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SUMMARY:«Il folle volo di Ulisse» Da Dante a Primo Levi. La memoria come intelligenza di vita e non soltanto ricordo di morte
DESCRIPTION:Per il Giorno della Memoria presentiamo «Il folle volo di Ulisse» Da Dante a Primo Levi. La memoria come intelligenza di vita e non soltanto ricordo di morte di e con Davide Ferrari\, accompagnamento musicale di Matteo Callegari\, introduce Pierangelo Lombardi\, Presidente dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. \nTestimone esemplare dell’esperienza del Lager\, così come dell’analogia fra il Lager e l’Inferno dantesco\, è Primo Levi\, le cui opere stimolano una profonda meditazione su “ciò che è stato” e sul fondamentale compito morale della conoscenza e della memoria che tutti noi abbiamo. \nTheodor Adorno scrisse a suo tempo che “dopo Auschwitz non si può più fare poesia”. Ma proprio Levi\, dedicando al canto dantesco di Ulisse un intero capitolo di “Se questo è un uomo”\, raggiunge le vette più alte della sua inedita poesia. \nI parallelismi tra Dante e Primo Levi non sono una novità per il lettore. Ma se è vero che attraverso il «Canto di Ulisse»\, simbolo della volontà di conoscenza\, Levi recupera\, sia pure per poco tempo\, quell’umanità e quella dignità negate nel campo di sterminio\, il brano sembra suggerire anche altro. \nLo strumento letterario diventa per l’autore mezzo testimoniale e comunicativo privilegiato per un vero e proprio recupero memoriale che della conoscenza è la condizione essenziale.  \nPer Levi e Pikolo la memoria diventa metodo per dare forma a ciò che nel “folle ordine” del lager non si può esprimere e che permette di addentrarsi nella complessità della conoscenza umana. \nNella giornata del 27 gennaio\, dunque\, Primo Levi\, Dante e il “Canto di Ulisse” quale occasione per una riflessione sulla storia e sulla memoria come valore fondante. E sul valore della memoria\, come deposito culturale e come metodo\, struttura mentale che analizza l’impensabile che è successo e che\, in quanto tale\, potrebbe nuovamente succedere. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  301 kb \nLocandina – 135 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 gennaio 2022 – 746 kb
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SUMMARY:Marco Ferrazzoli\, Giovanni Maga\,  Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione
DESCRIPTION:Presentiamo Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione di Marco Ferrazzoli e Giovanni Maga (Zanichelli\, 2021). Gipo Anfosso dialoga con Giovanni Maga sul delicato rapporto tra scienza\, comunicazione e società. \nLa comparsa di un nuovo virus su scala globale ha amplificato le fragilità delle nostre comunità e ha catalizzato mutamenti sociali\, culturali ed economici radicali. Allo stesso tempo\, ha generato una circolazione rapida\, massiccia e incontrollata di informazioni che ha messo in discussione il ruolo della scienza e la sua capacità di comunicare: un’infodemia di cui le fake news sono solo la forma più distruttiva. \nI toni della narrazione che leggiamo sui media richiamano spesso quelli di una guerra; sono diventate di uso comune parole nuove o dimenticate\, come paziente zero\, quarantena\, spillover\, coprifuoco\, droplet\, green pass\, morbilità; i numeri della pandemia (contagi\, decessi\, guarigioni) polarizzano la nostra attenzione\, disorientati come siamo da voci contrastanti e non sempre autorevoli. \nIl libro Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione ripercorre le tappe della prima pandemia al tempo dei social. Imparare dall’esperienza può spronarci a ripensare il rapporto tra chi fa ricerca e chi lavora nella comunicazione\, per affrontare in modo più consapevole le emergenze future. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nMarco Ferrazzoli\nMarco Ferrazzoli\, Capo Ufficio Stampa del CNR e giornalista\, insegna Teoria e Tecnica della Comunicazione della Conoscenza all’Università di Roma Tor Vergata.\nÈ direttore responsabile dell’Almanacco della Scienza. È coautore di Parola di scienziato (Universitalia\, 2014) e Il superdisabile (LuCe Edizioni\, 2019). \nGiovanni Maga\nGiovanni Maga\, Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia\, insegna Biologia Molecolare II all’Università di Pavia.\nAutore di centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali\, è incluso nella classifica dei Top Italian Scientists. Per le Chiavi di lettura ha pubblicato Batteri spazzini e virus che curano (2016) e Quando la cellula perde il controllo (2019)\, per Zanichelli Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle (2021). \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso\, Professore alla scuola media Angelini\, è autore di Già che sei in piedi\, sulla scuola e sulla sua esperienza di docente\, e Ricordo tutto\, sulla  famiglia e la lotta partigiana in Liguria. \nÈ il curatore\, con Daniela Bonanni\, del volume La mia prima volta con Fabrizio De André\, 515 storie di gente famosa e comune che racconta il suo primo incontro con la musica di Faber. Ha fatto il formatore per Save the Children\, per Fondazione Adolescere e per il commercio equo.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  956 kb \nLocandina – 274 kb Articolo tratto da “La provincia pavese” del 18 gennaio 2022 – 398 kb
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SUMMARY:La nebbia e le rose\, letture a corrente alternata da "La fabbrica della nebbia" di Gino Cervi  e "Tutte le altre rose" di Davide Ferrari
DESCRIPTION:Ne La nebbia e le rose due scrittori si raccontano intrecciando le parole dei loro ultimi libri:  \n\n\nGino Cervi\, La fabbrica della nebbia. Piccolo viaggio sentimentale dentro quel che cancella e svela\, Ediciclo Editore\, 2021\n\nDavide Ferrari\, Tutte le altre rose\, Effigie\, 2021.\n\nChe cosa si trova\, o che cosa si cerca nella nebbia? Che cosa ci dicono le rose\, e come si osserva la loro forma\, quella reale e quella sognata? Hanno segreti le rose?  \nE le nebbie cosa nascondono? Quante storie si trovano in mezzo alla nebbia\, o tra i petali di una rosa? Gino Cervi e Davide Ferrari\, insieme\, scambiandosi le pagine dei loro libri\, prestandosi a vicenda parole\, immagini\, musiche\, proveranno a dare qualche risposta a queste domande. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGino Cervi\nGino Cervi (1964) è un filologo romanzo prestato all’editoria (e mai più restituito). \nHa lavorato e lavora come autore e consulente per diverse case editrici. In oltre trent’anni si è occupato di dizionari\, di enciclopedie (prima di carta\, poi in cd-rom e infine sul web)\, di manuali scolastici (letteratura\, storia e geografia)\, di guide turistiche.  \nLe sue ultime pubblicazioni sono: Alfabeto Fausto Coppi (con Giovanni Battistuzzi\, Ediciclo Editore\, 2019)\, 1899. AC Milan. Le storie (con Michele Ansani\, Gianni Sacco e Claudio Sanfilippo\, Hoepli\, 2019)\, Il Giro dei Giri. Ieri e oggi sulle strade del Giro d’Italia (con Albano Marcarini\, Touring Club Italiano\, 2020)\, Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione (Touring Club Italiano\, 2021) e La fabbrica della nebbia. Piccolo viaggio sentimentale dentro quel che cancella e svela (Ediciclo Editore\, 2021). \nCollabora con “Il Foglio”\, con Alvento – Italian Cycling Magazine e con Doppiozero. \nDavide Ferrari\nDavide Ferrari (1983) è attore\, regista\, autore.\nTra le sue pubblicazioni: il poemetto Eppure c’è una meta per quel fiato di universo (Subway Edizioni\, 2014)\, vincitore per l’Italia del concorso internazionale Pop Science Poetry organizzato dal CERN di Ginevra; la silloge Dei pensieri la condensa (Manni\, 2015)\, scritta in dialetto pavese con prefazione di Franco Loi e vincitrice del Premio Nazionale Giuseppe Tirinnanzi 2016.  \nHa tradotto il libro di poesie All’asinello sordo (Effigie edizioni\, 2018) del poeta lituano Donaldas Kajokas\, insieme a Jurga Po Alessi. Ha pubblicato  1897 Juventus FC: le storie (Hoepli\, 2020) con Corrado Del Bò\, Massimo Bocchiola e Andrea De Benedetti.  \nDel 2021 è la raccolta di poesie Tutte le altre rose (Effigie). Conduce laboratori di teatro e scrittura creativa per adulti e ragazzi e con i detenuti della Casa Circondariale di Pavia\, Monza e Voghera dove dirige la compagnia Maliminori. \nHa partecipato a reading e tournée in Italia e all’estero. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  1 mb \nLocandina – 109 kb
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SUMMARY:Giuseppe Antonelli\, Dante e la grammatica della libertà
