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SUMMARY:Giovanni Maga\, Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle di Giovanni Maga. Con l’autore ne parlano Giuliano Gasperi\, professore di Zoologia dell’Università di Pavia\, e Federico Focher\, dirigente di ricerca\, Istituto di Genetica Molecolare CNR. Coordina Antonella Campagna.  \nUscito in questi giorni per la casa editrice Zanichelli\, è un libro divulgativo\, per lettori non addetti ai lavori che vogliano conoscer più da vicino il mondo dei virus. \nI virus sono comparsi sulla Terra ben prima di noi\, forse già 3\,5 miliardi di anni fa\, e sono del tutto disinteressati al nostro destino. \nEppure a volte possono cambiare le sorti della storia. \n\nAbbiamo sperimentato sulla nostra pelle questo fenomeno ad opera di SARS-CoV-2\, un virus che tuttavia non è giunto inaspettato: già nel 2002 l’epidemia di SARS avrebbe dovuto metterci in guardia.\n Nel 2021\, mentre perfezioniamo il vaccino per la malattia COVID-19\, dobbiamo cominciare a prepararci per la prossima pandemia. Senza dimenticare la lotta all’HIV e a tutti gli altri virus che minacciano la nostra salute: dalle epatiti alle febbri emorragiche.\nI virus\, però\, non sono sempre nocivi. Alcuni sono innocui\, altri possono essere nostri alleati ed essere usati come vettori nella terapia genica o per uccidere le cellule del cancro. \nGiovanni Maga\nGiovanni Maga\, Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia\, insegna Biologia Molecolare II all’Università di Pavia.\nAutore di centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali\, è incluso nella classifica dei Top Italian Scientists. Per le Chiavi di lettura ha pubblicato Batteri spazzini e virus che curano (2016) e Quando la cellula perde il controllo (2019). \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 233 kb \nLocandina – 849 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 29 aprile 2021 – 237 kb
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SUMMARY:25 aprile\, storie partigiane
DESCRIPTION:Saluteremo il giorno della Liberazione con le canzoni proposte dal musicista Matteo Callegari e le letture di alcuni brani affidate alla voce di Francesco Mastrandrea. \nCon la sezione ANPI di Belgioioso e la sezione Onorina Pesce di Pavia\, presenteremo due pubblicazioni:  \n\n\nsu Renato Codara\, partigiano di Belgioioso\, prescelto per la missione a Dongo\n\nsu Renato Tisato\, gappista veronese\, poi professore di pedagogia nella nostra Università. \n\nLe abbiamo scelte perché\, attraverso la ricostruzione delle vicende umane dei due resistenti\, potremo brevemente indagare sulla stagione del dopoguerra che non fu né facile né indolore per tanti di coloro che per la libertà del Paese avevano preso le armi. \nSaranno con noi Attilia Zanaboni\, autrice del testo su Codara insieme a Enzo Paravella\, e Annalisa Alessio\, autrice del testo su Tisato con Laura Beretta. \nA chiudere l’intervento di Luca Casarotti\, presidente della sezione pavese di Anpi Onorina Pesce Brambilla che approfondirà il tema del dopoguerra. Coordina Antonella Campagna. \nTra le letture anche quella di uno stralcio del racconto “Nichelino – storia del gappista Temporale 1945-1948” ma questa sarà una sorpresa che riserviamo a chi ci seguirà.  \nUn solo rimpianto\, non avere con noi il professore Franz Brunetti\, amico fraterno e collega di Renato Tisato\, per il quale ha scritto\, poco prima di morire\, la prefazione alla seconda edizione del lavoro. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 605 kb \nLocandina – 804 kb
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SUMMARY:Piergiorgio Pulixi\, Un colpo al cuore
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Un colpo al cuore di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli\, 2021).\nMaria Cristina Scalabrini\, Andrea Grisi e Antonella Campagna ne parlano con l’autore. \n“Occhio per occhio\, dente per dente” è la regola del serial killer che ha deciso di riparare i torti del sistema giudiziario. Dove non arrivano le giurie\, arriva lui\, rapendo\, torturando ed eliminando i criminali che l’hanno fatta franca. \nIndossa una maschera dai tratti demoniaci\, e si fa annunciare ogni volta da un video intitolato La Legge sei tu in cui chiede alla gente di pronunciarsi in giudizio tramite votazioni anonime e irrintracciabili. \n A colpi di clic il richiamo alla giustizia sommaria diventa virale. Vendicatore spietato come il conte di Montecristo\, Villain incendiario al pari del Joker che sollevò Gotham City\, il Giustiziere gioca la sua partita mortale.  \nL’indagine sul caso che sta scuotendo l’Italia è affidata al vicequestore Vito Strega\, esperto di psicologia e filosofia\, tormentato criminologo dall’intuito infallibile\, avvezzo alla seduzione del Male.  \nLo affiancano le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Diverse come il giorno e la notte\, le due formano una coppia d’eccezione: i modi bruschi e l’impulsività di Mara sono compensati dall’acutezza e dal riserbo sfuggente di Eva.  \nTra la Sardegna e Milano\, i tre poliziotti dovranno mettere in gioco tutto per affrontare un imprendibile nemico dai mille volti e misurarsi ciascuno con i fantasmi del proprio passato.  \nPiergiorgio Pulixi compone un viaggio nell’incubo di questo tempo rabbioso segnato dall’odio\, dal furor di popolo e dalla gogna mediatica\, fino alla scoperta di una verità che illumina di luce sinistra il senso stesso del fare giustizia. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 774 kb \nLocandina – 257 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 21 aprile 2021 – 67 kb
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SUMMARY:Le carte di Eugenio Montale negli archivi italiani\, a cura di Gianfranca Lavezzi
DESCRIPTION:Sono in libreria gli Atti del Convegno Le carte di Eugenio Montale negli archivi italiani (Interlinea\, 2021)\, tenuto il 3 e 4 aprile 2019 in Salone Teresiano e organizzato dal Centro Manoscritti dell’Università di Pavia e dalla Fondazione Maria Corti\, con la nostra collaborazione.  \nL’occasione è stata la celebrazione del cinquantesimo anniversario del Fondo Manoscritti\, nato da un’idea di Maria Corti alla quale\, nei primi mesi del 1969\, Eugenio Montale regalò alcuni suoi manoscritti\, perché fossero il primo nucleo del Fondo\, e altri ne avrebbe donati in seguito (data poi al 2004 la donazione\, sempre di carte montaliane\, fatta da Gina Tiossi\, la sua fedele governante).  \nIl Convegno ha dato per la prima volta una mappa precisa e dettagliata delle carte di Montale conservate in archivi pubblici e archivi privati grazie alla partecipazione di studiosi e istituzioni che conservano i documenti\, in un’ideale ricostruzione “sulla carta” dell’archivio diffuso di uno dei più grandi poeti italiani. \nPer la rubrica Il libro della settimana ne parliamo con la curatrice Gianfranca Lavezzi\, Paolo Zoboli e Mauro Querci. \nGianfranca Lavezzi\nGianfranca Lavezzi\, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Pavia\, è Presidente del Centro Manoscritti fondato da Maria Corti. La sua attività di ricerca ha sempre riservato particolare attenzione al versante poetico della letteratura italiana tra Sette e Novecento\, indagato soprattutto dal punto di vista metrico e linguistico. Tra gli autori ai quali ha dedicato libri e saggi figurano\, oltre a Montale\, Metastasio\, Foscolo\, Pascoli\, D’Annunzio\, Saba. \nPaolo Zoboli\nPaolo Zoboli nato a Genova nel 1967\, insegna Italiano e Latino al Liceo scientifico di Sesto Calende. Dal 1991 al 2007 ha svolto attività didattica e di ricerca presso l’Università Cattolica di Milano e nel 2014 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale a professore associato di Letteratura italiana contemporanea. \nOltre a numerosi studi su rivista e in volume\, ha pubblicato La rinascita della tragedia. Le versioni dei tragici greci da d’Annunzio a Pasolini (Pensa MultiMedia\, Lecce 2004)\, Sbarbaro e i tragici greci (Vita e Pensiero\, Milano 2005) e Linea ligure. Sbarbaro\, Montale\, Caproni (Interlinea\, Novara 2006). Di Camillo Sbarbaro ha curato Fuochi fatui (All’insegna del Pesce d’Oro\, Milano 1997) e Pianissimo (San Marco dei Giustiniani\, Genova 2008); di Ceccardo Roccatagliata-Ceccardi Lettere di crociera (ivi 1996) e Il libro dei frammenti (ivi 2003); di Enrica Gnemmi Il muro di Berlino (Interlinea\, Novara 2011) e Requiem (ivi 2014); di Renzo Gherardini Poesie 1947-1999 e Poesie 2002-2011 (Le Lettere\, Firenze 2014 e 2018). \nMauro Querci\nMauro Querci\, 57 anni\, caporedattore del settimanale “Panorama”\, è nato e ha studiato a Firenze\, laureandosi in Letteratura italiana con Lanfranco Caretti. La tesi ha avuto come argomento le interviste di Eugenio Montale\, con il titolo Montale nel viaggio della memoria (anno 1988). In sintesi\, è una ricostruzione attraverso il percorso delle interviste rilasciate dall’autore delle sue esperienze biografiche e di quelle poetiche. Con questa tesi ha vinto il Premio Montale. La sua raccolta di Montale preferita è La bufera e altro. È assolutamente incuriosito dalla distanza che c’è in Montale fra testimonianza poetica e avventura biografica.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 957 kb \nLocandina – 214 kb
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SUMMARY:Livio Gambarini\, Alex Calvi\, Ottone il primo dei Visconti
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Ottone. Il primo dei Visconti di Livio Gambarini e Alex Calvi (Piemme\, 2021). \nCon Alex Calvi ne parlano Roberto Lodigiani\, Guido Affini e Antonella Campagna. Letture di Francesco Mastrandrea.  \nAD 1262. Dalle mani di papa Urbano IV\, Ottone Visconti riceve finalmente il pastorale di arcivescovo di Milano\, e con esso la cattedra ambita e ricchissima di Sant’Ambrogio. È il coronamento di una vita di intrighi e menzogne\, che Ottone ha condotto al fianco del diabolico cardinale Ottaviano degli Ubaldini.  \nMa c’è chi non vede di buon occhio questa investitura: i potenti guelfi Della Torre irrompono armati in chiesa al termine della consacrazione. Sono loro a dominare sulla città meneghina\, e non intendono rinunciare allo scranno vescovile nemmeno a costo di disubbidire al papa. \n Ottone\, esiliato dalla città che dovrebbe guidare come arcivescovo\, comprende di avere solo una via per ottenere ciò che gli spetta: radunare con l’intrigo e la diplomazia tutti i nemici dei Della Torre e prendersi Milano con la forza.  \nQuasi quindici anni di conflitti si inframmezzano al passato del Visconti: la sua giovinezza nel monastero di Piacenza tra fughe rocambolesche\, i primi amori e le severe punizioni per il rifiuto dell’autorità. \nL’incontro con il Cardinal Ubaldini\, eminenza grigia della sua epoca\, che indirizza l’originaria vocazione di Ottone verso una carriera di sottigliezze\, ricatti politici e tradimenti\, sullo sfondo di un amore tormentato.  \nMa tra guerre continue\, sangue versato per ambizione e una crescente solitudine\, Ottone dovrà iniziare a fare i conti anche con sé stesso\, e solo un gesto di vero coraggio gli permetterà di comprendere per quale motivo stia affrontando quella lotta\, e decidere se ne valga davvero la pena. \nUn romanzo storico appassionante e magistralmente costruito che ci rimanda la figura di un uomo oltre che di un simbolo\, dove la fragilità e l’umanità sono proprio lo spunto per farne emergere la grandezza.  \nLivio Gambarini\n Bergamasco\, classe 1986\, è scrittore e divulgatore di Medioevo italiano. Da anni insegna narratologia e tecniche di scrittura in corsi\, seminari e sessioni di mentorship.\nFondatore della realtà per aspiranti scrittori di “Rotte Narrative”\, è docente al corso di Alta Formazione “Il Piacere della Scrittura” dell’Università Cattolica di Milano. \nGià noto per Eternal War\, la sua saga fantasy-storica su Dante e Guido Cavalcanti\, tra i suoi altri interessi figurano la narrazione di GDR e videogiochi.  \nAlex Calvi\nPavese\, classe 1980\, è scrittore e professore alle medie. Da sempre appassionato di Storia e di storie in tutte le forme: libri\, film\, serie tv\, fumetti\, cartoni animati.\nSuoi racconti sono apparsi in numerose antologie\, tra cui Scorrete lacrime\, disse lo sceriffo\, curata da Valerio Evangelisti\, e sulla prestigiosa rivista digitale Carmilla.\nCollabora con articoli e recensioni a Truemetal  e Fantasy Magazine. Con il suo primo romanzo\, Il tessitore di sogni\, ha vinto il Premio IoScrittore nel 2014.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 837 kb \nLocandina – 287 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’8 aprile 2021 – 995 kb
