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SUMMARY:Massimo Castoldi\, Francesca in cerca d’autore
DESCRIPTION:Con l’intervento Francesca in cerca d’autore di Massimo Castoldi\, inauguriamo il ciclo di eventi Viaggio intorno a Dante che accompagna la mostra memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante allestita in Salone Teresiano. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nFrancesca da Rimini è forse\, insieme col conte Ugolino\, il personaggio dantesco che ha più toccato nei secoli la curiosità e la sensibilità dei lettori dellaDivina Commedia.  \nDante la condanna in eterno senza esitazione\, sapendo che quel misto di amore elevazione e amore passione\, che Francesca rivendica\, conduce inesorabilmente alla perdizione\, se non è guidato dal «fedele consiglio della ragione».  \nLa letteratura degli ultimi due secoli spesso la assolve\, fino a farne un simbolo di purezza\, oppure l’emblema dell’esaltazione dell’amore\, delle leggi naturali\, del trionfo dell’umano sul divino.\n \nIl nostro compito è ripercorrere le vicende di queste profonde mutazioni\, ricostruendo le intenzioni del suo autore\, ma anche riconoscendo l’autonomia del personaggio. \nMassimo Castoldi\nMassimo Castoldi insegna Filologia italiana all’Università degli Studi di Pavia. \nSi è occupato di poesia del Cinquecento\, di Manzoni\, ma soprattutto dell’opera di Giovanni Pascoli\, del quale ha curato l’edizione critica dei saggi su Leopardi (La Spezia\, Agorà edizioni\, 1999)\, l’edizione commentata delle Canzoni di re Enzio (Bologna\, Patron\, 2005) e altri volumi monografici\, l’ultimo dei quali è Da Calypso a Matelda. Giovanni Pascoli poeta dell’Era nuova (Modena\, Mucchi\, 2019). \n Si interessa anche di critica delle fonti storiche con uno sguardo in particolare all’antifascismo e  alla Resistenza. Nel 2020 ha pubblicato il volume Piazzale Loreto. Milano\, l’eccidio e il contrappasso (Roma\, Donzelli). È membro della Commissione per l’Edizione Nazionale delle opere di Giovanni Pascoli. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\n  \nComunicato stampa – 556 kb \nLocandina – 132 kb
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SUMMARY:Giornate Europee del Patrimonio
DESCRIPTION:Per le Giornate Europee del Patrimonio proponiamo: \n\nalle 14.30 e alle 15.30 visite guidate alla mostra Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante allestita in Salone Teresiano\n\nalle 17.00 presentazione del restauro\, finanziato dal Soroptmist Club di Pavia\, della pergamena dantesca esposta in mostra con le restauratrici Francesca Telli e Roberta Bolzoni.\n\nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nLe Giornate Europee del Patrimonio\, promosse dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea\, sono sostenute dal Ministero della Cultura. \nLa pergamena dantesca\nIl manoscritto è un frammento di un codice dantesco e riporta 75 terzine dell’Inferno: un foglio singolo di pergamena con i versi 4-117 di Inferno XXI sul recto e i versi 118-139 di Inferno XXI insieme ai versi 1-90 di Inferno 22 sul verso. \nIl testo è scritto su due colonne con inchiostri metallo-gallici e lettere iniziali rubricate. Dopo lo smembramento del codice\, il foglio membranaceo è stato utilizzato come coperta di una filza notarile e riporta sul recto la data 1609. \nFu ritrovata nel 2002 durante il restauro del volume Historia de la vida y hechos del emperador Carlos V Maximo\, Por el maestro don fray Prudencio de Sandoual su coronista\, obispo de Pamplona. En Barcelona\, por Sebastian de Cormellas\, Y a su costa\, 1625 (collocazione 10 D 21).  \nIl frammento\, individuato negli anni sessanta dal Prof. Angelo Stella\, presenta varianti rispetto alla tradizione boccaccesca. Maria Antonietta Casagrande (I codici della Commedia conservati nella Biblioteca universitaria di Pavia\, in “Ricerche medievali”\, 1969-70) nota «la lezione\, che risulta trasmessa correttamente\, s’inserisce in una tradizione manoscritta sostanzialmente affine a quella dell’antica vulgata».  \nLa scrittura è una gotica libraria: «le lettere all’inizio di terzina\, in onciale e disposte fuori di margine\, sono di piccolo modulo; invece la lettera iniziale del canto\, di colore rosso\, occupa lo spazio di tre righe». \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 824 kb \nLocandina –  362 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 settembre 2021 – 119 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 settembre 2021 – 462 kb
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SUMMARY:Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante - Inaugurazione
DESCRIPTION:Il Salone Teresiano riapre al pubblico con l’inaugurazione della mostra Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante. \nProgramma della giornata\nSaluti istituzionali\nMarzia Pontone – Direttrice Biblioteca Universitaria di Pavia\nFrancesco Svelto – Rettore Università degli Studi di Pavia\nAlberto Lolli – Rettore Almo Collegio Borromeo Pavia\nGianfranca Lavezzi – Presidente Società Dante Alighieri Comitato di Pavia \nInterventi\n\n\nMirko Volpi\, La fortuna manoscritta e a stampa della Commedia\nGuido Scarabottolo\n\nAntonella Campagna\n\nLuisa Erba\n\nGiuseppe Zapelloni\n\nLa mostra è allestita in occasione dei settecento anni della morte di Dante\, in collaborazione con la casa editrice La Grande Illusion\, l’Associazione culturale Compagnia della Corte e con il contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia. \nMemorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante vede i nostri manoscritti e antiche edizioni illustrate della Divina Commedia affiancati dalle tavole originali di Smarrimenti realizzate dall’illustratore\, grafico e designer Guido Scarabottolo. \nLe ventotto tavole (50 x 70 cm circa) hanno come tema figurativo la prima terzina del Poema dantesco\, illustrata parola per parola con effetto straniante e grande impatto visivo. Già ospitata a Pisa e a Fano\, la mostra di Scarabottolo è stata anche oggetto di un libro d’artista\, pubblicato nel 2016 da La Grande Illusion in 699 esemplari. \nRiproporla nel Salone Teresiano\, arricchita dalle moltissime memorie dantesche da noi custodite\, ci sembra un modo originale per celebrare questo importantissimo anniversario mescolando antico e moderno e proponendo al pubblico e alle scuole una nuova maniera di conoscere il Sommo Poeta. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione (dall’11 settembre) e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità.  \nRivedi l’inaugurazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 843 kb \nLocandina –  292 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 agosto 2021 –  322 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 settembre 2021 – 430 kb
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SUMMARY:Festa della Musica - Pezzi da 90 della canzone d’autore
DESCRIPTION:Per celebrare la Festa della Musica\, proponiamo Pezzi da 90 della canzone d’autore\, spettacolo di Matteo e Cristiano Callegari\, organizzato in collaborazione con l’Università di Pavia. \nNella cornice del Cortile delle Statue\, i due artisti sul palco\, con pochissimi strumenti\, accompagneranno gli spettatori in un vero e proprio viaggio dentro le eccellenze della canzone d’autore. \nPezzi da 90 è uno spettacolo composito\, che alterna la musica dal vivo alla narrazione. Una performance che intreccia canzoni e personaggi\, musica e parole\, collegando il pubblico e il privato\, la Storia e le storie nell’intento di valorizzare la grande tradizione autoriale che ha accompagnato gli ultimi decenni della storia della musica e della società italiana. \nIn Pezzi da 90\, il versatile talento vocale di Matteo Callegari e lo storytelling musicale di Cristiano Callegari si mettono al servizio di una grande tradizione.  \nCome prenotare\nL’ingresso è solo su prenotazione\, limitato a 50 spettatori e gratuito.\nPotete riservare i vostri posti fino a venerdì 18 giugno alle ore 18.00: \n\n scrivendo a universitariapavia@gmail.com\n\ntelefonando al numero 0382 24764 (lunedì-venerdì\, 8.30-18.00)\n\nè indispensabile indicare nome e cognome dei partecipanti e un recapito telefonico.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 556 kb \nLocandina –  244 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 giugno 2021 –  166 kb
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SUMMARY:Mirko Volpi\, Asilo Club. Storia semiseria di un padre alle prese con il mistero dell’infanzia
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Asilo Club. Storia semiseria di un padre alle prese con il mistero dell’infanzia (Salani\, 2021) di Mirko Volpi. Con l’autore ne parlano Maria Cristina Scalabrini\, Egi Di Leo e Antonella Campagna. \n\n– Ludovico\, mi racconti cosa avete fatto oggi di bello\, all’asilo?\n– …\n– Giocato?\n– …\n– Disegnato?\n– …\n– Cantato?\n– …\n– Niente?\n– Niente. \nPolo a strisce\, capelli appena tagliati e zaino dei Minions in spalla: ecco Ludovico al suo primo giorno di asilo. Ed ecco anche suo padre\, dopo una notte insonne\, accompagnarlo diligente fino ai cancelli della scuola dell’infanzia L’Aquilone di Pavia\, presidiati da un sorridente nano Dotto in terracotta che sembra lanciare un avvertimento ai poveri genitori ancora ignari del destino a cui stanno andando incontro. \nCosa si nasconde dietro le impenetrabili mura della classe dei Verdi? Chi sono Margot\, Desirée\, Viola e gli altri membri della segretissima società di tre\, quattro e cinquenni che è l’Asilo Club? Nessuno lo saprà\, mai.  \nAbbandonata ogni pretesa di essere un padre ‛all’antica’\, Mirko Volpi si ritrova alle prese con i temuti Giorni dell’Inserimento; con gli odiatissimi ma ormai imprescindibili corsi pomeridiani; con la routine quotidiana del tragitto casa-scuola e ritorno\, in cui ogni tentativo di carpire qualcosa sulla giornata di Ludovico è sempre\, comicamente e drammaticamente\, vano. \nCon ironia tagliente e allo stesso tempo con uno sguardo tenero e sincero\, Mirko Volpi ci offre un punto di vista inedito sulla paternità\, in questo romanzo autobiografico che è un viaggio semiserio tra le paure\, le aspettative e le domande di tutti i genitori alle prese con il grande mistero della crescita dei figli. \nMirko Volpi\nMirko Volpi (Nosadello\, 1977) insegna Storia della lingua all’Università di Pavia. Si occupa in particolare di Dante\, dei suoi commentatori\, degli antichi volgari. Ha pubblicato Il Diario di Mirko V. (Epika\, 2011)\, Oceano Padano (Laterza\, 2015)\, I mostri di Dante (Salani\, 2021) con Giacomo Guccinelli e Laura Vaioli. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina –  222 kb