DESCRIPTION:Per il ciclo di eventi Viaggio intorno a Dante\, Giuseppe Antonelli racconta Dante e la grammatica della libertà. \nAi tempi di Dante la parola “grammatica” si riferiva al latino: la prima grammatica del volgare sarebbe arrivata solo un secolo dopo.  \nDante costruì la lingua del suo poema con grande consapevolezza e libertà; quella libertà che nel Cinquecento avrebbe portato il classicista Pietro Bembo a escluderlo dal canone linguistico\, preferendogli Petrarca e Boccaccio.  \nTentativo fallito: già l’Accademia della Crusca avrebbe restituito a Dante quel titolo di «padre della lingua italiana» che lo stesso Petrarca gli aveva di fatto riconosciuto in una celebre lettera a Boccaccio\, riconoscendogli (in latino) «il primato nell’eloquenza volgare». Proprio con questa lettera\, in cui si parla anche della fortuna popolare dei testi danteschi\, si apre la mostra Dante Gli occhi e la mente. Un’epopea pop curata per il MAR di Ravenna da Giuseppe Antonelli con la collaborazione di Giovanni Battista Boccardo e di Federico Milone (25.9.2021 – 9.1.2022). \nL’incontro accompagna la mostra memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante allestita in Salone Teresiano. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGiuseppe Antonelli\nGiuseppe Antonelli è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia e collabora agli inserti “7” e “La lettura” del “Corriere della Sera”. \nCon Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin ha curato la Storia dell’italiano scritto in sei volumi (Carocci \, 2014-2021\, premio Pavese 2021 per la saggistica).  \nTra i suoi ultimi libri\, Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica (Laterza\, 2017)\, Il museo della lingua italiana (Mondadori\, 2018) e Il mondo visto dalle parole (Solferino\, 2020). \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 76 kb
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SUMMARY:Maurizio Fea\, Avanti un altro
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival dei diritti 2021\, la presentazione del libro Avanti un altro di Maurizio Fea (Franco Angeli\, 2020)\, promosso da CSV Lombardia Sud e dedicato al tema “Risvegli”.\nCon l’autore dialogherà Gipo Anfosso. \nIl titolo evoca qualcuno e qualcosa che si fa avanti. \nUn nuovo paradigma per le dipendenze e un nuovo soggetto che lo sviluppi e lo porti a compimento.\nContaminarsi\, attingere a discipline e fonti diverse che esplorando la relazione tra fatti e persone fanno emergere il senso delle cose.  \nIl perché della filosofia è stato abbandonato per il come della scienza\, che ha dato risposte ma non quelle fondamentali.  \nEvento diretto a un pubblico vasto (psicologi\, insegnanti\, filosofi\, medici\, studenti di discipline scientifiche e scienze umane) non necessariamente specializzato.  \nConfronto tra l’autore e il suo discussant sulla utilità di cambiare l’attuale modello di dipendenza come malattia neurologica\, richiamando le contingenze ambientali che concorrono alla molteplicità e continua espansione delle forme di dipendenza.  \nLa medicalizzazione di molti comportamenti ha garantito il diritto alla cura\, ma al prezzo di considerare malati comportamenti agiti da miliardi di persone la cui malattia sembra essere quella del seguire il main stream progettato da altri.  \nL’evento è organizzato da Incipit / Libreria Il Delfino\, con la nostra collaborazione. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nPer informazioni maurizio.fea@gmail.com. \nMaurizio Fea\nMaurizio Fea\, psichiatra ha diretto il Dipartimento Dipendenze di Pavia\, ha insegnato all’Università di Pavia e Cattolica di Milano.  \n\nPubblicazioni e saggi tra cui Riparatori di destini (2008) sul senso della clinica\, Le abitudini da cui piace dipendere (2017)  e Spegni quel cellulare (2019)  per un approccio critico alle dipendenze comportamentali. \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso\, Professore alla Scuola Media Angelini\, è autore di Già che sei in piedi\, sulla scuola e sulla sua esperienza di docente\, e Ricordo tutto\, sulla  famiglia e la lotta partigiana in Liguria.  \nÈ il curatore\, con Daniela Bonanni\, del volume La mia prima volta con Fabrizio De André\, 515 storie di gente famosa e comune che racconta il suo primo incontro con la musica di Faber.  \n\nHa fatto il formatore per Save the Children\, per la Fondazione Adolescere e per il commercio equo.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 62 kb \nLocandina – 108 kb \nOggi nel Salone Teresiano confronto sulle dipendenze – “La provincia pavese”\, 10 dicembre 2021 – 46 kb
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SUMMARY:TeleConfusi show
DESCRIPTION:Nell’ambito del Festival dei diritti 2021\, ospitiamo TeleConfusi show\, promosso da CSV Lombardia Sud e dedicato al tema “Risvegli”. \nÈ uno spettacolo divertente per adolescenti e adulti\, ideato e interpretato dalla Compagnia dei Sottosopra composta dagli ospiti del Centro Diurno “In&Out” e dall’Associazione CuoreClown OdV sul tema delle dipendenze.  \nMette in scena ironicamente situazioni quotidiane vissute da un gruppo di amici “dipendenti” dal proprio telefono cellulare\, chiamati nello spettacolo Teleconfusi.  \nLe limitazioni che vivono per colpa dell’eccessivo utilizzo del proprio smartphone vengono trasmesse al pubblico sotto forma di opportunità perse\, negatività e perdita del contatto con la realtà.  \nCome per le altre forme di dipendenza\, lo spettacolo si prefigge quindi l’obbiettivo di sensibilizzare gli spettatori su quanto possa essere limitante\, alienante e pericoloso essere dipendenti da qualcosa\, che sia una sostanza\, un oggetto\, il gioco o anche una persona.  \nLa conclusione è una presa di coscienza del problema da parte dei protagonisti e un messaggio per tutti.  \nLo spettacolo è organizzato da CuoreClown OdV con il Centro Diurno In&Out della Comunità Casa del Giovane di Pavia e con la nostra collaborazione. \nFa parte dell’Iniziativa Enti Singoli finanziata dalla Regione Lombardia: “Nessuno si Senta Escluso” – Percorsi di Clownerie Sociale.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nPer informazioni: Omar\, tel. 339 88 08 335. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 60 kb \nLocandina – 208 kb
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SUMMARY:Edoardo Acotto\, Contro Agamben
DESCRIPTION:Presentiamo Contro Agamben (Scienze e lettere\, 2021) di Edoardo Acotto. Con l’autore ne discutono Antonio Gurrado\, Federica Liveriero e Federico Gustavo Pizzetti. Modera Corrado Del Bò.   \nMentre imperversava la prima ondata della pandemia di Covid-19\, Giorgio Agamben sosteneva che si trattasse di un’invenzione biopolitica.  \nContro Agamben esplora i presupposti che hanno portato il celebre filosofo a una tale curiosa negazione della realtà. Può un pensiero aristocratico e antiscientifico comprendere e orientare il mondo presente e quello futuro? \nIl libro costituisce così una serrata critica delle tesi che Agamben ha sostenuto nel corso di questi mesi pandemici e prova in questo modo a riallineare ragionamento filosofico ed evidenza scientifiche\, superando una dicotomia che non ha ragione di esistere\, oggi più che mai. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nEdoardo Acotto\nEdoardo Acotto\, alunno del Collegio Ghislieri\, si è laureato in filosofia a Pavia. È docente di Filosofia e storia presso il liceo Piero Gobetti di Torino. \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. \nAndrea Gratteri\nAndrea Gratteri è professore di Diritto costituzionale dell’Università di Pavia presso il Dipartimento di Giurisprudenza. \nAntonio Gurrado\nAntonio Gurrado è opinionista per il Foglio e cura la comunicazione del Collegio Ghislieri. Insegna storia e filosofia nei licei ed è docente a contratto presso l’Università di Pavia. \nFederica Liveriero\nFederica Liveriero è ricercatrice in filosofia politica presso il Dipartimento di Scienze politiche e Sociali dell’Università di Pavia. I suoi interessi di ricerca riguardano le teorie normative della giustificazione\, la gestione pubblica del disaccordo\, l’epistemologia sociale e la metaetica. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  1 mb \nLocandina – 94 kb \nAcotto\, la mia battaglia contro Agamben\, filosofo che nega Covid\, vaccini e Green pass (“La provincia pavese”\, 3 dicembre 2021) – 1 mb
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SUMMARY:Il racconto del Graal. Un mito universale fra storia\, culture e simboli