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SUMMARY:1899 A.C. Milan. Le storie vs Juventus FC 1897. Le storie
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo: \n\n\nMichele Ansani\, Gino Cervi\, Gianni Sacco\, Claudio Sanfilippo\, 1899 A.C. Milan. Le storie\, Hoepli\, 2019\n\nMassimo Bocchiola\, Andrea De Benedetti\, Corrado Del Bò\, Davide Ferrari\, Juventus FC 1897. Le storie\, Hoepli\, 2020\n\n\nUna sfida di quelle che coinvolgono mezza Italia\, tra due delle squadre più forti.\nGino Cervi e Gianni Sacco per il Milan e Davide Ferrari e Corrado Del Bò per la Juve si sfidano in diretta. Arbitro incompetente: Antonella Campagna.\nL’ordine dei titoli\, e quindi delle squadre\, è puramente cronologico. \n1899 A.C. Milan\n120 anni di storia sentimentale in rosso e in nero. Dal Milan delle origini ai nostri giorni: scudetti\, coppe\, palloni d’oro\, partite epiche\, stadi di tutto il mondo e soprattutto campioni leggendari raccontati come in un grande romanzo popolare.  \n\nUna passione tramandata di generazione in generazione\, dagli albori al Gre-No-Li\, da Schiaffino a Rivera\, da Rocco a Sacchi\, dalla dinastia Maldini a Van Basten e a Shevchenko\, passando per Wembley\, la “fatal Verona”\, Barcellona\, Atene\, Istanbul e ancora Atene\, e in attesa della riscossa. \n\nE poi le storie nascoste e dimenticate\, le curiosità\, i riti e le scaramanzie: una “fede” calcistica che diventa eredità familiare\, memoria pubblica e privata\, cultura trasversale\, da Tognazzi a Franco Loi\, da Jannacci a Beppe Viola\, da Kobe Bryant a Emis Killa. La storia dell’A.C. Milan 1899 raccontata come un romanzo collettivo\, con prefazione di un “milanista doc”. \nJuventus FC 1897\nLa leggendaria storia della squadra più amata e più odiata d’Italia. La Juve è un film che comincia in bianconero e prosegue in uno smagliante technicolor.\nPersonaggi e interpreti: il suo undici imbattibile degli anni Trenta; i campioni stranieri che le hanno dato lustro\, da Mumo Orsi a Charles e Sivori\, da Platini a Zidane fino a Cristiano Ronaldo; i campioni italiani\, da Boniperti a Del Piero\, che l’hanno fatto amare dalle Alpi alla Sicilia; i presidenti carismatici e gli allenatori mai sazi di vittorie. Perché la Juve non è solo la Juve: la Juve è il calcio italiano.  \n\nGli autori\, appassionati di calcio e accaniti tifosi juventini\, delineano un grande affresco narrativo\, rievocando fin nelle pieghe\, partite\, campionati\, segreti e polemiche della squadra più titolata d’Italia. Il volume è inoltre arricchito dalla presenza di box cameo di tifosi eccellenti: Virginio Rognoni\, Paolo Bertinetti\, Mario Desiati\, Angelo Stella\, Giovanni Negri\, Luca Beatrice\, Massimo Zampini\, Christian Rocca\, Marco Lodola e Roberto Santachiara. \nGino Cervi\nGino Cervi\, filologo romanzo prestato trent’anni fa all’editoria e mai più restituito. Ha lavorato per enciclopedie e dizionari\, manuali scolastici e guide turistiche.\n Nel 2019 ha pubblicato un libro su Fausto Coppi e uno sul Milan e si ritiene soddisfatto come se avesse vinto la Coppa dei Campioni-Champions League: cosa che\, essendo milanista\, ha già provato più volte nella vita. A differenza di altri. A maggio esce il suo prossimo libro: Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione (Touring Club Italiano) \nGianni Sacco\nGianni Sacco insegna diritto pubblico comparato presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. Al momento\, causa pandemia\, è senza fissa dimora non potendo occupare il posto 11 – fila 07 – settore 267 dello Stadio di San Siro\, che da più di quarant’anni è la sede principale dei suoi affari e interessi. Nel suo curriculum è orgoglioso di segnalare un’imbarazzante tendenza a ragionare da ultrà milanista. Gradirebbe che al suo funerale non partecipassero interisti e juventini. \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò\, professore di Filosofia del diritto in Statale\, a Milano\, autore di monografie e articoli scientifici\, ma soprattutto di un libro sulla filosofia del calcio\, scritto a quattro mani con un tifoso del Bue. Dal che si desume che è un gobbo molto tollerante. \nDavide Ferrari\nDavide Ferrari\, attore\, regista\, autore. Tra uno spettacolo e l’altro ritorna sempre al bar del paese (fino a quando era aperto) per la partita di campionato e di Champions: il suo teatro preferito\, con un pubblico di quattro generazioni di juventini a inventare parole\, rigorosamente in dialetto\, per godere e soffrire (solo ogni tanto) insieme alla Vecchia Signora.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 749 kb \nLocandina – 318 kb \nArticolo tratto da “Il settimanale pavese” del 18 marzo 2021 – 264 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 marzo 2021 – 288 kb
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SUMMARY:Il Dantedì dei ragazzi
DESCRIPTION:In occasione del Dantedì\, Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri\, con il sostegno della Società Dante Alighieri Comitato di Pavia\, organizziamo una serie di eventi tutti dedicati ai bambini e ai ragazzi.  \nDante raccontato ai bambini da Daniele Aristarco e Mirko Volpi\, che partecipano alla nostra maratona Un Dante al dì\, ora in libreria con La Divina Commedia. Il primo passo nella selva oscura e I mostri di Dante. Divina Commedia activity book. Con gli autori dialogano Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna. \nDante raccontato dai bambini con due bellissimi filmati prodotti dai piccoli della II D Scuola Primaria Carducci di Pavia e dai ragazzi della 3B Scuola Secondaria di Primo Grado Depretis di Stradella. \nI libri\nDaniele Aristarco\, La Divina Commedia. Il primo passo nella selva oscura\, Einaudi ragazzi\, 2021\nNei settecento anni dalla scomparsa di Dante Alighieri\, un album illustrato per compiere i primi passi nell’opera del poeta fiorentino. Un oggetto di stupore che somma la bellezza delle tavole di Marco Somà al testo appassionato di Daniele Aristarco. Due sguardi nuovi sulla Divina Commedia\, in grado di dialogare con la curiosità e la fantasia dei lettori. \nDaniele Aristarco (Napoli\, 1977) è autore di racconti e saggi divulgativi\, pubblicati sia in Italia che in Francia e tradotti in molte lingue. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora scrive libri per ragazzi\, oltre che per la radio e il cinema. Drammaturgo e regista teatrale\, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di formazione e tiene laboratori di scrittura creativa presso scuole\, biblioteche e associazioni culturali. \nMirko Volpi\, I mostri di Dante. Divina Commedia activity book\, Salani\, 2021\nChe vita sarebbe una vita senza mostri? Raccapriccianti\, spaventosi\, buffi\, eppure così importanti da popolare i racconti di ogni cultura e di ogni tempo e da ricoprire un ruolo di rilievo nella più grande opera letteraria italiana: la Divina Commedia.\nMa ora basta voltare loro le spalle e scappare! È arrivato il momento di conoscerli e ‒ perché no? ‒ giocarci un po’ e imparare a fronteggiarli. \n\nUn esperto di Dante\, Mirko Volpi\, e due inguaribili creativi\, Giacomo Guccinelli e Laura Vaioli\, hanno deciso di unire le loro forze per creare un libro un po’ pazzo\, ma anche molto serio e ben documentato.  \nMirko Volpi (Nosadello\, 1977) insegna Linguistica italiana all’Università di Pavia. Si occupa in particolare di Dante\, i suoi commentatori\, gli antichi volgari. Ha pubblicato Il Diario di Mirko V. (Epika\, 2011) e Oceano Padano (Laterza\, 2015).  \nI filmati\nIl Dantedì della 2 D Scuola Primaria Carducci di Pavia \n \nIl progetto è stato ideato dalle insegnanti Donata Bisceglia ed Elena Santagostini per avvicinare gli alunni al Poema in modo semplice e interattivo. Il lavoro è stato elaborato con l’applicazione Book creator che ha permesso ai bambini di leggere il testo. Il risultato finale è un audiolibro registrato con la voce dei bambini stessi. I disegni sono stati realizzati da Claudia Catenelli. \nIl Dantedì della 3B Scuola Secondaria di Primo Grado Depretis di Stradella\nGli studenti\, coadiuvati dalle insegnanti di lettere Maria Rita Savini e Elena Valla\, hanno realizzato un video per celebrare il Dantedì. Si sono ispirati alla situazione di crisi causata dalla pandemia\, nella quale è facile perdersi\, proprio come Dante si smarrì nella selva oscura\, ma grazie a valori quali l’amicizia e l’amore per la conoscenza si può ”uscir a riveder le stelle”. \n\n Hanno svolto il lavoro in due settimane\, con passione e determinazione\, attraverso collegamenti online sulla piattaforma Meet. I ragazzi si sono divisi in quattro gruppi: il primo gruppo ha registrato le voci narranti; il secondo ha cercato le immagini e il materiale audio; il terzo ha organizzato il lavoro e steso il canovaccio di riferimento; il quarto ha montato il video e si è occupato della parte tecnica.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 983 kb \nLocandina – 386 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 marzo 2021 – 1 mb \nArticolo tratto da “Il popolo” del 25 marzo 2021 – 915 kb \nArticolo tratto da “Il settimanale pavese” del 25 marzo 2021 – 269 kb
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SUMMARY:Fabrizio Guerrini\, Roberto Lodigiani\,  Vincitori e vinti