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SUMMARY:Igor Ebuli Poletti\, 100 tesi sul Giappone. Tutte sbagliate
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo 100 tesi sul Giappone. Tutte sbagliate (Published on Mar 18\, 2021) di Igor Ebuli Poletti. Con l’autore ne parlano Piersandro Pallavicini e Antonella Campagna. \nCome mangiare un pesce palla senza fissarlo negli occhi\, come pensare che il ramen abbia un’anima\, chiamare un taxi senza capire quando arriva. Questo e molto altro in un Giappone immaginario e sconvolgente descritto da chi non ci è mai stato. Per ora. LE TOYOTA SONO TUTTE BIANCHE?  \nIgor Ebuli Poletti\nIgor Ebuli Poletti nasce\, senza saperlo\, in un luogo imprecisato della pianura padana agli inizi del mese di settembre del 1965\, forse per caso. \n\n Cresce fallendo in tutto quello che intraprende\, si laurea inconsciamente in giurisprudenza\, si dedica alla riflessione filosofica per un decennio\, lavora in una fondazione medica simulando competenze che non possiede. \n\n Suona il sax baritono e il clarinetto basso con risultati da tutti unanimemente sordidi\, scrive frasi insulse sotto il nom de plume di Beda il Venerabile\, ama l’Islanda e le lasagne. \n\n Adora osservare con attenzione le porte delle palestre\, indossa quasi esclusivamente giacche blu con pochettes bianche.  \n\nQuesta è la sua prima biografia. Per Blonk ha pubblicato Olanda. Biciclette\, mulini a vento e aringhe. Soprattutto aringhe. \n\nHa in corso di pubblicazione una trilogia su Cary Grant\, non ricorda per quale editore\, e\, soprattutto\, ha perso il file delle bozze. Non riesce a sbucciare gli ananas e ha elaborato il trauma mangiandoli con la buccia.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 98 kb \nLocandina –  259 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 4 giugno 2021 –  97 kb
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SUMMARY:Francesca Serafini\, Tre madri
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Tre madri (La nave di Teseo\, 2021) romanzo di Francesca Serafini candidato al Premio POP – Premio Opera Prima 2021. Con l’autrice ne parlano Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna. \nLa commissaria Lisa Mancini a soli trentatré anni ha già alle spalle una carriera straordinaria.  \nTanti successi in Italia e all’estero di cui potrebbe vantarsi\, ma che creano intorno a lei un’aura di mistero il giorno in cui decide di abbandonare l’incarico all’Interpol di Lione per dirigere il commissariato di Montezenta\, un piccolo centro romagnolo con i pregi e i difetti della provincia italiana\, e di tutte le province del mondo. \nNessuno conosce il motivo del trasferimento di Lisa. Tutto quello che sappiamo sul suo conto è che\, sbrigate le pratiche di routine\, passa le giornate chiusa nel suo ufficio a giocare a Candy Crush sul cellulare.  \nFinché non viene denunciata la scomparsa di River: un quindicenne di origine inglese che vive con la sua famiglia in un piccolo villaggio appena fuori dalle mura medievali di Montezenta. Una comunità libertaria e anticonformista che trasforma in opere d’arte i materiali di scarto\, e che attira per questo su di sé l’ostilità e i pregiudizi del resto della popolazione. \nRiver – uno studente modello\, capace di farsi amare da tutti – è davvero una vittima oppure sta scappando da qualcosa di cui è lui stesso responsabile? Per riuscire a rispondere a questa domanda\, Lisa dovrà combattere i demoni del suo passato\, e trasformare la ricerca del ragazzo in un viaggio a perdifiato dentro sé stessa. \n\nIn un romanzo straripante di scelte coraggiose e parole raccolte con cura\, di canzoni che si insinuano nei pensieri e film che lasciano folgorati\, Lisa Mancini è un personaggio che parla di noi\, delle nostre paure\, dei nostri affetti più incandescenti. \nFrancesca Serafini\nFrancesca Serafini ha pubblicato tra le altre cose Questo è il punto. Istruzioni per l’uso della punteggiatura\, Di calcio non si parla e Lui\, io\, noi (con Dori Ghezzi e Giordano Meacci). \n\nScrive da anni sceneggiature per la tv e per il cinema: con Claudio Caligari e Giordano Meacci ha scritto Non essere cattivo\, film dell’anno ai Nastri d’argento nel 2016 e candidato italiano agli Oscar nello stesso anno. Sempre con Giordano Meacci ha scritto il biopic Fabrizio De André – Principe libero del 2018. Tre madri è il suo primo romanzo. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina –  232 kb
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SUMMARY:Viviana Gabrini\, Peccato che sia un vizio
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Peccato che sia un vizio di Viviana Gabrini (Prospero Editore\, 2020). Con l’autrice ne parlano Marco Ruggeri\, Italo Maroni e Antonella Campagna. \n“Che cos’è il bene? Che cos’è il male? Cosa fa di un vizio un peccato? Chi sono i buoni? E i cattivi? Con la sua scrittura ironica e dissacrante\, lucida e divertente Viviana Gabrini sovverte le regole e fa esplodere il mondo. Con grande stile” (Barbara Garlaschelli)  \nPeccato che sia un vizio è una raccolta di racconti brevi\, il cui filo conduttore sono le debolezze dell’animo umano\, i vizi e i peccati che forse\, a dirla tutta\, non sono sempre così riprovevoli. \n“Il suo nome è Mario ma tutti\, da anni\, lo chiamano ilbuonoilbruttoeilcattivo perché conosce a memoria tutte le battute del film e ama farne sfoggio in ogni occasione.\nLa sera prima\, dopo aver perso una partita a briscola contro Gianni l’ubriacone e i suoi cognati\, aveva commentato: “Che ingrato… con tutte le volte che ti ho salvato la vita!”. \nViviana Gabrini\nViviana E. Gabrini è un’attrice e tiene laboratori di lettura scenica. Ha pubblicato i racconti I fili di Arianna (Primula Ed.\, 2015) ed è presente in diverse antologie\, fra cui In viaggio (Ediz. del Gattaccio\, 2017)\, Di mari e tempeste (Ediz. del Gattaccio\, 2018)\, AltriVolti (Sdiario\, 2018)\, Con-Tatto (2020). Con Prospero Editore oltra ad aver pubblicato la raccolta Peccato che sia un vizio (2020) e ha partecipato all’antologia Anch’io. Storie di donne al limite (2021). \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 957 kb \nLocandina – 232 kb
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SUMMARY:Roberto Lodigiani\, La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla di Roberto Lodigiani (Mursia\, 2015). Con l’autore ne parlano Pierangelo Lombardi\, Giorgio Gatti e Antonella Campagna. \n“Una storia vera che getta una luce inedita sullo spionaggio sovietico nel ventennio cruciale fra l’instaurazione dello stalinismo\, la fine del Secondo conflitto mondiale e l’immediato dopoguerra\, attraverso le vicende di uno dei suoi migliori agenti: Carlo Codevilla\, lo 007 italiano di Stalin”. \nEstate 1921. A Mosca\, capitale della giovane repubblica dei Soviet\, arriva uno studente italiano. Si chiama Carlo Codevilla\, ha 21 anni ed è originario di Tortona\, cittadina del Basso Piemonte. In Italia è ricercato per l’omicidio di due fascisti\, ma se questo ne fa un fuorilegge nel suo Paese\, diventa una nota di merito nell’Unione Sovietica. \nViene subito chiamato a lavorare nell’apparato dell’Internazionale comunista e\, dopo pochi mesi di apprendistato\, è inviato in Germania\, con l’incarico di trovare armi da far recapitare clandestinamente in Italia. \nInizia così la sua brillante carriera di agente del Comintern e dei servizi segreti sovietici. Una carriera che lo porterà in Spagna durante la guerra civile fra repubblicani e franchisti\, in Francia a caccia del doppiogiochista Eros Vecchi e dell’ex ufficiale zarista Miller\, in Messico nei giorni dell’assassinio di Leone Trotsky\, per poi indossare l’uniforme di generale dell’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale. \nLa sua storia viene raccontata in questo libro come in un romanzo\, fino alla morte misteriosa a New York nel 1950. Una vita avventurosa ma segnata dai compromessi e dalla bufera delle repressioni staliniane che avrebbe spazzato via anche i suoi vecchi compagni di lotta\, scuotendo la sua fede nel comunismo. \nRoberto Lodigiani\nRoberto Lodigiani\, nato nel 1962 a Broni (Pavia)\, è giornalista del quotidiano “La Provincia pavese”. Laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Pavia\, è stato allievo del professor Giulio Guderzo. Da anni si occupa di storia contemporanea\, in particolare di fascismo\, antifascismo\, Seconda guerra mondiale e Resistenza. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 961 kb \nLocandina – 232 kb
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SUMMARY:Abdullahi Ahmed\, Lo sguardo avanti
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Lo sguardo avanti di Abdullahi Ahmed (add editore\, 2020). Con l’autore ne parlano Gipo Anfosso e Antonella Campagna; letture di Donatella Mazza. \n“Sono Abdullahi Ahmed\, sono nato a Mogadiscio\, in Somalia. \nVoglio raccontarvi una parte della mia storia che a me piace definire “la ricerca della felicità”\, perché non si può essere stranieri per sempre.” \nQuando Abdullahi parte da Mogadiscio ha 19 anni. Alle spalle si lascia una nazione nel pieno di una guerra civile in cui è difficile capire le forze in campo e vedere una speranza oltre agli attentati e alla distruzione. La sua idea è raggiungere un posto in cui poter studiare e mettere da parte qualche soldo che serva a dare un futuro a lui e ai suoi fratelli. \nIl viaggio che affronta passa attraverso l’inferno del Sahara\, la Libia e un attracco a Lampedusa dove verrà accolto e caricato su un aereo per la destinazione che qualcuno ha pensato per lui: la provincia di Torino. \nComincia da qui la nuova vita di Abdullahi\, a Settimo Torinese\, dove diventa un cittadino attivo dedicandosi al lavoro di mediatore culturale e impegnandosi nelle scuole dove ha incontrato migliaia di studenti per parlare di migrazioni\, accoglienza\, culture\, popoli\, diritti. Nel 2016 diventa cittadino italiano. \nTra gli obiettivi più importanti raggiunti da Abdullahi\, ci sono il Festival dell’Europa e del Mediterraneo a Ventotene e l’associazione Generazione Ponte con la quale fa dialogare i ragazzi somali con quelli italiani\, per scambiare punti di vista ed esperienze\, guardando all’Europa come luogo del possibile. \nDopo tredici anni\, Abdullahi si sta preparando a tornare in Somalia con alcune borse di studio per i ragazzi di Mogadiscio che ancora devono costruire il proprio mondo. \nNel 2020\, Abdullahi Ahmed ha ricevuto il “Premio Altiero Spinelli” da parte della Commissione Europea per il Festival dell’Europa Solidale e del Mediterraneo. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 899 kb \nLocandina – 215 kb