DESCRIPTION:Presentiamo Il Racconto del Graal. Un mito universale tra storia\, culture e simboli\, volume a cura di Giacomo Maria Prati e Alessandro Coscia (Milano\, Jouvence\, 2021). \nCon il curatore G.M. Prati\, ne parlano Giacomo Donati e Roberto Roveda. \nDal Conte del Graal di Chrétien de Troyes al Parsifal di Wagner\, fino ad arrivare al Pendolo di Foucault di Eco\, il tema del Graal non ha mai smesso di ispirare poeti\, scrittori e musicisti.  \nDa sempre infatti questo oggetto metamorfico\, dalla natura sfuggente\, ha affascinato l’uomo fino a diventare una vera e propria leggenda.  \nQuesto libro offre una visione complessiva del dossier Graal con contributi di storici\, filologi\, antropologi\, filosofi\, storici dell’arte e delle religioni\, archeologi\, con un punto di vista scientifico e rigoroso: condurre il lettore in un viaggio nelle sfaccettature del mito del Graal è l’ambizione di questa raccolta di scritti multidisciplinari.  \nAccurati nelle fonti e nella ricostruzione\, i saggi si rivolgono non solo a un pubblico di studiosi specializzati\, ma anche a curiosi e appassionati che vedono nella ricerca del Graal sia una sfida intellettuale che la storia di un’evoluzione interiore. \nSeguirà un rinfresco.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGiacomo Maria Prati\nGiacomo Maria Prati\, studioso di simbolismi\, miti e iconologia\, è funzionario del Ministero della Cultura\, ed è stato Direttore del Museo della Certosa di Pavia. \nAlessandro Coscia\nAlessandro Coscia è un archeologo specializzato nell’ambito greco e romano. Lavora all’Ufficio Mostre ed Eventi della Pinacoteca di Brera. \nRoberto Roveda\nRoberto Roveda è studioso\, storico ed imprenditore editoriale. \nGiacomo Donati\nGiacomo Donati è esperto di diritto canonico e membro dell’Unione Giuristi Cattolici di Pavia.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 60 kb \nLocandina – 342 kb \nLa leggenda del Graal\, storia e mito di un simbolo (“La provincia pavese”\, 24 novembre 2021) – 342 kb
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SUMMARY:Le donne di Dante
DESCRIPTION:Per il ciclo di eventi Viaggio intorno a Dante\, presentiamo lo spettacolo Le donne di Dante\, testi e narrazione di Giuliana Nuvoli\, musiche di Virginia Sutera. \nLe donne di Dante è l’ultimo\, in ordine di tempo\, degli spettacoli di Dante a teatro\, progetto di Giuliana Nuvoli\, nato nel 2009 nell’Università degli Studi di Milano e ora realizzato dall’Associazione Culturale Dante e le arti. \n    Si tratta di nove monologhi di altrettanti personaggi femminili della Divina Commedia\, introdotti da una breve narrazione sulla loro figura.  \nOgni personaggio è accompagnato da un commento musicale che ne sottolinea il carattere. \n    In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne\, il poema dantesco si mostra\, ancora una volta\, miniera preziosa per portare sulla scena il dramma di molte di loro: violentate\, usate come merce di scambio\, uccise. \n    A partire da Francesca da Rimini\, costretta al matrimonio per ragioni di stato e poi uccisa; e come lei costrette a matrimoni non desiderati Costanza d’Altavilla e Piccarda Donati. E\, tenera figurina\, Pia de’ Tolomei\, uccisa dal marito quando diventò ostacolo ai suoi desideri.  \nAndando indietro nella Roma di Cesare\, anche Marzia venne “venduta” dal marito Catone al più potente e ricco Ortensio. Ultima delle nove figure femminili\, Maria\, che incarna lo strazio di tutte le Madri a cui il potere maschile toglie per sempre il figlio. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 224 kb \nLe donne di Dante\, monologhi a cura di Giuliana Nuvoli (“La provincia pavese”\, 24 novembre 2021) – 596 kb
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SUMMARY:Nicoletta Sipos\, Colette. Un sogno audace
DESCRIPTION:La giornalista e scrittrice Nicoletta Sipos presenterà il suo ultimo lavoro\, Colette. Un sogno audace (Morellini\, 2021)\, biografia romanzata della scrittrice francese Sidonie Gabrielle Colette\, una delle donne più seducenti della prima metà del XX secolo. \nCon l’autrice dialogheranno Marco Ruggeri e Italo Maroni. \n“Non conoscevo la sua storia e mi sono del tutto immersa nella narrazione\, complice lo stile di Nicoletta Sipos che\, come già vi accennavo\, è davvero avvolgente. Colette. Un sogno audace è stata una lettura molto interessante\, che consiglio anche a chi conosce già la storia di questa donna incredibile perché qui viene raccontata in modo davvero unico e imperdibile” (Azzurra Sichera). \n“Se siete amanti delle biografie; se vi piace scoprire le vite delle donne del passato che hanno lasciato un segno; se avete voglia di immergervi in un punto di vista nuovo e differente\, Colette. Un sogno audace è il libro che state cercando. Una lettura fluida\, capitoli brevi\, tanta storia europea\, ma\, soprattutto\, tutti i segreti che ruotano intorno alla sua figura. Figlia\, moglie\, amante\, madre\, scrittrice di successo\, donna che ha fatto del proprio nome un marchio indelebile” (A Book For A Dream). \n“La Sipos non si smentisce neppure con quest’ultima opera\, mostrando la sua capacità di scrutare l’animo umano\, rimanendo fedele alla storia dei suoi personaggi. In modo fluido e coinvolgente la scrittrice ci racconta la storia vera di Sidonie Gabrielle Colette\, permettendosi qualche licenza letteraria grazie alla scelta quale voce narrante della figlia della protagonista\, Colette de Jouvenel” (Eliana Sormani). \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nNicoletta Sipos\nNicoletta Sipos è scrittrice e giornalista (ha lavorato per “Avvenire” e “Il Giorno”\, per “Gente” e “Chi”\, settimanale con il quale ancora collabora firmando una rubrica in cui parla di libri). \nCome scrittrice esordisce nel 2009 con Il buio oltre la porta. Un matrimonio da favola. Una casa da sogno. Un corpo pieno di lividi. (Sperling & Kupfer\, 2009)\, trattando un tema grave e sempre attuale: la violenza all’interno delle mura domestiche. \n\nSempre attuale e delicato è l’argomento trattato nel suo secondo libro\, Perché io no? (Sperling & Kupfer\, 2011)\, dove parla di maternità assistita. \n\nNei successivi due romanzi La promessa del tramonto (Garzanti\, 2016) e La ragazza con il cappotto rosso (Piemme\, 2020) parla di Ungheria (la Sipos è di origini ungheresi) e di Shoah. \n\nInfine\, il romanzo Lena & il Moro (Ares\, 2020) che è stato definito una “favola di stagione”. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 75 kb \nNicoletta Sipos racconta Colette (“La provincia pavese”\, 16 novembre 2021) – 64 kb
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SUMMARY:L'alba misteriosa. Voci di poetesse italiane contemporanee
DESCRIPTION:Presentiamo L’alba misteriosa. Voci di poetesse italiane contemporanee\, reading di Angela Malfitano\, con gli Allievi del Corso attori del Teatro Fraschini e dell’Università di Pavia: \n\nElisa Bindolini\n\nMarta Canevari\n\nCristian Canova\n\nMichele Alcmane Feninno\n\nAndrea Maccabruni\n\nMichela Moroni\n\nGiada Plastina\n\nGiovanni Rudello\n\nDavide Spinelli\n\nPaola Tassone\n\nMara Vignola.\n\nNel 2012 l’uscita del sesto volume Nuovi poeti italiani\, l’antologia enaudiana di poesia\, fece molto discutere: i “nuovi poeti italiani” erano tutti poetesse. Al di là delle polemiche\, una simile scelta editoriale metteva in luce che «la cosiddetta “poesia femminile” non è più un sottogenere di pochi casi isolati\, ma una realtà portante nella letteratura di questi anni» (Isabella Leardini).  \nIl reading dà voce non a un genere in quanto tale\, ma a voci che con la loro propria speciale sensibilità parlano di sé e del mondo\, con le poesie di Chandra Livia Candiani\, Mariangela Gualtieri\, Antonia Pozzi\, Amelia Rosselli\, Patrizia Valduga. \nIl reading è parte della Winter School Scrivere e leggere poesia nel XXI secolo (8-12 novembre) organizzata dal curriculum di Lingue e Letterature Straniere Moderne del Dottorato in Scienze del Testo Letterario e Musicale. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nAngela Malfitano\nAngela Malfitano è attrice\, regista\, formatrice\, docente e promotrice culturale. \nLaureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne\, ha iniziato la sua carriera di attrice sotto la guida di Leo de Berardinis.  \n\nHa ricevuto diversi premi\, fra cui il premio del concorso di teatro e poesia Al vento spigate parole (2003) di Tizzano Val Parma\, come attrice e autrice del progetto\, con il musicista Carlo Maver\, per lo spettacolo Spaesaggi.   \n\nDal 2000 dirige il Corso Attori dell’Università di Pavia e della Fondazione Teatro Fraschini di Pavia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 94 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’11 novembre 2021 – 233 kb
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SUMMARY:Com’eravamo (1870-1945). On line 75 anni de “La Provincia Pavese”
