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SUMMARY:Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante - Mostra
DESCRIPTION:In occasione dei settecento anni della morte di Dante proponiamo Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante. \nLa mostra\, in collaborazione con la casa editrice La Grande Illusion\, l’Associazione culturale Compagnia della Corte e con il contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia\,  vede i nostri manoscritti e antiche edizioni illustrate della Divina Commedia affiancati dalle tavole originali di Smarrimenti realizzate dall’illustratore\, grafico e designer Guido Scarabottolo. \nLe ventotto tavole (50 x 70 cm circa) hanno come tema figurativo la prima terzina del Poema dantesco\, illustrata parola per parola con effetto straniante e grande impatto visivo. Già ospitata a Pisa e a Fano\, la mostra di Scarabottolo è stata anche oggetto di un libro d’artista\, pubblicato nel 2016 da La Grande Illusion in 699 esemplari. \nRiproporla nel Salone Teresiano\, arricchita dalle moltissime memorie dantesche da noi custodite\, ci sembra un modo originale per celebrare questo importantissimo anniversario mescolando antico e moderno e proponendo al pubblico e alle scuole una nuova maniera di conoscere il Sommo Poeta. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione (dal 9 settembre) e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il super green Pass con un documento di identità. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 704 kb \nLocandina mostra fino al 31 dicembre 2021 –  119 kb \nLocandina mostra prorogata fino al 5 febbraio 2022 –  228 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 agosto 2021 –  322 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 settembre 2021 – 430 kb
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SUMMARY:Elisa Moretti\, Pavia. Una passeggiata nella “nostra” Università
DESCRIPTION:Presentiamo il libro fotografico bilingue di Elisa Moretti Pavia. Una passeggiata nella “nostra” Università (Pi-Me.\, 2021).\nCon l’autrice ne parla Ivan Fowler che ha curato la traduzione inglese. \nMolti pavesi conoscono l’Università solo superficialmente\, pur sentendone il fascino e il legame. Cesare Angelini diceva: “Anche il meno istruito che passa davanti all’Università\, ha il sentimento del luogo e della sua importanza e\, anche se non ci ha mai messo piede\, dice “la nostra Università”.  \nLa fotografa Elisa Moretti se n’è resa conto e ha deciso di provare a colmare questa cesura tra i cittadini e l’Università di Pavia soprattutto attraverso le immagini.\nIl libro conduce attraverso la sede centrale con le sue biblioteche ed i suoi musei passando poi all’Orto Botanico\, a Palazzo Botta\, all’Istituto Spallanzani con il Museo Kosmos per poi arrivare al Campus Cravino con i musei e i laboratori di ricerca. \nÈ una Università di oggi vissuta da studenti\, docenti e visitatori. Un viaggio fotografico attraverso gli spazi e i volti che ogni giorno la animano. \nElisa Moretti\nElisa Moretti\, impegnata nel volontariato\, ha realizzato reportage e mostre fotografiche di viaggi solidali per documentare la vita nei paesi del terzo mondo per conto di associazioni Onlus. \n\nÈ stata docente dei corsi di presso il C.S.V. di Pavia\, e ha realizzato numerose mostre e libri fotografici\, il più recente Pavia\, silenziosi scatti … dedicati a chi ama osservare (Pi-Me\, 2016). Troviamo le sue fotografie su molti volumi dedicati all’Ateneo\, compreso Almum Studium Papiense. Storia dell’Università di Pavia\, a cura di Dario Mantovani. \nIvan Fowler\nCantante lirico\, compositore e cantastorie\, l’australiano Ivan Fowler vive da molti anni in Italia\, a Pavia. Con l’Associazione Culturale Il Mondo di TELS crea e cura i tour narrati del circuito The Original History Walks. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 100 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 3 novembre 2021 – 222 kb
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SUMMARY:Alzati Martin
DESCRIPTION:Presentiamo Alzati Martin\, ballata in onore di Martin Luther King scritta da Roberto Piumini che la reciterà\, accompagnato da Nadio Marenco alla fisarmonica. \nPoesia e impegno civile non sono antitetici\, anzi la forza delle parole\, l’armonia del verso e la poesia dell’accompagnamento musicale rendono l’impegno morale ancor più incisivi e intensi. \nL’ingiunzione al giovane Martin Luther King di alzarsi e lasciare il posto a sedere sull’autobus a un bianco viene posto all’inizio di un cammino di riscatto finito purtroppo tragicamente con una pallottola\, ma non per questo spento\, anzi proseguito con più forza da tante persone.   \nIl ritmo intrecciato di parole e note per intonare un canto civile e raccontare la storia di Martin Luther King\, grande eroe moderno che inseguiva un sogno: un mondo senza discriminazioni razziali.  \nLa ballata racconta la sua adolescenza\, i soprusi subiti e visti\, la sua protesta non violenta per i diritti dei neri spezzata da una pallottola il 4 aprile 1968. Un esempio che nessuno dovrebbe dimenticare mai. \nLo spettacolo\, consigliato per ragazzi dagli 11 anni e per tutti gli adulti\, è parte della Winter School Scrivere e leggere poesia nel XXI secolo (8-12 novembre) organizzata dal curriculum di Lingue e Letterature Straniere Moderne del Dottorato in Scienze del Testo Letterario e Musicale\, in collaborazione con la biblioteca e il Collegio Borromeo.  \nRoberto Piumini\nRoberto Piumini è uno dei più importanti e premiati autori per ragazzi (ma non solo) spazia in praticamente tutti gli ambiti della scrittura: tanta poesia per piccoli\, grandi e in traduzione\, poemi narrativi\, romanzi\, racconti\, testi teatrali e di canzoni\, sceneggiature. \n\nMolti sui libri sono tradotti all’estero. Inoltre è stato autore di programmi televisivi (L’albero azzurro). \nNadio Marenco\nAltrettanto eclettico\, Nadio Marenco\, esplora con la sua fisarmonica svariati generi musicali\, passando dal classico al jazz\, al tango\, al folk\, accompagnando cantautori\, personaggio del mondo dello spettacolo e partecipando a numerose tournee in Italia e all’estero.  \n\nDocente di corsi superiori e Master\, è impegnato anche nell’importantissimo ruolo di portare la musica nelle scuole elementari.   \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 686 kb \nLocandina – 105 kb \nRoberto Piumini intervista Dante alla Winter School di Pavia (“La provincia pavese”\, 7 novembre 2021) – 472 kb
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SUMMARY:Com’eravamo (1870-1945). On line 75 anni de “La Provincia Pavese”
DESCRIPTION:Presentiamo il progetto di digitalizzazione de “La Provincia Pavese“\, 75 anni di storia messi a disposizione del pubblico su Digital Library Pavia. \nIntroducono Marzia Pontone\, Direttrice della Biblioteca Universitaria di Pavia\, e Federico Forneris\, Pro Rettore alla ricerca. \n\nIntervengono: \n\nAntonella Campagna\, Biblioteca Universitaria di Pavia\n\nPaolo Nassi\, Università degli Studi di Pavia\n\nRoberto Canevari\, Università degli Studi di Pavia\n\nVittorio Renuzzi\, Compagnia della Corte.\n\nConcludono Andrea Filippi\, Direttore de “La Provincia Pavese”\, e Cesare Zizza\, Delegato del Rettore alle Biblioteche. \nC’è chi chiede di consultarla per ricerche storiche lunghe e laboriose sulla ricostruzione del Ponte vecchio bombardato; c’è chi la cerca per sapere se davvero Toscanini suonò a Pavia\, o se l’incidente che coinvolse il nonno fu riportato esattamente. \nOgni attività di indagine storica\, ogni curiosità sul territorio e le persone della Provincia di Pavia parte dalla lettura del giornale dell’epoca. \n“La Provincia Pavese” – prima “La Canaglia” e\, nel periodo fascista\, “Il Popolo d’Italia” e “Il Popolo Repubblicano” – è uno dei principali testimoni di tutte le vicende della città e del territorio; a volte è l’unico testimone.  \nMa proprio il frequente utilizzo\, oltre alla carta di bassa qualità impiegata soprattutto nei periodi di guerra\, ha reso i numeri più antichi fragilissimi e a grave rischio di deterioramento.  \nPer questa ragione\, noi\, che conserviamo la raccolta più completa della testata\, siamo stati costretti a escludere dalla consultazione molti numeri\, soprattutto quelli relativi ai primi\nsettant’anni di vita del giornale. \nNel 2020\, in occasione dei 150 anni de “La Provincia Pavese”\, si è deciso di festeggiare il nostro giornale locale ‘riconsegnando’ ai cittadini – in formato digitale – i numeri più antichi: dal primo del 1870 fino al 1945. \nGrazie all’utilizzo delle funzionalità messe a disposizione dal servizio Digital Library Pavia si è stati\nin grado di garantire la conservazione a lungo termine\, la valorizzazione dei materiali e\, attraverso il portale di accesso\, la libera e semplice consultazione dei documenti e del loro contenuto. \nIl progetto – organizzato dalla nostra biblioteca con l’Università degli Studi di Pavia e la Compagnia della corte\, in collaborazione con la “La Provincia pavese” – ha vinto un importante bando della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia onlus e ha ricevuto un importante\ncofinanziamento da parte della Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, oltre che il sostegno economico del gruppo Gedi\, che\, in questo caso\, ha partecipato come sponsor dell’iniziativa. \nDopo un iniziale lavoro di raccolta e recupero dei documenti\, si è proceduto alla precisa e attenta scansione di oltre 52.800 pagine e\, quindi\, all’archiviazione organizzata di 11.272 fascicoli pubblicati dal 1870 al 1945.  \nAdesso\, i dati sono liberamente consultabili attraverso diverse modalità di ricerca e di navigazione sulla piattaforma Digital Library Pavia\, gestita dall’Università. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nL’evento è disponibile in streaming sulla pagina Facebook de “La Provincia Pavese”. \n  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 533 kb \nInserto tratto da “La Provincia Pavese” del 9 novembre 2021 – 514 kb \nArticolo tratto da “La Provincia Pavese” del 10 novembre 2021 – 879 kb
