettere e Arti “Situazioni”\, l’unica continuativa e quasi una casa editrice nella casa editrice. \n \nPotete visitare la mostra nei seguenti orari: \nlunedì – venerdì 8.30 – 18.30\nsabato 8.30 – 13.30 \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb  \nLocandina – 3 mb  \nArticolo tratto da La provincia pavese del 19 gennaio 2020 – 155 kb  \nPretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia – Locandina proroga – 82 kb
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SUMMARY:Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia - Inaugurazione
DESCRIPTION:Insieme alla casa editrice La Grande Illusion inauguriamo una mostra dedicata all’artista Sergio Ruzzier dal titolo Pretesti per una mostra. Sergio Ruzzier a Pavia che trae spunto da Pretesti\, l’ultimo libro pubblicato dall’autore per i tipi de La Grande Illusion. \nInsieme all’autore e all’editore interverranno la storica dell’illustrazione Marta Sironi e il libraio Guido Affini che si confronteranno sul tema Dall’illustrazione al libro\, dal libro all’illustrazione. \nIn esposizione le tavole originali per tre libri pubblicati da La Grande Illusion: \n\nPretesti (Pretexts)\n\nUna vita d’artista – The Life of an Artist\n\nLeftovers – Rimasugli\n\nPretesti (Pretexts)\, altro non è che una raccolta di citazioni estrapolate da sedici libri letti durante l’infanzia e l’adolescenza da Sergio Ruzzier: «Spesso quando leggevo un libro mi accadeva di distrarmi e\, mentre gli occhi scorrevano sulla pagina\, nella testa mi si formavano immagini e storie che poco o nulla avevano a che fare con le parole stampate». \nSedimenti che\, a distanza di anni\, hanno acquistato finalmente evidenza ed efficacia in occasione della mostra personale Vita di uno strano signore dedicatagli a Bologna dall’Associazione culturale Hamelin durante la Children’s Book Fair 2018. \nPer questa esposizione Ruzzier realizza sedici acquerelli che divengono\, in parallelo\, un originale e surreale racconto “al contrario” per illustrazioni in margine ad un testo implicito e insieme un personalissimo libro d’artista\, pubblicato da La Grande Illusion.  \nLe tavole originali di Pretesti sono proposte in mostra accompagnate dai libri nella collezione dell’autore da cui sono tratte le sedici citazioni che costituiscono il testo del libro. \nInsieme a Pretesti in questa mostra pavese sono inoltre esposte le serie complete degli acquerelli per altre due storie di Sergio Ruzzier: Una vita d’artista e Leftovers. \nLeftovers – Rimasugli\, è una struggente melanconia autunnale\, forse una storia di fantasmi\, un breve e surreale racconto per parole e immagini\, scritto ed illustrato da Sergio Ruzzier alla maniera di un fumetto didascalico sospeso nel tempo.  \nMentre Una vita d’artista – The Life of an Artist è il deferente e commosso omaggio a un misconosciuto artista chivassese\, Massimiliano Crumbs\, la cui intimistica e laconica vicenda umana\, vividamente tratteggiata al pennino e sfumata all’acquerello\, è ricostruita nella sua interezza in un’esaustiva biografia per immagini\, quasi un miniaturistico e letterario capriccio alla maniera del Vasari. \nSergio Ruzzier\nSergio Ruzzier ha trascorso l’infanzia a Milano giocando tra l’altro a “chi muore meglio”. È ancora vivo e\, dopo aver a lungo vissuto a New York\, è rientrato in Italia stabilendosi sull’Appennino modenese dove continua a disegnare e inventare storie.  \nCollabora con diverse case editrici e testate giornalistiche. I suoi lavori e i suoi acquerelli sono stati premiati\, tra gli altri\, da American Illustration e The Society of Illustrators e nel 2011 è stato selezionato per l’esclusiva Maurice Sendak Fellowship.  \nTra i suoi editori italiani\, oltre a La Grande Illusion: Topipittori\, Nuages e Bompiani. \nLa Grande Illusion\nLa Grande Illusion è una piccola casa editrice in divenire\, con base a Pavia ma itinerante e cosmopolita d’elezione\, dedicata alla produzione di libri che siano ogni volta un progetto editoriale ed una collana a sé: sperimentazioni concrete tra letteratura\, illustrazione e grafica nel segno dell’inedito e della tradizione.  \nIl suo catalogo\, oltre ad un numero zero\, conta al momento circa venticinque titoli e\, per la cura e l’impegno richiesti da ciascun volume\, prevede di crescere di non più di quattro\, cinque nuovi libri all’anno. \nNel marzo del 2018\, con la prima traduzione in lingua italiana dell’Augusta Bolte di Kurt Schwitters\, ha inaugurato la collana di Scienze\, Lettere e Arti “Situazioni”\, l’unica continuativa e quasi una casa editrice nella casa editrice. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb  \nLocandina – 64 kb
