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SUMMARY:Il giardino d'acqua di Andrea Pagani
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il giardino d’acqua di Andrea Pagani (Ronzani\, 2022). L’autore Andrea Pagani dialoga con Romano Augusto Fiocchi. \nGiovedì 18 maggio 1922. Parigi. All’hotel Majestic\, uno dei più prestigiosi hôtel de luxe della capitale francese\, nell’imponente avenue Kléber\, si verifica un evento leggendario: l’incontro fra i due giganti della letteratura\, Marcel Proust e James Joyce.\nDi cosa parlano?  \nIl romanzo di Andrea Pagani\, in margine al Centenario di quello storico incontro (1922-2022)\, ricostruisce in forma appassionata e ironica\, ma con un robusto fondamento scientifico\, le dinamiche della magnifica serata al Majestic\, in occasione della prima del Renard di Stravinskij\, allestita dalla celebre compagnia dei Balletti russi di Sergej Pavlovič Djagilev. \nAndrea Pagani\nAndrea Pagani è insegnante di Lettere e collaboratore dell’editore Zanichelli. \nÈ autore di oltre quaranta pubblicazioni fra testi saggistici di letteratura e testi narrativi e presidente dell’associazione culturale “Ippogrifo. Vivere la scrittura”. \nRomano Augusto Fiocchi\n \nRomano Augusto Fiocchi\, nato a Pavia nel 1961\, giornalista pubblicista e scrittore\, ha pubblicato 91 racconti suddivisi in cinque raccolte. È fra gli autori della Piccola antologia della peste.\nIl suo ultimo romanzo è Il tessitore del vento.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 152 kb \nLocandina – 222 kb \nCopertina – 152 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 6 dicembre 2022 – 88 kb
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SUMMARY:Vino\, riso e ciminiere.  Momenti di storia pavese nella seconda metà del '900. Dalla 'ricostruzione' al processo di 'deindustrializzazione'
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Vino\, Riso e Ciminiere. Momenti di storia pavese nella seconda metà del ‘900. Dalla ‘ricostruzione’ al processo di ‘deindustrializzazione’. Intervengono Ada Gigli Marchetti\, Elisa Signori\, Franco Osculati e Mario Cera; coordina Pierangelo Lombardi. L’evento è patrocinato da Fondazione Cariplo. \nIl volume della rivista “Storia in Lombardia” (a. XLI\, n.1-2\, 2021) raccoglie le relazioni e gli atti del seminario/webinar omonimo (11 maggio – 8 giugno 2021)\, organizzato dall’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea e dall’Istituto lombardo di storia contemporanea\, con il sostegno e il contributo di UBI Banca. \nTimidamente iniziato a cavallo tra Ottocento e Novecento\, lo sviluppo economico e industriale a Pavia e provincia è proseguito e si è intensificato tra le due guerre\, fino al travolgente processo di trasformazione del secondo dopoguerra\, che avrebbe mutato in pochissimo tempo struttura economica e assetti sociali da decenni consolidati.   \nFatti i conti di quanto la guerra fosse venuta a costare alla struttura economica complessiva\, l’economia pavese si affaccia alle soglie degli anni Cinquanta accentuando il profilo di una “struttura industriale agricola” in costante evoluzione.  \nGli anni Sessanta sono gli anni di una vera e propria “golden age”\, laddove\, tuttavia\, pur nel quadro dell’eccezionale sviluppo produttivo\, già affioravano alcuni fattori negativi destinati a caratterizzare per lungo tempo l’economia pavese.  \nLa successiva e progressiva inerzia economica locale\, infatti\, si tradurrà\, nella palese debolezza e nella difficoltà di rispondere alle sfide del cambiamento imposte\, prima dalle necessità della ristrutturazione degli anni ’70 e ’80 e\, poi\, dalla globalizzazione degli anni ’90. \nIl seminario\, partendo dai tratti generali e da alcune coordinate di riferimento in larga parte acquisiti\, si è proposto di cominciare a riflettere sugli effetti più profondi di questi processi\, per provare a comprenderne le dinamiche più profonde\, gli sviluppi\, le ragioni e\, infine\, le ricadute  sulla società locale nel suo insieme. \nLa pubblicazioni degli atti (con contributi di Gioacchino Garofoli\, Matteo Di Tullio\, Mario Rizzo\, Carla Ge Rondi\, Pierangelo Lombardi\, Franco Osculati\, Luciano Maffi\, Emmanuele Maria Bianchi\, Giacomo Balduzzi\, Bruno Ziglioli e Mario Cera) è un ulteriore passo verso quel progetto di studio\, di approfondimento e di recupero di archivi e di fonti dedicate\, capace di consentire una lettura non banale di esiti che\, spesso\, in quelle risposte (o mancate risposte) trovano ancor oggi le loro radici\, nel bel mezzo di un rapporto globale/locale sempre più cogente\, a fronte delle crisi di varia natura dei primi decenni del nuovo millennio e delle sfide che ne vengono. \nAda Gigli Marchetti\nAda Gigli Marchetti\, già docente all’Università di Milano in Storia contemporanea\, Storia della moda e Storia del giornalismo. Presidente dell’Istituto lombardo di storia contemporanea e componente del Comitato di redazione di “Storia in Lombardia”.   \nElisa Signori\nElisa Signori\, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Pavia e presso l’Università della Svizzera Italiana. \n\nComponente del Comitato scientifico della Fondazione Rossi Salvemini\, del Comitato per la pubblicazione delle opere di Gaetano Salvemini. È vicepresidente del Centro interuniversitario per la storia dell’università italiana e direttrice dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nFranco Osculati\nFranco Osculati\, già professore ordinario di Scienza delle Finanze presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Pavia. Ha ricoperto numerosi incarichi dal punto di vista professionale e politico. Attualmente è componente del Consiglio di amministrazione di EdiSU-Pavia e del Comitato scientifico della Fondazione Romagnosi di Pavia. \nMario Cera\nMario Cera\, professore ordinario di Diritto commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. Ha svolto – e svolge – numerose funzioni amministrative e di controllo di vertice in varie società bancarie e finanziarie. Attualmente Presidente della Fondazione Ravasi Garzanti e Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi\, già ricercatore con insegnamenti di Storia contemporanea e Storia dell’Europa contemporanea al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia.\nAttualmente è presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 168 kb \nLocandina – 303 kb \nCopertina – 204 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 13 dicembre 2022 – 258 kb
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SUMMARY:Piero Manzoni\, “Caro Hans...”.  Il carteggio con Hans Sonnenberg (1958-1963) a cura di Paolo Campiglio
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Piero Manzoni\, “Caro Hans…”. Il carteggio con Hans Sonnenberg (1958-1963) a cura di Paolo Campiglio (Abscondita\, 2022). Flaminio Gualdoni\, Rosalia Pasqualino di Marineo e Irene Stucchi ne parlano con il curatore. \nÈ l’estate del 1958 quando Piero Manzoni\, durante un lungo viaggio in Olanda\, incontra a Rotterdam Hans Sonnenberg\, noto collezionista di arte d’avanguardia.  \nL’incontro è particolarmente fruttuoso e già nel settembre dello stesso anno\, al Rotterdamsche Kunstkring\, si tiene la prima mostra personale all’estero degli Achromes di Manzoni.  \nÈ l’inizio di un rapporto di stima reciproca e amicizia tra Piero e il mecenate olandese\, come attestano i contenuti del fitto carteggio che intercorre tra loro\, e che si rivelerà molto fecondo nel tempo.  \nIl carteggio integrale rivela i retroscena di alcuni momenti cruciali della maturazione dell’artista in rapporto al contesto olandese.  \nManzoni infatti entrerà a far parte del gruppo Zero olandese\, di cui Sonnenberg sarà l’anima.  \nNel testo a chiusura del libro si racconta invece la storia di una coppia di collezionisti olandesi\, Mia e Martin Visser\, che dopo aver conosciuto le opere di Manzoni attraverso Sonnenberg giungono a un punto di svolta nella loro collezione.  \nPaolo Campiglio\nPaolo Campiglio\, curatore\, storico dell’arte e ricercatore di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Pavia\, ha approfondito in particolare la figura di Lucio Fontana. Membro di comitati scientifici di diversi archivi artistici\, è tra gli editor della rivista scientifica “Palinsesti. Contemporary Italian Art”. \nFlaminio Gualdoni\nAutore di numerose pubblicazioni\, è stato professore di storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera e direttore di diverse istituzioni museali\, oltre ad aver condotto programmi per Radio Rai e collaborato con il “Corriere della Sera”. Dal 2006 tiene la rubrica Il criptico d’arte ne “Il Giornale dell’arte”. \nRosalia Pasqualino di Marineo\nDirettrice della Fondazione Piero Manzoni dal 2009\, è curatrice di diversi progetti espositivi\, libri e numerose iniziative sull’artista. \nIrene Stucchi\nStorica dell’arte contemporanea\, collabora da diversi anni con la Fondazione Piero Manzoni. Ha scritto per alcune riviste di settore e saggi per progetti artistici. \n Rivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 161 kb \nLocandina – 289 kb \nCopertina – 180 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 dicembre 2022 – 399 kb
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SUMMARY:Lo sguardo della caduta. Agostino e la superbia del secolarismo di Marcello Pera
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Lo sguardo della caduta: Agostino e la superbia del secolarismo di Marcello Pera (Brescia\, Morcelliana\, 2022). Con l’autore intervengono Gianpaolo Azzoni e Fabio Rugge. \nLa presentazione è uno dei primi eventi di carattere culturale promossi dal Comitato Pavia città di sant’Agostino per l’anno agostiniano 2023\, che ricorda il XIII centenario del trasporto del corpo del Santo a Pavia. \n“L’Occidente vive una crisi spirituale profonda. Il libro di Marcello Pera avanza la tesi che il secolarismo (inteso come allontanamento di società e stato dai valori religiosi) sia componente e fattore di quella crisi. Tanto più preziosa risulta allora la voce di Agostino che ci fa giungere attraverso i secoli un messaggio in cui – secondo l’Autore – si può rinvenire l’antidoto ai veleni del presente.” (F. Rugge). \nL’evento è organizzato in collaborazione con la nostra Biblioteca\, l’Università di Pavia\, il Collegio Borromeo e la Fondazione Banca del Monte di Lombardia.  \nL’incontro potrà essere seguito anche in diretta sul nostro canale Facebook. \nMarcello Pera\nMarcello Pera\, autore della recente pubblicazione Lo sguardo della caduta: Agostino e la superbia del secolarismo\, è Senatore della Repubblica ed è stato Presidente del Senato nella XIV legislatura\, oltre che Ordinario di Filosofia della Scienza all’Università di Pisa.\nÈ autore di numerosi studi attorno a personalità della filosofia e della scienza come Hume\, Kant\, Galvani\, Volta. \nGianpaolo Azzoni\nGianpaolo Azzoni è Ordinario di Filosofia del Diritto e Prorettore vicario dell’Università di Pavia\, nella sua attività di ricerca è particolarmente interessato alle connessioni tra contemporaneità e cultura classica. \nFabio Rugge\nFabio Rugge è Professore emerito di Storia delle Istituzioni politiche e già Rettore dell’Ateneo pavese\, oltre che Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica. Ha estesamente pubblicato su temi del governo locale e dell’amministrazione pubblica. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 180 kb \nLocandina – 84 kb \nCopertina – 32 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 13 gennaio 2023– 194 kb