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SUMMARY:L'alba misteriosa. Voci di poetesse italiane contemporanee
DESCRIPTION:Presentiamo L’alba misteriosa. Voci di poetesse italiane contemporanee\, reading di Angela Malfitano\, con gli Allievi del Corso attori del Teatro Fraschini e dell’Università di Pavia: \n\nElisa Bindolini\n\nMarta Canevari\n\nCristian Canova\n\nMichele Alcmane Feninno\n\nAndrea Maccabruni\n\nMichela Moroni\n\nGiada Plastina\n\nGiovanni Rudello\n\nDavide Spinelli\n\nPaola Tassone\n\nMara Vignola.\n\nNel 2012 l’uscita del sesto volume Nuovi poeti italiani\, l’antologia enaudiana di poesia\, fece molto discutere: i “nuovi poeti italiani” erano tutti poetesse. Al di là delle polemiche\, una simile scelta editoriale metteva in luce che «la cosiddetta “poesia femminile” non è più un sottogenere di pochi casi isolati\, ma una realtà portante nella letteratura di questi anni» (Isabella Leardini).  \nIl reading dà voce non a un genere in quanto tale\, ma a voci che con la loro propria speciale sensibilità parlano di sé e del mondo\, con le poesie di Chandra Livia Candiani\, Mariangela Gualtieri\, Antonia Pozzi\, Amelia Rosselli\, Patrizia Valduga. \nIl reading è parte della Winter School Scrivere e leggere poesia nel XXI secolo (8-12 novembre) organizzata dal curriculum di Lingue e Letterature Straniere Moderne del Dottorato in Scienze del Testo Letterario e Musicale. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nAngela Malfitano\nAngela Malfitano è attrice\, regista\, formatrice\, docente e promotrice culturale. \nLaureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne\, ha iniziato la sua carriera di attrice sotto la guida di Leo de Berardinis.  \n\nHa ricevuto diversi premi\, fra cui il premio del concorso di teatro e poesia Al vento spigate parole (2003) di Tizzano Val Parma\, come attrice e autrice del progetto\, con il musicista Carlo Maver\, per lo spettacolo Spaesaggi.   \n\nDal 2000 dirige il Corso Attori dell’Università di Pavia e della Fondazione Teatro Fraschini di Pavia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 94 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’11 novembre 2021 – 233 kb
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SUMMARY:Nicoletta Sipos\, Colette. Un sogno audace
DESCRIPTION:La giornalista e scrittrice Nicoletta Sipos presenterà il suo ultimo lavoro\, Colette. Un sogno audace (Morellini\, 2021)\, biografia romanzata della scrittrice francese Sidonie Gabrielle Colette\, una delle donne più seducenti della prima metà del XX secolo. \nCon l’autrice dialogheranno Marco Ruggeri e Italo Maroni. \n“Non conoscevo la sua storia e mi sono del tutto immersa nella narrazione\, complice lo stile di Nicoletta Sipos che\, come già vi accennavo\, è davvero avvolgente. Colette. Un sogno audace è stata una lettura molto interessante\, che consiglio anche a chi conosce già la storia di questa donna incredibile perché qui viene raccontata in modo davvero unico e imperdibile” (Azzurra Sichera). \n“Se siete amanti delle biografie; se vi piace scoprire le vite delle donne del passato che hanno lasciato un segno; se avete voglia di immergervi in un punto di vista nuovo e differente\, Colette. Un sogno audace è il libro che state cercando. Una lettura fluida\, capitoli brevi\, tanta storia europea\, ma\, soprattutto\, tutti i segreti che ruotano intorno alla sua figura. Figlia\, moglie\, amante\, madre\, scrittrice di successo\, donna che ha fatto del proprio nome un marchio indelebile” (A Book For A Dream). \n“La Sipos non si smentisce neppure con quest’ultima opera\, mostrando la sua capacità di scrutare l’animo umano\, rimanendo fedele alla storia dei suoi personaggi. In modo fluido e coinvolgente la scrittrice ci racconta la storia vera di Sidonie Gabrielle Colette\, permettendosi qualche licenza letteraria grazie alla scelta quale voce narrante della figlia della protagonista\, Colette de Jouvenel” (Eliana Sormani). \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nNicoletta Sipos\nNicoletta Sipos è scrittrice e giornalista (ha lavorato per “Avvenire” e “Il Giorno”\, per “Gente” e “Chi”\, settimanale con il quale ancora collabora firmando una rubrica in cui parla di libri). \nCome scrittrice esordisce nel 2009 con Il buio oltre la porta. Un matrimonio da favola. Una casa da sogno. Un corpo pieno di lividi. (Sperling & Kupfer\, 2009)\, trattando un tema grave e sempre attuale: la violenza all’interno delle mura domestiche. \n\nSempre attuale e delicato è l’argomento trattato nel suo secondo libro\, Perché io no? (Sperling & Kupfer\, 2011)\, dove parla di maternità assistita. \n\nNei successivi due romanzi La promessa del tramonto (Garzanti\, 2016) e La ragazza con il cappotto rosso (Piemme\, 2020) parla di Ungheria (la Sipos è di origini ungheresi) e di Shoah. \n\nInfine\, il romanzo Lena & il Moro (Ares\, 2020) che è stato definito una “favola di stagione”. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 75 kb \nNicoletta Sipos racconta Colette (“La provincia pavese”\, 16 novembre 2021) – 64 kb
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SUMMARY:Le donne di Dante
DESCRIPTION:Per il ciclo di eventi Viaggio intorno a Dante\, presentiamo lo spettacolo Le donne di Dante\, testi e narrazione di Giuliana Nuvoli\, musiche di Virginia Sutera. \nLe donne di Dante è l’ultimo\, in ordine di tempo\, degli spettacoli di Dante a teatro\, progetto di Giuliana Nuvoli\, nato nel 2009 nell’Università degli Studi di Milano e ora realizzato dall’Associazione Culturale Dante e le arti. \n    Si tratta di nove monologhi di altrettanti personaggi femminili della Divina Commedia\, introdotti da una breve narrazione sulla loro figura.  \nOgni personaggio è accompagnato da un commento musicale che ne sottolinea il carattere. \n    In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne\, il poema dantesco si mostra\, ancora una volta\, miniera preziosa per portare sulla scena il dramma di molte di loro: violentate\, usate come merce di scambio\, uccise. \n    A partire da Francesca da Rimini\, costretta al matrimonio per ragioni di stato e poi uccisa; e come lei costrette a matrimoni non desiderati Costanza d’Altavilla e Piccarda Donati. E\, tenera figurina\, Pia de’ Tolomei\, uccisa dal marito quando diventò ostacolo ai suoi desideri.  \nAndando indietro nella Roma di Cesare\, anche Marzia venne “venduta” dal marito Catone al più potente e ricco Ortensio. Ultima delle nove figure femminili\, Maria\, che incarna lo strazio di tutte le Madri a cui il potere maschile toglie per sempre il figlio. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 224 kb \nLe donne di Dante\, monologhi a cura di Giuliana Nuvoli (“La provincia pavese”\, 24 novembre 2021) – 596 kb
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SUMMARY:Il racconto del Graal. Un mito universale fra storia\, culture e simboli
DESCRIPTION:Presentiamo Il Racconto del Graal. Un mito universale tra storia\, culture e simboli\, volume a cura di Giacomo Maria Prati e Alessandro Coscia (Milano\, Jouvence\, 2021). \nCon il curatore G.M. Prati\, ne parlano Giacomo Donati e Roberto Roveda. \nDal Conte del Graal di Chrétien de Troyes al Parsifal di Wagner\, fino ad arrivare al Pendolo di Foucault di Eco\, il tema del Graal non ha mai smesso di ispirare poeti\, scrittori e musicisti.  \nDa sempre infatti questo oggetto metamorfico\, dalla natura sfuggente\, ha affascinato l’uomo fino a diventare una vera e propria leggenda.  \nQuesto libro offre una visione complessiva del dossier Graal con contributi di storici\, filologi\, antropologi\, filosofi\, storici dell’arte e delle religioni\, archeologi\, con un punto di vista scientifico e rigoroso: condurre il lettore in un viaggio nelle sfaccettature del mito del Graal è l’ambizione di questa raccolta di scritti multidisciplinari.  \nAccurati nelle fonti e nella ricostruzione\, i saggi si rivolgono non solo a un pubblico di studiosi specializzati\, ma anche a curiosi e appassionati che vedono nella ricerca del Graal sia una sfida intellettuale che la storia di un’evoluzione interiore. \nSeguirà un rinfresco.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGiacomo Maria Prati\nGiacomo Maria Prati\, studioso di simbolismi\, miti e iconologia\, è funzionario del Ministero della Cultura\, ed è stato Direttore del Museo della Certosa di Pavia. \nAlessandro Coscia\nAlessandro Coscia è un archeologo specializzato nell’ambito greco e romano. Lavora all’Ufficio Mostre ed Eventi della Pinacoteca di Brera. \nRoberto Roveda\nRoberto Roveda è studioso\, storico ed imprenditore editoriale. \nGiacomo Donati\nGiacomo Donati è esperto di diritto canonico e membro dell’Unione Giuristi Cattolici di Pavia.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 60 kb \nLocandina – 342 kb \nLa leggenda del Graal\, storia e mito di un simbolo (“La provincia pavese”\, 24 novembre 2021) – 342 kb
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SUMMARY:Edoardo Acotto\, Contro Agamben