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SUMMARY:Conflitto in Siria - Il Rojava: laboratorio politico-sociale e fronte di guerra
DESCRIPTION:Nell’ambito della nona edizione del progetto Incontri con la scuola\, l’Associazione Culturale il Demetrio in collaborazione con ANPI\, Centro Servizio Volontariato promuoviamo un approfondimento aperto a tutta la cittadinanza sul Conflitto in Siria. \nL’incontro\, moderato da Maurizio Schiavo\, prevede gli interventi di Gastone Breccia docente di Civiltà bizantina\, Letteratura bizantina e Storia militare antica presso l’Università di Pavia\, autore tra l’altro di Guerra all’ISIS. Diario dal fronte curdo (Bologna\, Il Mulino\, 2016); e Andrea Governale autore della Tesi di Laurea L’internazionalismo rivoluzionario: il caso dei combattenti italiani nella Siria del Nord (Università di Torino Dipartimento di Culture\, Politica e Società.Corso di Laurea Magistrale in Scienze internazionali 2018/2019). \nNegli ultimi anni\, la popolazione curda della Siria nord-orientale ha costituito un governo autonomo da Damasco\, sopravvissuto a fatica alle durezze della guerra contro l’ISIS e all’isolamento politico-economico. \nL’esperienza del Rojava (ovvero “Occidente”\, per i curdi) è estremamente interessante sotto molti punti di vista:  \n\nil tentativo di realizzare un tipo di amministrazione pubblica fondata sul “confederalismo democratico”\n\nl’attenzione alla parità di genere e all’integrazione culturale tra le varie etnie presenti sul territorio\n\nla capacità\, non da ultimo\, di affrontare il problema militare della lotta contro l’ISIS\, culminata nell’eroica resistenza a Kobane (2015) e nella riconquista di Raqqa (2018)\, alla quale hanno partecipato numerosi volontari stranieri – tra i quali non pochi giovani italiani.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 502 kb  \nLocandina – 91 kb
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SUMMARY:Andrea de Alberti\, La cospirazione dei tarli. L’universo di don Chisciotte
DESCRIPTION:«Ho tolto il suo peso a un uomo perduto»: La cospirazione dei tarli può essere letto come una biografia poetica di Cervantes. I tarli non sono quelli in una vecchia edizione del Don Chisciotte: sono tarli mentali eppure reali.  \nInfatti questo libro racconta anche la storia di Francesco Pacheco\, quel pittore che dipinse tutti i più grandi personaggi spagnoli del suo periodo a eccezione di Cervantes. \nLa ragione è curiosa: Pacheco era ossessionato dal rumore dei tarli nella tela e non riuscirà mai a terminarne l’opera. Spetterà così solamente a Cervantes costruire passo dopo passo la sua vicenda personale e letteraria attraverso la figura del Chisciotte\, perché «chi tradisce una segreta abitudine è sotto minaccia di una stagione di fuoco». \nCon l’autore Andrea De Alberti ne parla Gino Cervi. \nAndrea De Alberti\nÈ nato a Pavia (1974) dove si è laureato in Lettere moderne.  \nHa collaborato con il Fondo manoscritti di autori moderni e contemporanei creato da Maria Corti\, curando con Mario Bignamini il catalogo Tra le carte di Quasimodo. Poesie\, traduzioni\, lettere (Pavia 2004).  \nSuoi testi sono usciti nell’Ottavo quaderno italiano a cura di Franco Buffoni (Marcos y Marcos).  \nHa pubblicato una monografia sul Teatro dei Sensibili di Guido Ceronetti (Bergamo 2003) e le raccolte di poesie In presenza del fantasma nell’Ottavo Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea a cura di Franco Buffoni (Milano 2004)\, Solo buone notizie\, (Interlinea 2007)\, Basta che io non ci sia (Manni 2010)\, Litalìa (La Grande Illusion 2011) e nel 2017 Dall’interno della specie per Einaudi.  \nÈ presente in diverse riviste e antologie di poesia tra le quali Nuovi poeti italiani in “Nuova corrente”\, 135 (2005) a cura di Paolo Zublena. \nDopo un’esperienza lavorativa in ambito editoriale ha deciso di lavorare come i nonni in un’osteria. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb  \nLocandina – 81 kb