DESCRIPTION:Presentiamo il progetto di digitalizzazione de “La Provincia Pavese“\, 75 anni di storia messi a disposizione del pubblico su Digital Library Pavia. \nIntroducono Marzia Pontone\, Direttrice della Biblioteca Universitaria di Pavia\, e Federico Forneris\, Pro Rettore alla ricerca. \n\nIntervengono: \n\nAntonella Campagna\, Biblioteca Universitaria di Pavia\n\nPaolo Nassi\, Università degli Studi di Pavia\n\nRoberto Canevari\, Università degli Studi di Pavia\n\nVittorio Renuzzi\, Compagnia della Corte.\n\nConcludono Andrea Filippi\, Direttore de “La Provincia Pavese”\, e Cesare Zizza\, Delegato del Rettore alle Biblioteche. \nC’è chi chiede di consultarla per ricerche storiche lunghe e laboriose sulla ricostruzione del Ponte vecchio bombardato; c’è chi la cerca per sapere se davvero Toscanini suonò a Pavia\, o se l’incidente che coinvolse il nonno fu riportato esattamente. \nOgni attività di indagine storica\, ogni curiosità sul territorio e le persone della Provincia di Pavia parte dalla lettura del giornale dell’epoca. \n“La Provincia Pavese” – prima “La Canaglia” e\, nel periodo fascista\, “Il Popolo d’Italia” e “Il Popolo Repubblicano” – è uno dei principali testimoni di tutte le vicende della città e del territorio; a volte è l’unico testimone.  \nMa proprio il frequente utilizzo\, oltre alla carta di bassa qualità impiegata soprattutto nei periodi di guerra\, ha reso i numeri più antichi fragilissimi e a grave rischio di deterioramento.  \nPer questa ragione\, noi\, che conserviamo la raccolta più completa della testata\, siamo stati costretti a escludere dalla consultazione molti numeri\, soprattutto quelli relativi ai primi\nsettant’anni di vita del giornale. \nNel 2020\, in occasione dei 150 anni de “La Provincia Pavese”\, si è deciso di festeggiare il nostro giornale locale ‘riconsegnando’ ai cittadini – in formato digitale – i numeri più antichi: dal primo del 1870 fino al 1945. \nGrazie all’utilizzo delle funzionalità messe a disposizione dal servizio Digital Library Pavia si è stati\nin grado di garantire la conservazione a lungo termine\, la valorizzazione dei materiali e\, attraverso il portale di accesso\, la libera e semplice consultazione dei documenti e del loro contenuto. \nIl progetto – organizzato dalla nostra biblioteca con l’Università degli Studi di Pavia e la Compagnia della corte\, in collaborazione con la “La Provincia pavese” – ha vinto un importante bando della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia onlus e ha ricevuto un importante\ncofinanziamento da parte della Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, oltre che il sostegno economico del gruppo Gedi\, che\, in questo caso\, ha partecipato come sponsor dell’iniziativa. \nDopo un iniziale lavoro di raccolta e recupero dei documenti\, si è proceduto alla precisa e attenta scansione di oltre 52.800 pagine e\, quindi\, all’archiviazione organizzata di 11.272 fascicoli pubblicati dal 1870 al 1945.  \nAdesso\, i dati sono liberamente consultabili attraverso diverse modalità di ricerca e di navigazione sulla piattaforma Digital Library Pavia\, gestita dall’Università. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nL’evento è disponibile in streaming sulla pagina Facebook de “La Provincia Pavese”. \n  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 533 kb \nInserto tratto da “La Provincia Pavese” del 9 novembre 2021 – 514 kb \nArticolo tratto da “La Provincia Pavese” del 10 novembre 2021 – 879 kb
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SUMMARY:Alzati Martin
DESCRIPTION:Presentiamo Alzati Martin\, ballata in onore di Martin Luther King scritta da Roberto Piumini che la reciterà\, accompagnato da Nadio Marenco alla fisarmonica. \nPoesia e impegno civile non sono antitetici\, anzi la forza delle parole\, l’armonia del verso e la poesia dell’accompagnamento musicale rendono l’impegno morale ancor più incisivi e intensi. \nL’ingiunzione al giovane Martin Luther King di alzarsi e lasciare il posto a sedere sull’autobus a un bianco viene posto all’inizio di un cammino di riscatto finito purtroppo tragicamente con una pallottola\, ma non per questo spento\, anzi proseguito con più forza da tante persone.   \nIl ritmo intrecciato di parole e note per intonare un canto civile e raccontare la storia di Martin Luther King\, grande eroe moderno che inseguiva un sogno: un mondo senza discriminazioni razziali.  \nLa ballata racconta la sua adolescenza\, i soprusi subiti e visti\, la sua protesta non violenta per i diritti dei neri spezzata da una pallottola il 4 aprile 1968. Un esempio che nessuno dovrebbe dimenticare mai. \nLo spettacolo\, consigliato per ragazzi dagli 11 anni e per tutti gli adulti\, è parte della Winter School Scrivere e leggere poesia nel XXI secolo (8-12 novembre) organizzata dal curriculum di Lingue e Letterature Straniere Moderne del Dottorato in Scienze del Testo Letterario e Musicale\, in collaborazione con la biblioteca e il Collegio Borromeo.  \nRoberto Piumini\nRoberto Piumini è uno dei più importanti e premiati autori per ragazzi (ma non solo) spazia in praticamente tutti gli ambiti della scrittura: tanta poesia per piccoli\, grandi e in traduzione\, poemi narrativi\, romanzi\, racconti\, testi teatrali e di canzoni\, sceneggiature. \n\nMolti sui libri sono tradotti all’estero. Inoltre è stato autore di programmi televisivi (L’albero azzurro). \nNadio Marenco\nAltrettanto eclettico\, Nadio Marenco\, esplora con la sua fisarmonica svariati generi musicali\, passando dal classico al jazz\, al tango\, al folk\, accompagnando cantautori\, personaggio del mondo dello spettacolo e partecipando a numerose tournee in Italia e all’estero.  \n\nDocente di corsi superiori e Master\, è impegnato anche nell’importantissimo ruolo di portare la musica nelle scuole elementari.   \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 686 kb \nLocandina – 105 kb \nRoberto Piumini intervista Dante alla Winter School di Pavia (“La provincia pavese”\, 7 novembre 2021) – 472 kb
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SUMMARY:Elisa Moretti\, Pavia. Una passeggiata nella “nostra” Università
DESCRIPTION:Presentiamo il libro fotografico bilingue di Elisa Moretti Pavia. Una passeggiata nella “nostra” Università (Pi-Me.\, 2021).\nCon l’autrice ne parla Ivan Fowler che ha curato la traduzione inglese. \nMolti pavesi conoscono l’Università solo superficialmente\, pur sentendone il fascino e il legame. Cesare Angelini diceva: “Anche il meno istruito che passa davanti all’Università\, ha il sentimento del luogo e della sua importanza e\, anche se non ci ha mai messo piede\, dice “la nostra Università”.  \nLa fotografa Elisa Moretti se n’è resa conto e ha deciso di provare a colmare questa cesura tra i cittadini e l’Università di Pavia soprattutto attraverso le immagini.\nIl libro conduce attraverso la sede centrale con le sue biblioteche ed i suoi musei passando poi all’Orto Botanico\, a Palazzo Botta\, all’Istituto Spallanzani con il Museo Kosmos per poi arrivare al Campus Cravino con i musei e i laboratori di ricerca. \nÈ una Università di oggi vissuta da studenti\, docenti e visitatori. Un viaggio fotografico attraverso gli spazi e i volti che ogni giorno la animano. \nElisa Moretti\nElisa Moretti\, impegnata nel volontariato\, ha realizzato reportage e mostre fotografiche di viaggi solidali per documentare la vita nei paesi del terzo mondo per conto di associazioni Onlus. \n\nÈ stata docente dei corsi di presso il C.S.V. di Pavia\, e ha realizzato numerose mostre e libri fotografici\, il più recente Pavia\, silenziosi scatti … dedicati a chi ama osservare (Pi-Me\, 2016). Troviamo le sue fotografie su molti volumi dedicati all’Ateneo\, compreso Almum Studium Papiense. Storia dell’Università di Pavia\, a cura di Dario Mantovani. \nIvan Fowler\nCantante lirico\, compositore e cantastorie\, l’australiano Ivan Fowler vive da molti anni in Italia\, a Pavia. Con l’Associazione Culturale Il Mondo di TELS crea e cura i tour narrati del circuito The Original History Walks. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 100 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 3 novembre 2021 – 222 kb
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SUMMARY:Le parole che curano per la Biblioteca di reparto del Mac Oncologico dell'ICS Maugeri