DESCRIPTION:Presentiamo Contro Agamben (Scienze e lettere\, 2021) di Edoardo Acotto. Con l’autore ne discutono Antonio Gurrado\, Federica Liveriero e Federico Gustavo Pizzetti. Modera Corrado Del Bò.   \nMentre imperversava la prima ondata della pandemia di Covid-19\, Giorgio Agamben sosteneva che si trattasse di un’invenzione biopolitica.  \nContro Agamben esplora i presupposti che hanno portato il celebre filosofo a una tale curiosa negazione della realtà. Può un pensiero aristocratico e antiscientifico comprendere e orientare il mondo presente e quello futuro? \nIl libro costituisce così una serrata critica delle tesi che Agamben ha sostenuto nel corso di questi mesi pandemici e prova in questo modo a riallineare ragionamento filosofico ed evidenza scientifiche\, superando una dicotomia che non ha ragione di esistere\, oggi più che mai. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nEdoardo Acotto\nEdoardo Acotto\, alunno del Collegio Ghislieri\, si è laureato in filosofia a Pavia. È docente di Filosofia e storia presso il liceo Piero Gobetti di Torino. \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. \nAndrea Gratteri\nAndrea Gratteri è professore di Diritto costituzionale dell’Università di Pavia presso il Dipartimento di Giurisprudenza. \nAntonio Gurrado\nAntonio Gurrado è opinionista per il Foglio e cura la comunicazione del Collegio Ghislieri. Insegna storia e filosofia nei licei ed è docente a contratto presso l’Università di Pavia. \nFederica Liveriero\nFederica Liveriero è ricercatrice in filosofia politica presso il Dipartimento di Scienze politiche e Sociali dell’Università di Pavia. I suoi interessi di ricerca riguardano le teorie normative della giustificazione\, la gestione pubblica del disaccordo\, l’epistemologia sociale e la metaetica. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  1 mb \nLocandina – 94 kb \nAcotto\, la mia battaglia contro Agamben\, filosofo che nega Covid\, vaccini e Green pass (“La provincia pavese”\, 3 dicembre 2021) – 1 mb
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SUMMARY:TeleConfusi show
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival dei diritti 2021\, ospitiamo TeleConfusi show\, promosso da CSV Lombardia Sud e dedicato al tema “Risvegli”. \nÈ uno spettacolo divertente per adolescenti e adulti\, ideato e interpretato dalla Compagnia dei Sottosopra composta dagli ospiti del Centro Diurno “In&Out” e dall’Associazione CuoreClown OdV sul tema delle dipendenze.  \nMette in scena ironicamente situazioni quotidiane vissute da un gruppo di amici “dipendenti” dal proprio telefono cellulare\, chiamati nello spettacolo Teleconfusi.  \nLe limitazioni che vivono per colpa dell’eccessivo utilizzo del proprio smartphone vengono trasmesse al pubblico sotto forma di opportunità perse\, negatività e perdita del contatto con la realtà.  \nCome per le altre forme di dipendenza\, lo spettacolo si prefigge quindi l’obbiettivo di sensibilizzare gli spettatori su quanto possa essere limitante\, alienante e pericoloso essere dipendenti da qualcosa\, che sia una sostanza\, un oggetto\, il gioco o anche una persona.  \nLa conclusione è una presa di coscienza del problema da parte dei protagonisti e un messaggio per tutti.  \nLo spettacolo è organizzato da CuoreClown OdV con il Centro Diurno In&Out della Comunità Casa del Giovane di Pavia e con la nostra collaborazione. \nFa parte dell’Iniziativa Enti Singoli finanziata dalla Regione Lombardia: “Nessuno si Senta Escluso” – Percorsi di Clownerie Sociale.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nPer informazioni: Omar\, tel. 339 88 08 335. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 60 kb \nLocandina – 208 kb
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SUMMARY:Maurizio Fea\, Avanti un altro
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival dei diritti 2021\, la presentazione del libro Avanti un altro di Maurizio Fea (Franco Angeli\, 2020)\, promosso da CSV Lombardia Sud e dedicato al tema “Risvegli”.\nCon l’autore dialogherà Gipo Anfosso. \nIl titolo evoca qualcuno e qualcosa che si fa avanti. \nUn nuovo paradigma per le dipendenze e un nuovo soggetto che lo sviluppi e lo porti a compimento.\nContaminarsi\, attingere a discipline e fonti diverse che esplorando la relazione tra fatti e persone fanno emergere il senso delle cose.  \nIl perché della filosofia è stato abbandonato per il come della scienza\, che ha dato risposte ma non quelle fondamentali.  \nEvento diretto a un pubblico vasto (psicologi\, insegnanti\, filosofi\, medici\, studenti di discipline scientifiche e scienze umane) non necessariamente specializzato.  \nConfronto tra l’autore e il suo discussant sulla utilità di cambiare l’attuale modello di dipendenza come malattia neurologica\, richiamando le contingenze ambientali che concorrono alla molteplicità e continua espansione delle forme di dipendenza.  \nLa medicalizzazione di molti comportamenti ha garantito il diritto alla cura\, ma al prezzo di considerare malati comportamenti agiti da miliardi di persone la cui malattia sembra essere quella del seguire il main stream progettato da altri.  \nL’evento è organizzato da Incipit / Libreria Il Delfino\, con la nostra collaborazione. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nPer informazioni maurizio.fea@gmail.com. \nMaurizio Fea\nMaurizio Fea\, psichiatra ha diretto il Dipartimento Dipendenze di Pavia\, ha insegnato all’Università di Pavia e Cattolica di Milano.  \n\nPubblicazioni e saggi tra cui Riparatori di destini (2008) sul senso della clinica\, Le abitudini da cui piace dipendere (2017)  e Spegni quel cellulare (2019)  per un approccio critico alle dipendenze comportamentali. \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso\, Professore alla Scuola Media Angelini\, è autore di Già che sei in piedi\, sulla scuola e sulla sua esperienza di docente\, e Ricordo tutto\, sulla  famiglia e la lotta partigiana in Liguria.  \nÈ il curatore\, con Daniela Bonanni\, del volume La mia prima volta con Fabrizio De André\, 515 storie di gente famosa e comune che racconta il suo primo incontro con la musica di Faber.  \n\nHa fatto il formatore per Save the Children\, per la Fondazione Adolescere e per il commercio equo.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 62 kb \nLocandina – 108 kb \nOggi nel Salone Teresiano confronto sulle dipendenze – “La provincia pavese”\, 10 dicembre 2021 – 46 kb
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SUMMARY:Giuseppe Antonelli\, Dante e la grammatica della libertà
DESCRIPTION:Per il ciclo di eventi Viaggio intorno a Dante\, Giuseppe Antonelli racconta Dante e la grammatica della libertà. \nAi tempi di Dante la parola “grammatica” si riferiva al latino: la prima grammatica del volgare sarebbe arrivata solo un secolo dopo.  \nDante costruì la lingua del suo poema con grande consapevolezza e libertà; quella libertà che nel Cinquecento avrebbe portato il classicista Pietro Bembo a escluderlo dal canone linguistico\, preferendogli Petrarca e Boccaccio.  \nTentativo fallito: già l’Accademia della Crusca avrebbe restituito a Dante quel titolo di «padre della lingua italiana» che lo stesso Petrarca gli aveva di fatto riconosciuto in una celebre lettera a Boccaccio\, riconoscendogli (in latino) «il primato nell’eloquenza volgare». Proprio con questa lettera\, in cui si parla anche della fortuna popolare dei testi danteschi\, si apre la mostra Dante Gli occhi e la mente. Un’epopea pop curata per il MAR di Ravenna da Giuseppe Antonelli con la collaborazione di Giovanni Battista Boccardo e di Federico Milone (25.9.2021 – 9.1.2022). \nL’incontro accompagna la mostra memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante allestita in Salone Teresiano. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGiuseppe Antonelli\nGiuseppe Antonelli è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia e collabora agli inserti “7” e “La lettura” del “Corriere della Sera”. \nCon Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin ha curato la Storia dell’italiano scritto in sei volumi (Carocci \, 2014-2021\, premio Pavese 2021 per la saggistica).  \nTra i suoi ultimi libri\, Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica (Laterza\, 2017)\, Il museo della lingua italiana (Mondadori\, 2018) e Il mondo visto dalle parole (Solferino\, 2020). \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 76 kb
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SUMMARY:La nebbia e le rose\, letture a corrente alternata da "La fabbrica della nebbia" di Gino Cervi  e "Tutte le altre rose" di Davide Ferrari