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SUMMARY:Mino Milani\, Notte e neve
DESCRIPTION:Maria Cristina Scalabrini e Mino Milani presentano il libro Notte e neve di Mino Milani\, con illustrazioni di Angelo Ruta. \nL’eroismo di una giovane ragazza\, che dà tutta sé stessa per salvare la propria famiglia. Mino Milani svela una pagina emozionante della propria vita attraverso un racconto crudo\, delicato e toccante. \n“Mino Milani torna a scrivere per i suoi lettori preferiti\, i giovani. Con Notte e neve (Einaudi ragazzi)\, da pochi giorni in libreria\, riporta a galla un ricordo di famiglia e lo trasforma in una storia a lieto fine. Dura ma toccante. Perché vera.  \nProtagonista del racconto è la mamma dello scrittore\, Piera Castelli che\, a soli 14 anni\, si trova da sola ad affrontare la terribile epidemia Spagnola che ha mietuto in Europa milioni di vittime.  \nSiamo a Siziano nel 1917. A villino San Rocco\, un bel palazzo lombardo di fine Ottocento\, vive Piera con i genitori\, il nonno\, una sorella e cinque fratelli. «I due grandi leoni in pietra\, in quella notte di dicembre\, non bastarono a spaventare la Spagnola che contagiò in modo dirompente tutta la famiglia\, tranne mia mamma Piera\, racconta Mino Milani\, sprofondato nella grande poltrona del suo studio di piazza San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia.  \nAveva solo 14 anni e si dovette rimboccare le maniche. Era l’unica ancora in piedi\, risparmiata non si sa perché dalla malattia».  \nLa penna di Milani dà corpo e forma ai ricordi della mamma che\, per anni\, si è schermita ogni qualvolta veniva dipinta come una piccola eroina. «Eppure ha avuto coraggio\, incalza lui\, commuovendosi al pensiero.  \nIn paese ci furono migliaia di morti e un solo medico in prima linea\, il dottor Pietra ». Fu proprio il medico condotto del paese\, un uomo grande e grosso con i capelli bianchi\, a fornire alla giovanissima Piera le istruzioni per curare la sua famiglia.  \nTutti a letto malati. «Si ammalarono tutti e per giorni\, tra lenzuola da lavare\, brodi da cuocere\, medicine (poche) da somministrare pensò di non farcela». Ad aiutarla arrivò\, preziosa come la Provvidenza\, la signorina Fildiferro\, maestra del paese ormai in pensione. «Non si chiamava davvero così – dice Milani – ma si era guadagnata quel soprannome per la sua severità». Arcigna ma dolce con Piera. «Fu una dura lotta per strappare i familiari alla morte – prosegue lo scrittore – combattuta giorno per giorno con tenacia\, altruismo e speranza». \n(Intervista di Maria Grazia Piccaluga\, La storia di mamma Piera nel libro di Milani per ragazzi\, in “La Provincia Pavese”\, 9 novembre 2019) \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 470 kb  \nLocandina – 55 kb
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SUMMARY:C.E.T. Warren e James Benson\, La colonna spezzata
DESCRIPTION:Presenteremo il libro La colonna spezzata. Il testo è curato\, e sarà presentato\, dal professor Giulio Guderzo\, con  Piero Ricci e Giuseppe Zucca. Modera Pierangelo Lombardi. \nSi tratta della prima traduzione italiana di un testo inglese edito nel 1966 fondato sui ricordi di un protagonista delle vicende narrate\, James Frederick Wilde\, marinaio inglese fortunosamente fuggito nel ’43\, alla periferia di Voghera\, dal treno che lo portava a un campo di prigionia in Germania e in seguito approdato al ‘mondo partigiano’ tra Staffora e Curone. \nIl libro viene pubblicato con uno scopo puramente filantropico. Gli introiti vendita saranno devoluti al Centro Paolo VI onlus di Casalnoceto\, centro di riabilitazione per bambini ed adolescenti affetti da patologie di tipo autistico. \n “Con questo titolo singolare\, venne pubblicato nel ‘66\, a Londra\, un libro che raccontava le avventure vissute tra i partigiani del nostro Oltrepò da un marinaio inglese\, fuggito alla periferia di Voghera dal treno che lo stava portando\, insieme ad altri prigionieri di guerra\, verso un campo di concentramento tedesco. \nOltre Manica\, il libro\, firmato da due giornalisti che l’avevano\, al