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SUMMARY:Volevo fare la deejay di Angelina Megassini
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Volevo fare la deejay. Storie di campagna e di musica di Angelina Megassini (Voghera\, Primula Editore\, 2020). Con l’autrice ne parlano Daniela Bonanni e Paolo Canevari. Special Guest Fabrizio Poggi.  \nQuesto libro è una sorta di autobiografia. Una raccolta di racconti\, aneddoti e avventure che hanno portato l’autrice dal suo piccolo paese piemontese\, Alzano Scrivia\, al Madison Square Garden di New York accanto a Lady Gaga\, Elton John e tanti altri.  \nAngela Megassini\, per tutti Angelina\, si racconta partendo dalle sue radici.\nNata in una famiglia contadina molto all’antica\, ha scoperto fin da piccola quanto l’essere donna fosse già uno svantaggio. A casa sua non c’era tempo per il gioco\, si lavorava e basta.  \nL’unica cosa che Angelina poteva fare era sognare. Un giorno suo fratello più grande le regalò una radio e scoprì la musica. Quella musica che l’ha portata a raggiungere traguardi incredibili\, a ritrovarsi accanto a molti dei suoi eroi musicali. Quella musica per la quale lavora incessantemente da circa trent’anni grazie a suo marito\, noto musicista italiano. \nParlando di sé e del suo passato\, ha cercato di dare ai lettori e alle lettrici la possibilità di riconoscersi e di riflettere sulla propria vita. Lo considera un libro in qualche modo “motivazionale” perché invita a credere nei sogni e a non smettere mai. \nAngelina Megassini\nAngela Megassini\, meglio conosciuta come Angelina\, nata a Voghera il 20 Giugno del 1963\, è grande appassionata di fotografia e ha una collezione di 2800 palle di vetro con la neve.  \n\nDa trent’anni si occupa di musica\, e in particolare dell’artista di fama internazionale Fabrizio Poggi\, cantante\, armonicista e scrittore che ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi: \n\n\nnominato ai Grammy Awards nel 2018 (arrivato secondo dopo i Rolling Stones)\n\npremio Oscar Hohner Harmonicas\n\ndue volte candidato ai Blues Music Awards (gli Oscar del blues)\n\neletto artista dell’anno dalla prestigiosa rivista americana “Bluebird Reviews”\n\nSigillo d’Oro della Camera di Commercio\n\nvincitore del FIM Award\n\n\nè apparso sulle copertine di numerose riviste americane ed europee ed è tra i bluesmen italiani più conosciuti e stimati in America. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 129 kb \nLocandina – 267 kb \nCopertina – 147 kb \nArticolo tratto da “Il giornale di Voghera” del 9 febbraio 2023 – 231 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 febbraio 2023 217 kb
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SUMMARY:Arazzo familiare di Anna Cantagallo
DESCRIPTION:Presentiamo Arazzo familiare\, primo romanzo di Anna Cantagallo. Rita Marelli ne parla con l’autrice. \nIl romanzo sta ricevendo consenso di pubblico e critica: semifinalista al concorso John Fante e vincitore di numerosi premi\, tra cui La donna si racconta. \nÈ una saga familiare al femminile dove le vite di Maricò\, Marilì\, Marigiò\, (nonna\, madre e figlia) si confrontano con la storia del Novecento\, segnata da due guerre mondiali e dai moti del ’68. \nLe loro prime esperienze di emancipazione femminile saranno un lascito per la donna d’oggi. \nL’intreccio è costruito in un sapiente gioco di piani temporali che si intrecciano come fili di un arazzo. \nColpi di scena e dettagli di tradizione si fondono per sollecitare i ricordi di un passato recente che si sta dimenticando. \nIl fil rouge che lega le tre donne è un ricettario di cucina. \nAnna Cantagallo\nAnna Cantagallo ha scritto vari testi teatrali. \n\nIl suo progetto La scienza a teatro ha avuto il patrocinio del CNR e dell’Ordine dei Medici di Roma. \n\nCon Unitre di Basiglio (Milano) sta curando una serie di incontri sulle Nuove donne del Novecento. \nRita Marelli\nRita Marelli\, già insegnante di lettere in vari licei pavesi\, ora docente presso Unitre di Pavia. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 148 kb \nLocandina – 252 kb \nCopertina – 148 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 2 marzo 2023 – 533 kb
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SUMMARY:Ci sedemmo dalla parte del torto