DESCRIPTION:Ne La nebbia e le rose due scrittori si raccontano intrecciando le parole dei loro ultimi libri:  \n\n\nGino Cervi\, La fabbrica della nebbia. Piccolo viaggio sentimentale dentro quel che cancella e svela\, Ediciclo Editore\, 2021\n\nDavide Ferrari\, Tutte le altre rose\, Effigie\, 2021.\n\nChe cosa si trova\, o che cosa si cerca nella nebbia? Che cosa ci dicono le rose\, e come si osserva la loro forma\, quella reale e quella sognata? Hanno segreti le rose?  \nE le nebbie cosa nascondono? Quante storie si trovano in mezzo alla nebbia\, o tra i petali di una rosa? Gino Cervi e Davide Ferrari\, insieme\, scambiandosi le pagine dei loro libri\, prestandosi a vicenda parole\, immagini\, musiche\, proveranno a dare qualche risposta a queste domande. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGino Cervi\nGino Cervi (1964) è un filologo romanzo prestato all’editoria (e mai più restituito). \nHa lavorato e lavora come autore e consulente per diverse case editrici. In oltre trent’anni si è occupato di dizionari\, di enciclopedie (prima di carta\, poi in cd-rom e infine sul web)\, di manuali scolastici (letteratura\, storia e geografia)\, di guide turistiche.  \nLe sue ultime pubblicazioni sono: Alfabeto Fausto Coppi (con Giovanni Battistuzzi\, Ediciclo Editore\, 2019)\, 1899. AC Milan. Le storie (con Michele Ansani\, Gianni Sacco e Claudio Sanfilippo\, Hoepli\, 2019)\, Il Giro dei Giri. Ieri e oggi sulle strade del Giro d’Italia (con Albano Marcarini\, Touring Club Italiano\, 2020)\, Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione (Touring Club Italiano\, 2021) e La fabbrica della nebbia. Piccolo viaggio sentimentale dentro quel che cancella e svela (Ediciclo Editore\, 2021). \nCollabora con “Il Foglio”\, con Alvento – Italian Cycling Magazine e con Doppiozero. \nDavide Ferrari\nDavide Ferrari (1983) è attore\, regista\, autore.\nTra le sue pubblicazioni: il poemetto Eppure c’è una meta per quel fiato di universo (Subway Edizioni\, 2014)\, vincitore per l’Italia del concorso internazionale Pop Science Poetry organizzato dal CERN di Ginevra; la silloge Dei pensieri la condensa (Manni\, 2015)\, scritta in dialetto pavese con prefazione di Franco Loi e vincitrice del Premio Nazionale Giuseppe Tirinnanzi 2016.  \nHa tradotto il libro di poesie All’asinello sordo (Effigie edizioni\, 2018) del poeta lituano Donaldas Kajokas\, insieme a Jurga Po Alessi. Ha pubblicato  1897 Juventus FC: le storie (Hoepli\, 2020) con Corrado Del Bò\, Massimo Bocchiola e Andrea De Benedetti.  \nDel 2021 è la raccolta di poesie Tutte le altre rose (Effigie). Conduce laboratori di teatro e scrittura creativa per adulti e ragazzi e con i detenuti della Casa Circondariale di Pavia\, Monza e Voghera dove dirige la compagnia Maliminori. \nHa partecipato a reading e tournée in Italia e all’estero. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  1 mb \nLocandina – 109 kb
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SUMMARY:Marco Ferrazzoli\, Giovanni Maga\,  Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione
DESCRIPTION:Presentiamo Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione di Marco Ferrazzoli e Giovanni Maga (Zanichelli\, 2021). Gipo Anfosso dialoga con Giovanni Maga sul delicato rapporto tra scienza\, comunicazione e società. \nLa comparsa di un nuovo virus su scala globale ha amplificato le fragilità delle nostre comunità e ha catalizzato mutamenti sociali\, culturali ed economici radicali. Allo stesso tempo\, ha generato una circolazione rapida\, massiccia e incontrollata di informazioni che ha messo in discussione il ruolo della scienza e la sua capacità di comunicare: un’infodemia di cui le fake news sono solo la forma più distruttiva. \nI toni della narrazione che leggiamo sui media richiamano spesso quelli di una guerra; sono diventate di uso comune parole nuove o dimenticate\, come paziente zero\, quarantena\, spillover\, coprifuoco\, droplet\, green pass\, morbilità; i numeri della pandemia (contagi\, decessi\, guarigioni) polarizzano la nostra attenzione\, disorientati come siamo da voci contrastanti e non sempre autorevoli. \nIl libro Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione ripercorre le tappe della prima pandemia al tempo dei social. Imparare dall’esperienza può spronarci a ripensare il rapporto tra chi fa ricerca e chi lavora nella comunicazione\, per affrontare in modo più consapevole le emergenze future. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nMarco Ferrazzoli\nMarco Ferrazzoli\, Capo Ufficio Stampa del CNR e giornalista\, insegna Teoria e Tecnica della Comunicazione della Conoscenza all’Università di Roma Tor Vergata.\nÈ direttore responsabile dell’Almanacco della Scienza. È coautore di Parola di scienziato (Universitalia\, 2014) e Il superdisabile (LuCe Edizioni\, 2019). \nGiovanni Maga\nGiovanni Maga\, Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia\, insegna Biologia Molecolare II all’Università di Pavia.\nAutore di centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali\, è incluso nella classifica dei Top Italian Scientists. Per le Chiavi di lettura ha pubblicato Batteri spazzini e virus che curano (2016) e Quando la cellula perde il controllo (2019)\, per Zanichelli Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle (2021). \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso\, Professore alla scuola media Angelini\, è autore di Già che sei in piedi\, sulla scuola e sulla sua esperienza di docente\, e Ricordo tutto\, sulla  famiglia e la lotta partigiana in Liguria. \nÈ il curatore\, con Daniela Bonanni\, del volume La mia prima volta con Fabrizio De André\, 515 storie di gente famosa e comune che racconta il suo primo incontro con la musica di Faber. Ha fatto il formatore per Save the Children\, per Fondazione Adolescere e per il commercio equo.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  956 kb \nLocandina – 274 kb Articolo tratto da “La provincia pavese” del 18 gennaio 2022 – 398 kb
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SUMMARY:«Il folle volo di Ulisse» Da Dante a Primo Levi. La memoria come intelligenza di vita e non soltanto ricordo di morte
DESCRIPTION:Per il Giorno della Memoria presentiamo «Il folle volo di Ulisse» Da Dante a Primo Levi. La memoria come intelligenza di vita e non soltanto ricordo di morte di e con Davide Ferrari\, accompagnamento musicale di Matteo Callegari\, introduce Pierangelo Lombardi\, Presidente dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. \nTestimone esemplare dell’esperienza del Lager\, così come dell’analogia fra il Lager e l’Inferno dantesco\, è Primo Levi\, le cui opere stimolano una profonda meditazione su “ciò che è stato” e sul fondamentale compito morale della conoscenza e della memoria che tutti noi abbiamo. \nTheodor Adorno scrisse a suo tempo che “dopo Auschwitz non si può più fare poesia”. Ma proprio Levi\, dedicando al canto dantesco di Ulisse un intero capitolo di “Se questo è un uomo”\, raggiunge le vette più alte della sua inedita poesia. \nI parallelismi tra Dante e Primo Levi non sono una novità per il lettore. Ma se è vero che attraverso il «Canto di Ulisse»\, simbolo della volontà di conoscenza\, Levi recupera\, sia pure per poco tempo\, quell’umanità e quella dignità negate nel campo di sterminio\, il brano sembra suggerire anche altro. \nLo strumento letterario diventa per l’autore mezzo testimoniale e comunicativo privilegiato per un vero e proprio recupero memoriale che della conoscenza è la condizione essenziale.  \nPer Levi e Pikolo la memoria diventa metodo per dare forma a ciò che nel “folle ordine” del lager non si può esprimere e che permette di addentrarsi nella complessità della conoscenza umana. \nNella giornata del 27 gennaio\, dunque\, Primo Levi\, Dante e il “Canto di Ulisse” quale occasione per una riflessione sulla storia e sulla memoria come valore fondante. E sul valore della memoria\, come deposito culturale e come metodo\, struttura mentale che analizza l’impensabile che è successo e che\, in quanto tale\, potrebbe nuovamente succedere. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  301 kb \nLocandina – 135 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 gennaio 2022 – 746 kb
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SUMMARY:Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
DESCRIPTION:Presentiamo Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico il primo del ciclo d’incontri Storia di un autore che sapeva parlare ai bambini (gennaio – maggio). \nSi tratta di letture teatrali dei libri per bambini di Luis Sepúlveda con musica. \nL’evento\, dedicato alle classi del 2° ciclo delle Elementari\, vuole ricordare l’autore cileno prematuramente scomparso nell’aprile del 2020 per Covid.  \nAmatissimo in tutto il mondo\, le sue storie tenere e divertenti\, parlano a piccoli e grandi con uno stile inimitabile che unisce la sua vena favolistica con una forte passione morale e una spiccata attenzione per le tematiche ecologiste.  \nDalla piccola lumaca alla gigantesca balena\, i suoi protagonisti – soprattutto animali\, ma anche esseri umani ‘illuminati’ – parlano di valori importanti\, come l’amicizia\, il rispetto\, l’altruismo\, la voglia di conoscere e capire. \nLa prima lettura racconta la storia di un gatto e del topo che diventò suo amico: Max è cresciuto insieme al suo gatto Mix\, al quale è legato da un profondo legame.  \nDiventato adulto\, il giovane deve spesso allontanarsi per lavoro\, lasciando solo il suo amico Mix. Il gatto\, che sta invecchiando e perdendo la vista\, lo aspetta passando lunghe giornate in solitudine.  \nMa un giorno sente provenire dei rumori dalla dispensa di casa e intuisce che lì si nasconde un topo… Una storia sull’amicizia pur nella differenza\, e sulla sua importanza\, perché “i veri amici si aiutano a superare qualsiasi difficoltà”. \nIl ciclo di letture è curato della Collezione teatrica Netsuke\, dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia\, con la nostra collaborazione. \nI “Netsuke” sono un gruppo di amici uniti dalla passione per il teatro e sempre alla ricerca di occasioni per dare corpo e voce a testi e storie. Fin dall’inizio hanno messo la loro passione al servizio di Terre des Hommes\, da 60 anni impegnata a difendere i diritti delle bambine e dei bambini. \nPotrete fare un’offerta che sarà totalmente devoluta ai progetti di InDifesa\, la decennale campagna di TDH in difesa dei diritti delle bambine e delle ragazze. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  88 kb \nLocandina – 262 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 2 febbraio 2022 – 281 kb
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SUMMARY:Pietro Ichino\, L'ora desiata vola. Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili
DESCRIPTION:Presentiamo L’ora desiata vola. Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili di Pietro Ichino (Bompiani\, 2021). \n“È un rebus” dovrebbe significare “è affascinante”.  \nInvece lo diciamo di ciò che risulta incomprensibile. A questo dannoso equivoco si ribella un famoso giurista\, introdotto fin da piccolo nel mondo dei rebus da uno zio che gli ha fatto gustare la meraviglia delle frasi dotate di un secondo significato nascosto. E gli ha spiegato perché di questa meraviglia può godere di più chi ha il privilegio di parlare l’italiano.  \nIl rebus intreccia parole e figure come accade solo nei sogni\, che del rebus sono la variante notturna (come sapevano Artemidoro\, Sigmund Freud e Primo Levi)\, ed è il più incantevole degli enigmi.  \nÈ un peccato che tanti rinuncino ad accostarvisi per timore di perdersi nel labirinto dei suoi segreti\, perché c’è un filo d’Arianna che da quel labirinto assicura la via d’uscita.  \nA differenza dei sogni\, infatti\, i rebus hanno sempre una soluzione: per trovarla basta saper usare le chiavi – ma spesso si tratta di grimaldelli – di cui Pietro Ichino qui fornisce un divertente e completo assortimento.  \nL’incontro\, promosso da noi e dall’Associazione Laureati dell’Università di Pavia\, vedrà l’autore dialogare con un illustre linguista Giuseppe Antonelli. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPietro Ichino\nNato a Milano nel 1949\, è professore di Diritto del lavoro e avvocato.\nÈ stato dirigente sindacale della Fiom-Cgil (1969-73)\, responsabile del Coordinamento servizi legali della Camera del Lavoro di Milano (1973-79)\, giornalista pubblicista dal 1970\, deputato nel Parlamento italiano nell’ottava legislatura (1979-83) e senatore dal 2008 al 2018.  \nNel 2009 gli è stato assegnato l’Oscar del Riformista per il miglior parlamentare dell’anno.\nHa scritto numerosi libri in materia di lavoro e di diritto\, tra i quali\, Il lavoro e il mercato (Mondadori\,1996; premio Scanno 1997)\, A che cosa serve il sindacato? (Mondadori\, 2005)\, I nullafacenti (Mondadori\, 2006)\, Inchiesta sul lavoro (Mondadori\, 2011)\, Il lavoro ritrovato (Mondadori\,2015). Collabora con il “Corriere della Sera”. Per saperne di più www.pietroichino.it. \nGiuseppe Antonelli\nNato ad Arezzo nel 1970\, è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia e collabora agli inserti “7” e “La lettura” del “Corriere della Sera”; con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin ha curato la Storia dell’italiano scritto in sei volumi (Carocci 2014-2021; premio Pavese 2021 per la saggistica).  \nTra i suoi ultimi libri: Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica (Laterza 2017)\, Il museo della lingua italiana (Mondadori\, 2018) e Il mondo visto dalle parole (Solferino 2020). \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  118 kb \nLocandina – 249 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 9 febbraio 2022 – 164 kb
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SUMMARY:Libri\, lettori\, ladri. La protezione del patrimonio librario in Italia
DESCRIPTION:Presentiamo il convegno Libri\, lettori\, ladri. La protezione del patrimonio librario in Italia organizzato insieme alla Fondazione Enzo Hruby. \nLa fragile bellezza dei manoscritti e dei libri antichi\, la naturale usura del tempo e quella dovuta agli innumerevoli lettori\, la sfrontata abilità dei ladri costituiscono minacce continue all’immenso e straordinario patrimonio librario italiano.  \nVi si oppongono la sorveglianza delle Soprintendenze e delle Biblioteche\, i restauri\, la produzione di magnifici facsimili e la digitalizzazione degli originali\, il lavoro a tutela del patrimonio culturale da parte delle Forze dell’Ordine e di soggetti privati come la Fondazione Enzo Hruby. \nIl convegno sarà occasione preziosa per  \n\naffrontare un tema tanto attuale e importante come quello legato all’inestimabile e altrettanto fragile patrimonio librario del nostro Paese\n\nfare un punto sulla situazione della sua tutela e valorizzazione\n\nportare esempi concreti e tracciare una rotta per gli anni a venire. \n\nIl convegno sarà aperto dai saluti istituzionali della Soprintendente archivistica e bibliografica della Lombardia Annalisa Rossi. \nAl tavolo dei relatori ci saranno: \n\n\nMarzia Pontone\, nostra Direttrice\n\nLaura Nicora CTU presso il Tribunale di Milano e Cultore Ricerca Bibliografica – Università di Pavia\n\nCarlo Hruby\, Vice Presidente Fondazione Enzo Hruby\n\nMaggiore Claudio Sanzò\, Gruppo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza.\n\nConcluderanno la serata due brevi testimonianze:  \n\nIlaria Rigamonti\, Responsabile dell’Agenzia generale per la Lombardia della Treccani\, che per l’occasione donerà alla Biblioteca il facsimile de Il Dante Svelato dei Girolamini\n\nAlessandra Furlotti\, restauratrice che nel 2018 ha ritrovato un foglio d’Antifonario del primo quarto del XII secolo e area lombarda durante il restauro di un nostro volume.\n\n“I libri – dichiara Carlo Hruby – sono da sempre prede ambite dai ladri\, in ogni epoca e parte del mondo\, e nell’ambito dei beni culturali sono tra gli oggetti più difficili da proteggere e anche tra i più rubati. \nDa sempre la nostra Fondazione dispiega un grande impegno per contrastare questo fenomeno\, diffondendo la cultura della sicurezza del patrimonio librario attraverso convegni e sostenendo la protezione di alcuni tra i più importanti luoghi del sapere attraverso le più moderne e avanzate tecnologie”. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nFondazione Enzo Hruby\nLa Fondazione Enzo Hruby è stata costituita a Milano per iniziativa della famiglia Hruby e di HESA S.p.A. e prende il nome dal suo fondatore e attuale Presidente Enzo Hruby\, che nella seconda metà degli anni Sessanta introdusse per primo in Italia la sicurezza elettronica.  \nÈ impegnata dal 2008 per sostenere la protezione del patrimonio culturale italiano e rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per la diffusione della cultura della sicurezza.  \nLa Fondazione Hruby offre un contributo concreto per la protezione del patrimonio storico e artistico italiano assumendosi gli oneri per la messa in sicurezza di edifici\, monumenti e opere di particolare valore culturale\, ed è impegnata in un’intesa attività di promozione della sicurezza e protezione dei beni culturali attraverso convegni\, studi e pubblicazioni e tramite la propria attività Educational\, rivolta sia ai più giovani\, per insegnar loro ad amare e a rispettare l’immenso tesoro che ci circonda\, sia ai professionisti del settore culturale.  \nNell’ambito della protezione del patrimonio librario ha sostenuto numerosi interventi\, tra cui si ricordano quelli dedicati ad alcuni tra i più importanti luoghi del sapere del nostro Paese:  \n\n\nBiblioteca del Sacro Convento di Assisi\n\nBiblioteca di Santa Croce a Firenze\n\nArchivio Capitolare della Basilica di Sant’Ambrogio\n\nVeneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano\n\nBiblioteca di Giacomo Leopardi a Recanati\n\nBiblioteca Nazionale Centrale di Roma\n\nAccademia dei Lincei di Roma.\n\nContatti Fondazione Enzo Hruby\nUfficio Stampa e Comunicazione\nGiulia Lazzeri – cell. 348.7809962\nMail lazzeri@fondazionehruby.org \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  107 kb \nLocandina – 326 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 febbraio 2022 – 508 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 16 febbraio 2022 – 58 kb
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SUMMARY:Francesco Filippi\, Noi però gli abbiamo fatto le strade
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Noi però gli abbiamo fatto le strade di Francesco Filippi (Bollati Boringhieri\, 2021). Corrado Del Bò e Francesco Mazzucotelli ne parlano con l’autore\, coordina Marina Tesoro. \nQuando in Italia si parla dell’eredità coloniale dell’Europa\,  si punta dito sull’imperialismo della Gran Bretagna o su quello della Francia\, ma si dimentica volentieri di citare il nostro\, benché il colonialismo italiano sia stato probabilmente il fenomeno più di lunga durata della nostra storia nazionale. Ma è una storia che non amiamo ricordare. \nIniziata nel 1882\, con l’acquisto della baia di Assab\, la presenza italiana d’oltremare è infatti formalmente terminata solo il primo luglio del 1960 con l’ultimo ammaina-bandiera a Mogadiscio\, coinvolgendo pertanto il regno d’Italia\, il ventennio fascista e un buon tratto della Repubblica nel dopoguerra.  \nEppure l’elaborazione collettiva del nostro passato coloniale stenta a decollare; quando il tema fa timidamente capolino nel discorso pubblico ricompare subito l’eterno mito autoassolutorio degli italiani «brava gente»\, i colonizzatori «buoni»\, persino alieni al razzismo.  \nSiamo quelli che in Africa hanno solo «costruito le strade». \nPer questo è opportuno ripercorrere la nostra storia coloniale\, come fa Francesco Filippi nel suo libro\, concentrandosi anche sulle conseguenze che ha avuto nella coscienza civile della nazione attraverso la propaganda\, la letteratura e la cultura popolare ed evitando di tralasciare le violenze che abbiamo usato nei confronti delle popolazioni che l’Italia ha soggiogato con la forza. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nFrancesco Filippi\nFrancesco Filippi (1981)\, storico della mentalità\, è cofondatore dell’Associazione Deina\, associazione che organizza viaggi di memoria e percorsi formativi in tutta Italia.  \n\nHa collaborato alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo Prima gli italiani! (sì\, ma quali?) (2021). \n\nPer Bollati Boringhieri ha pubblicato anche Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (2019)\, Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto (2020). \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. \nFrancesco Mazzucotelli\nFrancesco Mazzucotelli è Professore di Storia e cultura del Medio Oriente presso l’Università di Pavia. \nMarina Tesoro\nMarina Tesoro è docente di Storia contemporanea\, presso l’Università di Pavia e Vice presidente dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  114 kb \nLocandina – 309 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 16 febbraio 2022 – 207 kb