riguardo\, intervistato\, ebbe successo\, tanto da meritare una seconda edizione\, mentre in Italia venne pressoché ignorato. Il che si può\, almeno inizialmente\, imputare alla situazione della ricerca storica\, che tra noi\, sul movimento partigiano\, in quegli stessi anni\, muoveva appena i primi passi. \nLa Storia della Resistenza in Provincia di Pavia\, promossa dall’Amministrazione provinciale a seguito di un concorso e pubblicata nel ’59\, era poco più che un abbozzo\, quantunque meritorio\, di una vicenda che\, in seguito\, avrebbe impegnato una schiera di protagonisti e studiosi. Né la situazione risultava molto diversa nelle aree contermini\, che pure avevano rappresentato (si pensi anche solo al retroterra di Genova) realtà fondamentali nella storia della Resistenza italiana. \nL’anno di edizione di quella che a buon diritto può venire considerata la prima seria storia del movimento partigiano nella zona – Guerra partigiana tra Genova e il Po\, firmata da Giampaolo Pansa – è del ’67\, ossia di un anno posteriore alla Colonna spezzata. E l’Istituto pavese per la Storia della Resistenza\, promosso già nel ’56 da Parri e animato da una schiera di antifascisti e comandanti partigiani di Pavia e provincia\, solo dagli anni Sessanta si sarebbe avviato ad essere quel centro di ricerca\, strettamente collegato all’Università\, che ne avrebbe poi caratterizzato attività e funzioni. \nProprio l’indirizzo ‘scientifico’ assunto dall’Istituto pavese doveva\, poi\, d’altronde\, inevitabilmente emarginare ricostruzioni del Movimento partigiano come quella dei due autori inglesi. \nChe\, tanto bravi narratori quanto poco attenti a precisare episodi e figure\, li avevano raccontati avendo di mira più l’effetto che non la realtà storica. Nel che\, probabilmente\, doveva averli – e non poco – agevolati la stessa memoria del protagonista\, richiesto tanto tempo dopo (ben vent’anni) di ricordare un tempo tutto sommato assai breve.  \nSicché le supposizioni\, i ‘completamenti’\, le vere e proprie invenzioni poste in atto dagli intervistatori per ‘arricchirlo’ potevano essergli sembrate\, se non ‘vere’\, verosimili. Non era d’altronde – si badi – molto diverso\, nei confronti della Resistenza e del modo di raccontarla\, l’atteggiamento (scanzonato) di un altro (eccellente) giornalista – Italo Pietra – figura centrale dello stesso nostro ‘movimento’. \nNon sempre ‘storicamente’ attendibile nel precisare episodi e figure centrali dello scontro in atto\, la ricostruzione dei due giornalisti pare\, viceversa\, allo storico\, tanto più felice nella descrizione di ambienti e figure apparentemente ‘minori’\, restituendoci quadri di ‘vita vissuta’ del tempo – tra Medassino\, Voghera\, Pozzol Groppo\, Mossago e così via – decisamente familiari a chi\, per il cosiddetto privilegio dell’età\, ha potuto conoscerlo e apprezzarne difficoltà e valori.  \nSi tratta di un Oltrepò apparentemente ‘minore’\, vissuto\, peraltro\, e apprezzato dal protagonista. Il quale\, come lui stesso racconterà\, vi si era immerso a tal punto da riprender poi a fatica gli originari panni inglesi quando\, a guerra finita\, tornerà a casa. \nQuei quadri di vita reale cittadina e rurale dell’Oltrepò a mezzo degli anni Quaranta\, rimasti impressi nella memoria del protagonista e ripresi nella loro ricostruzione dai due intervistatori\, già di per sé avrebbero meritato la traduzione e la stampa del testo. Cui però\, coi tempi che corrono\, e non da ora\, finanziariamente poco felici\, non si sarebbe certo dato mano ove non fosse intervenuto un energico innamorato della storia – maggiore ma anche minore – e dell’Oltrepò\, Piero Ricci\, con l’idea di ‘far qualcosa di buono’\, sia per la ‘nostra’ memoria storica\, sia per l’ente benefico cui verranno devoluti tutti i ricavi della vendita\, assumendosi in proprio l’intero costo dell’operazione. A Ricci mi è pertanto caro dir qui pubblicamente grazie a nome non solo mio ma pure dell’Istituto pavese\, sessantenne un tantino acciaccato ma sempre vivo”. \nGiulio Guderzo \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 90 kb  \nLocandina – 104 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 17 dicembre 2019 – 158 kb
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