DESCRIPTION:Presentiamo la performance teatrale Le parole che curano per la Biblioteca di reparto del Mac Oncologico dell’ICS Maugeri a cura di Teatro del Mutuo Soccorso. \nIn maniera del tutto autonoma e spontanea\, in questi mesi\, è nata dagli stessi pazienti del Mac Oncologico dell’ICS Maugeri l’idea di creare una piccola biblioteca di reparto\, co-gestita su base volontaria da pazienti e personale sanitario.   \nChi si trova nella condizione di dover ricevere le cure chemioterapiche presso il Day Hospital deve anzitutto abituarsi alle lunghissime attese dovute alla preparazione e alla somministrazione dei farmaci; una buona lettura può quindi offrirsi come concreto appiglio e risorsa per rendere molto più gradevole e vitale quel lungo tempo condiviso in reparto. \nDa qui l’idea di creare la biblioteca che potrebbe essere collocata nella sala d’aspetto del reparto ed essere accessibile ai pazienti che ai loro accompagnatori/caregiver. \nIl tempo della cura rimane comunque e sempre un prezioso tempo di vita: l’opportunità di immergersi in una buona lettura o di avviare una conversazione che non abbia al centro sempre e solo sintomi e fatiche del proprio percorso terapeutico può diventare un alleato prezioso per la salute e il recupero psico-fisico. \nL’iniziativa è sostenuta dal personale di reparto\, da Antigone APS e da noi che abbiamo creato un evento dedicato\, con la speranza che sempre più donatori di libri possano aiutarci a concretizzare il progetto. \nAttraverso il Playback Theatre\, una originale forma di teatro sociale e di comunità\, il pubblico può raccontare eventi reali ed emozioni\, per poi vederli rappresentati in scena all’istante. \nL’azione teatrale risponde così come un “atto di servizio” che restituisce una visione\, uno specchio\, una prospettiva inattesa. \nL’intento è creare condivisione e bellezza\, a partire da temi percepiti come comuni\, per  promuovere consapevolezza\, incontro\, senso di appartenenza. \nLa Compagnia di Playback Theatre “Teatro di Mutuo Soccorso” fa parte dell’Antigone APS Pavia. \nPer la prima volta nella nostra storia agli spettatori chiediamo\, su base del tutto volontaria\, un biglietto d’ingresso: un libro da donare alla biblioteca che sta nascendo alla Maugeri. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \n  \nLe parole che curano nel servizio di Pavia Press\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 823 kb \nLocandina – 93 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 31 ottobre 2021 – 234 kb
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CATEGORIES:Apertura straordinaria,Ci vediamo in Salone
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SUMMARY:Ho rifiutato il paradiso per non uccidere e Il martire mancato di Walimohammad Atai
DESCRIPTION:Per la rubrica Ci vediamo in Salone presentiamo Ho rifiutato il paradiso per non uccidere e Il martire mancato di Walimohammad Atai\, rifugiato e attivista afghano. Intervengono Elena Borsa e Francesco Mazzucotelli. \nSono passati solo due mesi dai tragici avvenimenti che hanno visto l’Afghanistan precipitare nel caos e nella dittatura talebana\, che ha ulteriormente compresso i diritti\, in particolare quelli delle donne. Le notizie\, le immagini\, gli avvenimenti incalzano\, e di quel paese martoriato non si parla quasi più. La presentazione sarà un momento di confronto e approfondimento per la comunità pavese. \nHo rifiutato il paradiso per non uccidere\nHo rifiutato il paradiso per non uccidere (Multimage\, 2019) avvicina il lettore alle storie quotidiane che ancora popolano l’Afghanistan\, un paese dove la guerra e il terrorismo sembrano non finire mai e dove si distruggono le scuole perché l’istruzione è il peggior nemico del fanatismo e del fondamentalismo.  \nIl martire mancato\nIl martire mancato (prefazione e revisione di Arianne Ghersi\, postfazione di Giulietto Chiesa\, Multimage\, 2020) è la descrizione più minuta\, più inquietante\, più approfondita\, più precisa\, di cosa è stata ed è tuttora la scuola internazionale del terrorismo fondamentalista.  \nCi racconta dove è nata\, come è nata\, perché è nata. Bisogna leggerla per capire dove siamo tutti e perché siamo arrivati a questo punto. Tutti è la parola giusta\, perché dalle righe di Atai emerge che\, in molti modi\, “noi c’entriamo”\, anche se non ne siamo consapevoli (Giulietto Chiesa). \nSebbene gli anni anagrafici dell’autore siano solo 23\, la sua storia sembra ripercorrerne 40\, tanti ne sono passati dall’invasione sovietica dell’Afghanistan. Sono quarant’anni di una guerra mai conclusa: di dolore\, fatica e sfide continue per sopravvivere.  \nMa la sua esperienza è anche quella di una forza interiore\, della ribellione e della speranza. Un viaggio non solo verso l’Europa ma dentro il conflitto altrettanto infinito tra autorità e libertà\, tradizione e cambiamento\, passato e futuro (Emanuele Giordana). \nL’iniziativa è promossa dal Movimento dei Focolari\, con la collaborazione di: \n\n\nCSV Lombardia SUD Sede di Pavia\n\nARCI Pavia\n\nAzione Cattolica Pavia\n\nComunità di Sant’Egidio\n\nComunità Laudato si’ Pavia\n\nLibera. Associazioni\, nomi e numeri contro le mafie\n\nPax Christi\n\nScuola di Cittadinanza e Partecipazione.\n\nUna parte dei proventi della vendita dei libri verrà devoluta all’associazione FAWN. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nPer maggiori informazioni:\nElena Borsa\, 347 109 93 01\, ebbelena@gmail.com  \nWalimohammad Atai\nWalimohammad Atai\, classe 1996\, fondatore dell’associazione FAWN (Free Afghan Women Now) per la difesa dei diritti delle donne afgane.\nLaureato in Scienze della mediazione linguistica in Italia\, attualmente è laureando in scienze politiche presso l’Università di Pavia. \nÈ Educatore professionale Socio-Pedagogico ed è stato coordinatore di un centro d’accoglienza nella provincia pavese. Lavora come interprete e traduttore giurato per tribunali\, commissioni territoriali\, carceri\, questure e ministeri.  \nElena Borsa\nElena Borsa è bibliotecaria presso la Biblioteca di Rozzano. \nFrancesco Mazzucotelli\nFrancesco Mazzucotelli è Professore di Storia e cultura del Medio Oriente presso l’Università di Pavia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 124 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 ottobre 2021 – 520 kb
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SUMMARY:Giorgetto Giorgi\, Épopée et roman dans le Grand Siècle
DESCRIPTION:Per la rubrica Ci vediamo in Salone\, presentiamo il libro Épopée et roman dans le Grand Siècle (Paris\, Honoré Champion\, 2020) di Giorgetto Giorgi. Con l’autore ne parlano Francine Wild\, Francesco Fiorentino e Vittorio Fortunati. \nLa raccolta di saggi mette in luce le tappe principali della riflessione teorica sul genere narrativo in Francia\, dal Rinascimento alla fine del XVII secolo.  \nPoiché il romanzo\, nella fase iniziale di questa riflessione\, occupava il gradino più basso nella gerarchia dei generi\, molti teorici e molti autori si proposero di “nobilitarlo” uniformandolo al modello dell’epopea\, considerata in quell’epoca il genere più illustre.  \nTuttavia\, se nel periodo barocco (situabile nella prima metà del XVII secolo) le analogie fra romanzo ed epopea furono numerose e molto evidenti\, nel successivo periodo classico i due generi si distinsero sempre di più.  \nL’analisi delle poetiche del genere narrativo nei secoli XVI e XVII costituisce la porzione principale di questo volume\, ma sono esaminate  anche le prese di posizione sull’epopea e sul romanzo da parte di autori dello stesso periodo che coltivarono altri generi letterari.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGiorgetto Giorgi \nGiorgetto Giorgi è professore emerito di Letteratura francese all’Università di Pavia. Le sue ricerche riguardano i secoli XVII\, XIX e XX\, e si concentrano soprattutto sulla teoria e sulla pratica del genere narrativo e del genere epico.  \nFrancesco Fiorentino\nFrancesco Fiorentino\, già professore ordinario di Letteratura francese all’Università di Bari\, è specialista del XVII secolo\, in particolare del teatro del classico. Si occupa anche della narrativa del XIX secolo e del romanzo libertino.  \nFrancine Wild\nFrancine Wild è stata docente di Letteratura francese all’Université de Caen Normandie. Si occupa principalmente della letteratura del XVII secolo\, in particolare dell’epopea\, della memorialistica e del genere epistolare.  \nVittorio Fortunati\nVittorio Fortunati è docente di Letteratura francese presso l’Università di Pavia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina – 105 kb
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SUMMARY:Domenica di carta 2021