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SUMMARY:Voci e sottovoci per Maria
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Voci e sottovoci per Maria\, dedicato a Maria Corti\, a cura di Gianfranca Lavezzi e Angelo Stella\, con tavole di Pietro Pedeferri e Lucia Pescador (Interlinea\, 2022). \nMaria Corti (7 settembre 1915 – 23 febbraio 2002) anzitutto chiede di essere ricordata come persona\, milanese\, salentina e intelvese: a Pellio\, sulle colline che guardano il lago di Lugano\, lei ha voluto essere sepolta. \nNegli annali della cultura è onorata come storica della lingua italiana\, critica e teorica della letteratura\, narratrice. \nAllieva di Benvenuto Terracini è di Antonio Banfi all’Università di Milano. Nel 1955\, dall’esperienza didattica liceale\, raggiungeva Cesare Segre all’Università di Pavia\, come docente di Storia della Lingua italiana\, prima come incaricata e poi\, dalla metà degli anni Sessanta\, dopo un felice biennio leccese\, come cattedratica. \nLa militanza nella contemporaneità letteraria\, la curiositas per gli indizi segreti della scrittura\, la corrispondenza coraggiosamente elettiva con Eugenio Montale la portavano alla ideazione\, nel 1969\, del Fondo (ora Centro) Manoscritti di scrittori dell’Ottocento e del Novecento. \nUna scommessa che ha arricchito l’Università di Pavia e stimolato una operazione nazionale ‘Archivi del Novecento’. Lei stessa ne ha rivissuta e narrata la storia in Ombre dal Fondo\, edito da Einaudi nel 1997\, ora ristampato a cura di Mauro Bersani. \nTra i contributi scientifici si rinvia in particolare agli studi danteschi e a quelli sulla letteratura contemporanea. \nTra i romanzi\, trova ancora una sua collocazione nella narrativa del Novecento\, L’ora di tutti (Feltrinelli\, 1962)\, ispirato alla occupazione di Otranto compiuta nel 1480 da una flotta di Turchi\, e al martirio dei cittadini che rifiutarono di rinnegare la religione cristiana. \nIn Università il suo nome rimane legato all’archivio da lei fondato e alla Fondazione che le è intitolata; in città\, alla via che il Comune di Pavia le ha intitolato nel 2013\, sul percorso che da via Mentana porta al Fondo Manoscritti\, suo\, dei suoi scrittori\, degli studenti e degli studiosi che ne interpretano la lezione. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di: \n\nmisurare la temperatura\nindossare la mascherina\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 96 kb \nLocandina – 263 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 20 febbraio 2022 – 218 kb
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SUMMARY:Alberto Cavaglion\, Decontaminare le memorie. Luoghi\, libri\, sogni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Decontaminare le memorie. Luoghi\, libri\, sogni di Alberto Cavaglion (add editore\, 2021). L’autore ne parla con Elisa Signori ed Emanuele Ertola. \nCavaglion si sofferma su uno dei concetti ormai più inattuali e logorati dall’uso: i «luoghi della memoria».  \nSoprattutto quelli «minori»\, purtroppo diffusi\, teatro di violenze di massa anche nella storia più recente. Cosa fare di questi paesaggi? \nIn un percorso tra luoghi carichi di storia Cavaglion s’interroga su come vivere consapevolmente il rapporto con le memorie\, di lutto e di violenza\, che legano il passato e il presente in quei contesti.  \nPaesi come Fossoli o Nonantola\, città come Modena o Mantova\, terre di confine come Gorizia-Nuova Gorica o Ventimiglia\,  musei e memoriali\, statue e lapidi sono le tappe di un viaggio ideale alla ricerca di un equilibrio nuovo tutto da costruire tra cognizione del dolore e speranza. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nAlberto Cavaglion\nAlberto Cavaglion\, insegna Storia dell’Ebraismo presso l’Università di Firenze.\nFa parte del Comitato scientifico del Meis e del Comitato di redazione delle riviste “L’indice dei libri del mese” e “Mondo contemporaneo”.  \nDal 2013 fa parte della direzione della rivista “Rassegna mensile di Israel”. Tra le molte pubblicazioni: Felice Momigliano (1866-1924). Una biografia (Istituto italiano per gli studi storici-Il Mulino\, 1988)\, Per via invisibile (Il Mulino\, 1998)\, Il senso dell’arca. Ebrei senza saperlo (nuova edizione\, L’ancora del Mediterraneo\, 2006)\, Nella notte straniera. Gli ebrei di St. Martin Vésubie (nuova ed. aggiornata\, Nino Aragno editore\, 2012). \nNel 2005 con il libro La Resistenza spiegata a mia figlia (L’ancora del Mediterraneo) ha vinto il Premio Lo Straniero. Ha curato l’edizione commentata di Se questo è un uomo di Primo Levi (Einaudi\, 2012). Il suo ultimo lavoro s’intitola Verso la Terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini (Carocci\, 2016).  \nPer i tipi dell’editore Einaudi ha pubblicato nel 2018 con Paola Valabrega la conferenza “Fioca e un po’ profana”. La voce del sacro in Primo Levi\, nell’ambito delle “Lezioni Primo Levi”\, promosse dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi.  \nElisa Signori\nElisa Signori è stata fino al 2021 professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia e docente di Storia contemporanea anche presso l’Università della Svizzera Italiana (USI).  \nSuoi interessi di ricerca sono: \n\n\nl’antifascismo italiano all’estero (Francia\, Svizzera\, Stati Uniti)\n\nla storia italo-svizzera e tra Otto e Novecento\n\nl’analisi delle istituzioni del fascismo e nel fascismo\n\nl’antisemitismo in Italia e in Europa\n\nle migrazioni intellettuali\n\nla storia dell’Università. \n\nSu questi temi ha pubblicato numerosi contributi. Attualmente é Direttore dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e presidente di Articolo 21 Lombardia. \nEmanuele Ertola\nEmanuele Ertola\, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia\, ha pubblicato numerosi contributi\, in Italia e all’estero\, sulla storia d’Italia nel ‘900\, e particolarmente su colonialismo e decolonizzazione\, emigrazione\, e fascismo.  \n\nIl suo attuale progetto riguarda i luoghi del fascismo in Lombardia\, e la difficile eredità materiale del totalitarismo. \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  200 kb \nLocandina – 267 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 febbraio 2022 – 549 kb
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SUMMARY:Luigi Casali\, Marco Galandra\,  Da Marignano a Pavia
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Da Marignano a Pavia. Le guerre italiane di Francesco I (1515-1525) di Luigi Casali\, Marco Galandra\, con la prefazione di Mino Milani (Univers\, 2021). Renata Crotti e Carlo Ercole Gariboldi ne parlano con gli autori. \nLe battaglie di Marignano del 1515 e di Pavia del 1525 contrassegnarono le più importanti guerre combattute in Italia da Francesco I re di Francia per il possesso del  Ducato di Milano; la prima terminò con una grande vittoria sugli svizzeri\, la seconda con una umiliante sconfitta contro l’esercito imperiale di Carlo V guidato da Charles de Lannoy. \nIl libro illustra come le due battaglie\, pur essendo separate da quasi dieci anni\, furono comunque strettamente collegate tra loro dal comune filo conduttore costituito  dalla personalità di Francesco I. Questi\, dopo aver  conquistato il Ducato di Milano nel 1515\, entrò in contrasto con l’imperatore Carlo V che mirava a sua volta a impadronirsi del Milanese e della Borgogna. \nLe varie fasi delle due battaglie e lo svolgimento delle operazioni militari che le precedettero sono ricostruite ed esaminate con grande precisione e attenzione dai due autori attraverso l’attento e approfondito studio delle fonti e documenti ad esse inerenti.  \nIl libro\, di sicuro interesse per tutti gli appassionati di storia\, è arricchito dalla prefazione di Mino Milani e  illustrato con cartine e numerose immagini a colori e in bianco e nero di quadri\, arazzi\, stampe d’epoca\, luoghi e monumenti collegati alle due battaglie. \nLa pubblicazione del libro rientra nelle iniziative che l’Associazione “Comitato per il Quinto Centenario della battaglia di Pavia” sta avviando per ricordare il cinquecentesimo anniversario della battaglia che cadrà il 24 febbraio 2025.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPer rivedere\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  124 kb \nLocandina – 357 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 febbraio 2022  – 429 kb
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SUMMARY:#ioleggofenoglio Questioni private e pubbliche letture