DESCRIPTION:Presentiamo l’antologia di racconti Ci sedemmo dalla parte del torto  (Prospero Editore\, 2022) a cura di Viviana E. Gabrini e Heiko H. Caimi. I curatori ne parlano con Italo Maroni. \nParteciperanno anche alcuni dei quarantasei autori:  \n\n\nGiuditta Manganoni\n\nAntonella Zanca\n\nMaria Elena Poggi\n\nAnna Martinenghi\n\nAnna Ettore\n\nAntonia Buizza\n\nGiorgio Olivari\n\nRoberto Bianchi.\n\nL’antologia dà voce agli ultimi\, agli esclusi\, ai “perdenti”. \nUn’antologia partigiana\, che parteggia e si schiera. I tempi lo richiedono e non è il momento di rimanere alla finestra a guardare.  \nViviana E. Gabrini\nViviana E. Gabrini vive in Oltrepò Pavese. Collabora con i blog letterari Sdiario e Seven Blog\, con la rivista online Mentinfuga e con il podcast LennyCast.  \nHa pubblicato tre raccolte di racconti (I fili di Arianna\, Peccato che sia un vizio e Trenta racconti indecenti e una storia d’amore) e ha partecipato a diverse antologie. \nHeiko H. Caimi\nHeiko H. Caimi\, classe 1968\, è scrittore\, sceneggiatore\, poeta e docente di scrittura narrativa. \nHa collaborato come autore con gli editori Mondadori\, Tranchida\, Abrigliasciolta e altri.  \nHa insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole\, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature “Inkroci”.  \nÈ tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento.\nGli ultimi suoi lavori pubblicati sono il romanzo I predestinati (2019) e la curatela delle antologie Oltre il confine. Storie di migrazione (2019) e Anch’io. Storie di donne al limite (2021). \nItalo Maroni\nItalo Maroni\, architetto\, è stato responsabile della Biblioteca comunale di quartiere Mirabello-Scala\, e da tre anni\, dopo la chiusura causa Covid delle biblioteche di quartiere\, ha fondato e animato la Libera Biblioteca Scala Mirabello con altri amici volontari. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 166 kb \nLocandina – 244 kb \nCopertina – 142 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 8 marzo 2023 – 68 kb
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SUMMARY:Il dizionario del bibliomane di Antonio Castronuovo
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il dizionario del bibliomane di Antonio Castronuovo. Francesca Nepori dialoga con l’autore. \nIl libro racconta una serie di fatti inerenti l’amore per i libri\, tappa iniziale di un percorso che facilmente si trasforma in bibliomania\, vale a dire un’ossessione piena di capricci e stramberie.  \nMediante nitidi quadretti dominati da un’affilata ironia\, Castronuovo tenta una descrizione delle manie e frenesie di chi insegue i libri\, ma racconta anche chi di libri vive: i librai\, gli editori\, gli scrittori. \nChi entra in queste pagine sprofonda subito nel lazzaretto dei morbi librari\, tra le monomanie\, le fobie\, l’avidità e gli smodati vaneggiamenti che affliggono gli accumulatori di libri (siano essi collezionisti\, cacciatori\, predatori\, semplici compratori\, bibliofili\, bibliomani\, bibliofagi); una moltitudine di figure crocifisse al proprio delirio: il libro inteso come oggetto materiale\, come merce e come idea\, mezzo o strumento. \nAntonio Castronuovo\nAntonio Castronuovo è scrittore\, traduttore e collabora con le principali riviste italiane di cultura del libro. \n\nÈ nel direttivo dell’Aldus Club di Milano\, antico sodalizio bibliofilo.  \n\nNel 2022 ha vinto il Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero della Cultura.\n \nFrancesca Nepori\nFrancesca Nepori dirige l’Archivio di Stato di Massa e insegna “Storia del Libro e delle Biblioteche” all’Università di Genova. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 116 kb \nLocandina – 233 kb \nCopertina – 147 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 17 marzo 2023 – 76 kb
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SUMMARY:Lui solo non si tolse il cappello. Vita e impegno politico di Ettore Tibaldi di Andrea Pozzetta
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Lui solo non si tolse il cappello. Vita e impegno politico di Ettore Tibaldi\, protagonista della Repubblica dell’Ossola di Andrea Pozzetta (Novara\, Interlinea\, 2021). Marina Tesoro ed Elisa Signori ne parlano con l’autore. \nLa biografia avventurosa di Ettore Tibaldi (1887-1968)\, ricostruita con acume critico e raccontata con empatia\, attraversa luoghi e vicende-chiave della nostra storia pavese\, lombarda\, italiana.  \nE la cifra del personaggio è la coerenza e dirittura di carattere evocata fin dal titolo e mai smentita.  \nDai primi passi come studente medico dell’ateneo pavese alla scelta repubblicana\, socialista e interventista nella Grande Guerra\, dall’impegno antifascista in prima linea negli anni del decollo squadrista fino all’esilio in patria vissuto a Domodossola come primario nell’ospedale di San Biagio\, Tibaldi ha difeso con dignità e fermezza i valori non negoziabili della libertà\, della democrazia e del socialismo.  \nPer tali scelte ha pagato di persona un prezzo assai alto\, tra l’altro rinunciando alla docenza universitaria\, ma costituendo un punto di riferimento sicuro per i non allineati alla dittatura.  \nTanto da diventare ispiratore e presidente della Giunta di governo della Repubblica libera dell’Ossola nell’autunno del ’44 e\, nel dopoguerra\, senatore per tre legislature e memoria vivente della Resistenza. \nAndrea Pozzetta\nAndrea Pozzetta è dottore di ricerca in Storia\, docente nelle scuole secondarie. Oltre a molti saggi in riviste e a curatele\, ha pubblicato  Industriarsi per vincere. Le aziende e la Grande Guerra (Novara\, Interlinea\, 2018)  e «Tutto il Partito è una scuola». Cultura\, passioni e formazione nei quadri e funzionari del Pci (1945-1981) (presentazione di Albertina Vittoria\, Milano\, Unicopli\, 2019). \nMarina Tesoro\nMarina Tesoro è stata professoressa ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Pavia presso la Facoltà di Scienze politiche.\nHa insegnato Storia dei partiti e dei movimenti politici\, Storia dei partiti politici europei\, Storia contemporanea e Storia dell’Italia contemporanea. \nAttualmente è vice presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nElisa Signori\nElisa Signori\, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Pavia e presso l’Università della Svizzera Italiana. \n\nComponente del Comitato scientifico della Fondazione Rossi Salvemini\, del Comitato per la pubblicazione delle opere di Gaetano Salvemini. È vicepresidente del Centro interuniversitario per la storia dell’università italiana e direttrice dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 178 kb \nLocandina – 255 kb \nCopertina – 155 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 aprile 2023 – 609 kb