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana  presentiamo il libro di Fabrizio Guerrini e Roberto Lodigiani\, Vincitori e Vinti. Storia delle battaglie pavesi dall’Antica Roma al XX secolo (Padova\, Primiceri Editore\, 2020).Con gli autori ne parlano Pierangelo Lombardi e Antonella Campagna.  \nDalla prefazione di Pierangelo Lombardi: “Un viaggio nel tempo in cui gli autori mettono a fuoco\, in un puzzle ben assortito\, storia e storie\, memorie ed epica delle battaglie di Lomellina\, di Oltrepò e del Pavese. Il racconto scorre agile e coinvolgente come se fossimo dentro alla sceneggiatura di un film ad episodi. \n\nDall’antica Roma alla metà del XX secolo ci accompagnano\, in una lettura dallo stile divulgativo e frizzante\, episodi e vicende di eserciti\, strategie e tattiche belliche\, condottieri e soldati ignoti\, professionisti della guerra e guerrieri di fortuna. E sullo sfondo\, come in tutte le guerre\, povera gente che – per dirla con Bertold Brecht – continuava a far la fame sia tra i vinti che tra i vincitori”.  \nL’illustrazione di copertina è stata realizzata da Ivan Zoni. \nFabrizio Guerrini\nFabrizio Guerrini è nato a Broni il 20 marzo 1960. Laureato in Lettere Moderne con indirizzo storico moderno all’Università di Pavia\, è giornalista professionista e dal 1989 lavora al quotidiano “La Provincia Pavese”. Insieme a Roberto Lodigiani\, ha scritto I segreti dell’Oltrepo\, nel 2018 ha pubblicato 1848\, storia d’arte\, morte e amore nelle terre oltre il Po (Guardamagna editore). \nRoberto Lodigiani\nRoberto Lodigiani è nato a Broni il 7 maggio 1962. Laureato in Lettere Moderne con indirizzo storico contemporaneo all’Università di Pavia\, è giornalista professionista; dal 1990 lavora al quotidiano “La Provincia Pavese”. Insieme a Fabrizio Guerrini\, ha scritto I segreti dell’Oltrepo\, nel 2015 con Mursia ha pubblicato La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 819 kb \nLocandina – 318 kb
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SUMMARY:Gianluca Pistore\, Il virus che non esisteva
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana\, presentiamo l’ultimo libro di Gianluca Pistore\, Il virus che non esisteva. Con l’autore ne parlano Roberta Villa e Andrea Silenzi. \n“La parola disastro significa senza stelle. È così che ci siamo sentiti improvvisamente. Ma la scienza si è chiusa in laboratorio a studiare\, mantenendo vivo il desiderio\, cioè la speranza che viene dalle stelle. In questo libro racconto il disastro\, senza mai smettere di guardare le stelle e la luce della Scienza”. \nÈ questa l’ottica con cui Gianluca Pistore affronta il suo secondo libro su questi mesi difficili.\nLa narrazione coinvolgente è sempre confortata dalla conoscenza scientifica.\nIl volume è ricco di contributi di medici\, epidemiologi\, virologi\, esperti italiani e internazionali\, a cominciare da Silvio Brusaferro\, Presidente dell’ISS\, che scrive la prefazione. \nGianluca Pistore\nGianluca Pistore\, laureato in Economia\, ha conseguito due Master in Matematica Finanziaria\, Contabilità e Fiscalità. Da sempre è appassionato della scienza\, coltivata con studi autonomi e confronto continuo con ricercatori e accademici. Si definisce “semplificatore scientifico” e nel 2020 pubblica Coronavirus: la terza guerra mondiale è contro un nemico invisibile. È l’organizzatore del MelanomaDay\, evento in memoria del papà per la prevenzione del melanoma con convegni di divulgazione scientifica\, borse di studio per medici e centinaia di visite dermatologiche gratuite. \nRoberta Villa\nRoberta Villa\, giornalista laureata in Medicina e Chirurgia e divulgatrice scientifica. Assegnista di ricerca per l’Università Ca’ Foscari di Venezia\, membro del nucleo strategico del NITAG\, National Immunization Technical Advisory Group del Ministero sulle vaccinazioni\, ha pubblicato Acqua sporca con Antonino Michienzi (2014)\, Vaccini. Il diritto di non avere paura (2017)\, Il guerriero gentile. La mia vita\, le mie battaglie con Silvio Garattini (2019). \nAndrea Silenzi\nAndrea Silenzi\, laureato in Medicina e chirurgia\, specializzato in Igiene e Medicina preventiva e dottore di ricerca in Scienze biochimiche di base e di Sanità Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano\, dirigente medico all’Istituto Superiore di Sanità e membro del Centro di ricerca e studi sulla Leadership in Medicina dell’Università Cattolica. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 835 kb \nLocandina – 300 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 1 marzo 2021 – 101 kb
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SUMMARY:Maria Antonietta Grignani\, Paolo Mazzarello\, Ombre nella mente. Lombroso e lo scapigliato
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Ombre nella mente. Lombroso e lo scapigliato di Maria Antonietta Grignani e Paolo Mazzarello.\nCon gli autori ne parlano Barbara Rodà e Antonella Campagna. \nQuando il giovane Carlo Dossi\, esponente di spicco della Scapigliatura milanese\, lesse L’uomo delinquente di Cesare Lombroso\, ne rimase folgorato.  \nL’opera conteneva categorie psicologiche impressionanti e osservazioni cliniche sul legame fra criminalità\, genio e follia. Travolto dall’infatuazione per quelle idee\, Dossi scrisse subito a Lombroso esprimendogli l’apprezzamento per quanto aveva letto. \nFra i due si stabilì allora uno strano legame epistolare destinato a mutare di natura nel tempo. Dapprima Dossi\, fine umorista sensibile alle bizzarrie della mente\, divenne suo collaboratore a distanza con l’invio dei più disparati testi letterari segnati dalla pazzia\, contributi che l’alienista prontamente utilizzava nelle sue opere. Poi Dossi sentì l’esigenza di interpellare Lombroso come medico a cui inviare informazioni sulle proprie sofferenze psichiche. \nAssorbite le teorie lombrosiane\, Dossi si trasformò presto in una sorta di psichiatra in grado di formulare giudizi diagnostici\, come capitò con l’opera I mattoidi e con un originalissimo articolo scritto per la rivista di criminologia diretta da Lombroso. Dopo vent’anni di conoscenza reciproca\, soprattutto epistolare\, i vari Dossi che erano mutati nel tempo (collaboratore\, paziente e scrittore-alienista) si unificarono finalmente in una figura singola\, che trovava nella Grafologia di Lombroso una sistemazione precisa accanto ad altri geni un po’ matti come Zola\, Ariosto e Schopenhauer.  \nIn fondo se il genio era una forma di pazzia\, non doveva essere accertato\, ma diagnosticato. Lo strano rapporto fra Lombroso e Dossi – che finì per influenzare profondamente entrambi – viene qui raccontato per la prima volta sulla base di un epistolario inedito e di documenti finora rimasti nell’ombra. L’incantevole ricostruzione storica\, da cui emergono molti dettagli spassosi\, è anche il ritratto dell’esuberante atmosfera intellettuale dell’Italia ottocentesca. \nMaria Antonietta Grignani\nMaria Antonietta Grignani ha insegnato Linguistica italiana all’Università di Pavia\, dove è stata direttrice del Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei. \n\n È autrice di numerose pubblicazioni\, fra cui Una mappa cangiante (2017)\, Lavori in corso (2008)\, Novecento plurale (2007)\, La costanza della ragione (2002)\, Montale e il canone poetico del Novecento (1998\, con Romano Luperini)\, Retoriche pirandelliane (1993).\nFra le sue curatele\, Ernesto di Umberto Saba (2015) e i romanzi nelle Opere di Beppe Fenoglio (1978). \nPaolo Mazzarello\nPaolo Mazzarello insegna Storia della Medicina all’Università di Pavia. \n\n Fra i suoi libri più recenti\, tutti pubblicati da Bollati Boringhieri: Il Nobel dimenticato. La vita e la scienza di Camillo Golgi (2006 e 2019)\, E si salvò anche la madre. L’evento che rivoluzionò il parto cesareo (2015)\, L’erba della regina. Storia di un decotto miracoloso (2013)\, Il professore e la cantante. La grande storia d’amore di Alessandro Volta (2009)\, Il genio e l’alienista. La strana visita di Lombroso a Tolstoj (2005). \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 861 kb \nLocandina –  300 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 febbraio 2021 –  181 kb \nArticolo tratto da “Il Ticino” del 26 febbraio 2021 –  285 kb
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SUMMARY:Lucia Preiata\, Per una storia dell’assistenza infermieristica a Pavia
DESCRIPTION:Per il ciclo Il libro della settimana\, presentiamo il libro Per una storia dell’assistenza infermieristica a Pavia di Lucia Preiata. Luigia Belotti\, Maria Carla Garbarino e Antonella Campagna ne parlano con l’autrice. \nLa storia dell’assistenza infermieristica a Pavia dal Medioevo al 1900. È questo l’obiettivo che si è posta Lucia Preiata nel suo lavoro. \nIl libro si propone di meglio definire quale sia stato e sia il lavoro degli infermieri e individuare il suo sviluppo nel tempo nella nostra città\, con un percorso reso difficile e accidentato dalla mancanza di una adeguata documentazione\, perché l’assistenza ai malati è sempre stata considerata un’attività marginale\, silenziosa e dovuta\, riservata alle donne\, quasi un’estensione delle cure materne e delle faccende domestiche\, non un’attività di cui scrivere e da studiare. \nIl libro\, che si apre con la prefazione Luigia Belotti\, presidente dell’Opi di Pavia\, è diviso in otto capitoli\, che vanno dall’assistenza nel Medioevo al caso pavese\, prima con i numerosi piccoli ospedali\, dove i Conversi e Converse assistevano i viandanti e pellegrini per fede in attesa della ricompensa nell’altra vita\, successivamente\, nel 1449\, con la fondazione del grande ospedale San Matteo promossa da Fra Domenico da Catalogna che ha coinvolto la città di Pavia attorno progetto della la cura e assistenza solo dei malati curabili. \nL’assistenza viene affidata ai Dedicati e successivamente alle Dedicate che rispondono numerose e si occuperanno dei malati fino al 1923\, in modo gratuito per meritare la vita eterna. \nL’ultimo capitolo è dedicato al “vento del Nord” e alla rivoluzione di Florence Nightingale che\, confermando la titolarità della donna nell’assistenza ai malati\, definisce il profilo dell’infermiera moderna\, basato sul sapere scientifico applicato alla pratica\, acquisito in apposite scuole di formazione e un successivo ruolo adeguatamente riconosciuto e retribuito. \nNel 1860 è stata istituita a Londra la prima scuola per infermiere\, a Pavia verrà fondata un secolo dopo. \n\nL’ultima parte del volume è dedicata alla Documentazione iconografica\, con le belle foto di Elisa Moretti che illustrano moltissimi esempi artistici e documentari dedicati al mondo infermieristico nella nostra città. \nLucia Preiata\nLucia Preiata\, infermiera in pensione\, origini sarde ma una vita trascorsa a Pavia da quando venne a frequentare la Scuola Convitto Infermiere appena istituita. È stata la prima caposala laica di Pavia\, ha partecipato alla fondazione del reparto di rianimazione del San Matteo\, ha presieduto il Collegio Ipasvi per 12 anni ed è stata anche vice-presidente della Federazione Nazionale per un triennio. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 827 kb \nLocandina –  286 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 febbraio 2021 – 752 kb \nArticolo tratto da “Il giorno” del 6 marzo 2021 – 784 kb
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SUMMARY:La Ronzani Editore