DESCRIPTION:Nell’ambito della Domenica di Carta\, domenica 10 ottobre alle ore 11.00\, presentiamo il catalogo I manoscritti datati della provincia di Pavia (Firenze\, SISMEL – Edizioni del Galluzzo\, 2020). \nInsieme ai curatori Marco D’Agostino e Martina Pantarotto\, interviene Nicoletta Giovè\, Presidentessa dell’Associazione Italiana dei Manoscritti datati. Coordina la nostra Direttrice Marzia Pontone. \nIl volume è parte dell’ambizioso progetto dell’AIMD\, grande lavoro di ricerca sulle tracce di data\, nome del copista\, luogo di copia\, nome del miniatore dei manoscritti in scrittura latina datati entro il 31 dicembre 1500. \nIl catalogo descrive 117 manoscritti di cui 92 conservati nelle nostra biblioteca\, i rimanenti in altri istituti culturali della provincia di Pavia: \n\nArchivio di Stato di Pavia\n\nArchivio Storico Diocesano di Pavia\n\nBiblioteca Civica “Carlo Bonetta”\n\nBiblioteca del Seminario Vescovile di Pavia \n\nBiblioteca della Certosa\nArchivio Storico Comunale di Vigevano\n\nBiblioteca Diocesana di Vigevano\n\nMuseo del Tesoro di Vigevano. \n\nIl catalogo è introdotto dalla storia delle biblioteche e dei fondi ed è corredato dagli indici\, dalla bibliografia e da 122 tavole. \nDalle ore 9.30 alle ore 11.00 potrete visitare il Salone Teresiano e la mostra memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante. \nLa Domenica di Carta è un’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura per valorizzare l’immenso e prezioso patrimonio archivistico e librario custodito nelle biblioteche e negli archivi dello Stato. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 404 kb \nLocandina – 139 kb \nArticolo tratto da “Il Ticino” dell’8 ottobre 2021 – 190 kb
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SUMMARY:Massimo Castoldi\, Francesca in cerca d’autore
DESCRIPTION:Con l’intervento Francesca in cerca d’autore di Massimo Castoldi\, inauguriamo il ciclo di eventi Viaggio intorno a Dante che accompagna la mostra memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante allestita in Salone Teresiano. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nFrancesca da Rimini è forse\, insieme col conte Ugolino\, il personaggio dantesco che ha più toccato nei secoli la curiosità e la sensibilità dei lettori dellaDivina Commedia.  \nDante la condanna in eterno senza esitazione\, sapendo che quel misto di amore elevazione e amore passione\, che Francesca rivendica\, conduce inesorabilmente alla perdizione\, se non è guidato dal «fedele consiglio della ragione».  \nLa letteratura degli ultimi due secoli spesso la assolve\, fino a farne un simbolo di purezza\, oppure l’emblema dell’esaltazione dell’amore\, delle leggi naturali\, del trionfo dell’umano sul divino.\n \nIl nostro compito è ripercorrere le vicende di queste profonde mutazioni\, ricostruendo le intenzioni del suo autore\, ma anche riconoscendo l’autonomia del personaggio. \nMassimo Castoldi\nMassimo Castoldi insegna Filologia italiana all’Università degli Studi di Pavia. \nSi è occupato di poesia del Cinquecento\, di Manzoni\, ma soprattutto dell’opera di Giovanni Pascoli\, del quale ha curato l’edizione critica dei saggi su Leopardi (La Spezia\, Agorà edizioni\, 1999)\, l’edizione commentata delle Canzoni di re Enzio (Bologna\, Patron\, 2005) e altri volumi monografici\, l’ultimo dei quali è Da Calypso a Matelda. Giovanni Pascoli poeta dell’Era nuova (Modena\, Mucchi\, 2019). \n Si interessa anche di critica delle fonti storiche con uno sguardo in particolare all’antifascismo e  alla Resistenza. Nel 2020 ha pubblicato il volume Piazzale Loreto. Milano\, l’eccidio e il contrappasso (Roma\, Donzelli). È membro della Commissione per l’Edizione Nazionale delle opere di Giovanni Pascoli. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\n  \nComunicato stampa – 556 kb \nLocandina – 132 kb
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SUMMARY:Giornate Europee del Patrimonio
DESCRIPTION:Per le Giornate Europee del Patrimonio proponiamo: \n\nalle 14.30 e alle 15.30 visite guidate alla mostra Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante allestita in Salone Teresiano\n\nalle 17.00 presentazione del restauro\, finanziato dal Soroptmist Club di Pavia\, della pergamena dantesca esposta in mostra con le restauratrici Francesca Telli e Roberta Bolzoni.\n\nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nLe Giornate Europee del Patrimonio\, promosse dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea\, sono sostenute dal Ministero della Cultura. \nLa pergamena dantesca\nIl manoscritto è un frammento di un codice dantesco e riporta 75 terzine dell’Inferno: un foglio singolo di pergamena con i versi 4-117 di Inferno XXI sul recto e i versi 118-139 di Inferno XXI insieme ai versi 1-90 di Inferno 22 sul verso. \nIl testo è scritto su due colonne con inchiostri metallo-gallici e lettere iniziali rubricate. Dopo lo smembramento del codice\, il foglio membranaceo è stato utilizzato come coperta di una filza notarile e riporta sul recto la data 1609. \nFu ritrovata nel 2002 durante il restauro del volume Historia de la vida y hechos del emperador Carlos V Maximo\, Por el maestro don fray Prudencio de Sandoual su coronista\, obispo de Pamplona. En Barcelona\, por Sebastian de Cormellas\, Y a su costa\, 1625 (collocazione 10 D 21).  \nIl frammento\, individuato negli anni sessanta dal Prof. Angelo Stella\, presenta varianti rispetto alla tradizione boccaccesca. Maria Antonietta Casagrande (I codici della Commedia conservati nella Biblioteca universitaria di Pavia\, in “Ricerche medievali”\, 1969-70) nota «la lezione\, che risulta trasmessa correttamente\, s’inserisce in una tradizione manoscritta sostanzialmente affine a quella dell’antica vulgata».  \nLa scrittura è una gotica libraria: «le lettere all’inizio di terzina\, in onciale e disposte fuori di margine\, sono di piccolo modulo; invece la lettera iniziale del canto\, di colore rosso\, occupa lo spazio di tre righe». \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 824 kb \nLocandina –  362 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 settembre 2021 – 119 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 settembre 2021 – 462 kb
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SUMMARY:Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante - Inaugurazione
DESCRIPTION:Il Salone Teresiano riapre al pubblico con l’inaugurazione della mostra Memorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante. \nProgramma della giornata\nSaluti istituzionali\nMarzia Pontone – Direttrice Biblioteca Universitaria di Pavia\nFrancesco Svelto – Rettore Università degli Studi di Pavia\nAlberto Lolli – Rettore Almo Collegio Borromeo Pavia\nGianfranca Lavezzi – Presidente Società Dante Alighieri Comitato di Pavia \nInterventi\n\n\nMirko Volpi\, La fortuna manoscritta e a stampa della Commedia\nGuido Scarabottolo\n\nAntonella Campagna\n\nLuisa Erba\n\nGiuseppe Zapelloni\n\nLa mostra è allestita in occasione dei settecento anni della morte di Dante\, in collaborazione con la casa editrice La Grande Illusion\, l’Associazione culturale Compagnia della Corte e con il contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia. \nMemorie e smarrimenti. Il viaggio di Dante vede i nostri manoscritti e antiche edizioni illustrate della Divina Commedia affiancati dalle tavole originali di Smarrimenti realizzate dall’illustratore\, grafico e designer Guido Scarabottolo. \nLe ventotto tavole (50 x 70 cm circa) hanno come tema figurativo la prima terzina del Poema dantesco\, illustrata parola per parola con effetto straniante e grande impatto visivo. Già ospitata a Pisa e a Fano\, la mostra di Scarabottolo è stata anche oggetto di un libro d’artista\, pubblicato nel 2016 da La Grande Illusion in 699 esemplari. \nRiproporla nel Salone Teresiano\, arricchita dalle moltissime memorie dantesche da noi custodite\, ci sembra un modo originale per celebrare questo importantissimo anniversario mescolando antico e moderno e proponendo al pubblico e alle scuole una nuova maniera di conoscere il Sommo Poeta. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione (dall’11 settembre) e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità.  \nRivedi l’inaugurazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 843 kb \nLocandina –  292 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 agosto 2021 –  322 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 settembre 2021 – 430 kb
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SUMMARY:Festa della Musica - Pezzi da 90 della canzone d’autore
DESCRIPTION:Per celebrare la Festa della Musica\, proponiamo Pezzi da 90 della canzone d’autore\, spettacolo di Matteo e Cristiano Callegari\, organizzato in collaborazione con l’Università di Pavia. \nNella cornice del Cortile delle Statue\, i due artisti sul palco\, con pochissimi strumenti\, accompagneranno gli spettatori in un vero e proprio viaggio dentro le eccellenze della canzone d’autore. \nPezzi da 90 è uno spettacolo composito\, che alterna la musica dal vivo alla narrazione. Una performance che intreccia canzoni e personaggi\, musica e parole\, collegando il pubblico e il privato\, la Storia e le storie nell’intento di valorizzare la grande tradizione autoriale che ha accompagnato gli ultimi decenni della storia della musica e della società italiana. \nIn Pezzi da 90\, il versatile talento vocale di Matteo Callegari e lo storytelling musicale di Cristiano Callegari si mettono al servizio di una grande tradizione.  \nCome prenotare\nL’ingresso è solo su prenotazione\, limitato a 50 spettatori e gratuito.\nPotete riservare i vostri posti fino a venerdì 18 giugno alle ore 18.00: \n\n scrivendo a universitariapavia@gmail.com\n\ntelefonando al numero 0382 24764 (lunedì-venerdì\, 8.30-18.00)\n\nè indispensabile indicare nome e cognome dei partecipanti e un recapito telefonico.\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 556 kb \nLocandina –  244 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 giugno 2021 –  166 kb