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SUMMARY:Dalla\, come è profondo il mare di Enrico Impalà
DESCRIPTION:Presentiamo Dalla\, come è profondo il mare di Enrico Impalà (TS Edizioni\, 2023). Giuseppe Caffulli dialoga con l’autore; intermezzi musicali di Matteo Callegari. \nLucio parlava di musica\, viveva di musica\, comunicava con la musica\, la creava.  \nÈ sempre stato un tipo jazz\, ma con un guizzo in più: il desiderio di uscire dallo scantinato buio e fumoso dove solitamente si celebra il rito esclusivo\, per incontrare gente\, tutta la gente. \nScrive l’autore: «Mi faceva sempre un gran bene vederlo in Tv. Mi aspettavo leggerezza e profondità. Ricordo quando Vincenzo Mollica\, che Lucio chiamava amichevolmente Vinz\, provò a intervistarlo per il Tg1\, in occasione dell’uscita del disco 1983. Lucio lo spiazza sin dalle prime domande: risponde in grammelot\, con fonemi. Dopo un piccolo “concertino” di risposte comincia a parlare normalmente\, sempre comunque alla Lucio». \nLucio era uno che improvvisava senza sosta.\nOgni giorno era la versione inedita di sé\, pur mantenendo in lui costanti riconoscibilissime: genialità e riflessione\, misura e sregolatezza\, sacro e profano\, gioia e tristezza\, solitudine e compagnia\, parola buona e parola tagliente. \nBen lo descrive una sua frase\, che l’autore cita nel suo libro\, nel dialogo con Federico Fellini: «La musica è il drizzare la gobba ai gobbi. Io sono un contaminatore\, sono un dilettante. Faccio la musica. E mi piace immaginare che la musica esca da un’altra macchina ferma a un semaforo; o dalla zella\, dal marciume della vita quotidiana. La penso e la decodifico in questi termini. Non so una nota di musica. Eppure\, vengo attivato dal pensiero che la mia canzone in questo momento la stanno ascoltando a Crotone e che due ragazzi la ascoltano; e fanno l’amore a Messina; o in Alto Adige. Questo mi esalta e mi porta a produrre il meglio per loro. Quindi a volte faccio anche delle nefandezze. Io sono un voyeur; dentro sono quasi niente. Divento qualcuno quando vedo qualcuno. Se io fossi solo in una stanza sarei veramente peggio di un vaso\, o di un mobile. Quindi quando penso alla gente mi attivo. È un flusso\, un’energia che mi viene immaginando quello che c’è fuori. Non sapendo suonare e non conoscendo la musica\, mi rimane quello. Se mi immagino di cosa stanno discutendo in Argentina in questo momento; se mi immagino uno che si sta accendendo una sigaretta adesso\, mi viene una tale paranoia che mi butto al piano\, faccio un tango\, e lo sogno. Sogno lo scalpiccio delle sue scarpe quando gira». \nDalla è stato un artista internazionale\, un rivoluzionario vero; buttava tutto all’aria\, e lo faceva con coscienza: sapeva cioè distinguere il bene dal male.  \nPer questo si considerava un grande peccatore\, e lo confessava regolarmente. Sapeva perdonare e farsi perdonare\, anche se a volte l’operazione non andava a buon fine. Lucio è stato un grande cantore di bassezze e altezze umane. Un innamorato del mondo che sapeva far innamorare.  \nA ottant’anni dalla nascita del cantautore bolognese\, Enrico Impalà\, grande conoscitore della sua opera\, la attraversa mettendo in luce la figura di un poeta dell’amore gratuito\, che ha cantato il mistero e la bellezza della vita\, senza mai distaccarla dalla sua complessità e dai suoi drammi. \nEnrico Impalà\nEnrico Impalà è uno scrittore e formatore appassionato di spiritualità. Laureato in Teologia spirituale delle religioni\, il suo amore per i mistici e la musica lo ha condotto a conoscere\, a incontrare e ad assaporare l’universo di Lucio Dalla. \n\nPer TS Edizioni ha pubblicato Battiato. La stagione dell’amore (2022). Vive e lavora a Pavia. \nGiuseppe Caffulli\nGiuseppe Caffulli\, giornalista\, collaboratore di quotidiani e periodici\, ha realizzato reportage in diversi continenti. \n\nNel 2005 ha vinto il concorso letterario nazionale “Volontari per i diritti” e nel 2007 ha ricevuto il “Premio giornalistico Giuliano Ragno”. \n\nHa scritto saggi su vari argomenti e racconti per l’infanzia (per Edizioni Terra Santa ricordiamo Storia della gatta Eméline e Un gatto nella mangiatoia). \nMatteo Callegari\nMatteo Callegari\, pavese\, è uno degli interpreti più apprezzati di molti repertori diversi. \n\nVanta collaborazioni con Ellade Bandini\, Rachel Z e Jerry Marotta\, ed esibizioni al Blue Note di Milano. \n\nHa partecipato a diversi progetti monografici dedicati a De Andrè\, Dalla\, Genesis\, Peter Gabriel\, Frank Zappa\, e si esibisce regolarmente con uno spettacolo sui grandi songwriter americani. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 300 kb \nLocandina – 107 kb \nCopertina – 104 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’11 aprile 2023 – 115 kb
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SUMMARY:Il nostro silenzio avrà una voce. Piazzale Loreto: fatti e memoria