DESCRIPTION:Per il ciclo Il libro della settimana\, presentiamo la Ronzani Editore: il presidente Claudio Rizzato\, i direttori Beppe Cantele e Luisa Maistrello ne parlano con Antonella Campagna. \nFondare una casa editrice è un’impresa coraggiosa\, soprattutto nell’attuale panorama editoriale a cui le grandi case editrici hanno abituato i lettori: si guarda poco alla qualità materiale del libro\, si stampa su carta scadente\, scegliendo rilegature approssimative\, e i libri finiscono per essere meri oggetti di largo consumo\, prodotti usa e getta\, quando invece dovrebbero essere destinati a durare nel tempo. \nDal 2015\, anno della sua fondazione\, Ronzani Editore vuole perseguire una strada diversa\, con umiltà e coraggio\, per riportare i lettori a capire e apprezzare il libro in tutti i suoi aspetti: a partire dal contenuto\, che deve essere culturalmente valido e interessante\, e rispondere a un preciso progetto culturale\, fino alla sua cura anche come “oggetto”. \nPer questi motivi ci sentiamo di affermare che uno dei punti di forza della casa editrice è sicuramente l’attenzione alla materialità del libro: l’accurata scelta del progetto grafico\, del carattere\, della carta\, del tipo di rilegatura\, cioè di tutti gli elementi che tradizionalmente sono il “credo” di chi ama i libri\, come scriveva Giovanni Mardersteig.\nL’esperienza di questi anni ci dice che perseguire questa via suscita nei lettori lo stupore di riconoscere un libro “fatto come una volta”. \nAlla tradizione affianchiamo però la contemporaneità\, guardando con interesse a metodi di stampa alternativi\, più agili a volte\, perché rispondono più prontamente alle esigenze di immediatezza che si fanno strada nel nostro tempo\, e che permettono ai nostri libri di raggiungere i lettori in ogni parte del mondo.  \nPer questo\, nel 2020\, sono stati creati i marchi:  \n\n\nRonzani Numeri che raccoglie pubblicazioni di interesse culturale\, contemporanee o repêchage\, in formato digitale\n\nRonzani Edizioni Scientifiche dedicato alle pubblicazioni di carattere scientifico e del mondo accademico.\n\nIl programma editoriale della casa editrice si articola su collane classiche per una casa editrice di cultura: narrativa\, poesia e saggistica\, da diverse angolazioni\, cui si aggiunge una collana specificamente dedicata alla cultura tipografica ed editoriale. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 766 kb \nLocandina –  285 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’8 febbraio 2021 – 172  kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 12 febbraio 2021 – 172  kb
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SUMMARY:Massimo Castoldi\, Piazzale Loreto. Milano\, l’eccidio e il «contrappasso»
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Piazzale Loreto. Milano\, l’eccidio e il contrappasso di Massimo Castoldi.\nCon l’autore ne discutono Antonella Campagna\, Roberto Lodigiani e Pierangelo Lombardi. \nAll’alba del 10 agosto 1944 quindici antifascisti detenuti nel carcere di San Vittore furono fucilati a piazzale Loreto\, senza regolare processo o specifica incriminazione\, da un gruppo di militi fascisti su ordine degli occupanti tedeschi. \nI corpi furono ammassati contro una staccionata di legno e lasciati lì fino al tardo pomeriggio. I milanesi ammutoliti vi assistettero sgomenti e nel silenzio la piazza fu subito ribattezzata piazzale Quindici martiri. Nei giorni della Liberazione\, il 29 aprile 1945\, furono portati in piazzale Loreto i corpi di Mussolini\, di Claretta Petacci e dei gerarchi fascisti uccisi sul Lago di Como. \nLa folla euforica e inferocita accorse per vedere la fine del regime. Le immagini di quella mattina si sovrapposero nella memoria collettiva a quelle dell’anno precedente: furono solo poche ore\, ma da quel momento piazzale Loreto non sarebbe più stato soltanto piazzale Quindici martiri. \nPer qualche migliaio di persone Piazzale Loreto è dunque un luogo simbolo della Resistenza e di tutti coloro che diedero la vita per la libertà del popolo italiano dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista; per qualche decina di migliaia\, forse\, è il luogo simbolo della fine del fascismo\, nel quale furono esposti i cadaveri di Mussolini e dei gerarchi allo sguardo della folla. \nLa memoria di piazzale Loreto resta\, così\, a tanti anni di distanza\, una memoria incompiuta\, che non è riuscita a diventare memoria fondativa dell’Italia libera e democratica\, poiché in essa si intrecciano le contraddizioni di oltre settant’anni di storia: dai conti mai risolti con il fascismo ai conflitti politici durante la guerra fredda\, fino alla memoria debole e post-ideologica di oggi\, che si logora tra la retorica delle vittime e quella della pacificazione. \n Come ha scritto l’autore del libro\, questa è una storia «che è stata usata\, deformata\, immaginata e adattata alle esigenze del momento\, piuttosto che indagata e ricostruita». \nNipote del maestro antifascista Salvatore Principato\, uno dei martiri di piazzale Loreto\, Massimo Castoldi ha raccolto negli anni materiali relativi all’eccidio del 1944 e alle alterne vicende legate alla storia di quel luogo\, diventando un testimone della memoria di piazzale Loreto. \nNe esce così uno scrupoloso lavoro di analisi di fonti in gran parte inedite\, attraverso le quali sono ricostruite con grande rigore la sequenza degli arresti\, le logiche che portarono all’eccidio e a quel che ne seguì\, ma\, soprattutto restituisce la voce ai quindici martiri\, ripercorrendone l’ impegno antifascista\, attraverso le loro storie umane e politiche.\n \n\nUn libro\, ha scritto David Bidussa che “ci riguarda molto da vicino e parla di noi e a noi\, nel tempo attuale”. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 794 kb \nLocandina –  327 kb
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SUMMARY:La memoria che vive.  Il Portale della deportazione pavese
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della memoria\, presentiamo il portale della deportazione pavese\, in collaborazione con l’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e con l’ANED provinciale.  \nPierangelo Lombardi\, Maria Antonietta Arrigoni\, Marco Savini insieme ad Antonella Campagna ne illustreranno i contenuti. \n\nSi tratta delle storie di ben 260 deportati\, nati\, residenti o arrestati in provincia\, di cui 72 rimasti in Italia\, a Bolzano\, e 190 deportati oltre Brennero.\nI morti sono stati 139 in totale (più 7 morti dopo la liberazione e 4 ancora nel 1947 per le conseguenze del lager). \nLa Giornata della memoria ha senz’altro il merito di avere esteso la sensibilità generale sulla Shoah. Schiacciata talvolta\, però\, su una sorta di “marketing memoriale” dal consumo veloce e rassicurante\, l’occasione dovrebbe\, invece\, servire per rielaborare questa memoria\, assumendola nei propri codici etici e culturali\, affinché la consapevolezza del passato ci aiuti ad agire nel nostro presente.  \nPerché\, dopo che se ne sarà andato anche l’ultimo testimone\, quando rimarremo soli a raccontare l’orrore della Shoah\, non basterà dire “Mai più!” né rifugiarsi tra le convenzioni della retorica. Serviranno gli strumenti della storia. \nLa serietà e la forza di un’argomentazione storica\, soprattutto quando sembra spezzarsi il rapporto tra le giovani generazioni e l’immediato passato\, sta proprio in quest’etica della ricerca e della verità dei fatti. Sapendo unire tensione etico-civile e rigore della ricerca scientifica. \nQuel che si è impegnato a fare negli anni l’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea\, in collaborazione con l’ANED provinciale. \nA una prima mappa ragionata della deportazione pavese sul finire degli anni’ 70 del secolo scorso\, un progetto allora davvero pionieristico e frutto del lavoro di un gruppo di giovani ricercatori\, si è aggiunto\, in anni successivi e alla luce di nuove fonti e di nuove metodologie\, un vero e proprio Dizionario biografico della deportazione pavese\, affidato alla competenza sul tema di Maria Antonietta Arrigoni e Marco Savini. \nOra quelle schede\, già straordinariamente efficaci per impianto e correttezza metodologica\, ma arricchite con nuove ricerche e nuovi dati ad opera degli stessi ricercatori\, sono servite per realizzare il
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SUMMARY:Archivio storico Iucu\, Ponte Coperto Pavia 70
DESCRIPTION:Per la rubrica “Il libro della settimana” in diretta sulla nostra pagina Facebook presentiamo il libro Ponte Coperto Pavia 70 dell’Archivio storico IUCU\, edito da Univers. Con l’autore Andrea Iucu ne parlano Pier Vittorio Chierico\, Roberto Ballabene e Antonella Campagna. \nUn anniversario\, un artista eclettico e il suo prezioso archivio storico\, una casa editrice che ha come obiettivo quello di dar voce a progetti autentici e singolari\, un connubio che ha dato vita alla pubblicazione Ponte Coperto Pavia 70 un omaggio al simbolo della città a settant’anni dalla ricostruzione\, riscoperto attraverso carte e cose dalla fine dell’800 ai giorni nostri. \nCosa si festeggia?\n70 anni è un compleanno importante per un Ponte\, che in realtà ne ha molti\, molti di più ma che nel 1951 è resuscitato dalle ceneri\, o meglio\, dalle acque del Ticino.\nEra infatti il settembre del ’44 quando il ponte trecentesco fu in parte abbattuto dalle bombe americane per poi essere ricostruito nel settembre del ’51 per volere del Ministero dei Lavori Pubblici.\nPer questo motivo si è ricominciato a “contare” e\, come ogni compleanno e anniversario che si rispetti\, va festeggiato ricordando gli anni passati. \nPerché questo libro?\nPonte Coperto 70 è un album di memorie: cartoline\, pubblicità\, biglietti\, libri\, medaglie\, manifesti\, riviste\, frasi\, poesie… Tutte cose che probabilmente saranno passate “inosservate” nei decenni ma che raccolte nel tempo e con minuzia contestualizzate\, diventano oggi un curioso materiale di “studio”; immagini che rivelano\, attraverso le varie interpretazioni grafico/letterarie di oltre un secolo\, quanto sia presente il PONTE COPERTO nella memoria collettiva e nel nostro tessuto commerciale e sociale. \nUn libro che certo non vuole aggiungere nulla di più alla storia del Ponte Coperto di Pavia\, in quanto ponte\, ma anzi “svelare” quanto esso sia stato celebrato e tal volta “sfruttato” come icona; come immagine rappresentativa\, più di altre\, di questa nonostante tutto meravigliosa città. \nUn luogo\, Pavia\, colmo di “icone” rappresentative ma che tra tutte ha maggiormente identificato questa\, il Ponte Coperto\, per propagandare la propria cultura\, il proprio commercio e la sua fama di città d’arte. \nCos’è l’Archivio Storico Iucu?\nUna raccolta\, una collezione\, di “carte e cose”\, il più delle volte senza un oggettivo valore economico ma di forte impatto evocativo per più generazioni. È una collezione atipica\, un accumulo ingombrante\, ma soprattutto materiale inedito “parlante”. Un libro è un modo per dare “voce” ad un insieme di “cose” che\, chiuse in un archivio\, rimarrebbero inesorabilmente “mute”. \nCos’è Vigoni Ponte 70?\nUnico partner del progetto è la storica pasticceria Vigoni di Pavia\, per la quale è stata disegnata una fustella ad hoc da utilizzare come stencil per decorare la celebre Torta Paradiso\, storica specialità di Enrico Vigoni. La fustella riporta il claim  “Vigoni Ponte 70”\, che ritroviamo anche in quarta di copertina; inoltre sono state dedicate due pagine all’interno del libro con immagini inedite\, memorabilia Vigoni\, anch’esse provenienti dall’archivio dell’autore.  \n\nÉ in programma l’allestimento di una delle vetrine della sede storica della pasticceria\, al 110 di Strada Nuova\, Pavia. \nAndrea Iucu\nArtista e collezionista pavese\, nel 2016 apre una “curiosa” libreria in Corso Garibaldi a Pavia; bottega “stoica”\, come lui stesso ama definirla\, che fin da subito diventa crocevia di collezionisti e letterati\, fucina di bizzarre iniziative artistiche e culturali.  \n\nCofondatore e Segretario dell’Associazione “Necchi Pavia Italia”\, ne è cuore pulsante della memoria grazie all’Archivio Storico Necchi\, da lui raccolto negli anni\, che rappresenta oggi la più completa memoria materiale della storica azienda pavese.  \n\nAppassionato conoscitore di Storia Industriale e di costume italiano è un narratore atipico del ‘900 di Pavia; passione che lo porta a collaborare con il quotidiano “La Provincia Pavese” e con la Biblioteca Universitaria di Pavia. \n\nAltra “ossessione” è la vicenda della Torre Civica\, memoria che rievoca ogni anno nell’anniversario della tragedia\, con iniziative sempre nuove e coinvolgenti. \n\nVanta la presenza di oggetti e documenti\, della propria collezione\, in innumerevoli pubblicazioni nazionali di vario genere. \n\nIl “Corriere della Sera”\, in un articolo del 2017\, lo cita come “uno dei collezionisti più importanti del panorama italiano”. \nUNIVERS\, un editore pavese\nUnivers Edizioni accoglie fin da subito con entusiasmo questo progetto\, che parte da una collezione privata per diventare una storia per tutti. \n\n Un libro fuori dagli schemi che rappresenta una novità nel panorama editoriale locale. Un libro curioso da consultare ma anche un oggetto da conservare e collezionare. Univers Edizioni nasce dalla passione di Roberto Ballabene\, il suo fondatore\, e dalla consapevolezza che il sapere\, la conoscenza e la diffusione di cultura sia il fulcro di una società ben pensante. \n\nCosì nel 2016\, contando su un’azienda parallela che si occupa di stampa a 360°\, è iniziata l’avventura editoriale. \n\n Essere Editori significa per Univers supportare ed aiutare ad emergere quei contenuti che a volte chi sa costruire con parole ed immagini\, non sa come promuovere sul mercato. \n\nSono due i settori di interesse\, quelli che sintetizzano i lavori sin qui svolti: il tradizionale mercato del libro nella parte centrale della sua filiera\, dalla composizione alla pubblicazione e un web magazine – Hashtagmagazine.it – orientato a sostenere la comunicazione istituzionale degli enti locali. \n\nIn questi anni le pubblicazioni più importanti hanno spaziato dall’attualità\, passando per la storia\, arrivando a un importante volume in edizione illustrata e approdando ad una pubblicazione di attualità con Virus e altri guai (2020) un progetto psico-sociale con una finalità pedagogica. \n\nOggi Univers Edizioni guarda al futuro e vuole farsi conoscere per i giovani scrittori che hanno desiderio o necessità di pubblicare la propria voce e presenta con orgoglio questa idea di Iucu\, simbolo di artisti che meritano grande visibilità e riconoscimento. \nIL MERCHANDISING\nAccanto al libro\, in vendita presso la bottega di Iucu in corso Garibaldi e nelle librerie pavesi\, chi si appassionerà all’immagine di questa pubblicazione potrà divertirsi con l’acquisto di un merchandising dal sapore vintage\, fedele all’immagine sobria e al contempo sofisticata del nostro simbolo cittadino: shopper\, t-shirt\, magneti e matite. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina –  307 kb \nArticolo tratto da “Il giorno” del 21 gennaio 2021 –  264 kb
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SUMMARY:Una vita di suggestioni sonore in parole: Francesco Ganassin si racconta in "Abbecedario sonoro"
DESCRIPTION:Francesco Ganassin firma Abbecedario Sonoro che presentiamo sulla nostra pagina Facebook insieme all’autore\, a Igor Ebuli Poletti\, Lele Rozza e Antonella Campagna. \nIn un percorso in ordine alfabetico\, Ganassin trasforma in singole parole la musica\, la sua assenza e la vita quotidiana: “Antelao”\, “Calicanto”\, “Evans”\, sono solo alcune delle suggestioni che ci guidano sui palchi – reali\, immaginari\, riflessi – del musicista veneto: dalla Guerra Fredda\, ai paesaggi\, alla neve\, ai boschi\, alla moglie e i figli\, Ganassin fonde le note dei concerti con quelle della natura e dei silenzi. \nAbbecedario sonoro è il secondo volume della collana “Sotto le stelle” diretta da Igor Ebuli Poletti. La collana è rivolta a tutti\, appassionati e non\, soprattutto alle generazioni più giovani\, a cui offre un linguaggio molto diretto e una chiave di accesso ai generi musicali\, quali il jazz\, la musica contemporanea e indipendente\, che appaiono oggi particolarmente vivi e attenti ai grandi temi collettivi. Il primo volume della collana è E mio padre mi disse che non ero normale\, autobiografia del jazzista romano Marco Colonna. \n“Non metto a fuoco il rumore che\, attorno ai duemilacinquecento giri del motore\, il meccanico mi suggerisce con un cenno del sopracciglio. Non lo riconosco proprio. Inarco il labbro ed alzo il mento\, senza dire nulla. Il ragazzo mi guarda\, spegne il motore\, scende dall’auto e lascia la porta aperta per cedermi il posto del guidatore. Quando mi passa le chiavi mi dice: “Ci vuole un minimo di orecchio…”. \nFrancesco Ganassin\nFrancesco Ganassin (1975) è clarinettista\, compositore e improvvisatore. La sua ricerca musicale si concentra sul dialogo tra contemporaneità e tradizione\, tra suono e paesaggio\, tra musica ed altre forme espressive (teatro\, cinema\, calligrafia\, architettura\, fiaba). \n\n Ha tenuto concerti in tutta Europa ed ha all’attivo una trentina di pubblicazioni discografiche. Con Calicanto nel 2006 ha vinto il Prix Coup de coeur della Académie Charles Cros di Parigi per il cd Isole senza mar\, indicato come uno dei quattro migliori dischi di world music sulla scena mondiale.  \nBlonk\nBlonk editore nasce a Pavia nel 2011. Pioniere nel campo dell’editoria digitale\, dal 2015 pubblica anche libri di carta. Da sempre predilige narrativa e saggistica “di confine”\, in grado di restituire mondi\, vicende e prospettive lontane dal convenzionale. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 60 kb \nLocandina –  209 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 gennaio 2021 – 294  kb
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SUMMARY:Daniela Scherrer\, Infermieri pavesi oltre la paura
DESCRIPTION:Riprende la rubrica “Il libro della settimana” con la presentazione del volume Infermieri pavesi oltre la paura. Il Covid raccontato da quattordici testimoni in camice bianco di Pavia in diretta sulla nostra pagina Facebook. \nIntervengono l’autrice\, la giornalista Daniela Scherrer\, Luigia Belotti\, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Pavia e Ruggero Rizzini\, presidente A.I.N.S.. \nHanno lavorato in silenzio per tutta la prima fase di emergenza e lo stanno facendo ancora adesso. Qualcuno negli ospedali\, altri nelle case di riposo\, altri ancora sul territorio o al telefono per dirigere le operazioni di terapia a domicilio. Quattordici testimonianze forti. Quattordici infermieri delle strutture sanitarie sparse sul territorio provinciale\, si raccontano in questo libro scritto per l’Opi di Pavia\, che ne ha finanziato la stampa\, dalla giornalista pavese. Molti di loro si sono anche ammalati e raccontano quindi il “dietro le quinte” di chi passa dall’altra parte della barricate provando le stesse paure di coloro che fino al giorno prima avevano curato.  \nScrive Luigia Belotti\, presidente dell’Opi\, nella sua prefazione: “Una memoria collettiva per costruire la storia e riflettere su questa pandemia che ha chiamato in causa la società civile\, chi ricopre ruoli di governo\, professionisti\, operatori sanitari e volontari impegnati in prima linea; in fondo in questa emergenza nessuno è stato escluso. Noi infermieri abbiamo dimostrato professionalità\, solidarietà e resilienza e di questo la comunità nazionale e internazionale è riconoscente. \nRingrazio la giornalista Daniela Scherrer\, che è sempre vicina a noi infermieri e che ha scritto il libro a titolo gratuito. Poi un grande grazie va agli infermieri che hanno rilasciato l’intervista e che rappresentano uno spaccato della grande realtà pavese: chi si è raccontato sulle pagine di questo libro e chi lo ha fatto sull’organo di stampa dell’Opi Infermiere a Pavia e non solo.  \nLa mia gratitudine va comunque complessivamente a tutti gli infermieri che\, insieme agli altri professionisti sanitari\, si sono prodigati nel far fronte alla pandemia che ancora oggi ci sta mettendo a dura prova. Tutti: chi magari ha guadagnato le prime pagine dei giornali e chi ha lavorato silenziosamente ogni giorno\, senza alcuna ribalta. Il loro atteggiamento di responsabilità in questa emergenza conferma – semmai ce ne fosse ancora stato bisogno – che è giunta l’ora del riconoscimento sociale: gli infermieri di fatto chiedono concretamente che questo avvenga e non si accontentano certo di sentirsi chiamare supereroi (come emerge anche dalle pagine del libro)”.  \n“Nelle loro parole\, negli sguardi\, a volte anche nelle lacrime leggevo tutto un mondo fatto di amore per la professione\, orgoglio\, voglia di aiutare\, anche paura di non farcela a rispondere alle tante\, troppe attese – commenta Daniela Scherrer – ma in tutti c’era sempre un denominatore comune: la forza di non mollare di un centimetro. Ed è per questo che\, in un giorno di lockdown\, ho contattato la presidente dell’Opi di Pavia Luigia Belotti proponendo di scrivere un libro che raccogliesse alcune di queste storie di vita. \nVolevo dare anch’io il mio contributo professionale affinché si potesse lasciare in modo imperituro su carta una traccia di tutto quel turbinio di emozioni che io stavo vivendo dentro di me. Sentivo di doverlo a quegli splendidi infermieri\, a chi guardava solo dal di fuori o in tivù la loro attività pazzesca di quel periodo ed anche a me stessa perché ci sono momenti in cui devi provare a restituire quel che la passione della tua vita ti dà quotidianamente”.  \nIl libro vanta i saluti introduttivi di: \n\nAlessandro Venturi\, presidente del Policlinico San Matteo\n\nMario Melazzini\, amministratore delegato di ICS Maugeri SpA Società Benefit\n\nMarco Centenari\, AD dell’Istituto di Cura Città di Pavia e Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano (Gruppo San Donato)\n\nNicoletta Marenzi\, Direttore Operativo Fondazione San Germano Onlus Varzi. \n\nLe conclusioni sono di Carlo Gariboldi\, giornalista de La Provincia Pavese.\nEcco i nomi dei 14 infermieri: \n\n\nConcetta Barbato (Santa Margherita)\n\nGianfranco Barra (Clinica Città di Pavia)\n\nFlavia Battiston (Rsa Casa San Giuseppe di Belgioioso)\n\nEurosia Bergamaschi (Rsa Balduzzi di Vigevano)\n\nMichela Cossu (Ats Pavia)\n\nNadia Degliantoni (Fondazione San Germano di Varzi)\n\nAlberto Dorati (Ospedale Civile di Voghera)\n\nChiara Gaietta (Ospedale di Vigevano)\n\nMarco Inglardi (Oncologia San Matteo)\n\nElisa Maini (ICS Maugeri SpA)\n\nEnrica Maiocchi (Cooperativa pavese “Con Voi”)\n\nMichela Massaro (Cure Palliative ICS Maugeri)\n\nRuggero Rizzini (Malattie Infettive San Matteo)\n\nMicaela Zerbetti (Malattie Infettive San Matteo).\n\nIl libro sarà distribuito dall’Opi di Pavia e sarà anche scaricabile in PDF dal sito dell’Opi stesso.  \nPer informazioni: \nScherrer Ufficio Stampa \nCell. 339/5656229 (dott.ssa Daniela Scherrer) \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 989 kb \nLocandina – 214 kb
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SUMMARY:Edoardo Erba\, Ami