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SUMMARY:Giovanni Maga\, Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle di Giovanni Maga. Con l’autore ne parlano Giuliano Gasperi\, professore di Zoologia dell’Università di Pavia\, e Federico Focher\, dirigente di ricerca\, Istituto di Genetica Molecolare CNR. Coordina Antonella Campagna.  \nUscito in questi giorni per la casa editrice Zanichelli\, è un libro divulgativo\, per lettori non addetti ai lavori che vogliano conoscer più da vicino il mondo dei virus. \nI virus sono comparsi sulla Terra ben prima di noi\, forse già 3\,5 miliardi di anni fa\, e sono del tutto disinteressati al nostro destino. \nEppure a volte possono cambiare le sorti della storia. \n\nAbbiamo sperimentato sulla nostra pelle questo fenomeno ad opera di SARS-CoV-2\, un virus che tuttavia non è giunto inaspettato: già nel 2002 l’epidemia di SARS avrebbe dovuto metterci in guardia.\n Nel 2021\, mentre perfezioniamo il vaccino per la malattia COVID-19\, dobbiamo cominciare a prepararci per la prossima pandemia. Senza dimenticare la lotta all’HIV e a tutti gli altri virus che minacciano la nostra salute: dalle epatiti alle febbri emorragiche.\nI virus\, però\, non sono sempre nocivi. Alcuni sono innocui\, altri possono essere nostri alleati ed essere usati come vettori nella terapia genica o per uccidere le cellule del cancro. \nGiovanni Maga\nGiovanni Maga\, Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia\, insegna Biologia Molecolare II all’Università di Pavia.\nAutore di centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali\, è incluso nella classifica dei Top Italian Scientists. Per le Chiavi di lettura ha pubblicato Batteri spazzini e virus che curano (2016) e Quando la cellula perde il controllo (2019). \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 233 kb \nLocandina – 849 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 29 aprile 2021 – 237 kb
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SUMMARY:25 aprile\, storie partigiane
DESCRIPTION:Saluteremo il giorno della Liberazione con le canzoni proposte dal musicista Matteo Callegari e le letture di alcuni brani affidate alla voce di Francesco Mastrandrea. \nCon la sezione ANPI di Belgioioso e la sezione Onorina Pesce di Pavia\, presenteremo due pubblicazioni:  \n\n\nsu Renato Codara\, partigiano di Belgioioso\, prescelto per la missione a Dongo\n\nsu Renato Tisato\, gappista veronese\, poi professore di pedagogia nella nostra Università. \n\nLe abbiamo scelte perché\, attraverso la ricostruzione delle vicende umane dei due resistenti\, potremo brevemente indagare sulla stagione del dopoguerra che non fu né facile né indolore per tanti di coloro che per la libertà del Paese avevano preso le armi. \nSaranno con noi Attilia Zanaboni\, autrice del testo su Codara insieme a Enzo Paravella\, e Annalisa Alessio\, autrice del testo su Tisato con Laura Beretta. \nA chiudere l’intervento di Luca Casarotti\, presidente della sezione pavese di Anpi Onorina Pesce Brambilla che approfondirà il tema del dopoguerra. Coordina Antonella Campagna. \nTra le letture anche quella di uno stralcio del racconto “Nichelino – storia del gappista Temporale 1945-1948” ma questa sarà una sorpresa che riserviamo a chi ci seguirà.  \nUn solo rimpianto\, non avere con noi il professore Franz Brunetti\, amico fraterno e collega di Renato Tisato\, per il quale ha scritto\, poco prima di morire\, la prefazione alla seconda edizione del lavoro. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 605 kb \nLocandina – 804 kb
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SUMMARY:Piergiorgio Pulixi\, Un colpo al cuore
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Un colpo al cuore di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli\, 2021).\nMaria Cristina Scalabrini\, Andrea Grisi e Antonella Campagna ne parlano con l’autore. \n“Occhio per occhio\, dente per dente” è la regola del serial killer che ha deciso di riparare i torti del sistema giudiziario. Dove non arrivano le giurie\, arriva lui\, rapendo\, torturando ed eliminando i criminali che l’hanno fatta franca. \nIndossa una maschera dai tratti demoniaci\, e si fa annunciare ogni volta da un video intitolato La Legge sei tu in cui chiede alla gente di pronunciarsi in giudizio tramite votazioni anonime e irrintracciabili. \n A colpi di clic il richiamo alla giustizia sommaria diventa virale. Vendicatore spietato come il conte di Montecristo\, Villain incendiario al pari del Joker che sollevò Gotham City\, il Giustiziere gioca la sua partita mortale.  \nL’indagine sul caso che sta scuotendo l’Italia è affidata al vicequestore Vito Strega\, esperto di psicologia e filosofia\, tormentato criminologo dall’intuito infallibile\, avvezzo alla seduzione del Male.  \nLo affiancano le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Diverse come il giorno e la notte\, le due formano una coppia d’eccezione: i modi bruschi e l’impulsività di Mara sono compensati dall’acutezza e dal riserbo sfuggente di Eva.  \nTra la Sardegna e Milano\, i tre poliziotti dovranno mettere in gioco tutto per affrontare un imprendibile nemico dai mille volti e misurarsi ciascuno con i fantasmi del proprio passato.  \nPiergiorgio Pulixi compone un viaggio nell’incubo di questo tempo rabbioso segnato dall’odio\, dal furor di popolo e dalla gogna mediatica\, fino alla scoperta di una verità che illumina di luce sinistra il senso stesso del fare giustizia. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 774 kb \nLocandina – 257 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 21 aprile 2021 – 67 kb
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SUMMARY:Le carte di Eugenio Montale negli archivi italiani\, a cura di Gianfranca Lavezzi
DESCRIPTION:Sono in libreria gli Atti del Convegno Le carte di Eugenio Montale negli archivi italiani (Interlinea\, 2021)\, tenuto il 3 e 4 aprile 2019 in Salone Teresiano e organizzato dal Centro Manoscritti dell’Università di Pavia e dalla Fondazione Maria Corti\, con la nostra collaborazione.  \nL’occasione è stata la celebrazione del cinquantesimo anniversario del Fondo Manoscritti\, nato da un’idea di Maria Corti alla quale\, nei primi mesi del 1969\, Eugenio Montale regalò alcuni suoi manoscritti\, perché fossero il primo nucleo del Fondo\, e altri ne avrebbe donati in seguito (data poi al 2004 la donazione\, sempre di carte montaliane\, fatta da Gina Tiossi\, la sua fedele governante).  \nIl Convegno ha dato per la prima volta una mappa precisa e dettagliata delle carte di Montale conservate in archivi pubblici e archivi privati grazie alla partecipazione di studiosi e istituzioni che conservano i documenti\, in un’ideale ricostruzione “sulla carta” dell’archivio diffuso di uno dei più grandi poeti italiani. \nPer la rubrica Il libro della settimana ne parliamo con la curatrice Gianfranca Lavezzi\, Paolo Zoboli e Mauro Querci. \nGianfranca Lavezzi\nGianfranca Lavezzi\, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Pavia\, è Presidente del Centro Manoscritti fondato da Maria Corti. La sua attività di ricerca ha sempre riservato particolare attenzione al versante poetico della letteratura italiana tra Sette e Novecento\, indagato soprattutto dal punto di vista metrico e linguistico. Tra gli autori ai quali ha dedicato libri e saggi figurano\, oltre a Montale\, Metastasio\, Foscolo\, Pascoli\, D’Annunzio\, Saba. \nPaolo Zoboli\nPaolo Zoboli nato a Genova nel 1967\, insegna Italiano e Latino al Liceo scientifico di Sesto Calende. Dal 1991 al 2007 ha svolto attività didattica e di ricerca presso l’Università Cattolica di Milano e nel 2014 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale a professore associato di Letteratura italiana contemporanea. \nOltre a numerosi studi su rivista e in volume\, ha pubblicato La rinascita della tragedia. Le versioni dei tragici greci da d’Annunzio a Pasolini (Pensa MultiMedia\, Lecce 2004)\, Sbarbaro e i tragici greci (Vita e Pensiero\, Milano 2005) e Linea ligure. Sbarbaro\, Montale\, Caproni (Interlinea\, Novara 2006). Di Camillo Sbarbaro ha curato Fuochi fatui (All’insegna del Pesce d’Oro\, Milano 1997) e Pianissimo (San Marco dei Giustiniani\, Genova 2008); di Ceccardo Roccatagliata-Ceccardi Lettere di crociera (ivi 1996) e Il libro dei frammenti (ivi 2003); di Enrica Gnemmi Il muro di Berlino (Interlinea\, Novara 2011) e Requiem (ivi 2014); di Renzo Gherardini Poesie 1947-1999 e Poesie 2002-2011 (Le Lettere\, Firenze 2014 e 2018). \nMauro Querci\nMauro Querci\, 57 anni\, caporedattore del settimanale “Panorama”\, è nato e ha studiato a Firenze\, laureandosi in Letteratura italiana con Lanfranco Caretti. La tesi ha avuto come argomento le interviste di Eugenio Montale\, con il titolo Montale nel viaggio della memoria (anno 1988). In sintesi\, è una ricostruzione attraverso il percorso delle interviste rilasciate dall’autore delle sue esperienze biografiche e di quelle poetiche. Con questa tesi ha vinto il Premio Montale. La sua raccolta di Montale preferita è La bufera e altro. È assolutamente incuriosito dalla distanza che c’è in Montale fra testimonianza poetica e avventura biografica.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 957 kb \nLocandina – 214 kb
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SUMMARY:Livio Gambarini\, Alex Calvi\, Ottone il primo dei Visconti