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il nostro silenzio avrà una voce. Piazzale Loreto: fatti e memoria di Elisabetta Colombo\, Anna Modena\, Giovanni Scirocco (Bologna\, Il Mulino\, 2021). Elisa Signori\, Pierangelo Lombardi e Massimo Castoldi ne parlano con gli autori. \nIl 10 agosto 1944 a Milano\, a piazzale Loreto sono fucilati quindici antifascisti per ordine degli occupanti tedeschi.  \nL’eccidio suscita grande emozione e appare a molti l’acme della barbarie nel clima della guerra civile e dell’occupazione nazista.  \nNello stesso luogo\, sconfitto il nazifascismo\, sono esposti i corpi di Mussolini e del suo entourage\, e il precedente storico della fucilazione degli antifascisti per mano nazista viene oscurato dall’appropriazione del luogo divenuto simbolo controverso della memoria fascista e neofascista.  \nFatti e interpretazioni si ripropongono in queste pagine in prospettiva critica\, arricchite da nuove ricerche\, fonti d’archivio\, riflessioni a tutto campo sul problematico rapporto tra storia e memoria. \nElisabetta Colombo\nElisabetta Colombo\, professore ordinario di Storia delle Istituzioni politiche presso l’Università di Pavia\, si occupa di storia del governo e delle politiche pubbliche locali. \nAnna Modena\nAnna Modena\, già docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Pavia\, si occupa di letteratura italiana otto-novecentesca. \nGiovanni Scirocco\nGiovanni Scirocco\, professore associato di Storia contemporanea presso l’Università di Bergamo\, autore di saggi e monografie\, ha scritto in vari lavori di Piazzale Loreto. \nMassimo Castoldi\nMassimo Castoldi\, docente di Filologia italiana presso l’Università di Pavia\, autore di libri e saggi tra cui Piazzale Loreto\, Milano\, l’eccidio e il “contrappasso” (Donzelli\, 2020). \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi\, già docente di storia contemporanea presso l’Università di Pavia e presidente dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. \nElisa Signori\nElisa Signori\, già docente di storia contemporanea presso l’Università di Pavia e direttrice dello stesso Istituto pavese. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 162 kb \nLocandina – 247 kb \nCopertina – 153 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 5 maggio 2023 – 101 kb
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SUMMARY:Pavia ripresa. 70 anni di cinema a Pavia
DESCRIPTION:Per il 306° compleanno di Maria Teresa d’Austria\, presentiamo il volume Pavia ripresa. 70 anni di cinema a Pavia di Alessandro Peroni\, Giacomo Aricò e Luigi Riganti. Maria Grazia Piccaluga dialoga con gli autori. \nL’idea di realizzare un libro dedicato alla storia della cinematografia pavese nacque nel 2013 in occasione della rassegna Pavia nel cinema. L’esito è questo volume che descrive accuratamente film\, docufilm\, sceneggiati\, fiction\, trasmissioni televisive\, spot pubblicitari\, video musicali ecc. girati a Pavia e dintorni a partire dagli anni ’50.  \nIl libro\, pubblicato da Univers (Pavia\, 2023) è corredato da accurate descrizioni\, schede tecniche\, materiale iconografico\, testimonianze\, interviste\, opinioni e approfondimenti.  \nTra i titoli tratteggiati si trovano classici del cinema italiano: \n\nIl cappotto\n\nI sogni nel cassetto\n\nLe cinque giornate\n\nL’albero degli zoccoli\n\nFantasma d’amore\n\nIl ragazzo di campagna\n\nPaura e amore.\n\nNon mancano alcuni episodi del poliziesco degli anni ʼ70: \n\n\nSquadra volante\n\n5 donne per l’assassino\n\nMark il poliziotto\n\nLiberi armati pericolosi\n\nSbirro la tua legge è lenta… la mia… no!\n\nE ancora\, i capolavori di Eriprando Visconti (La orca\, Oedipus Orca) e molti altri\, tra cui Frankenstein oltre le frontiere del tempo\, sorprendente calata in Italia del grande regista americano Roger Corman. \nLuigi Riganti\nLuigi Riganti è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Pavia. Affianca all’attività di magistrato quelle di musicista e di scrittore. È curatore con Marco Mariani della rassegna cinematografica “Pavia nel cinema”. \nGiacomo Aricò\nGiacomo Aricò è laureato in Comunicazione interculturale e multimediale presso l’Università di Pavia. In seguito\, si è specializzato in Editoria multimediale nello stesso Ateneo. È giornalista della «Provincia pavese» e di «Vogue Italia».\nÈ direttore e creatore del portale di cinema e società «CameraLook». \nAlessandro Peroni\nAlessandro Peroni è laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Pavia.\nÈ segretario e socio fondatore del Gruppo di ricerca filosofica Chora\, per il quale cura la collana di studi “Chora” pubblicata da Ibis. È autore di numerosi saggi di argomento filosofico e musicologico. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 174 kb \nLocandina – 672 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 12 maggio 2023 – 228 kb