DESCRIPTION:Ami di Edoardo Erba è il più bel romanzo dell’anno\, secondo i lettori di “Robinson”\, il settimanale culturale della domenica di “Repubblica”.  \nLo abbiamo presentato in Salone Teresiano il 1 ottobre 2019 e torniamo a parlarne con l’autore in diretta sulla nostra pagina Facebook con Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna. Letture di Maria Amelia Monti.  \nAmi è una donna coraggiosa che viene dal Marocco. A quattordici anni scappa di casa per inseguire un amore\, rimane incinta\, viene abbandonata ma si tiene il suo bambino\, Majid. Per mantenere Majid farà di tutto\, in Africa prima\, in Italia poi.   \nCambierà lingua e abitudini\, affronterà nuove e imprevedibili difficoltà. Instancabile come un’eroina settecentesca\, di nuovo cadrà\, si rialzerà e ricomincerà più forte di prima\, conservando la spontaneità\, la fiducia negli altri e l’amore per il figlio Majid. Un figlio che la porterà a fare i conti col suo passato. Un ragazzo dal destino molto speciale. \nIspirato a fatti di cronaca\, dentro lo scenario dei problemi culturali e dei conflitti politici suscitati dall’emigrazione contemporanea\, scritto in prima persona\, incalzante e poetico\, Ami è un racconto semplice e fluido\, che va dritto al cuore di chi legge.  \nEdoardo Erba racconta con originalità e leggerezza una vicenda attualissima\, di grande coraggio e umanità\, che diverte\, avvince\, commuove e\, spazzando ogni pregiudizio\, arriva diretta al cuore. \nEdoardo Erba\nEdoardo Erba (Pavia\, 1954) è uno dei più rappresentati autori di teatro italiani. Maratona di New York\, il suo lavoro più conosciuto\, è stato tradotto in diciassette lingue e messo in scena in tutto il mondo\, ma la sua drammaturgia comprende oltre trenta titoli. Erba ha tradotto l’intero repertorio teatrale di Agata Christie pubblicato da Mondadori. Questo è il suo primo romanzo. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 582 kb \nLocandina – 637 kb
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SUMMARY:Alessandro Marzo Magno\, L'inventore di libri Aldo Manuzio\, Venezia e il suo tempo
DESCRIPTION:A pochi giorni dall’uscita L’inventore di libri. Aldo Manuzio\, Venezia e il suo tempo è già in ristampa e lo presentiamo con l’autore Alessandro Marzo Magno e con Daniele Orzati. Saremo in diretta sulla nostra pagina Facebook della Biblioteca venerdì 11 dicembre alle ore 17.00\, per il nostro ciclo d’incontri online “Il libro della settimana”. Antonella Campagna sarà in Salone Teresiano con il Polifilo e altre edizioni Aldine della Biblioteca. \nForse non lo sapete\, ma i libri – maneggevoli\, con caratteri eleganti\, corredati da frontespizio e da indice – deve quasi tutto al genio di Aldo Manuzio che cinque secoli fa ha rivoluzionato il modo di realizzare i libri e ha reso possibile il piacere di leggere. Benvenuti nel mondo del primo editore della storia. \nIl libro – così come lo conosciamo ancora oggi – nasce a Venezia tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Padre di questa invenzione è Aldo Manuzio. \nNato a Bassiano\, nel Lazio\, transitato per Ferrara e per Carpi\, dov’era docente dei principi Pio\, approda ormai quarantenne a Venezia. La città in quegli anni è l’indiscussa capitale europea della stampa e così il precettore si trasforma in editore. \nPubblica inizialmente grammatiche e testi in greco necessari per apprendere la lingua classica. Poi i suoi orizzonti si allargano: nel 1501 dà vita a una vera e propria rivoluzione\, quella del libro tascabile. Se prima si leggeva per necessità (e lo si faceva a voce alta)\, da quel momento leggere diventa un piacere a cui dedicarsi nel silenzio dell’intimità. E non finisce qui.  \nManuzio\, con il suo amico Pietro Bembo\, importa nel volgare italiano i segni di interpunzione che erano utilizzati soltanto nel greco antico: accenti\, apostrofi\, virgole uncinate e punto e virgola. \nQuando muore\, nel 1515\, il mondo del libro è definitivamente cambiato. Alessandro Marzo Magno ricostruisce le tappe di una straordinaria carriera\, nell’unico posto al mondo dove sarebbe stata possibile: Venezia. \nAlessandro Marzo Magno\nAlessandro Marzo Magno veneziano per nascita e milanese per lavoro\, si è laureato in Storia all’Università di Venezia Ca’ Foscari. Giornalista\, è stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”\, diretto da Enrico Deaglio. \nHa pubblicato svariati libri di argomento storico\, tra i quali L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012\, più volte ristampato e tradotto in inglese\, spagnolo\, giapponese\, coreano e cinese)\, Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler (Garzanti 2017) e Il ricettario di casa Svevo (La nave di Teseo 2018). \nDaniele Orzati\nDaniele Orzati esperto in narrazione strategica d’azienda e di marca e docente del master universitario in Storytelling presso l’Università degli Studi di Pavia\, ha pubblicato Visual storytelling. Quando il racconto si fa immagine (Hoepli\, 2019) in gran parte dedicato al Polifilo di Aldo Manuzio. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 672 kb \nLocandina – 221 kb
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SUMMARY:Mino Milani\, Mariuccia e una questione di rose
DESCRIPTION:Che San Siro\, avremo quest’anno? (Per i non pavesi\, S. Siro è il patrono di Pavia festeggiato il 9 dicembre)  \nDiverso\, certamente\, perché il 2020 è l’anno terribile della pandemia. Ma una certezza l’abbiamo: il libro di San Siro di Mino Milani\, “lo scrittore di Pavia”\, come lo chiamava Maria Corti. \nÈ già in libreria Mariuccia e una questione di rose\, e lo presentiamo\, con il nostro amatissimo autore\, Giovanni Giovannetti di Effigie edizioni\, Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna\, in diretta sulla nostra pagina Facebook per il nostro ciclo d’incontri online Il libro della settimana. \nTorna il commissario della Imperial Regia Polizia Austriaca Melchiorre Ferrari\, l’antieroe romantico protagonista di tante storie del più amato scrittore pavese\, e torna la Pavia asburgica\, città di frontiera di un grande Impero al crepuscolo\, città abitata da gente laboriosa che di poco si accontenta\, di poco vive e poco sorride. \nTra i suoi vicoli si dipanano le storie di due donne\, Mariuccia e Pellegrina\, che non potrebbero essere più diverse tra loro: l’una quasi analfabeta\, l’altra studentessa universitaria.  \n\nMa\, entrambe giovani e piacenti\, rivendicano orgogliosamente la loro femminilità e il diritto di decidere da sole il proprio destino. Una è vittima di omicidio\, l’altra ne è causa (quasi) inconsapevole.  \nSui delitti indaga Melchiorre Ferrari. Sullo sfondo è una città tanto amata dal commissario – e da Mino Milani – che ne conosce i segreti: le piazze luminose e le cripte oscure\, i rossi muri di mattoni ricoperti di salnitro e stillanti umidità\, le brume autunnali che vengono dal fiume\, i bastoni ricoperti di antica vegetazione. E ne conosce la gente\, dal luminare di fama internazionale al piccolo contrabbandiere al più umile mendicante\, tutti affaccendati a perseguire una scheggia di felicità. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 836 kb \nLocandina – 236 kb \nArticolo tratto da “Il Ticino” del 27 novembre 2020  – 542 kb \nArticolo tratto da “Il punto” del 30 novembre 2020  – 566 kb
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SUMMARY:Nascita di un editore. La FVE e i libri su misura
DESCRIPTION:Per il suo terzo appuntamento il nostro ciclo d’incontri online diventa L’editore della settimana con la presentazione di FVE\, la nuova casa editrice dei libri su misura. Con Valentina Ferri parlano Maria Cristina Scalabrini\, Andrea Grisi e Antonella Campagna. \nÈ possibile fondare una nuova casa editrice in questi tempi difficili e bui? Forse no\, ma è successo! Parte il 3 dicembre in tutte le librerie\, con tre titoli affatto scontati\, FVE Editori\, con sede a Milano e cuore a Pavia\, che prende nome dalle iniziali di Francesco Venni\, Valentina Ferri ed Enrico Venni.  \nObiettivo dichiarato è ostinarsi a fare Bellezza.\nSoprattutto grazie ai libri\, quelli costruiti con passione\, con cura\, come quando si confeziona un abito su misura che è bello sentire sulla pelle. A partire dalle copertine realizzate da artisti e creativi\, dalla ricerca di testi ben scritti\, dalla creazione di collane con pochi titoli curati\, attenti a creare una continuità ideale tra gli autori\, fino alla composizione di mini audio video e animazioni. \nPer riuscirci\, la FVE ha unito all’esperienza degli editori\, Valentina Ferri ed Enrico Venni\, la visione di una squadra di professionisti giovani\, interamente under 30\, con l’idea di parlare alle persone in modo diretto. \nValentina\, scrittrice e giornalista\, è la nipote Giorgio e Lia Pierotti Cei\, editori e creativi che hanno inventato slogan entrati a far parte del linguaggio degli italiani\, come “Omsa\, che gambe!”\, o La vispa Teresa\, il primo settimanale a fumetti ideato e pubblicato nel 1947 dalla Editoriale milanese Dea sotto la loro direzione. \n\nDa quel mondo in movimento tra parole e immagini\, carta stampata\, moda e fumetti Valentina ha ereditato il gusto visionario e\, insieme al marito Enrico e al figlio Francesco\, ha immaginato di dare vita a una casa editrice contro corrente in un periodo di disincanto\, per generare talenti\, incrociare esperienze\, inventare personaggi. \nIl viaggio di FVE comincia in libreria il 3 dicembre con uno sguardo a chi\, già a inizio Novecento\, ha saputo essere visionario: Filippo Tommaso Marinetti\, di cui pubblica Tattilismo\, Ada Negri\, di cui ristampa Le solitarie a 150 anni dalla nascita\, e Virginia Tedeschi Treves\, autrice di un pamphlet dal titolo eloquente\, I tips di Cordelia\, come sopravvivere al matrimonio. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 716 kb \nLocandina – 219 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 novembre 2020 – 148 kb
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SUMMARY:Piccola antologia della peste
DESCRIPTION:Per il secondo appuntamento del nostro ciclo d’incontri Il libro della settimana su Facebook \, presenteremo Piccola antologia della peste un libro bello e necessario\, che ci consente di vedere il periodo che viviamo attraverso lo sguardi di narratori e poeti. Ne parlano l’editore Beppe Cantele\, l’illustratore Roberto Abbiati e due degli autori\, Francesca Bonafini e Romano A. Fiocchi. \nDi fronte a un’emergenza inimmaginabile come quella del Covid-19\, questo libro ha provato a chiamare all’appello le forze della letteratura italiana contemporanea\, con nessun altro scopo se non quello di testimoniare il terribile evento mondiale – ancora in atto\, e destinato a condizionare a lungo la vita di tutti – attraverso la parola dei nostri scrittori. \nUna pluralità di voci\, trentaquattro poeti narratori saggisti giornalisti\, autori famosi o esordienti\, oltre trecentocinquanta pagine dove la prosa di diario si alterna alle narrazioni distopiche\, il racconto al fumetto\, la riflessione saggistica ai versi in lingua o in dialetto.  \nConcepito e orchestrato da Francesco Permunian\, Piccola antologia della peste è un libro imponente\, vario e attualissimo\, al cui insieme tutti gli autori contribuiscono con una risonanza poetica speciale. \nIl volume è impreziosito da uno stupefacente “bestiario” di Roberto Abbiati\, che ha realizzato la copertina e trentaquattro disegni\, uno per ogni testo compreso nell’antologia. \nAutori\nRoberto Barbolini\, Cristina Battocletti\, Francesca Bonafini\, Adrián N. Bravi\, Franco Buffoni\, Andrea Cafarella\, Luciano Cecchinel\, Andrea Cisi\, Nicola De Cilia\, Nino De Vita\, Andrea Di Consoli\, Pasquale Di Palmo\, Fabio Donalisio\, Romano Augusto Fiocchi\, Giuliano Gallini\, Gianni Garrera\, Leonardo Luccone\, Valerio Magrelli\, Dacia Maraini\, Paolo Mauri\, Gabriele Ottaviani\, Pierluigi Panza\, Laura Pariani\, Elio Pecora\, Silvio Perrella\, Giuseppe Piotti\, Alice Pisu\, Renato Poletti\, Fabio Pusterla\, Mimma Rapicano\, Francesco Savio\, Italo Testa\, Anna Vallerugo\, Alessandro Zaccuri. \n\nUna «cartografia dell’angoscia e della speranza in cui si rispecchia il volto dell’Italia di oggi». \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 715 kb \nLocandina – 236 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 18 novembre 2020 – 548 kb