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Ottone. Il primo dei Visconti di Livio Gambarini e Alex Calvi (Piemme\, 2021). \nCon Alex Calvi ne parlano Roberto Lodigiani\, Guido Affini e Antonella Campagna. Letture di Francesco Mastrandrea.  \nAD 1262. Dalle mani di papa Urbano IV\, Ottone Visconti riceve finalmente il pastorale di arcivescovo di Milano\, e con esso la cattedra ambita e ricchissima di Sant’Ambrogio. È il coronamento di una vita di intrighi e menzogne\, che Ottone ha condotto al fianco del diabolico cardinale Ottaviano degli Ubaldini.  \nMa c’è chi non vede di buon occhio questa investitura: i potenti guelfi Della Torre irrompono armati in chiesa al termine della consacrazione. Sono loro a dominare sulla città meneghina\, e non intendono rinunciare allo scranno vescovile nemmeno a costo di disubbidire al papa. \n Ottone\, esiliato dalla città che dovrebbe guidare come arcivescovo\, comprende di avere solo una via per ottenere ciò che gli spetta: radunare con l’intrigo e la diplomazia tutti i nemici dei Della Torre e prendersi Milano con la forza.  \nQuasi quindici anni di conflitti si inframmezzano al passato del Visconti: la sua giovinezza nel monastero di Piacenza tra fughe rocambolesche\, i primi amori e le severe punizioni per il rifiuto dell’autorità. \nL’incontro con il Cardinal Ubaldini\, eminenza grigia della sua epoca\, che indirizza l’originaria vocazione di Ottone verso una carriera di sottigliezze\, ricatti politici e tradimenti\, sullo sfondo di un amore tormentato.  \nMa tra guerre continue\, sangue versato per ambizione e una crescente solitudine\, Ottone dovrà iniziare a fare i conti anche con sé stesso\, e solo un gesto di vero coraggio gli permetterà di comprendere per quale motivo stia affrontando quella lotta\, e decidere se ne valga davvero la pena. \nUn romanzo storico appassionante e magistralmente costruito che ci rimanda la figura di un uomo oltre che di un simbolo\, dove la fragilità e l’umanità sono proprio lo spunto per farne emergere la grandezza.  \nLivio Gambarini\n Bergamasco\, classe 1986\, è scrittore e divulgatore di Medioevo italiano. Da anni insegna narratologia e tecniche di scrittura in corsi\, seminari e sessioni di mentorship.\nFondatore della realtà per aspiranti scrittori di “Rotte Narrative”\, è docente al corso di Alta Formazione “Il Piacere della Scrittura” dell’Università Cattolica di Milano. \nGià noto per Eternal War\, la sua saga fantasy-storica su Dante e Guido Cavalcanti\, tra i suoi altri interessi figurano la narrazione di GDR e videogiochi.  \nAlex Calvi\nPavese\, classe 1980\, è scrittore e professore alle medie. Da sempre appassionato di Storia e di storie in tutte le forme: libri\, film\, serie tv\, fumetti\, cartoni animati.\nSuoi racconti sono apparsi in numerose antologie\, tra cui Scorrete lacrime\, disse lo sceriffo\, curata da Valerio Evangelisti\, e sulla prestigiosa rivista digitale Carmilla.\nCollabora con articoli e recensioni a Truemetal  e Fantasy Magazine. Con il suo primo romanzo\, Il tessitore di sogni\, ha vinto il Premio IoScrittore nel 2014.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 837 kb \nLocandina – 287 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’8 aprile 2021 – 995 kb
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SUMMARY:1899 A.C. Milan. Le storie vs Juventus FC 1897. Le storie
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo: \n\n\nMichele Ansani\, Gino Cervi\, Gianni Sacco\, Claudio Sanfilippo\, 1899 A.C. Milan. Le storie\, Hoepli\, 2019\n\nMassimo Bocchiola\, Andrea De Benedetti\, Corrado Del Bò\, Davide Ferrari\, Juventus FC 1897. Le storie\, Hoepli\, 2020\n\n\nUna sfida di quelle che coinvolgono mezza Italia\, tra due delle squadre più forti.\nGino Cervi e Gianni Sacco per il Milan e Davide Ferrari e Corrado Del Bò per la Juve si sfidano in diretta. Arbitro incompetente: Antonella Campagna.\nL’ordine dei titoli\, e quindi delle squadre\, è puramente cronologico. \n1899 A.C. Milan\n120 anni di storia sentimentale in rosso e in nero. Dal Milan delle origini ai nostri giorni: scudetti\, coppe\, palloni d’oro\, partite epiche\, stadi di tutto il mondo e soprattutto campioni leggendari raccontati come in un grande romanzo popolare.  \n\nUna passione tramandata di generazione in generazione\, dagli albori al Gre-No-Li\, da Schiaffino a Rivera\, da Rocco a Sacchi\, dalla dinastia Maldini a Van Basten e a Shevchenko\, passando per Wembley\, la “fatal Verona”\, Barcellona\, Atene\, Istanbul e ancora Atene\, e in attesa della riscossa. \n\nE poi le storie nascoste e dimenticate\, le curiosità\, i riti e le scaramanzie: una “fede” calcistica che diventa eredità familiare\, memoria pubblica e privata\, cultura trasversale\, da Tognazzi a Franco Loi\, da Jannacci a Beppe Viola\, da Kobe Bryant a Emis Killa. La storia dell’A.C. Milan 1899 raccontata come un romanzo collettivo\, con prefazione di un “milanista doc”. \nJuventus FC 1897\nLa leggendaria storia della squadra più amata e più odiata d’Italia. La Juve è un film che comincia in bianconero e prosegue in uno smagliante technicolor.\nPersonaggi e interpreti: il suo undici imbattibile degli anni Trenta; i campioni stranieri che le hanno dato lustro\, da Mumo Orsi a Charles e Sivori\, da Platini a Zidane fino a Cristiano Ronaldo; i campioni italiani\, da Boniperti a Del Piero\, che l’hanno fatto amare dalle Alpi alla Sicilia; i presidenti carismatici e gli allenatori mai sazi di vittorie. Perché la Juve non è solo la Juve: la Juve è il calcio italiano.  \n\nGli autori\, appassionati di calcio e accaniti tifosi juventini\, delineano un grande affresco narrativo\, rievocando fin nelle pieghe\, partite\, campionati\, segreti e polemiche della squadra più titolata d’Italia. Il volume è inoltre arricchito dalla presenza di box cameo di tifosi eccellenti: Virginio Rognoni\, Paolo Bertinetti\, Mario Desiati\, Angelo Stella\, Giovanni Negri\, Luca Beatrice\, Massimo Zampini\, Christian Rocca\, Marco Lodola e Roberto Santachiara. \nGino Cervi\nGino Cervi\, filologo romanzo prestato trent’anni fa all’editoria e mai più restituito. Ha lavorato per enciclopedie e dizionari\, manuali scolastici e guide turistiche.\n Nel 2019 ha pubblicato un libro su Fausto Coppi e uno sul Milan e si ritiene soddisfatto come se avesse vinto la Coppa dei Campioni-Champions League: cosa che\, essendo milanista\, ha già provato più volte nella vita. A differenza di altri. A maggio esce il suo prossimo libro: Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione (Touring Club Italiano) \nGianni Sacco\nGianni Sacco insegna diritto pubblico comparato presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. Al momento\, causa pandemia\, è senza fissa dimora non potendo occupare il posto 11 – fila 07 – settore 267 dello Stadio di San Siro\, che da più di quarant’anni è la sede principale dei suoi affari e interessi. Nel suo curriculum è orgoglioso di segnalare un’imbarazzante tendenza a ragionare da ultrà milanista. Gradirebbe che al suo funerale non partecipassero interisti e juventini. \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò\, professore di Filosofia del diritto in Statale\, a Milano\, autore di monografie e articoli scientifici\, ma soprattutto di un libro sulla filosofia del calcio\, scritto a quattro mani con un tifoso del Bue. Dal che si desume che è un gobbo molto tollerante. \nDavide Ferrari\nDavide Ferrari\, attore\, regista\, autore. Tra uno spettacolo e l’altro ritorna sempre al bar del paese (fino a quando era aperto) per la partita di campionato e di Champions: il suo teatro preferito\, con un pubblico di quattro generazioni di juventini a inventare parole\, rigorosamente in dialetto\, per godere e soffrire (solo ogni tanto) insieme alla Vecchia Signora.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 749 kb \nLocandina – 318 kb \nArticolo tratto da “Il settimanale pavese” del 18 marzo 2021 – 264 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 marzo 2021 – 288 kb
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SUMMARY:Il Dantedì dei ragazzi
DESCRIPTION:In occasione del Dantedì\, Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri\, con il sostegno della Società Dante Alighieri Comitato di Pavia\, organizziamo una serie di eventi tutti dedicati ai bambini e ai ragazzi.  \nDante raccontato ai bambini da Daniele Aristarco e Mirko Volpi\, che partecipano alla nostra maratona Un Dante al dì\, ora in libreria con La Divina Commedia. Il primo passo nella selva oscura e I mostri di Dante. Divina Commedia activity book. Con gli autori dialogano Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna. \nDante raccontato dai bambini con due bellissimi filmati prodotti dai piccoli della II D Scuola Primaria Carducci di Pavia e dai ragazzi della 3B Scuola Secondaria di Primo Grado Depretis di Stradella. \nI libri\nDaniele Aristarco\, La Divina Commedia. Il primo passo nella selva oscura\, Einaudi ragazzi\, 2021\nNei settecento anni dalla scomparsa di Dante Alighieri\, un album illustrato per compiere i primi passi nell’opera del poeta fiorentino. Un oggetto di stupore che somma la bellezza delle tavole di Marco Somà al testo appassionato di Daniele Aristarco. Due sguardi nuovi sulla Divina Commedia\, in grado di dialogare con la curiosità e la fantasia dei lettori. \nDaniele Aristarco (Napoli\, 1977) è autore di racconti e saggi divulgativi\, pubblicati sia in Italia che in Francia e tradotti in molte lingue. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora scrive libri per ragazzi\, oltre che per la radio e il cinema. Drammaturgo e regista teatrale\, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di formazione e tiene laboratori di scrittura creativa presso scuole\, biblioteche e associazioni culturali. \nMirko Volpi\, I mostri di Dante. Divina Commedia activity book\, Salani\, 2021\nChe vita sarebbe una vita senza mostri? Raccapriccianti\, spaventosi\, buffi\, eppure così importanti da popolare i racconti di ogni cultura e di ogni tempo e da ricoprire un ruolo di rilievo nella più grande opera letteraria italiana: la Divina Commedia.\nMa ora basta voltare loro le spalle e scappare! È arrivato il momento di conoscerli e ‒ perché no? ‒ giocarci un po’ e imparare a fronteggiarli. \n\nUn esperto di Dante\, Mirko Volpi\, e due inguaribili creativi\, Giacomo Guccinelli e Laura Vaioli\, hanno deciso di unire le loro forze per creare un libro un po’ pazzo\, ma anche molto serio e ben documentato.  \nMirko Volpi (Nosadello\, 1977) insegna Linguistica italiana all’Università di Pavia. Si occupa in particolare di Dante\, i suoi commentatori\, gli antichi volgari. Ha pubblicato Il Diario di Mirko V. (Epika\, 2011) e Oceano Padano (Laterza\, 2015).  \nI filmati\nIl Dantedì della 2 D Scuola Primaria Carducci di Pavia \n \nIl progetto è stato ideato dalle insegnanti Donata Bisceglia ed Elena Santagostini per avvicinare gli alunni al Poema in modo semplice e interattivo. Il lavoro è stato elaborato con l’applicazione Book creator che ha permesso ai bambini di leggere il testo. Il risultato finale è un audiolibro registrato con la voce dei bambini stessi. I disegni sono stati realizzati da Claudia Catenelli. \nIl Dantedì della 3B Scuola Secondaria di Primo Grado Depretis di Stradella\nGli studenti\, coadiuvati dalle insegnanti di lettere Maria Rita Savini e Elena Valla\, hanno realizzato un video per celebrare il Dantedì. Si sono ispirati alla situazione di crisi causata dalla pandemia\, nella quale è facile perdersi\, proprio come Dante si smarrì nella selva oscura\, ma grazie a valori quali l’amicizia e l’amore per la conoscenza si può ”uscir a riveder le stelle”. \n\n Hanno svolto il lavoro in due settimane\, con passione e determinazione\, attraverso collegamenti online sulla piattaforma Meet. I ragazzi si sono divisi in quattro gruppi: il primo gruppo ha registrato le voci narranti; il secondo ha cercato le immagini e il materiale audio; il terzo ha organizzato il lavoro e steso il canovaccio di riferimento; il quarto ha montato il video e si è occupato della parte tecnica.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 983 kb \nLocandina – 386 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 marzo 2021 – 1 mb \nArticolo tratto da “Il popolo” del 25 marzo 2021 – 915 kb \nArticolo tratto da “Il settimanale pavese” del 25 marzo 2021 – 269 kb