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SUMMARY:Mirko Volpi\, Asilo Club. Storia semiseria di un padre alle prese con il mistero dell’infanzia
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Asilo Club. Storia semiseria di un padre alle prese con il mistero dell’infanzia (Salani\, 2021) di Mirko Volpi. Con l’autore ne parlano Maria Cristina Scalabrini\, Egi Di Leo e Antonella Campagna. \n\n– Ludovico\, mi racconti cosa avete fatto oggi di bello\, all’asilo?\n– …\n– Giocato?\n– …\n– Disegnato?\n– …\n– Cantato?\n– …\n– Niente?\n– Niente. \nPolo a strisce\, capelli appena tagliati e zaino dei Minions in spalla: ecco Ludovico al suo primo giorno di asilo. Ed ecco anche suo padre\, dopo una notte insonne\, accompagnarlo diligente fino ai cancelli della scuola dell’infanzia L’Aquilone di Pavia\, presidiati da un sorridente nano Dotto in terracotta che sembra lanciare un avvertimento ai poveri genitori ancora ignari del destino a cui stanno andando incontro. \nCosa si nasconde dietro le impenetrabili mura della classe dei Verdi? Chi sono Margot\, Desirée\, Viola e gli altri membri della segretissima società di tre\, quattro e cinquenni che è l’Asilo Club? Nessuno lo saprà\, mai.  \nAbbandonata ogni pretesa di essere un padre ‛all’antica’\, Mirko Volpi si ritrova alle prese con i temuti Giorni dell’Inserimento; con gli odiatissimi ma ormai imprescindibili corsi pomeridiani; con la routine quotidiana del tragitto casa-scuola e ritorno\, in cui ogni tentativo di carpire qualcosa sulla giornata di Ludovico è sempre\, comicamente e drammaticamente\, vano. \nCon ironia tagliente e allo stesso tempo con uno sguardo tenero e sincero\, Mirko Volpi ci offre un punto di vista inedito sulla paternità\, in questo romanzo autobiografico che è un viaggio semiserio tra le paure\, le aspettative e le domande di tutti i genitori alle prese con il grande mistero della crescita dei figli. \nMirko Volpi\nMirko Volpi (Nosadello\, 1977) insegna Storia della lingua all’Università di Pavia. Si occupa in particolare di Dante\, dei suoi commentatori\, degli antichi volgari. Ha pubblicato Il Diario di Mirko V. (Epika\, 2011)\, Oceano Padano (Laterza\, 2015)\, I mostri di Dante (Salani\, 2021) con Giacomo Guccinelli e Laura Vaioli. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina –  222 kb
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SUMMARY:Igor Ebuli Poletti\, 100 tesi sul Giappone. Tutte sbagliate
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo 100 tesi sul Giappone. Tutte sbagliate (Published on Mar 18\, 2021) di Igor Ebuli Poletti. Con l’autore ne parlano Piersandro Pallavicini e Antonella Campagna. \nCome mangiare un pesce palla senza fissarlo negli occhi\, come pensare che il ramen abbia un’anima\, chiamare un taxi senza capire quando arriva. Questo e molto altro in un Giappone immaginario e sconvolgente descritto da chi non ci è mai stato. Per ora. LE TOYOTA SONO TUTTE BIANCHE?  \nIgor Ebuli Poletti\nIgor Ebuli Poletti nasce\, senza saperlo\, in un luogo imprecisato della pianura padana agli inizi del mese di settembre del 1965\, forse per caso. \n\n Cresce fallendo in tutto quello che intraprende\, si laurea inconsciamente in giurisprudenza\, si dedica alla riflessione filosofica per un decennio\, lavora in una fondazione medica simulando competenze che non possiede. \n\n Suona il sax baritono e il clarinetto basso con risultati da tutti unanimemente sordidi\, scrive frasi insulse sotto il nom de plume di Beda il Venerabile\, ama l’Islanda e le lasagne. \n\n Adora osservare con attenzione le porte delle palestre\, indossa quasi esclusivamente giacche blu con pochettes bianche.  \n\nQuesta è la sua prima biografia. Per Blonk ha pubblicato Olanda. Biciclette\, mulini a vento e aringhe. Soprattutto aringhe. \n\nHa in corso di pubblicazione una trilogia su Cary Grant\, non ricorda per quale editore\, e\, soprattutto\, ha perso il file delle bozze. Non riesce a sbucciare gli ananas e ha elaborato il trauma mangiandoli con la buccia.  \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 98 kb \nLocandina –  259 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 4 giugno 2021 –  97 kb
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SUMMARY:Francesca Serafini\, Tre madri
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Tre madri (La nave di Teseo\, 2021) romanzo di Francesca Serafini candidato al Premio POP – Premio Opera Prima 2021. Con l’autrice ne parlano Maria Cristina Scalabrini e Antonella Campagna. \nLa commissaria Lisa Mancini a soli trentatré anni ha già alle spalle una carriera straordinaria.  \nTanti successi in Italia e all’estero di cui potrebbe vantarsi\, ma che creano intorno a lei un’aura di mistero il giorno in cui decide di abbandonare l’incarico all’Interpol di Lione per dirigere il commissariato di Montezenta\, un piccolo centro romagnolo con i pregi e i difetti della provincia italiana\, e di tutte le province del mondo. \nNessuno conosce il motivo del trasferimento di Lisa. Tutto quello che sappiamo sul suo conto è che\, sbrigate le pratiche di routine\, passa le giornate chiusa nel suo ufficio a giocare a Candy Crush sul cellulare.  \nFinché non viene denunciata la scomparsa di River: un quindicenne di origine inglese che vive con la sua famiglia in un piccolo villaggio appena fuori dalle mura medievali di Montezenta. Una comunità libertaria e anticonformista che trasforma in opere d’arte i materiali di scarto\, e che attira per questo su di sé l’ostilità e i pregiudizi del resto della popolazione. \nRiver – uno studente modello\, capace di farsi amare da tutti – è davvero una vittima oppure sta scappando da qualcosa di cui è lui stesso responsabile? Per riuscire a rispondere a questa domanda\, Lisa dovrà combattere i demoni del suo passato\, e trasformare la ricerca del ragazzo in un viaggio a perdifiato dentro sé stessa. \n\nIn un romanzo straripante di scelte coraggiose e parole raccolte con cura\, di canzoni che si insinuano nei pensieri e film che lasciano folgorati\, Lisa Mancini è un personaggio che parla di noi\, delle nostre paure\, dei nostri affetti più incandescenti. \nFrancesca Serafini\nFrancesca Serafini ha pubblicato tra le altre cose Questo è il punto. Istruzioni per l’uso della punteggiatura\, Di calcio non si parla e Lui\, io\, noi (con Dori Ghezzi e Giordano Meacci). \n\nScrive da anni sceneggiature per la tv e per il cinema: con Claudio Caligari e Giordano Meacci ha scritto Non essere cattivo\, film dell’anno ai Nastri d’argento nel 2016 e candidato italiano agli Oscar nello stesso anno. Sempre con Giordano Meacci ha scritto il biopic Fabrizio De André – Principe libero del 2018. Tre madri è il suo primo romanzo. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb \nLocandina –  232 kb
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SUMMARY:Viviana Gabrini\, Peccato che sia un vizio
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Peccato che sia un vizio di Viviana Gabrini (Prospero Editore\, 2020). Con l’autrice ne parlano Marco Ruggeri\, Italo Maroni e Antonella Campagna. \n“Che cos’è il bene? Che cos’è il male? Cosa fa di un vizio un peccato? Chi sono i buoni? E i cattivi? Con la sua scrittura ironica e dissacrante\, lucida e divertente Viviana Gabrini sovverte le regole e fa esplodere il mondo. Con grande stile” (Barbara Garlaschelli)  \nPeccato che sia un vizio è una raccolta di racconti brevi\, il cui filo conduttore sono le debolezze dell’animo umano\, i vizi e i peccati che forse\, a dirla tutta\, non sono sempre così riprovevoli. \n“Il suo nome è Mario ma tutti\, da anni\, lo chiamano ilbuonoilbruttoeilcattivo perché conosce a memoria tutte le battute del film e ama farne sfoggio in ogni occasione.\nLa sera prima\, dopo aver perso una partita a briscola contro Gianni l’ubriacone e i suoi cognati\, aveva commentato: “Che ingrato… con tutte le volte che ti ho salvato la vita!”. \nViviana Gabrini\nViviana E. Gabrini è un’attrice e tiene laboratori di lettura scenica. Ha pubblicato i racconti I fili di Arianna (Primula Ed.\, 2015) ed è presente in diverse antologie\, fra cui In viaggio (Ediz. del Gattaccio\, 2017)\, Di mari e tempeste (Ediz. del Gattaccio\, 2018)\, AltriVolti (Sdiario\, 2018)\, Con-Tatto (2020). Con Prospero Editore oltra ad aver pubblicato la raccolta Peccato che sia un vizio (2020) e ha partecipato all’antologia Anch’io. Storie di donne al limite (2021). \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 957 kb \nLocandina – 232 kb