DESCRIPTION:Con #ioleggofenoglio Questioni private e pubbliche letture\, celebriamo il centenario della nascita di Beppe Fenoglio (1922-2022). \nAlcuni lettori daranno voce a brani tratti dalle pagine dello scrittore partigiano. Leggeranno:  \n\n\nGiuseppe Antonelli\n\nGiorgio Boatti\n\nMartina Bocconi\n\nElisa Calderoni\n\nDavide Ferrari\n\nDonatella Mazza\n\nFabrizio Ravelli\n\nGianni Sacco\n\nIrene Scova\n\nJacopo Tondelli. \n\nL’accompagnamento musicale sarà di Matteo Callegari.\nPresenta Gino Cervi. \nDopo le 18.30\, l’incontro continuerà in forma conviviale e con altri contributi estemporanei\, presso  Il Girasole di Travacó\, per l’occasione trasformato in una versione padana della “censa di Placido”\, a San Benedetto Belbo\, scenario di molti racconti langaroli di Fenoglio. \nL’evento nasce dalla collaborazione con Libreria Il Delfino-Ubik Pavia e con l’associazione culturale Il MondoGIRA. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nBeppe Fenoglio\nBeppe Fenoglio (Alba\, 1 marzo 1922 – Torino\, 18 febbraio 1963) è da tempo considerato un punto saldo nella storia della narrativa italiana del Novecento.  \nLa sua parabola di scrittore fu brevissima: dal primo libro\, la raccolta di racconti de I ventitré giorni della città di Alba\, 1952\, alla sua prematura morte\, passano poco più di dieci anni e soltanto altre due pubblicazioni\, i romanzi\, La malora\, del 1954\, e Primavera di bellezza\, del 1959.  \nCiononostante in questo decennio lo scrittore-partigiano lasciò un segno indelebile\, forse più esistenziale che letterario.  \nMa sarà la posterità\, con l’immediata pubblicazione postuma de Un giorno di fuoco e di Una questione privata\, entrambi del 1963\, e a seguire l’edizione dei cospicui scritti inediti\, con il dibattito critico intorno alla controversa questione editoriale del “grande romanzo” resistenziale incompiuto\, Il partigiano Johnny\, a stabilirne definitivamente la statura di “classico contemporaneo”\, sia per l’originalità del trattamento di tematiche “neorealistiche” e per l’antiretorica resistenziale\, sia per l’inconfondibile cifra stilistica del suo linguaggio.  \nAldilà\, tuttavia\, del canone letterario\, e delle logiche che lo stabiliscono\, per molti lettori Beppe Fenoglio è “una questione privata”.  \nPerché Fenoglio è uno scrittore che fa innamorare\, e non solamente nel senso “dantesco e galeotto”. \nFa innamorare del piacere della lettura. \nEd è per questo che\, nel giorno del suo centenario\, lo vogliamo celebrare dando pubblica lettura alle sue pagine che\, un giorno\, ci hanno fatto innamorare.  \nPer rivedere\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  202 kb \nCopertina – 189 kb \nLocandina – 285 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 1 marzo 2022 – 728 kb
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SUMMARY:Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
DESCRIPTION:Prosegue il ciclo d’incontri Storia di un autore che sapeva parlare ai bambini (gennaio – maggio 2022)\, letture teatrali con musica dei libri per bambini\, per ricordare Luis Sepúlveda a quasi un anno dalla sua scomparsa . \nIl ciclo di letture\, dedicato ai bambini del 2° ciclo delle Elementari\, vuole ricordare l’autore cileno prematuramente scomparso nell’aprile del 2020 per Covid. Amatissimo in tutto il mondo\, le sue storie tenere e divertenti\, parlano a piccoli e grandi con uno stile inimitabile che unisce la sua vena favolistica con una forte passione morale e una spiccata attenzione per le tematiche ecologiste.  \nDalla piccola lumaca alla gigantesca balena\, i suoi protagonisti – soprattutto animali\, ma anche esseri umani ‘illuminati’ – parlano di valori importanti\, come l’amicizia\, il rispetto\, l’altruismo\, la voglia di conoscere e capire. \nLa seconda lettura racconta la storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza. \nUna lumaca\, lenta come tutte le lumache\, ma curiosa e che non si accontenta di vivere come si è sempre fatto\, senza conoscere ciò che c’è oltre l’orizzonte del proprio sguardo\, decide un giorno di lasciare le sorelle per scoprire la ragione della loro lentezza e per trovarsi un nome.  \nIl viaggio\, lento ma pieno di scoperte\, le farà conoscere molto animali dalle diverse abitudini\, ma soprattutto le rivelerà un terribile pericolo: l’uomo si sta preparando ad asfaltare una strada proprio nel Paese del Dente di Leone\, dove da sempre vivono le lumache\, insieme a tanti altri animali. Riuscirà la lenta lumaca\, che ora si chiama Ribelle\, ad avvertire tutti? \nIl ciclo di letture è curato della Collezione teatrica Netsuke\, dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia\, con la nostra collaborazione. \nI “Netsuke” sono un gruppo di amici uniti dalla passione per il teatro e sempre alla ricerca di occasioni per dare corpo e voce a testi e storie. Fin dall’inizio hanno messo la loro passione al servizio di Terre des Hommes\, da 60 anni impegnata a difendere i diritti delle bambine e dei bambini. \nPotrete fare un’offerta che sarà totalmente devoluta ai progetti di InDifesa\, la decennale campagna di TDH in difesa dei diritti delle bambine e delle ragazze. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nInfo: Donatella – terredeshommes.pv@gmail.com \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  92 kb \nLocandina – 252 kb \nCopertina – 172 kb
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SUMMARY:Dalla stessa parte. Uomini contro la violenza sulle donne
DESCRIPTION:Per la Giornata internazionale dei diritti della donna presentiamo l’antologia poetica Dalla stessa parte. Uomini contro la violenza sulle donne a cura di Salvatore Contessini e Salvatore Sblando (La Vita Felice\, 2021). \n“Nel mondo che ci appartiene\, o che crediamo ci appartenga\, c’è la questione di genere che investe la sfera culturale del Paese da ormai troppo tempo. A consuntivo\, ci siamo resi conto in modo più adeguato di quanto sia complesso per noi uomini essere parte attiva nel processo di comprensione dell’universo femminile e di quanto non sia affatto facile giungere al pieno rispetto che deve essere prerogativa di ogni essere umano.  \nCertamente abbiamo raggiunto una maggiore consapevolezza di quanto sia ancora accidentato il percorso e di quante insidie presenti il superamento dei luoghi comuni che lo pervadono.  \nSi è accresciuta la nostra coscienza su quanto ancora occorre modellare la sensibilità per essere veramente al fianco e dalla stessa parte delle donne\, in tutti i ruoli che rivestono.  \nVogliamo pensare di avere posato una prima pietra verso quel percorso di consapevolezza da svilupparsi in atti e azioni concrete. \nE la poesia\, così come la intendiamo\, vuol essere anche ciò. \n Tra luci e ombre dell’iniziativa\, non può che considerarsi positivo il risultato conseguendo il merito di tenere alla ribalta un argomento e soggetti che dovrebbero riscuotere l’attenzione di una platea più vasta possibile” (dall’introduzione dei curatori). \nPresentano l’antologia poetica Diana Battaggia\, Direttrice editoriale poesia de La Vita Felice\, Salvatore Sblando\, curatore\, e\, tra i 36 poeti selezionati\, Giorgio Bolla\, Marco G. Maggi\, Riccardo G. Mereu\, Sebastiano Adernò\, Aky Vetere\, Marco Bellini. \nCon loro dialoga Francesca Salvini\, psicologa e psicoterapeuta referente della Cooperativa LiberaMente Onlus – percorsi di donne contro la violenza. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nSalvatore Sblando\nSalvatore Sblando (Torino\, 1970)\, attivo nel panorama letterario torinese\, è stato fra i curatori di diversi festival letterari.  \n\nNel 2015 inaugura “Aperipo-Etica”\, rassegna di cultura\, poesia e letteratura contemporanea. \n\n Tra i redattori della rivista di poesia e cultura “NiedernGasse”\, pubblica le raccolte poetiche Due granelli nella clessidra (LietoColle 2009) giunta alla seconda edizione\, Ogni volta che pronuncio te (La Vita Felice 2014) con prefazione di Davide Rondoni\, Lo strano diario di un tramviere (La Vita Felice 2020).  \n\nNel 2016 fonda l’Associazione culturale “Periferia Letteraria”.  \nSalvatore Contessini \nSalvatore Contessini (Roma 1953)\, architetto e collaboratore editoriale da circa vent’anni.  \n\nNumerose le curatele per volumi antologici.  \n\nHa pubblicato: \n\n\nIl sole sotterraneo della luce nera (2003)\n\nDomestico servizio (2007)\n\nCriptogrammi – tetralogia di un alfabeto rivelato (2008)\n\nA guardia del riposo (2011)\n\nUna tempesta di parole – suggerimenti accolti (2011)\n\nDialoghi con l’altro mondo (La Vita Felice\, 2013; segnalato al Premio Poesia Lorenzo Montano 28 ed.\, 2014\, finalista al Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Percorsi Letterari dalle Cinqueterre al Golfo dei Poeti”\, 2014\, e al Premio “Int.le di Narrativa e Poesia Città di Caserta”\, 2015)\n\nLa cruna (La Vita Felice\, 2018; menzione d’onore al “Premio Montano”\, 2019)\n\nLa direzione del silenzio (La Vita Felice\, 2021).\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 162 kb \nLocandina – 317 kb \nCopertina – 169 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 7 marzo 2022 – 950 kb
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SUMMARY:Leonard Cohen. Quasi come un blues di Roberto Caselli
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Leonard Cohen. Quasi come un blues di Roberto Caselli (Hoepli\, 2021). Ezio Guaitamacchi dialoga con l’autore. Partecipano i musicisti Matteo Callegari e Lorenzo Riccardi. \nUn’esistenza spesa a scrivere.\n La scrittura come senso della vita per la quale non ha esitato a sacrificare anche gli amori più intensi e passionali che con il loro intrigo lo conducevano lontano dalla scrivania.  \nEppure l’amore lo ha vissuto: nell’età dell’oro con Marianne a Idra e più avanti con Suzanne\, la madre dei suoi figli\, e poi ancora con Dominique\, Rebecca e Anjani\, donne bellissime e innamorate che\, né con la dolcezza\, né con l’astuzia\, sono riuscite a trattenerlo. \nLa necessità di nuove esperienze amorose è sempre andata di pari passo con il bisogno di indagare la vita attraverso altre direzioni e punti di vista.  \nDi trovare il bandolo che portasse alla comprensione. Ogni disillusione lo portava a rinforzare la convinzione che il vero amore non fosse terreno\, ma l’attrazione della carne lo riportava a Boogie Street\, metafora per rappresentare il mondo con tutte le sue tentazioni e frivolezze. \nUn’altalena che non ha mai smesso di oscillare\, nemmeno in tarda età quando ha continuato a lottare pur di non darsi per vinto.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nRoberto Caselli \nRoberto Caselli\, giornalista\, critico musicale e voce storica di Radio Popolare ha al suo attivo lunghe collaborazioni con quotidiani\, giornali specializzati\, enciclopedie e siti web.  \n\nÈ stato direttore della rivista “Hi Folks!” e del mensile musicale “JAM”.  \n\nTra i suoi numerosi libri che spaziano tra rock\, blues e musica d’autore ricordiamo le monografie Paolo Conte (Editori Riuniti\, 2002) e Joan Baez (Editori Riuniti\, 2005)\, La Storia del Blues (Hoepli\, 2015\, 2020)\, Jim Morrison (Hoepli\, 2016)\, La Storia della Canzone Italiana (Hoepli\, 2018) e La Storia del Rock in Italia (Hoepli\, 2019).  \n\nSu Leonard Cohen ha già pubblicato il saggio Hallelujah (Arcana\, 2014) in cui sono commentati tutti i testi.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  125 kb \nLocandina – 240 kb \nCopertina – 125 kb