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SUMMARY:Fabrizio Guerrini\, Roberto Lodigiani\,  Vincitori e vinti
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana  presentiamo il libro di Fabrizio Guerrini e Roberto Lodigiani\, Vincitori e Vinti. Storia delle battaglie pavesi dall’Antica Roma al XX secolo (Padova\, Primiceri Editore\, 2020).Con gli autori ne parlano Pierangelo Lombardi e Antonella Campagna.  \nDalla prefazione di Pierangelo Lombardi: “Un viaggio nel tempo in cui gli autori mettono a fuoco\, in un puzzle ben assortito\, storia e storie\, memorie ed epica delle battaglie di Lomellina\, di Oltrepò e del Pavese. Il racconto scorre agile e coinvolgente come se fossimo dentro alla sceneggiatura di un film ad episodi. \n\nDall’antica Roma alla metà del XX secolo ci accompagnano\, in una lettura dallo stile divulgativo e frizzante\, episodi e vicende di eserciti\, strategie e tattiche belliche\, condottieri e soldati ignoti\, professionisti della guerra e guerrieri di fortuna. E sullo sfondo\, come in tutte le guerre\, povera gente che – per dirla con Bertold Brecht – continuava a far la fame sia tra i vinti che tra i vincitori”.  \nL’illustrazione di copertina è stata realizzata da Ivan Zoni. \nFabrizio Guerrini\nFabrizio Guerrini è nato a Broni il 20 marzo 1960. Laureato in Lettere Moderne con indirizzo storico moderno all’Università di Pavia\, è giornalista professionista e dal 1989 lavora al quotidiano “La Provincia Pavese”. Insieme a Roberto Lodigiani\, ha scritto I segreti dell’Oltrepo\, nel 2018 ha pubblicato 1848\, storia d’arte\, morte e amore nelle terre oltre il Po (Guardamagna editore). \nRoberto Lodigiani\nRoberto Lodigiani è nato a Broni il 7 maggio 1962. Laureato in Lettere Moderne con indirizzo storico contemporaneo all’Università di Pavia\, è giornalista professionista; dal 1990 lavora al quotidiano “La Provincia Pavese”. Insieme a Fabrizio Guerrini\, ha scritto I segreti dell’Oltrepo\, nel 2015 con Mursia ha pubblicato La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 819 kb \nLocandina – 318 kb
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SUMMARY:Gianluca Pistore\, Il virus che non esisteva
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana\, presentiamo l’ultimo libro di Gianluca Pistore\, Il virus che non esisteva. Con l’autore ne parlano Roberta Villa e Andrea Silenzi. \n“La parola disastro significa senza stelle. È così che ci siamo sentiti improvvisamente. Ma la scienza si è chiusa in laboratorio a studiare\, mantenendo vivo il desiderio\, cioè la speranza che viene dalle stelle. In questo libro racconto il disastro\, senza mai smettere di guardare le stelle e la luce della Scienza”. \nÈ questa l’ottica con cui Gianluca Pistore affronta il suo secondo libro su questi mesi difficili.\nLa narrazione coinvolgente è sempre confortata dalla conoscenza scientifica.\nIl volume è ricco di contributi di medici\, epidemiologi\, virologi\, esperti italiani e internazionali\, a cominciare da Silvio Brusaferro\, Presidente dell’ISS\, che scrive la prefazione. \nGianluca Pistore\nGianluca Pistore\, laureato in Economia\, ha conseguito due Master in Matematica Finanziaria\, Contabilità e Fiscalità. Da sempre è appassionato della scienza\, coltivata con studi autonomi e confronto continuo con ricercatori e accademici. Si definisce “semplificatore scientifico” e nel 2020 pubblica Coronavirus: la terza guerra mondiale è contro un nemico invisibile. È l’organizzatore del MelanomaDay\, evento in memoria del papà per la prevenzione del melanoma con convegni di divulgazione scientifica\, borse di studio per medici e centinaia di visite dermatologiche gratuite. \nRoberta Villa\nRoberta Villa\, giornalista laureata in Medicina e Chirurgia e divulgatrice scientifica. Assegnista di ricerca per l’Università Ca’ Foscari di Venezia\, membro del nucleo strategico del NITAG\, National Immunization Technical Advisory Group del Ministero sulle vaccinazioni\, ha pubblicato Acqua sporca con Antonino Michienzi (2014)\, Vaccini. Il diritto di non avere paura (2017)\, Il guerriero gentile. La mia vita\, le mie battaglie con Silvio Garattini (2019). \nAndrea Silenzi\nAndrea Silenzi\, laureato in Medicina e chirurgia\, specializzato in Igiene e Medicina preventiva e dottore di ricerca in Scienze biochimiche di base e di Sanità Pubblica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano\, dirigente medico all’Istituto Superiore di Sanità e membro del Centro di ricerca e studi sulla Leadership in Medicina dell’Università Cattolica. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 835 kb \nLocandina – 300 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 1 marzo 2021 – 101 kb
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SUMMARY:Maria Antonietta Grignani\, Paolo Mazzarello\, Ombre nella mente. Lombroso e lo scapigliato
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Ombre nella mente. Lombroso e lo scapigliato di Maria Antonietta Grignani e Paolo Mazzarello.\nCon gli autori ne parlano Barbara Rodà e Antonella Campagna. \nQuando il giovane Carlo Dossi\, esponente di spicco della Scapigliatura milanese\, lesse L’uomo delinquente di Cesare Lombroso\, ne rimase folgorato.  \nL’opera conteneva categorie psicologiche impressionanti e osservazioni cliniche sul legame fra criminalità\, genio e follia. Travolto dall’infatuazione per quelle idee\, Dossi scrisse subito a Lombroso esprimendogli l’apprezzamento per quanto aveva letto. \nFra i due si stabilì allora uno strano legame epistolare destinato a mutare di natura nel tempo. Dapprima Dossi\, fine umorista sensibile alle bizzarrie della mente\, divenne suo collaboratore a distanza con l’invio dei più disparati testi letterari segnati dalla pazzia\, contributi che l’alienista prontamente utilizzava nelle sue opere. Poi Dossi sentì l’esigenza di interpellare Lombroso come medico a cui inviare informazioni sulle proprie sofferenze psichiche. \nAssorbite le teorie lombrosiane\, Dossi si trasformò presto in una sorta di psichiatra in grado di formulare giudizi diagnostici\, come capitò con l’opera I mattoidi e con un originalissimo articolo scritto per la rivista di criminologia diretta da Lombroso. Dopo vent’anni di conoscenza reciproca\, soprattutto epistolare\, i vari Dossi che erano mutati nel tempo (collaboratore\, paziente e scrittore-alienista) si unificarono finalmente in una figura singola\, che trovava nella Grafologia di Lombroso una sistemazione precisa accanto ad altri geni un po’ matti come Zola\, Ariosto e Schopenhauer.  \nIn fondo se il genio era una forma di pazzia\, non doveva essere accertato\, ma diagnosticato. Lo strano rapporto fra Lombroso e Dossi – che finì per influenzare profondamente entrambi – viene qui raccontato per la prima volta sulla base di un epistolario inedito e di documenti finora rimasti nell’ombra. L’incantevole ricostruzione storica\, da cui emergono molti dettagli spassosi\, è anche il ritratto dell’esuberante atmosfera intellettuale dell’Italia ottocentesca. \nMaria Antonietta Grignani\nMaria Antonietta Grignani ha insegnato Linguistica italiana all’Università di Pavia\, dove è stata direttrice del Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei. \n\n È autrice di numerose pubblicazioni\, fra cui Una mappa cangiante (2017)\, Lavori in corso (2008)\, Novecento plurale (2007)\, La costanza della ragione (2002)\, Montale e il canone poetico del Novecento (1998\, con Romano Luperini)\, Retoriche pirandelliane (1993).\nFra le sue curatele\, Ernesto di Umberto Saba (2015) e i romanzi nelle Opere di Beppe Fenoglio (1978). \nPaolo Mazzarello\nPaolo Mazzarello insegna Storia della Medicina all’Università di Pavia. \n\n Fra i suoi libri più recenti\, tutti pubblicati da Bollati Boringhieri: Il Nobel dimenticato. La vita e la scienza di Camillo Golgi (2006 e 2019)\, E si salvò anche la madre. L’evento che rivoluzionò il parto cesareo (2015)\, L’erba della regina. Storia di un decotto miracoloso (2013)\, Il professore e la cantante. La grande storia d’amore di Alessandro Volta (2009)\, Il genio e l’alienista. La strana visita di Lombroso a Tolstoj (2005). \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 861 kb \nLocandina –  300 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 febbraio 2021 –  181 kb \nArticolo tratto da “Il Ticino” del 26 febbraio 2021 –  285 kb
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SUMMARY:Lucia Preiata\, Per una storia dell’assistenza infermieristica a Pavia
DESCRIPTION:Per il ciclo Il libro della settimana\, presentiamo il libro Per una storia dell’assistenza infermieristica a Pavia di Lucia Preiata. Luigia Belotti\, Maria Carla Garbarino e Antonella Campagna ne parlano con l’autrice. \nLa storia dell’assistenza infermieristica a Pavia dal Medioevo al 1900. È questo l’obiettivo che si è posta Lucia Preiata nel suo lavoro. \nIl libro si propone di meglio definire quale sia stato e sia il lavoro degli infermieri e individuare il suo sviluppo nel tempo nella nostra città\, con un percorso reso difficile e accidentato dalla mancanza di una adeguata documentazione\, perché l’assistenza ai malati è sempre stata considerata un’attività marginale\, silenziosa e dovuta\, riservata alle donne\, quasi un’estensione delle cure materne e delle faccende domestiche\, non un’attività di cui scrivere e da studiare. \nIl libro\, che si apre con la prefazione Luigia Belotti\, presidente dell’Opi di Pavia\, è diviso in otto capitoli\, che vanno dall’assistenza nel Medioevo al caso pavese\, prima con i numerosi piccoli ospedali\, dove i Conversi e Converse assistevano i viandanti e pellegrini per fede in attesa della ricompensa nell’altra vita\, successivamente\, nel 1449\, con la fondazione del grande ospedale San Matteo promossa da Fra Domenico da Catalogna che ha coinvolto la città di Pavia attorno progetto della la cura e assistenza solo dei malati curabili. \nL’assistenza viene affidata ai Dedicati e successivamente alle Dedicate che rispondono numerose e si occuperanno dei malati fino al 1923\, in modo gratuito per meritare la vita eterna. \nL’ultimo capitolo è dedicato al “vento del Nord” e alla rivoluzione di Florence Nightingale che\, confermando la titolarità della donna nell’assistenza ai malati\, definisce il profilo dell’infermiera moderna\, basato sul sapere scientifico applicato alla pratica\, acquisito in apposite scuole di formazione e un successivo ruolo adeguatamente riconosciuto e retribuito. \nNel 1860 è stata istituita a Londra la prima scuola per infermiere\, a Pavia verrà fondata un secolo dopo. \n\nL’ultima parte del volume è dedicata alla Documentazione iconografica\, con le belle foto di Elisa Moretti che illustrano moltissimi esempi artistici e documentari dedicati al mondo infermieristico nella nostra città. \nLucia Preiata\nLucia Preiata\, infermiera in pensione\, origini sarde ma una vita trascorsa a Pavia da quando venne a frequentare la Scuola Convitto Infermiere appena istituita. È stata la prima caposala laica di Pavia\, ha partecipato alla fondazione del reparto di rianimazione del San Matteo\, ha presieduto il Collegio Ipasvi per 12 anni ed è stata anche vice-presidente della Federazione Nazionale per un triennio. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 827 kb \nLocandina –  286 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 febbraio 2021 – 752 kb \nArticolo tratto da “Il giorno” del 6 marzo 2021 – 784 kb