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SUMMARY:Roberto Lodigiani\, La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo La spia di Stalin. La vera storia di Carlo Codevilla di Roberto Lodigiani (Mursia\, 2015). Con l’autore ne parlano Pierangelo Lombardi\, Giorgio Gatti e Antonella Campagna. \n“Una storia vera che getta una luce inedita sullo spionaggio sovietico nel ventennio cruciale fra l’instaurazione dello stalinismo\, la fine del Secondo conflitto mondiale e l’immediato dopoguerra\, attraverso le vicende di uno dei suoi migliori agenti: Carlo Codevilla\, lo 007 italiano di Stalin”. \nEstate 1921. A Mosca\, capitale della giovane repubblica dei Soviet\, arriva uno studente italiano. Si chiama Carlo Codevilla\, ha 21 anni ed è originario di Tortona\, cittadina del Basso Piemonte. In Italia è ricercato per l’omicidio di due fascisti\, ma se questo ne fa un fuorilegge nel suo Paese\, diventa una nota di merito nell’Unione Sovietica. \nViene subito chiamato a lavorare nell’apparato dell’Internazionale comunista e\, dopo pochi mesi di apprendistato\, è inviato in Germania\, con l’incarico di trovare armi da far recapitare clandestinamente in Italia. \nInizia così la sua brillante carriera di agente del Comintern e dei servizi segreti sovietici. Una carriera che lo porterà in Spagna durante la guerra civile fra repubblicani e franchisti\, in Francia a caccia del doppiogiochista Eros Vecchi e dell’ex ufficiale zarista Miller\, in Messico nei giorni dell’assassinio di Leone Trotsky\, per poi indossare l’uniforme di generale dell’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale. \nLa sua storia viene raccontata in questo libro come in un romanzo\, fino alla morte misteriosa a New York nel 1950. Una vita avventurosa ma segnata dai compromessi e dalla bufera delle repressioni staliniane che avrebbe spazzato via anche i suoi vecchi compagni di lotta\, scuotendo la sua fede nel comunismo. \nRoberto Lodigiani\nRoberto Lodigiani\, nato nel 1962 a Broni (Pavia)\, è giornalista del quotidiano “La Provincia pavese”. Laureato in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Pavia\, è stato allievo del professor Giulio Guderzo. Da anni si occupa di storia contemporanea\, in particolare di fascismo\, antifascismo\, Seconda guerra mondiale e Resistenza. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 961 kb \nLocandina – 232 kb
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SUMMARY:Abdullahi Ahmed\, Lo sguardo avanti
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Lo sguardo avanti di Abdullahi Ahmed (add editore\, 2020). Con l’autore ne parlano Gipo Anfosso e Antonella Campagna; letture di Donatella Mazza. \n“Sono Abdullahi Ahmed\, sono nato a Mogadiscio\, in Somalia. \nVoglio raccontarvi una parte della mia storia che a me piace definire “la ricerca della felicità”\, perché non si può essere stranieri per sempre.” \nQuando Abdullahi parte da Mogadiscio ha 19 anni. Alle spalle si lascia una nazione nel pieno di una guerra civile in cui è difficile capire le forze in campo e vedere una speranza oltre agli attentati e alla distruzione. La sua idea è raggiungere un posto in cui poter studiare e mettere da parte qualche soldo che serva a dare un futuro a lui e ai suoi fratelli. \nIl viaggio che affronta passa attraverso l’inferno del Sahara\, la Libia e un attracco a Lampedusa dove verrà accolto e caricato su un aereo per la destinazione che qualcuno ha pensato per lui: la provincia di Torino. \nComincia da qui la nuova vita di Abdullahi\, a Settimo Torinese\, dove diventa un cittadino attivo dedicandosi al lavoro di mediatore culturale e impegnandosi nelle scuole dove ha incontrato migliaia di studenti per parlare di migrazioni\, accoglienza\, culture\, popoli\, diritti. Nel 2016 diventa cittadino italiano. \nTra gli obiettivi più importanti raggiunti da Abdullahi\, ci sono il Festival dell’Europa e del Mediterraneo a Ventotene e l’associazione Generazione Ponte con la quale fa dialogare i ragazzi somali con quelli italiani\, per scambiare punti di vista ed esperienze\, guardando all’Europa come luogo del possibile. \nDopo tredici anni\, Abdullahi si sta preparando a tornare in Somalia con alcune borse di studio per i ragazzi di Mogadiscio che ancora devono costruire il proprio mondo. \nNel 2020\, Abdullahi Ahmed ha ricevuto il “Premio Altiero Spinelli” da parte della Commissione Europea per il Festival dell’Europa Solidale e del Mediterraneo. \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 899 kb \nLocandina – 215 kb
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SUMMARY:Giovanni Maga\, Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle
DESCRIPTION:Per la rubrica Il libro della settimana presentiamo Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle di Giovanni Maga. Con l’autore ne parlano Giuliano Gasperi\, professore di Zoologia dell’Università di Pavia\, e Federico Focher\, dirigente di ricerca\, Istituto di Genetica Molecolare CNR. Coordina Antonella Campagna.  \nUscito in questi giorni per la casa editrice Zanichelli\, è un libro divulgativo\, per lettori non addetti ai lavori che vogliano conoscer più da vicino il mondo dei virus. \nI virus sono comparsi sulla Terra ben prima di noi\, forse già 3\,5 miliardi di anni fa\, e sono del tutto disinteressati al nostro destino. \nEppure a volte possono cambiare le sorti della storia. \n\nAbbiamo sperimentato sulla nostra pelle questo fenomeno ad opera di SARS-CoV-2\, un virus che tuttavia non è giunto inaspettato: già nel 2002 l’epidemia di SARS avrebbe dovuto metterci in guardia.\n Nel 2021\, mentre perfezioniamo il vaccino per la malattia COVID-19\, dobbiamo cominciare a prepararci per la prossima pandemia. Senza dimenticare la lotta all’HIV e a tutti gli altri virus che minacciano la nostra salute: dalle epatiti alle febbri emorragiche.\nI virus\, però\, non sono sempre nocivi. Alcuni sono innocui\, altri possono essere nostri alleati ed essere usati come vettori nella terapia genica o per uccidere le cellule del cancro. \nGiovanni Maga\nGiovanni Maga\, Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia\, insegna Biologia Molecolare II all’Università di Pavia.\nAutore di centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali\, è incluso nella classifica dei Top Italian Scientists. Per le Chiavi di lettura ha pubblicato Batteri spazzini e virus che curano (2016) e Quando la cellula perde il controllo (2019). \nRivedi la presentazione\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 233 kb \nLocandina – 849 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 29 aprile 2021 – 237 kb
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SUMMARY:25 aprile\, storie partigiane
DESCRIPTION:Saluteremo il giorno della Liberazione con le canzoni proposte dal musicista Matteo Callegari e le letture di alcuni brani affidate alla voce di Francesco Mastrandrea. \nCon la sezione ANPI di Belgioioso e la sezione Onorina Pesce di Pavia\, presenteremo due pubblicazioni:  \n\n\nsu Renato Codara\, partigiano di Belgioioso\, prescelto per la missione a Dongo\n\nsu Renato Tisato\, gappista veronese\, poi professore di pedagogia nella nostra Università. \n\nLe abbiamo scelte perché\, attraverso la ricostruzione delle vicende umane dei due resistenti\, potremo brevemente indagare sulla stagione del dopoguerra che non fu né facile né indolore per tanti di coloro che per la libertà del Paese avevano preso le armi. \nSaranno con noi Attilia Zanaboni\, autrice del testo su Codara insieme a Enzo Paravella\, e Annalisa Alessio\, autrice del testo su Tisato con Laura Beretta. \nA chiudere l’intervento di Luca Casarotti\, presidente della sezione pavese di Anpi Onorina Pesce Brambilla che approfondirà il tema del dopoguerra. Coordina Antonella Campagna. \nTra le letture anche quella di uno stralcio del racconto “Nichelino – storia del gappista Temporale 1945-1948” ma questa sarà una sorpresa che riserviamo a chi ci seguirà.  \nUn solo rimpianto\, non avere con noi il professore Franz Brunetti\, amico fraterno e collega di Renato Tisato\, per il quale ha scritto\, poco prima di morire\, la prefazione alla seconda edizione del lavoro. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 605 kb \nLocandina – 804 kb
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