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SUMMARY:Il viaggio di Dante - Mostra
DESCRIPTION:In occasione del Dantedì 2022 proponiamo la mostra Il viaggio di Dante con un allestimento rinnovato in cui i nostri documenti sono accompagnati\, come contrappasso moderno\, dalle tele di Lucrezia Ruggieri dedicate alla Commedia. \nLucrezia Ruggieri è designer\, pittrice\, scultrice\, grafica pubblicitaria e vasaio\, vive e lavora a Milano.  \nDal 1978 partecipa a diverse mostre e importanti eventi culturali presso istituzioni pubbliche e gallerie.  \nPer due volte viene invitata a partecipare al Palio degli Artisti della Città di Milano e a esporre al Museo della Scienza e della Tecnica e al Palazzo Reale di Milano. \nSi dedica al surrealismo dal 1980 e da questo momento intensifica la sua attività artistica ottenendo diversi riconoscimenti\, premi e consensi da parte della critica e del pubblico. \nÈ illustratrice per Onereed Edizioni e di “Scena Illustrata”\, rivista d’arte e cultura fondata a Firenze nel 1865 con cui hanno collaborato importanti nomi della cultura italiana\, Guttuso\, Annigoni\, De Chirico e Sironi per citarne alcuni.  \nProporla in Salone Teresiano\, esponendo accanto le sue tele alle moltissime edizioni dantesche da noi custodite\, è una conferma della formula vincente di mescolare antico e moderno\, proponendo al pubblico e alle scuole una nuova maniera di conoscere Dante. \nLa nuova esposizione è frutto della collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale di Pavia e prende il posto di memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante che ha avuto 2270 visitatori e giudizi entusiasti.  \nRealizzata in occasione del Settecentenario della morte di Dante nel 2021\, in collaborazione con la casa editrice La Grande Illusion e con l’Associazione culturale Compagnia della Corte\, ha avuto un doppio allestimento: nelle vetrine del Salone Teresiano i manoscritti e le antiche edizioni illustrate della Divina Commedia che conserviamo\, in verticale\, dal soffitto\, le tavole originali di “Smarrimenti” dell’illustratore\, grafico e designer Guido Scarabottolo\, che ringraziamo molto per la sua generosa disponibilità. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 156 kb \nLocandina –  394 kb \n Copertina –  158 kb
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SUMMARY:Dantedì. Noi pregheremmo lui della tua pace
DESCRIPTION:In occasione del Dantedì\, per il ciclo di eventi Viaggio intorno a Dante\,  presentiamo lo spettacolo Noi pregheremmo lui della tua pace\, testi e narrazione di Giuliana Nuvoli\, musiche di Virginia Sutera. \nIl 25 marzo sarà un Dantedì particolare: pieno di dolore e di angoscia. La guerra\, che per noi europei era cosa lontana\, ci è giunta molto vicino. \nNon potevamo ignorare quanto sta accadendo: e\, ancora una volta\, la Divina Commedia si è rivelata miniera preziosa\, ricca di spunti per riflessioni\, emozioni e lucide visioni. \nGiuliana Nuvoli ha scritto un testo nel quale Dante è il personaggio principale che\, in prima persona\, narra di sé in Firenze e in esilio\, tra guerre\, odi furibondi\, persecuzioni e pause di tranquilla pace. \n Intorno a lui si alzano altre voci: il legislatore Giustiniano\, Costanza d’Altavilla\, Manfredi\, Federico II\, Ugolino della Gherardesca\, Sordello da Goito\, Francesco d’Assisi. \nE tutti raccontano storie molto simili alle nostre: di lotte per il potere\, di voglia di occupare spazi altrui\, di disprezzo delle regole… E di dolore\, di fame\, di morte. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  92 kb \nLocandina – 921 kb \nCopertina – 543 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 23 marzo 2022 –  280 kb
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SUMMARY:La sentinella del piccolo popolo di Silvio Ziliotto
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La sentinella del piccolo popolo. Storia di Miroslav Krleža\, l’uomo che visse sette vite di Silvio Ziliotto (Infinito Edizioni\, 2019). Roberto Borghi dialoga con l’autore. \nMiroslav Krleža (1893-1981) è stato di certo il più grande letterato e intellettuale del Novecento croato.  \nSaggista\, critico\, drammaturgo\, poeta\, scrittore\, anticipatore di correnti e pensiero\, è stato spesso censurato per il suo anti-militarismo e le sue critiche graffianti sia sotto l’Impero austroungarico che durante il Regno dei Serbi\, dei Croati e degli Sloveni. \nEspulso dal Partito comunista jugoslavo nel 1939\, avversato e scampato alla fucilazione del regime ustaša croato alla fine della seconda guerra mondiale\, fu perdonato da Tito che lo volle alla guida della politica culturale del nuovo Stato federale socialista di Jugoslavia. \nAttraverso la sua vicenda umana e la sua incredibile produzione letteraria\, Krleža si presenta come figlio e sentinella di un piccolo popolo\, ma al contempo intellettuale mitteleuropeo tra i più innovativi e apprezzati. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nSilvio Ziliotto\nSilvio Ziliotto (Milano\, 1971) è traduttore\, interprete e insegnante della lingua croata.  \nÈ consulente e autore dei lemmi degli autori e dei profili delle letterature slovena\, croata\, serba\, bosniaca\, montenegrina\, macedone e albanese della Garzantina della letteratura (2007). Si occupa di letterature degli Slavi del sud. \nTra i libri tradotti ama ricordare: la monografia Palmižana\, la saga della Quintessenza (2005)\, la raccolta di racconti Gli occhi colmi di terra di Šimun Šito Ćorić (2011)\, Diario da Sarajevo di Dubravka Ustalić (Infinito edizioni\, 2016). \nCon Luca Leone ha curato la raccolta di saggi Dayton\, 1995\, La fine della guerra in Bosnia Erzegovina\, l’inizio del nuovo caos\, pubblicata nel 2020. \nRoberto Borghi\nRoberto Borghi è giornalista culturale\, saggista e critico letterario e artistico\, curatore di mostre d’arte. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  197 kb \nLocandina – 259 kb \nCopertina – 141 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 28 marzo 2022 – 162 kb \n \nPer rivedere
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SUMMARY:Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare
DESCRIPTION:Prosegue il ciclo d’incontri Storia di un autore che sapeva parlare ai bambini (gennaio – maggio 2022)\, letture teatrali con musica dei libri per bambini\, per ricordare Luis Sepúlveda a quasi un anno dalla sua scomparsa . \nIl ciclo di letture\, dedicato ai bambini del 2° ciclo delle Elementari\, vuole ricordare l’autore cileno prematuramente scomparso nell’aprile del 2020 per Covid. Amatissimo in tutto il mondo\, le sue storie tenere e divertenti\, parlano a piccoli e grandi con uno stile inimitabile che unisce la sua vena favolistica con una forte passione morale e una spiccata attenzione per le tematiche ecologiste.  \nDalla piccola lumaca alla gigantesca balena\, i suoi protagonisti – soprattutto animali\, ma anche esseri umani ‘illuminati’ – parlano di valori importanti\, come l’amicizia\, il rispetto\, l’altruismo\, la voglia di conoscere e capire. \nLa terza lettura racconta la storia di gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare con l’aiuto dei suoi amici gatti\, perché la promessa fatta dal gatto Zorba alla gabbiana morente impegna tutti i gatti del porto. \nCosì la gabbianella Fortunata cresce nella buffa e affiatata comunità felina del porto di Amburgo.  \nMa come potranno i gatti insegnarle a volare? Una storia che parla di amore\, generosità e solidarietà\, anche fra chi è diverso\, perché: “con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare\, a rispettare e ad amare un essere diverso”.  \nA cura della Collezione teatrica Netsuke con la collaborazione della Biblioteca Universitaria di Pavia e dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Pavia.  \nI “Netsuke” sono un gruppo di amici uniti dalla passione per il teatro e sempre alla ricerca di occasioni per dare corpo e voce a testi e storie. Fin dall’inizio hanno messo la loro passione al servizio di Terre des Hommes\, da 60 anni impegnata a difendere i diritti delle bambine e dei bambini. \nPotrete fare un’offerta che sarà totalmente devoluta all’emergenza umanitaria causata dalla guerra in Ucraina\, perché ancora una volta i bambini e le bambine si trovano a scappare da una guerra e a subirne i terribili traumi.  \nLa Federazione Terre des Hommes lavora in Ucraina dal 2015 e grazie ai partner polacchi del Polish Medical Mission\, sta distribuendo medicinali e forniture mediche urgenti agli ospedali delle città di Kyiv\, Ivano-Frankivs’k\, Odessa\, Leopoli e nel Centro Pediatrico e neonatale di Lutsk. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina FFP2. \nInfo: Donatella – terredeshommes.pv@gmail.com \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  92 kb \nLocandina – 314 kb \nCopertina – 187 kb
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