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SUMMARY:Bruno Maida\, I treni dell'accoglienza
DESCRIPTION:Con la presentazione del volume I treni dell’accoglienza di Bruno Maida\, apriamo il nuovo ciclo d’incontri Il libro della settimana che potrete seguire sulla nostra pagina Facebook. Giorgio Boatti e Pierangelo Lombardi dialogheranno con l’autore su una storia incredibile e meravigliosa che vi anticipiamo per sommi capi. \nTra il 1945 e il 1948 l’Unione donne italiane e il Partito comunista organizzano un trasferimento di massa di decine di migliaia di bambini provenienti da famiglie povere di diverse parti d’Italia\, prima da Milano e Torino\, poi in gran parte dal Mezzogiorno\, portandoli in zone dove le condizioni di vita sono relativamente migliori. \nL’Emilia-Romagna è l’area che ne accoglie il maggior numero\, ma è coinvolta buona parte delle regioni italiane.   \n\nL’operazione è pensata per consentire all’infanzia povera di affrontare i mesi invernali\, i più difficili per le condizioni alimentari e climatiche.  \n\nSpesso però i bambini si fermano per periodi più lunghi\, a volte tornano negli anni successivi e alcuni decidono di restare con le famiglie che li hanno accolti.  \nÈ il simbolo di una complessa organizzazione di assistenza all’infanzia nella quale\, nei primi anni del dopoguerra\, è impegnato un gran numero di organizzazioni nazionali e internazionali\, partiti\, sindacati\, enti pubblici e privati\, laici e confessionali.   \n Ed è una forma di solidarietà e di accoglienza che ha una lunga storia alle spalle\, dal trasferimento dei figli dei lavoratori in sciopero all’inizio del secolo a quello dei bambini viennesi dopo la Prima guerra mondiale.  \nQuesti treni\, chiamati «treni della felicità»\, che nel secondo dopoguerra attraversano l’Italia carichi di bambini diventano così la rappresentazione piú efficace della lotta contro la povertà e le disuguaglianze\, in un Paese che inizia a porre le basi per la ricostruzione.  \n\nÈ un crocevia nella storia di solidarismo dell’Italia novecentesca ma è al contempo il luogo in cui si intrecciano quattro significative questioni che segnano il secondo dopoguerra: la povertà\, la questione meridionale\, il protagonismo femminile e l’infanzia. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 614 kb \nLocandina – 266 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 13 novembre 2020 – 425 kb
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SUMMARY:Presentazione del romanzo Già che sei in piedi di Gipo Anfosso
DESCRIPTION:Sulla nostra pagina Facebook direttamente dal Salone Teresiano presenteremo il romanzo Già che sei in piedi di Gipo Anfosso. \n\n“Ecco qui il regalo dei ragazzi dopo un triennio ricco\, articolato e terminato\, per fortuna\, con una pizza in presenza: una maglietta con la scritta Già che sei in piedi. \nPerché questa scritta? Perché quando vedevo un alunno seduto stravaccato\, o semiaddormentato\, o ‘piallato’ sul banco (Valentina Petri docet)\, io lo scuotevo dicendogli: Già che sei in piedi\, vai dalla bidella…\, Già che sei in piedi\, vai all’armadio a prendere…\, Già che sei in piedi\, vai a farti un giretto e torna. Così quella è diventata la frase della III D. \nAll’inizio della I media\, provavano a dire “Prof.\, ma guardi che io non sono in piedi!”. Poi hanno capito che non sarebbero stati tre anni normali\, tre anni banali e si sono adeguati. \nLo scherzo\, l’ironia\, il gioco di parole\, lo sguardo molteplice tra parole e realtà sono riuscito a insegnarlo. Ed è stata una terza meravigliosa\, difficile (ma che gusto c’è a fare le cose facili?)\, piena di soddisfazioni e di uno scambio di emozioni e di empatia straordinario.\nGrazie\, ragazze e ragazzi della III D Angelini” \nPer la prima volta dal 20 febbraio 2020 riapriamo le porte alla presentazione di un libro\, il lucido e struggente lavoro di Gipo Anfosso\, Già che sei in piedi\, uscito in questi giorni per i tipi di Rayuela. Avremmo voluto il nostro pubblico in sala\, anche se a ranghi ridotti\, ma non è stato possibile. Abbiamo tuttavia pensato di trasmettere da un luogo che per i pavesi in questi anni\, è diventato uno dei simboli della ricchezza culturale e umana della città\, il nostro Salone Teresiano. Un auspicio che presto la cultura possa aiutare a sanare le ferite di questi giorni bui.\nCon l’autore dialogheranno Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna.  \nGipo Anfosso\nLaureato in filosofia\, docente di lettere e formatore\, autore di racconti e un precedente romanzo e già ospite in Salone Teresiano con spettacoli realizzati con i suoi allievi e presentazioni di volumi da lui curati\, esce in questi giorni con un libro importante\, che aiuta a non dimenticare che in-segnare vuol dire imprimere dei segni. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 907 kb \nLocandina – 222 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 29 ottobre 2020 – 418 kb
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SUMMARY:Ancora viaggio intorno al Globo visite guidate al restauro del Mappamondo del Salone Teresiano
DESCRIPTION:Nell’ambito della Domenica di Carta l’apertura straordinaria di Biblioteche e Archivi statali\, promossa dal Ministero per i Beni\, per le Attività Culturali e per il Turismo\, la Biblioteca sarà aperta domenica 11 ottobre dalle 9.30 alle 12.30. \nProponiamo nuovamente le visite guidate al Salone Teresiano e al suo mappamondo settecentesco per esaudire le richieste numerose arrivate in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio che ha dovuto declinare per mancanza di posti. \nVi racconteremo i segreti del restauro del globo con le parole delle sue restauratrici che da luglio lavorano proprio in Salone che per l’occasione è diventato un “cantiere aperto”. \nAscolterete poi una storia in cui l’amore per la famiglia si intreccia a quello per i viaggi e la cultura\, con il racconto in presa diretta di Annalisa Alberici\, la mecenate che ha finanziato l’intervento di restauro per intero. \nRispetteremo e faremo rispettare le norme sanitarie vigenti per contrastare la diffusione della malattia da Coronavirus (COVID-19): \n\npotrete entrare solo su prenotazione e con la mascherina\, dopo il controllo della temperatura e la sanificazione delle mani;\n\norganizzeremo più visite per piccoli gruppi\, così da evitare assembramenti e consentire a tutti di mantenere la distanza.\n\nPer prenotare la vostra visita scrivete a bu-pv@beniculturali.it o telefonate allo 0382 24 764 specificando nell’oggetto l’orario di visita da voi richiesto\, fino a esaurimento posti\, a scelta tra: 9.30 – 10.30 – 11.30. \nLa prenotazione è consentita fino al 10 ottobre alle ore 13.00. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 73 kb \nLocandina – 418 kb
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SUMMARY:Viaggio intorno al globo - Visite guidate al restauro del mappamondo del Salone Teresiano
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio\, promosse dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e sostenute dal Ministero per i Beni\, per le Attività Culturali e per il Turismo\, il Salone Teresiano riapre per la prima volta al pubblico dopo il lockdown e la successiva attivazione graduale dei servizi bibliotecari. \nProporremo visite guidate al Salone e al suo mappamondo settecentesco\, attualmente in restauro\, con una guida d’eccezione\, la sua restauratrice Francesca Telli. \nAscolterete poi una storia in cui l’amore per la famiglia si intreccia a quello per i viaggi e la cultura\, con il racconto in presa diretta di Annalisa Alberici\, la mecenate che ha finanziato l’intervento di restauro per intero. \nRiapriremo rispettando le norme sanitarie vigenti per contrastare la diffusione della malattia da Coronavirus (COVID-19): \n\n\npotrete entrare solo su prenotazione e con la mascherina\, dopo il controllo della temperatura e la sanificazione delle mani;\n\norganizzeremo più visite per piccoli gruppi\, della durata di venti minuti\, così da evitare assembramenti e consentire a tutti di mantenere la distanza.\n\nPer prenotare la vostra visita scrivete a bu-pv@beniculturali.it o telefonate allo 0382 24 764 specificando nell’oggetto l’orario di visita da voi richiesto\, fino ad esaurimento posti. \nL’inizio delle visite previste sono alle 15.00\, 15.40\, 16.10\, 16.50 e 17.30. \nLa prenotazione è consentita fino al 24 settembre alle ore 18.00. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 72 kb \nLocandina – 227 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 23 settembre 2020 – 405 kb
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SUMMARY:Gianluca Pistore\, Coronavirus: la Terza Guerra Mondiale è contro un nemico invisibile
DESCRIPTION:Sulla pagina Facebook @bibliotecauniversitariapavia presentiamo il libro di Gianluca Pistore\, Coronavirus: la Terza Guerra Mondiale è contro un nemico invisibile\, uno dei primi racconti\, tra divulgazione\, cronaca e testimonianze\, di questo incredibile periodo. \n L’evento è realizzato in collaborazione con Pavia che legge e in occasione del Maggio dei libri. \nSe anche voi fate fatica ad immaginare come ne usciremo\, ma anche a capire come siamo finiti fin qui\, se vi sentite confusi tra notizie contrastanti\, scienziati che litigano e una marea di Fake News che inondano la rete\, questo libro può aiutarvi. “Non c’è solo divulgazione scientifica\, lo prometto!” ha raccontato Gianluca Pistore “c’è tanta scienza\, tanta biologia\, tanta medicina.  \nParliamo di virus\, di cosa fanno nel nostro corpo e come evitarli. Ma parliamo anche di noi stessi\, della vita quotidiana in questa epidemia\, ripercorriamo quello che è successo dalle prime polmoniti anomale a Wuhan fino ad oggi. È come un viaggio nel quale facciamo insieme chiarezza sui tanti aspetti che stiamo vivendo in questa epidemia. Ho scritto questo libro perché avevo bisogno di serenità\, di vederci chiaro e di immaginare il futuro.” \nNel libro Pistore miscela la divulgazione scientifica con storie di vita comuni e aneddoti personali. “Nella seconda metà del libro racconto proprio come immagino il futuro\, come potremmo uscire da questa brutta esperienza. E come volgerla in positivo\, con rispetto per chi non c’è più\, ma anche come un insegnamento per chi rimane.” ha spiegato Gianluca. “Volevo un testo che raccontasse quello che stiamo vivendo\, così ho fatto un sondaggio tra le persone che mi seguono sui social per capire quali fossero i loro problemi\, le loro domande. Ho scoperto che tutti\, oltre a capire come evolvessero i contagi\, come salvaguardare la propria salute\, volevano anche sapere davanti a quali scenari economici si sarebbero trovati. Volevano storie di persone comuni\, e così ho iniziato a raccoglierle sui social\, dalle storie di malattia a quelle di chi ha rimandato il suo matrimonio a chi ha perso il lavoro o ne ha trovato uno nuovo. L’ho riempito di storie perché in effetti questo libro è una storia: è la storia di come ho vissuto questo periodo e del mio interesse a capire questo momento\, unendo l’informazione\, la cronaca e l’ironia”. \nPrestigiose sono l’introduzione e la prefazione\, la prima a cura del Prof. Walter Ricciardi\, ordinario di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore\, e la seconda a cura del dott. Salvo Di Grazia\, medico scrittore e tra i divulgatori scientifici più noti d’Italia. “Valutazioni scientifiche\, economiche\, politiche e geografiche filtrate dall’esperienza personale e con l’occhio sempre attento a non allontanarsi dalla ragione e dalla ragionevolezza\, anche per sapere come comportarci dopo\, quando tutto questo sarà passato”\, ha commentato il dottor Salvo Di Grazia nella sua prefazione. \nIl Prof. Walter Ricciardi nella sua introduzione afferma “Molti non amano paragonare la lotta che tutto il mondo sta conducendo contro il nuovo coronavirus ad una guerra mondiale. Io non sono tra questi. Anche se l’immagine è forte e per molti versi disturbante credo che è soltanto rifacendoci agli schemi organizzativi e mentali di una guerra che potremo veramente sconfiggere questo nemico invisibile”. \nE poi spiega “Nel libro Gianluca ci parla dell’epidemia con la passione del cultore della materia\, del professionista maturo\, della persona ferita da una perdita grave\, ma soprattutto con l’entusiasmo dell’uomo che guarda avanti\, ad un futuro in cui questa prova sarà superata grazie all’impegno ed ai sacrifici di tutti.” \nGianluca Pistore\nGianluca Pistore 27 anni portati male\, curioso della Scienza\, scrive\, divulga e organizza eventi dall’Astronomia alla Medicina. Racconta il coronavirus sin dai primi casi in Cina e si occupa di smontare le FakeNews. È l’organizzatore del MelanomaDay\, l’evento in memoria del papà per la prevenzione del melanoma con convegni di divulgazione scientifica\, borse di studio per medici e centinaia di visite dermatologiche gratuite. \nQuest’anno\, causa coronavirus\, ha trasformato l’evento in MelanomaWebWeek\, una settimana in cui ha intervistato i principali esperti di dermatologia e FakeNews in Italia. È laureato con lode in Economia e ha due specializzazioni: in Matematica finanziaria e in pianificazione fiscale internazionale\, conseguita presso la Luiss Business School. Ha moltissimi lettori su Instagram\, Facebook e YouTube. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 887 kb \nLocandina – 305 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 21 giugno 2020 – 213 kb
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SUMMARY:CANVAS Conoscere Agire Narrare Valori: Archivistici Scenari – Home Edition
DESCRIPTION:Università e professionisti a confronto. CANVAS replica in formula digitale: le pagine Facebook di ANAI Lombardia\, Biblioteca Universitaria di Pavia\, Master FGCAD e il canale YouTube Ibridamente.it ospitano due giorni di confronti e dibattiti. Metodi\, applicazioni\, progetti\, esperienze a confronto in tema tecnologie\, umanesimo digitale e professioni dedicate ai beni culturali. \n\nResponsabilità scientifica e organizzazione a cura di \n\nMaster FGCAD – Formazione permanente\n\nMemorie e Digital Humanities – XXXIV Ciclo di Dottorato\n\nDAP – Digital Archives Perspectives \n\nIn collaborazione con Biblioteca Universitaria di Pavia\, SDA Scuola di Dottorato Università di Macerata. Con il patrocinio di ANAI Sezione Lombardia. \nContatti e informazioni: p.ciandrini@unimc.it \nProgramma\nGiovedì 28 maggio \n10.00 Saluti (Biblioteca Universitaria di Pavia\, SDA\, Master FGCAD\, ANAI Lombardia\, Ibridamente \n10.15 Trama e ordito: una rinnovata tela per le Digital Humanities\nIntroduzione e coordinamento: Laura Melosi\, Università di Macerata \n\nStefano Pigliapoco\, Università di Macerata\n\nRoberto Lambertini\, Università di Macerata\n\nFabio Curzi\, Università di Macerata\n\n11.30 pausa \n11.45 Strumenti e contaminazioni\nIntroduzione e coordinamento: ANAI Lombardia \n\nL’innovazione digitale nelle professioni\, Claudio Rorato Osservatorio Professionisti e Innovazione digitale School of Management Politecnico di Milano\n\nImprese\, fonti e strumenti per la promozione e valorizzazione del patrimonio cultura\, Giorgetta Bonfiglio-Dosio\, Master FGCAD\n\n13.00 pausa \n \n15.00 La custodia e la promozione del patrimonio archivistico\nIntroduzione e coordinamento: Annalisa Rossi\, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia \n\nLinked Open Archives: aprire\, linkare… e poi?\, Giacomo Golinelli\, Stefano Trincher\, Promemoria\n\nPINK\, un progetto declinato in digitale\, Paola Ciandrini\, Università di Macerata\n\nL’arte e le carte: il caso del fondo Chierini al Mart\, Francesco E. Benatti\, Michele Pierini\n\n16.00 Linee di ricerca: i contributi dei dottorandi\nIntroduzione e coordinamento a cura di DAP Digital Archives Perspectives e Ibridamente \nVenerdì 29 maggio\n10.00 Saluti e introduzione  \n10.15 Le carte e i bit raccontano: esempi di valorizzazione sul territorio\nIntroduzione e coordinamento: a cura di DAP Digital Archives Perspectives e Ibridamente \n\nLa peste a Voghera\, Ezio Barbieri\, Università di Pavia\n\nL’archivio storico del Comune di Pavia: dalla tradizione all’innovazione\, Mara Pozzi\, Archivio storico di Comune di Pavia\n\n11.15 Linee di ricerca: i contributi dei dottorandi\nIntroduzione e coordinamento a cura di DAP Digital Archives Perspectives e Ibridamente \nPossibilità per dottorandi\, ricercatori e studenti: CANVAS propone due sessioni dedicate all’illustrazione di progetti e ricerche. I contributi di queste sezioni saranno effettuati in diretta streaming.\nOgni speech si svolgerà entro dieci minuti\, con la possibilità di mostrare slide o presentazioni. Per entrambi i giorni – 28 e 29 maggio – sono previsti al massimo sette contributi.\nLa dead line per la presentazione della richiesta di intervento dovrà essere comunicata entro le ore 17 del 27 maggio alla casella p.ciandrini@unimc.it. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb
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SUMMARY:Valentina Petri\, Portami il diario
DESCRIPTION:Presentiamo il romanzo di Valentina Petri Portami il diario (Rizzoli\, 2020)\, sulla nostra pagina Facebook in collaborazione con Rizzoli.\n \n\n“All’ultima ora hanno fatto cose che vanno dalla palestra all’officina\, passando magari per un’ora di supplenza\, oppure sono stati a pascolare nel laboratorio di informatica cercando di eludere i firewall della scuola. E poi arrivo io\, apro la porta e mi chiedo se per caso nella borsa non abbia un calmante per sedarli\, un anello per domarli\, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli. Altro che pistole\, caro Trump\, la vera arma in dotazione agli insegnanti dovrebbe essere quel fucile con cui si sparano i sonniferi agli elefanti. Invece sotto il braccio ho la mia unica arma di distrazione di massa: il libro di letteratura.”\n \n\nQuando entra in aula per la prima volta\, Valentina è Quella Nuova e ha davanti ventotto futuri meccanici: c’è uno che si rifiuta di togliere gli auricolari e un altro che messaggia con la tipa; c’è Amebo che fissa il vuoto con aria indifferente; Piallato steso sul banco per nascondersi; il Trucido che ingurgita un panino al tonno.\n \n\nSiamo a settembre\, ma l’anno scolastico sembra già lunghissimo. Eppure i giorni passano: passano sempre. E\, tra petardi esplosi in cortile e turbolente gite all’Expo\, capitano momenti di inaspettata meraviglia\, in cui gli studenti abbassano la guardia e scelgono di fidarsi. Sono i momenti raccontati in questo libro\, che ci riporta tra i banchi con lo sguardo amorevole e profondamente ironico di una prof. davvero speciale. E ci ricorda che i ragazzi\, se tendi loro la mano\, sanno stupirti come nessun altro.\n \n\nL’avevamo annunciato\, e speravamo fosse il primo evento di nuovo possibile nello splendore del Salone Teresiano\, ma la situazione si è rivelata più grave del previsto.\n \n\nNoi tuttavia andiamo avanti e con Valentina Petri e Maria Cristina Scalabrini presenteremo un libro molto atteso\, ironico\, commovente e delizioso\, Portami il diario\, che uscirà per Rizzoli il 19 maggio.\n \n\nSarà il nostro secondo appuntamento per il Maggio dei libri che è sempre stato per noi un momento felice di presentazioni ed eventi\, e lo faremo in collaborazione con “Pavia città che legge”\, associazione nata all’inizio di quest’anno per fare rete\, promuovere eventi culturali e candidare Pavia a “Città che legge” per il biennio 2020-2021.\nVi aspettiamo! \nValentina Petri\nVive a Vercelli\, dove insegna lettere all’Istituto professionale Francis Lombardi. Dal 2017 condivide le sue storie di scuola sulla pagina Facebook Portami il diario.\nQuesto è il suo primo romanzo. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 879 kb \nLocandina – 211 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 maggio 2020 – 365 kb
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SUMMARY:Sotto le stelle collana di musica diretta da Igor Ebuli Poletti
DESCRIPTION:Blonk\, in collaborazione con la biblioteca\, presenta Sotto le stelle\, collana di musica diretta da Igor Ebuli Poletti.\n \n\nDoveva essere il 25 febbraio ma poi il mondo si è fermato\, il Salone Teresiano si è svuotato a causa del Covid-19 e abbiamo chiuso.\n \n\nAbbiamo deciso di provarci di nuovo\, in occasione del Maggio dei libri\, che è sempre stato per noi un momento felice di presentazioni ed eventi\, e in collaborazione con Pavia città che legge\, associazione nata all’inizio di quest’anno per fare rete\, promuovere eventi culturali e candidare al Cepell (Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni Culturali) la nostra Pavia per ottenere la certificazione di “Città che legge” per il biennio 2020-2021.\n \n\nVi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook.\n \n\nPartecipano Antonella Campagna\, Lele Rozza\, Igor Poletti e Marco Colonna.\n \n\nSarà bellissimo lo stesso!\n \nIgor Ebuli Poletti\n\nIgor Poletti\, autore Blonk e animatore di eventi jazz\, ha chiesto ad alcuni tra i più noti musicisti italiani di raccontarsi e raccontare il proprio rapporto con la musica\, scrivendo quello che spesso emerge nelle riflessioni notturne – sotto le stelle\, appunto – condivise con il pubblico al termine dei concerti. \n\nAd aprire la serie delle testimonianze\, il jazzista romano Marco Colonna\, con “E mio padre mi disse che non ero normale”. \nBlonk\nBlonk editore nasce a Pavia nel 2011. Pioniere nel campo dell’editoria digitale\, dal 2015 pubblica anche libri di carta. \nDa sempre predilige narrativa e saggistica “di confine”\, in grado di restituire mondi\, vicende e prospettive lontane dal convenzionale. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nLocandina – 220 kb
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