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SUMMARY:La Ronzani Editore
DESCRIPTION:Per il ciclo Il libro della settimana\, presentiamo la Ronzani Editore: il presidente Claudio Rizzato\, i direttori Beppe Cantele e Luisa Maistrello ne parlano con Antonella Campagna. \nFondare una casa editrice è un’impresa coraggiosa\, soprattutto nell’attuale panorama editoriale a cui le grandi case editrici hanno abituato i lettori: si guarda poco alla qualità materiale del libro\, si stampa su carta scadente\, scegliendo rilegature approssimative\, e i libri finiscono per essere meri oggetti di largo consumo\, prodotti usa e getta\, quando invece dovrebbero essere destinati a durare nel tempo. \nDal 2015\, anno della sua fondazione\, Ronzani Editore vuole perseguire una strada diversa\, con umiltà e coraggio\, per riportare i lettori a capire e apprezzare il libro in tutti i suoi aspetti: a partire dal contenuto\, che deve essere culturalmente valido e interessante\, e rispondere a un preciso progetto culturale\, fino alla sua cura anche come “oggetto”. \nPer questi motivi ci sentiamo di affermare che uno dei punti di forza della casa editrice è sicuramente l’attenzione alla materialità del libro: l’accurata scelta del progetto grafico\, del carattere\, della carta\, del tipo di rilegatura\, cioè di tutti gli elementi che tradizionalmente sono il “credo” di chi ama i libri\, come scriveva Giovanni Mardersteig.\nL’esperienza di questi anni ci dice che perseguire questa via suscita nei lettori lo stupore di riconoscere un libro “fatto come una volta”. \nAlla tradizione affianchiamo però la contemporaneità\, guardando con interesse a metodi di stampa alternativi\, più agili a volte\, perché rispondono più prontamente alle esigenze di immediatezza che si fanno strada nel nostro tempo\, e che permettono ai nostri libri di raggiungere i lettori in ogni parte del mondo.  \nPer questo\, nel 2020\, sono stati creati i marchi:  \n\n\nRonzani Numeri che raccoglie pubblicazioni di interesse culturale\, contemporanee o repêchage\, in formato digitale\n\nRonzani Edizioni Scientifiche dedicato alle pubblicazioni di carattere scientifico e del mondo accademico.\n\nIl programma editoriale della casa editrice si articola su collane classiche per una casa editrice di cultura: narrativa\, poesia e saggistica\, da diverse angolazioni\, cui si aggiunge una collana specificamente dedicata alla cultura tipografica ed editoriale. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 766 kb \nLocandina –  285 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’8 febbraio 2021 – 172  kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 12 febbraio 2021 – 172  kb
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SUMMARY:Massimo Castoldi\, Piazzale Loreto. Milano\, l’eccidio e il «contrappasso»
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Piazzale Loreto. Milano\, l’eccidio e il contrappasso di Massimo Castoldi.\nCon l’autore ne discutono Antonella Campagna\, Roberto Lodigiani e Pierangelo Lombardi. \nAll’alba del 10 agosto 1944 quindici antifascisti detenuti nel carcere di San Vittore furono fucilati a piazzale Loreto\, senza regolare processo o specifica incriminazione\, da un gruppo di militi fascisti su ordine degli occupanti tedeschi. \nI corpi furono ammassati contro una staccionata di legno e lasciati lì fino al tardo pomeriggio. I milanesi ammutoliti vi assistettero sgomenti e nel silenzio la piazza fu subito ribattezzata piazzale Quindici martiri. Nei giorni della Liberazione\, il 29 aprile 1945\, furono portati in piazzale Loreto i corpi di Mussolini\, di Claretta Petacci e dei gerarchi fascisti uccisi sul Lago di Como. \nLa folla euforica e inferocita accorse per vedere la fine del regime. Le immagini di quella mattina si sovrapposero nella memoria collettiva a quelle dell’anno precedente: furono solo poche ore\, ma da quel momento piazzale Loreto non sarebbe più stato soltanto piazzale Quindici martiri. \nPer qualche migliaio di persone Piazzale Loreto è dunque un luogo simbolo della Resistenza e di tutti coloro che diedero la vita per la libertà del popolo italiano dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista; per qualche decina di migliaia\, forse\, è il luogo simbolo della fine del fascismo\, nel quale furono esposti i cadaveri di Mussolini e dei gerarchi allo sguardo della folla. \nLa memoria di piazzale Loreto resta\, così\, a tanti anni di distanza\, una memoria incompiuta\, che non è riuscita a diventare memoria fondativa dell’Italia libera e democratica\, poiché in essa si intrecciano le contraddizioni di oltre settant’anni di storia: dai conti mai risolti con il fascismo ai conflitti politici durante la guerra fredda\, fino alla memoria debole e post-ideologica di oggi\, che si logora tra la retorica delle vittime e quella della pacificazione. \n Come ha scritto l’autore del libro\, questa è una storia «che è stata usata\, deformata\, immaginata e adattata alle esigenze del momento\, piuttosto che indagata e ricostruita». \nNipote del maestro antifascista Salvatore Principato\, uno dei martiri di piazzale Loreto\, Massimo Castoldi ha raccolto negli anni materiali relativi all’eccidio del 1944 e alle alterne vicende legate alla storia di quel luogo\, diventando un testimone della memoria di piazzale Loreto. \nNe esce così uno scrupoloso lavoro di analisi di fonti in gran parte inedite\, attraverso le quali sono ricostruite con grande rigore la sequenza degli arresti\, le logiche che portarono all’eccidio e a quel che ne seguì\, ma\, soprattutto restituisce la voce ai quindici martiri\, ripercorrendone l’ impegno antifascista\, attraverso le loro storie umane e politiche.\n \n\nUn libro\, ha scritto David Bidussa che “ci riguarda molto da vicino e parla di noi e a noi\, nel tempo attuale”. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 794 kb \nLocandina –  327 kb
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SUMMARY:La memoria che vive.  Il Portale della deportazione pavese
DESCRIPTION:In occasione della Giornata della memoria\, presentiamo il portale della deportazione pavese\, in collaborazione con l’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e con l’ANED provinciale.  \nPierangelo Lombardi\, Maria Antonietta Arrigoni\, Marco Savini insieme ad Antonella Campagna ne illustreranno i contenuti. \n\nSi tratta delle storie di ben 260 deportati\, nati\, residenti o arrestati in provincia\, di cui 72 rimasti in Italia\, a Bolzano\, e 190 deportati oltre Brennero.\nI morti sono stati 139 in totale (più 7 morti dopo la liberazione e 4 ancora nel 1947 per le conseguenze del lager). \nLa Giornata della memoria ha senz’altro il merito di avere esteso la sensibilità generale sulla Shoah. Schiacciata talvolta\, però\, su una sorta di “marketing memoriale” dal consumo veloce e rassicurante\, l’occasione dovrebbe\, invece\, servire per rielaborare questa memoria\, assumendola nei propri codici etici e culturali\, affinché la consapevolezza del passato ci aiuti ad agire nel nostro presente.  \nPerché\, dopo che se ne sarà andato anche l’ultimo testimone\, quando rimarremo soli a raccontare l’orrore della Shoah\, non basterà dire “Mai più!” né rifugiarsi tra le convenzioni della retorica. Serviranno gli strumenti della storia. \nLa serietà e la forza di un’argomentazione storica\, soprattutto quando sembra spezzarsi il rapporto tra le giovani generazioni e l’immediato passato\, sta proprio in quest’etica della ricerca e della verità dei fatti. Sapendo unire tensione etico-civile e rigore della ricerca scientifica. \nQuel che si è impegnato a fare negli anni l’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea\, in collaborazione con l’ANED provinciale. \nA una prima mappa ragionata della deportazione pavese sul finire degli anni’ 70 del secolo scorso\, un progetto allora davvero pionieristico e frutto del lavoro di un gruppo di giovani ricercatori\, si è aggiunto\, in anni successivi e alla luce di nuove fonti e di nuove metodologie\, un vero e proprio Dizionario biografico della deportazione pavese\, affidato alla competenza sul tema di Maria Antonietta Arrigoni e Marco Savini. \nOra quelle schede\, già straordinariamente efficaci per impianto e correttezza metodologica\, ma arricchite con nuove ricerche e nuovi dati ad opera degli stessi ricercatori\, sono servite per realizzare il
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SUMMARY:Archivio storico Iucu\, Ponte Coperto Pavia 70
DESCRIPTION:Per la rubrica “Il libro della settimana” in diretta sulla nostra pagina Facebook presentiamo il libro Ponte Coperto Pavia 70 dell’Archivio storico IUCU\, edito da Univers. Con l’autore Andrea Iucu ne parlano Pier Vittorio Chierico\, Roberto Ballabene e Antonella Campagna. \nUn anniversario\, un artista eclettico e il suo prezioso archivio storico\, una casa editrice che ha come obiettivo quello di dar voce a progetti autentici e singolari\, un connubio che ha dato vita alla pubblicazione Ponte Coperto Pavia 70 un omaggio al simbolo della città a settant’anni dalla ricostruzione\, riscoperto attraverso carte e cose dalla fine dell’800 ai giorni nostri. \nCosa si festeggia?\n70 anni è un compleanno importante per un Ponte\, che in realtà ne ha molti\, molti di più ma che nel 1951 è resuscitato dalle ceneri\, o meglio\, dalle acque del Ticino.\nEra infatti il settembre del ’44 quando il ponte trecentesco fu in parte abbattuto dalle bombe americane per poi essere ricostruito nel settembre del ’51 per volere del Ministero dei Lavori Pubblici.\nPer questo motivo si è ricominciato a “contare” e\, come ogni compleanno e anniversario che si rispetti\, va festeggiato ricordando gli anni passati. \nPerché questo libro?\nPonte Coperto 70 è un album di memorie: cartoline\, pubblicità\, biglietti\, libri\, medaglie\, manifesti\, riviste\, frasi\, poesie… Tutte cose che probabilmente saranno passate “inosservate” nei decenni ma che raccolte nel tempo e con minuzia contestualizzate\, diventano oggi un curioso materiale di “studio”; immagini che rivelano\, attraverso le varie interpretazioni grafico/letterarie di oltre un secolo\, quanto sia presente il PONTE COPERTO nella memoria collettiva e nel nostro tessuto commerciale e sociale. \nUn libro che certo non vuole aggiungere nulla di più alla storia del Ponte Coperto di Pavia\, in quanto ponte\, ma anzi “svelare” quanto esso sia stato celebrato e tal volta “sfruttato” come icona; come immagine rappresentativa\, più di altre\, di questa nonostante tutto meravigliosa città. \nUn luogo\, Pavia\, colmo di “icone” rappresentative ma che tra tutte ha maggiormente identificato questa\, il Ponte Coperto\, per propagandare la propria cultura\, il proprio commercio e la sua fama di città d’arte. \nCos’è l’Archivio Storico Iucu?\nUna raccolta\, una collezione\, di “carte e cose”\, il più delle volte senza un oggettivo valore economico ma di forte impatto evocativo per più generazioni. È una collezione atipica\, un accumulo ingombrante\, ma soprattutto materiale inedito “parlante”. Un libro è un modo per dare “voce” ad un insieme di “cose” che\, chiuse in un archivio\, rimarrebbero inesorabilmente “mute”. \nCos’è Vigoni Ponte 70?\nUnico partner del progetto è la storica pasticceria Vigoni di Pavia\, per la quale è stata disegnata una fustella ad hoc da utilizzare come stencil per decorare la celebre Torta Paradiso\, storica specialità di Enrico Vigoni. La fustella riporta il claim  “Vigoni Ponte 70”\, che ritroviamo anche in quarta di copertina; inoltre sono state dedicate due pagine all’interno del libro con immagini inedite\, memorabilia Vigoni\, anch’esse provenienti dall’archivio dell’autore.  \n\nÉ in programma l’allestimento di una delle vetrine della sede storica della pasticceria\, al 110 di Strada Nuova\, Pavia. \nAndrea Iucu\nArtista e collezionista pavese\, nel 2016 apre una “curiosa” libreria in Corso Garibaldi a Pavia; bottega “stoica”\, come lui stesso ama definirla\, che fin da subito diventa crocevia di collezionisti e letterati\, fucina di bizzarre iniziative artistiche e culturali.  \n\nCofondatore e Segretario dell’Associazione “Necchi Pavia Italia”\, ne è cuore pulsante della memoria grazie all’Archivio Storico Necchi\, da lui raccolto negli anni\, che rappresenta oggi la più completa memoria materiale della storica azienda pavese.  \n\nAppassionato conoscitore di Storia Industriale e di costume italiano è un narratore atipico del ‘900 di Pavia; passione che lo porta a collaborare con il quotidiano “La Provincia Pavese” e con la Biblioteca Universitaria di Pavia. \n\nAltra “ossessione” è la vicenda della Torre Civica\, memoria che rievoca ogni anno nell’anniversario della tragedia\, con iniziative sempre nuove e coinvolgenti. \n\nVanta la presenza di oggetti e documenti\, della propria collezione\, in innumerevoli pubblicazioni nazionali di vario genere. \n\nIl “Corriere della Sera”\, in un articolo del 2017\, lo cita come “uno dei collezionisti più importanti del panorama italiano”. \nUNIVERS\, un editore pavese\nUnivers Edizioni accoglie fin da subito con entusiasmo questo progetto\, che parte da una collezione privata per diventare una storia per tutti. \n\n Un libro fuori dagli schemi che rappresenta una novità nel panorama editoriale locale. Un libro curioso da consultare ma anche un oggetto da conservare e collezionare. Univers Edizioni nasce dalla passione di Roberto Ballabene\, il suo fondatore\, e dalla consapevolezza che il sapere\, la conoscenza e la diffusione di cultura sia il fulcro di una società ben pensante. \n\nCosì nel 2016\, contando su un’azienda parallela che si occupa di stampa a 360°\, è iniziata l’avventura editoriale. \n\n Essere Editori significa per Univers supportare ed aiutare ad emergere quei contenuti che a volte chi sa costruire con parole ed immagini\, non sa come promuovere sul mercato. \n\nSono due i settori di interesse\, quelli che sintetizzano i lavori sin qui svolti: il tradizionale mercato del libro nella parte centrale della sua filiera\, dalla composizione alla pubblicazione e un web magazine – Hashtagmagazine.it – orientato a sostenere la comunicazione istituzionale degli enti locali. \n\nIn questi anni le pubblicazioni più importanti hanno spaziato dall’attualità\, passando per la storia\, arrivando a un importante volume in edizione illustrata e approdando ad una pubblicazione di attualità con Virus e altri guai (2020) un progetto psico-sociale con una finalità pedagogica. \n\nOggi Univers Edizioni guarda al futuro e vuole farsi conoscere per i giovani scrittori che hanno desiderio o necessità di pubblicare la propria voce e presenta con orgoglio questa idea di Iucu\, simbolo di artisti che meritano grande visibilità e riconoscimento. \nIL MERCHANDISING\nAccanto al libro\, in vendita presso la bottega di Iucu in corso Garibaldi e nelle librerie pavesi\, chi si appassionerà all’immagine di questa pubblicazione potrà divertirsi con l’acquisto di un merchandising dal sapore vintage\, fedele all’immagine sobria e al contempo sofisticata del nostro simbolo cittadino: shopper\, t-shirt\, magneti e matite. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina –  307 kb \nArticolo tratto da “Il giorno” del 21 gennaio 2021 –  264 kb
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SUMMARY:Una vita di suggestioni sonore in parole: Francesco Ganassin si racconta in "Abbecedario sonoro"
DESCRIPTION:Francesco Ganassin firma Abbecedario Sonoro che presentiamo sulla nostra pagina Facebook insieme all’autore\, a Igor Ebuli Poletti\, Lele Rozza e Antonella Campagna. \nIn un percorso in ordine alfabetico\, Ganassin trasforma in singole parole la musica\, la sua assenza e la vita quotidiana: “Antelao”\, “Calicanto”\, “Evans”\, sono solo alcune delle suggestioni che ci guidano sui palchi – reali\, immaginari\, riflessi – del musicista veneto: dalla Guerra Fredda\, ai paesaggi\, alla neve\, ai boschi\, alla moglie e i figli\, Ganassin fonde le note dei concerti con quelle della natura e dei silenzi. \nAbbecedario sonoro è il secondo volume della collana “Sotto le stelle” diretta da Igor Ebuli Poletti. La collana è rivolta a tutti\, appassionati e non\, soprattutto alle generazioni più giovani\, a cui offre un linguaggio molto diretto e una chiave di accesso ai generi musicali\, quali il jazz\, la musica contemporanea e indipendente\, che appaiono oggi particolarmente vivi e attenti ai grandi temi collettivi. Il primo volume della collana è E mio padre mi disse che non ero normale\, autobiografia del jazzista romano Marco Colonna. \n“Non metto a fuoco il rumore che\, attorno ai duemilacinquecento giri del motore\, il meccanico mi suggerisce con un cenno del sopracciglio. Non lo riconosco proprio. Inarco il labbro ed alzo il mento\, senza dire nulla. Il ragazzo mi guarda\, spegne il motore\, scende dall’auto e lascia la porta aperta per cedermi il posto del guidatore. Quando mi passa le chiavi mi dice: “Ci vuole un minimo di orecchio…”. \nFrancesco Ganassin\nFrancesco Ganassin (1975) è clarinettista\, compositore e improvvisatore. La sua ricerca musicale si concentra sul dialogo tra contemporaneità e tradizione\, tra suono e paesaggio\, tra musica ed altre forme espressive (teatro\, cinema\, calligrafia\, architettura\, fiaba). \n\n Ha tenuto concerti in tutta Europa ed ha all’attivo una trentina di pubblicazioni discografiche. Con Calicanto nel 2006 ha vinto il Prix Coup de coeur della Académie Charles Cros di Parigi per il cd Isole senza mar\, indicato come uno dei quattro migliori dischi di world music sulla scena mondiale.  \nBlonk\nBlonk editore nasce a Pavia nel 2011. Pioniere nel campo dell’editoria digitale\, dal 2015 pubblica anche libri di carta. Da sempre predilige narrativa e saggistica “di confine”\, in grado di restituire mondi\, vicende e prospettive lontane dal convenzionale. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 60 kb \nLocandina –  209 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 gennaio 2021 – 294  kb
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SUMMARY:Daniela Scherrer\, Infermieri pavesi oltre la paura
DESCRIPTION:Riprende la rubrica “Il libro della settimana” con la presentazione del volume Infermieri pavesi oltre la paura. Il Covid raccontato da quattordici testimoni in camice bianco di Pavia in diretta sulla nostra pagina Facebook. \nIntervengono l’autrice\, la giornalista Daniela Scherrer\, Luigia Belotti\, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Pavia e Ruggero Rizzini\, presidente A.I.N.S.. \nHanno lavorato in silenzio per tutta la prima fase di emergenza e lo stanno facendo ancora adesso. Qualcuno negli ospedali\, altri nelle case di riposo\, altri ancora sul territorio o al telefono per dirigere le operazioni di terapia a domicilio. Quattordici testimonianze forti. Quattordici infermieri delle strutture sanitarie sparse sul territorio provinciale\, si raccontano in questo libro scritto per l’Opi di Pavia\, che ne ha finanziato la stampa\, dalla giornalista pavese. Molti di loro si sono anche ammalati e raccontano quindi il “dietro le quinte” di chi passa dall’altra parte della barricate provando le stesse paure di coloro che fino al giorno prima avevano curato.  \nScrive Luigia Belotti\, presidente dell’Opi\, nella sua prefazione: “Una memoria collettiva per costruire la storia e riflettere su questa pandemia che ha chiamato in causa la società civile\, chi ricopre ruoli di governo\, professionisti\, operatori sanitari e volontari impegnati in prima linea; in fondo in questa emergenza nessuno è stato escluso. Noi infermieri abbiamo dimostrato professionalità\, solidarietà e resilienza e di questo la comunità nazionale e internazionale è riconoscente. \nRingrazio la giornalista Daniela Scherrer\, che è sempre vicina a noi infermieri e che ha scritto il libro a titolo gratuito. Poi un grande grazie va agli infermieri che hanno rilasciato l’intervista e che rappresentano uno spaccato della grande realtà pavese: chi si è raccontato sulle pagine di questo libro e chi lo ha fatto sull’organo di stampa dell’Opi Infermiere a Pavia e non solo.  \nLa mia gratitudine va comunque complessivamente a tutti gli infermieri che\, insieme agli altri professionisti sanitari\, si sono prodigati nel far fronte alla pandemia che ancora oggi ci sta mettendo a dura prova. Tutti: chi magari ha guadagnato le prime pagine dei giornali e chi ha lavorato silenziosamente ogni giorno\, senza alcuna ribalta. Il loro atteggiamento di responsabilità in questa emergenza conferma – semmai ce ne fosse ancora stato bisogno – che è giunta l’ora del riconoscimento sociale: gli infermieri di fatto chiedono concretamente che questo avvenga e non si accontentano certo di sentirsi chiamare supereroi (come emerge anche dalle pagine del libro)”.  \n“Nelle loro parole\, negli sguardi\, a volte anche nelle lacrime leggevo tutto un mondo fatto di amore per la professione\, orgoglio\, voglia di aiutare\, anche paura di non farcela a rispondere alle tante\, troppe attese – commenta Daniela Scherrer – ma in tutti c’era sempre un denominatore comune: la forza di non mollare di un centimetro. Ed è per questo che\, in un giorno di lockdown\, ho contattato la presidente dell’Opi di Pavia Luigia Belotti proponendo di scrivere un libro che raccogliesse alcune di queste storie di vita. \nVolevo dare anch’io il mio contributo professionale affinché si potesse lasciare in modo imperituro su carta una traccia di tutto quel turbinio di emozioni che io stavo vivendo dentro di me. Sentivo di doverlo a quegli splendidi infermieri\, a chi guardava solo dal di fuori o in tivù la loro attività pazzesca di quel periodo ed anche a me stessa perché ci sono momenti in cui devi provare a restituire quel che la passione della tua vita ti dà quotidianamente”.  \nIl libro vanta i saluti introduttivi di: \n\nAlessandro Venturi\, presidente del Policlinico San Matteo\n\nMario Melazzini\, amministratore delegato di ICS Maugeri SpA Società Benefit\n\nMarco Centenari\, AD dell’Istituto di Cura Città di Pavia e Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano (Gruppo San Donato)\n\nNicoletta Marenzi\, Direttore Operativo Fondazione San Germano Onlus Varzi. \n\nLe conclusioni sono di Carlo Gariboldi\, giornalista de La Provincia Pavese.\nEcco i nomi dei 14 infermieri: \n\n\nConcetta Barbato (Santa Margherita)\n\nGianfranco Barra (Clinica Città di Pavia)\n\nFlavia Battiston (Rsa Casa San Giuseppe di Belgioioso)\n\nEurosia Bergamaschi (Rsa Balduzzi di Vigevano)\n\nMichela Cossu (Ats Pavia)\n\nNadia Degliantoni (Fondazione San Germano di Varzi)\n\nAlberto Dorati (Ospedale Civile di Voghera)\n\nChiara Gaietta (Ospedale di Vigevano)\n\nMarco Inglardi (Oncologia San Matteo)\n\nElisa Maini (ICS Maugeri SpA)\n\nEnrica Maiocchi (Cooperativa pavese “Con Voi”)\n\nMichela Massaro (Cure Palliative ICS Maugeri)\n\nRuggero Rizzini (Malattie Infettive San Matteo)\n\nMicaela Zerbetti (Malattie Infettive San Matteo).\n\nIl libro sarà distribuito dall’Opi di Pavia e sarà anche scaricabile in PDF dal sito dell’Opi stesso.  \nPer informazioni: \nScherrer Ufficio Stampa \nCell. 339/5656229 (dott.ssa Daniela Scherrer) \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 989 kb \nLocandina – 214 kb
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SUMMARY:Edoardo Erba\, Ami
DESCRIPTION:Ami di Edoardo Erba è il più bel romanzo dell’anno\, secondo i lettori di “Robinson”\, il settimanale culturale della domenica di “Repubblica”.  \nLo abbiamo presentato in Salone Teresiano il 1 ottobre 2019 e torniamo a parlarne con l’autore in diretta sulla nostra pagina Facebook con Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna. Letture di Maria Amelia Monti.  \nAmi è una donna coraggiosa che viene dal Marocco. A quattordici anni scappa di casa per inseguire un amore\, rimane incinta\, viene abbandonata ma si tiene il suo bambino\, Majid. Per mantenere Majid farà di tutto\, in Africa prima\, in Italia poi.   \nCambierà lingua e abitudini\, affronterà nuove e imprevedibili difficoltà. Instancabile come un’eroina settecentesca\, di nuovo cadrà\, si rialzerà e ricomincerà più forte di prima\, conservando la spontaneità\, la fiducia negli altri e l’amore per il figlio Majid. Un figlio che la porterà a fare i conti col suo passato. Un ragazzo dal destino molto speciale. \nIspirato a fatti di cronaca\, dentro lo scenario dei problemi culturali e dei conflitti politici suscitati dall’emigrazione contemporanea\, scritto in prima persona\, incalzante e poetico\, Ami è un racconto semplice e fluido\, che va dritto al cuore di chi legge.  \nEdoardo Erba racconta con originalità e leggerezza una vicenda attualissima\, di grande coraggio e umanità\, che diverte\, avvince\, commuove e\, spazzando ogni pregiudizio\, arriva diretta al cuore. \nEdoardo Erba\nEdoardo Erba (Pavia\, 1954) è uno dei più rappresentati autori di teatro italiani. Maratona di New York\, il suo lavoro più conosciuto\, è stato tradotto in diciassette lingue e messo in scena in tutto il mondo\, ma la sua drammaturgia comprende oltre trenta titoli. Erba ha tradotto l’intero repertorio teatrale di Agata Christie pubblicato da Mondadori. Questo è il suo primo romanzo. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 582 kb \nLocandina – 637 kb
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SUMMARY:Alessandro Marzo Magno\, L'inventore di libri Aldo Manuzio\, Venezia e il suo tempo
DESCRIPTION:A pochi giorni dall’uscita L’inventore di libri. Aldo Manuzio\, Venezia e il suo tempo è già in ristampa e lo presentiamo con l’autore Alessandro Marzo Magno e con Daniele Orzati. Saremo in diretta sulla nostra pagina Facebook della Biblioteca venerdì 11 dicembre alle ore 17.00\, per il nostro ciclo d’incontri online “Il libro della settimana”. Antonella Campagna sarà in Salone Teresiano con il Polifilo e altre edizioni Aldine della Biblioteca. \nForse non lo sapete\, ma i libri – maneggevoli\, con caratteri eleganti\, corredati da frontespizio e da indice – deve quasi tutto al genio di Aldo Manuzio che cinque secoli fa ha rivoluzionato il modo di realizzare i libri e ha reso possibile il piacere di leggere. Benvenuti nel mondo del primo editore della storia. \nIl libro – così come lo conosciamo ancora oggi – nasce a Venezia tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Padre di questa invenzione è Aldo Manuzio. \nNato a Bassiano\, nel Lazio\, transitato per Ferrara e per Carpi\, dov’era docente dei principi Pio\, approda ormai quarantenne a Venezia. La città in quegli anni è l’indiscussa capitale europea della stampa e così il precettore si trasforma in editore. \nPubblica inizialmente grammatiche e testi in greco necessari per apprendere la lingua classica. Poi i suoi orizzonti si allargano: nel 1501 dà vita a una vera e propria rivoluzione\, quella del libro tascabile. Se prima si leggeva per necessità (e lo si faceva a voce alta)\, da quel momento leggere diventa un piacere a cui dedicarsi nel silenzio dell’intimità. E non finisce qui.  \nManuzio\, con il suo amico Pietro Bembo\, importa nel volgare italiano i segni di interpunzione che erano utilizzati soltanto nel greco antico: accenti\, apostrofi\, virgole uncinate e punto e virgola. \nQuando muore\, nel 1515\, il mondo del libro è definitivamente cambiato. Alessandro Marzo Magno ricostruisce le tappe di una straordinaria carriera\, nell’unico posto al mondo dove sarebbe stata possibile: Venezia. \nAlessandro Marzo Magno\nAlessandro Marzo Magno veneziano per nascita e milanese per lavoro\, si è laureato in Storia all’Università di Venezia Ca’ Foscari. Giornalista\, è stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”\, diretto da Enrico Deaglio. \nHa pubblicato svariati libri di argomento storico\, tra i quali L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012\, più volte ristampato e tradotto in inglese\, spagnolo\, giapponese\, coreano e cinese)\, Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler (Garzanti 2017) e Il ricettario di casa Svevo (La nave di Teseo 2018). \nDaniele Orzati\nDaniele Orzati esperto in narrazione strategica d’azienda e di marca e docente del master universitario in Storytelling presso l’Università degli Studi di Pavia\, ha pubblicato Visual storytelling. Quando il racconto si fa immagine (Hoepli\, 2019) in gran parte dedicato al Polifilo di Aldo Manuzio. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 672 kb \nLocandina – 221 kb
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SUMMARY:Mino Milani\, Mariuccia e una questione di rose
DESCRIPTION:Che San Siro\, avremo quest’anno? (Per i non pavesi\, S. Siro è il patrono di Pavia festeggiato il 9 dicembre)  \nDiverso\, certamente\, perché il 2020 è l’anno terribile della pandemia. Ma una certezza l’abbiamo: il libro di San Siro di Mino Milani\, “lo scrittore di Pavia”\, come lo chiamava Maria Corti. \nÈ già in libreria Mariuccia e una questione di rose\, e lo presentiamo\, con il nostro amatissimo autore\, Giovanni Giovannetti di Effigie edizioni\, Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna\, in diretta sulla nostra pagina Facebook per il nostro ciclo d’incontri online Il libro della settimana. \nTorna il commissario della Imperial Regia Polizia Austriaca Melchiorre Ferrari\, l’antieroe romantico protagonista di tante storie del più amato scrittore pavese\, e torna la Pavia asburgica\, città di frontiera di un grande Impero al crepuscolo\, città abitata da gente laboriosa che di poco si accontenta\, di poco vive e poco sorride. \nTra i suoi vicoli si dipanano le storie di due donne\, Mariuccia e Pellegrina\, che non potrebbero essere più diverse tra loro: l’una quasi analfabeta\, l’altra studentessa universitaria.  \n\nMa\, entrambe giovani e piacenti\, rivendicano orgogliosamente la loro femminilità e il diritto di decidere da sole il proprio destino. Una è vittima di omicidio\, l’altra ne è causa (quasi) inconsapevole.  \nSui delitti indaga Melchiorre Ferrari. Sullo sfondo è una città tanto amata dal commissario – e da Mino Milani – che ne conosce i segreti: le piazze luminose e le cripte oscure\, i rossi muri di mattoni ricoperti di salnitro e stillanti umidità\, le brume autunnali che vengono dal fiume\, i bastoni ricoperti di antica vegetazione. E ne conosce la gente\, dal luminare di fama internazionale al piccolo contrabbandiere al più umile mendicante\, tutti affaccendati a perseguire una scheggia di felicità. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 836 kb \nLocandina – 236 kb \nArticolo tratto da “Il Ticino” del 27 novembre 2020  – 542 kb \nArticolo tratto da “Il punto” del 30 novembre 2020  – 566 kb
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