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SUMMARY:La guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale di Fabio Romanoni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale di Fabio Romanoni. Con l’autore dialoga Aldo A. Settia. \nFiumi\, laghi e canali dell’Italia settentrionale sono stati nei secoli fondamentali per sviluppare comunicazioni e commerci.\nE benché siano spesso confini per popoli e nazioni\, ancor più rilevante è la loro funzione di ponte: le acque\, in tempo di pace\, uniscono\, non dividono.  \nDurante le guerre medievali furono però teatro di furiosi scontri\, vie privilegiate per spostare eserciti\, macchine da guerra\, artiglierie\, prigionieri e bottini\, e portare devastazione\, assediare città e luoghi fortificati.  \nLa presenza di una flotta per decidere l’esito di un conflitto poteva essere tale da intraprendere anche una colossale impresa come quella portata a termine dalla Serenissima tra il 1438 e il 1439: il trasporto di grandi galee\, e numerose altre imbarcazioni dall’Adda al Garda attraverso valli e montagne.  \nIl libro racconterà i conflitti sulle acque interne del nord Italia nel medioevo\, le tipologie di navi utilizzate durante gli scontri\, i modi in cui avveniva la navigazione\, per giungere infine a prendere in esame le modalità d’impiego e di combattimento delle flotte fluviali nelle battaglie rimaste nella storia.  \nFabio Romanoni\nFabio Romanoni\, laureato in Storia medievale\, ha pubblicato articoli su “Società e storia”\, “Reti medievali”\, “Archivio storico italiano”\, “Archivio storico lombardo” e “Bollettino storico-bibliografico subalpino”.   \n\nÈ autore di capitoli in alcuni volumi collettanei: Facino Cane\, predatore\, condottiero e politico (Milano\, Franco Angeli\, 2014)\, Guerre ed eserciti nel Medioevo (Bologna\, Il Mulino\, 2018) e di alcune voci del Dizionario Biografico degli Italiani dell’Istituto Treccani.   \nAldo A. Settia\nAldo A. Settia ha insegnato Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia. Ha studiato in particolare la storia del popolamento\, l’organizzazione territoriale civile ed ecclesiastica e le tecniche belliche medievali. \n Tra i suoi volumi più recenti: Guerre ed eserciti nel Medioevo (curato con P. Grillo\, Bologna\, Il Mulino\, 2018) e Battaglie medievali (Bologna\, Il Mulino\, 2020).  \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 161 kb \nLocandina – 333 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 maggio 2023 – 51 kb
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SUMMARY:La resa dei conti con la Repubblica Sociale Italiana. I processi delle CAS lombarde nel secondo dopoguerra di Laura Bordoni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La resa dei conti con la Repubblica Sociale Italiana. I processi delle CAS lombarde nel secondo dopoguerra di Laura Bordoni (Roma\, Viella\, 2022). Pierangelo Lombardi e Paolo Pezzino ne parlano con l’autrice. \nIl 22 aprile 1945 furono istituite le Corti d’Assise Straordinarie (CAS)\, tribunali ad hoc per giudicare e punire i crimini di collaborazionismo commessi durante l’occupazione nazista dell’Italia.  \nCome funzionarono in Lombardia e in che misura questi tribunali riuscirono a dare corso a una giustizia «legale» in sintonia col sentire della popolazione e con il clima di ricostruzione democratica del paese? \nSulla scorta di un’ampia ricognizione di fonti d’archivio finora poco studiate\, l’autrice propone un quadro dell’attività delle CAS e ne valuta complessivamente i risultati\, discutendo la tesi spesso evocata di una «mancata resa dei conti con il fascismo». \nLaura Bordoni\nLaura Bordoni\, dottore di ricerca in Storia\, docente\, è membro del Comitato scientifico dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Si è occupata di giustizia di transizione\, di fascismo e di Resistenza. \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi\, già ricercatore con insegnamenti di Storia contemporanea e Storia dell’Europa contemporanea al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia.\nAttualmente è presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nPaolo Pezzino\nPaolo Pezzino\, già professore ordinario di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa\, è Presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri.  \n\nNella sua carriera di studioso si è occupato di storia del Mezzogiorno d’Italia\, con particolare riferimento alla mafia\, di massacri di civili nella Seconda guerra mondiale\, di didattica della storia\, di storia dell’Italia repubblicana. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 125 kb \nLocandina – 250 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 27 aprile 2023 – 263 kb
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SUMMARY:Un pensiero in movimento di Lidia Menapace
DESCRIPTION:Presentiamo Un pensiero in movimento di Lidia Menapace. Coordina l’incontro Fabio Rugge\, commentano Valeria Fedeli e Marina Tesoro\, interviene Mariapia Bigaran\, co-curatrice del libro. \nCon questo incontro\, inizia la nostra rubrica Il libro della settimana che vedrà la presentazione di saggi\, romanzi e raccolte poetiche nella convinzione che\, come scriveva la poetessa Wisława Szymborska “Leggere libri è il gioco più bello che l’umanità abbia inventato”. \nLa partigiana Lidia Menapace (1924-2020) fu costantemente impegnata nella vita politica\, fino a sedere nel Senato della Repubblica (2006-2008). Inizialmente militò nelle file della Democrazia cristiana per poi allontanarsene nel 1968. \nCollaborò alla nascita del quotidiano “Il Manifesto” e alla costituzione del gruppo politico “Cristiani per il socialismo”. \nIl suo impegno si svolse anche in direzione femminista\, ambientalista\, pacifista.  \nGrazie alla ricerca e alla scelta operate dai curatori Mariapia Bigaran e Carlo Bertorelle su scritti redatti nell’arco di circa sessant’anni\, il volume restituisce l’immagine di una studiosa attivissima\, curiosa\, aperta al cambiamento\, ma coerente nel suo impegno civile e politico\, sempre orientato da istanze critiche e radicali. \nFabio Rugge\nFabio Rugge\, professore emerito di Storia delle istituzioni politiche presso l’Università di Pavia\, già Rettore della stessa Università\, Grande Ufficiale al merito dello Repubblica italiana. \nValeria Fedeli\nValeria Fedeli\, senatrice della Repubblica\, già Vicepresidente del Senato e Ministro dell’Istruzione\, dell’Università e della ricerca e\, in precedenza\, titolare di incarichi di vertice nella CGIL milanese e nazionale. \nMarina Tesoro\nMarina Tesoro\, già professoressa di Storia contemporanea e di Storia dei partiti politici presso l’Università di Pavia.  \nMariapia Bigaran\nMariapia Bigaran\, storica del governo locale e della cultura politica\, ha insegnato Storia contemporanea nelle università di Trieste\, Modena e Trento. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nLocandina – 124 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 settembre 2023 – 288 kb
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SUMMARY:Il poeta e lo scienziato di Enrico Impalà
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il poeta e lo scienziato. Quando Rabindranath Tagore incontrò Albert Einstein di Enrico Impalà. L’autore dialoga con Pietro Galinetto\, modera Daniela Scherrer. \n14 luglio 1930. Caputh\, periferia di Berlino. Davanti a una casetta in legno si avvicina un uomo. Ha una veste lunga\, molto particolare\, soprattutto per i tedeschi dell’epoca\, che lo guardano incuriositi. \nL’uomo arriva dall’India\, sembra un santone\, un mistico dalla fronte ampia e dagli occhi penetranti. È il poeta Rabindranath Tagore – premio Nobel per la Letteratura nel 1913 – discendente da una famiglia di bramini\, la casta sacerdotale induista. L’abitazione cui ha appena bussato è il buen retiro di Albert Einstein\, scienziato geniale – Nobel per la Fisica nel 1921 – che ha teorizzato la Relatività e che qui ama passare il suo tempo libero\, lontano dal caos della città. \nDando spazio alla viva voce dei protagonisti\, viene ricostruita in queste pagine la storia precedente quell’incontro straordinario e l’amicizia successiva fra due delle menti più brillanti del Novecento. \nIl dialogo di quel primo incontro fu registrato e pubblicato per la prima volta nel 1931 nella rivista “Modern Review” ed è riportato integralmente in questo libro. \nDue figure lontane\, in apparenza. Due uomini che avevano dedicato la vita ad aspetti della realtà distanti tra loro: la spiritualità e la scienza. Cosa mai poteva nascere dall’incontro fra queste due figure? Eppure i loro pensieri avevano molti punti in comune. \nEnrico Impalà\nEnrico Impalà è scrittore e giornalista\, formatore in Comunicazione e Scrittura creativa\, è un teologo spirituale.  \n\nVive e lavora a Pavia. Per TS Edizioni ha pubblicato i volumi Battiato. La stagione dell’amore (2021) e Dalla. Come è profondo il mare (2022). \nPietro Galinetto\nPietro Galinetto è professore\, fisico sperimentale dell’Università degli Studi di Pavia\, si occupa di Scienze dei Materiali coniugate in molteplici ambiti; insegna nei corsi di Laurea del Dipartimento di Fisica e nel corso di Laurea in Scienze Geologiche.  \n\nMembro dell’International Advisory Committee del Physics Institute dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca.  \n\nRettore vicario del Collegio EDISU Camillo Golgi. Membro del Consiglio direttivo di CIAI Onlus.  \nDaniela Scherrer\nDaniela Scherrer è giornalista e responsabile Scherrer Ufficio Stampa.
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SUMMARY:Pinocchio esoterico di Giacomo Maria Prati
DESCRIPTION:Presentiamo Pinocchio esoterico. Mitopoiesi di un poema iniziatico di Giacomo Maria Prati (Prato\, Aurora Boreale\, 2023; introduzione di Silvano Agosti e postfazione di Ezio Albrile). L’autore ne parla con Marco Candida. \nPinocchio tra il Mito greco e la Bibbia\, l’Alchimia e la Gnosi\, il surreale e l’esistenziale\, Carmelo Bene e Marco Aurelio\, gli immaginari e l’estetica.  \nL’autore ripercorre e rilegge il capolavoro collodiano facendone emergere la foresta di simboli e di immagini che lo sostanzia\, esaltandone il fittissimo intreccio di archetipi\, allusioni\, risonanze\, rimandi\, relazioni interne e dinamiche morfologiche che lo struttura.  \nUn’ermeneutica che complica e non risolve una “favola” vista quale eroismo ed epica\, prodigio espressivo e narrativo\, mistero vitale. \nGiacomo Maria Prati\nGiacomo Maria Prati\, funzionario del Ministero della Cultura dal 2001\, saggista\, giornalista\, studioso di simbolismo\, cultura ermeneutica\, mitografia. Pinocchio esoterico è il suo sedicesimo saggio.  \nMarco Candida\nMarco Candida\, romanziere\, pubblica narrativa dal 2007. Tra i suoi titoli La mania per l’alfabeto (Sironi Editore)\, Nelle mani dell’amore (Edizioni Effigie) e Incendio nel bosco (Tarka Edizioni). È presente nell’antologia americana Best European Fiction.  \nRivedi l’evento
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SUMMARY:Onda di materia di Alessandra Angelini
DESCRIPTION:Presentiamo il libro d’artista Onda di materia di Alessandra Angelini. Gilberto Isella\, Anna Mariani e Riccardo Olocco dialogano con l’artista. \nIl libro realizza un progetto culturale promosso dalla nostra biblioteca e si ispira al manoscritto Aldini 74\, Ars sive doctrina de transmutatione metallorum\, straordinario testimone della storia illustrata dell’alchimia e della chimica nell’Italia del Quattrocento che conserviamo.\nIn particolare\, l’Aldini 74 ispira il disegno della prima tavola e la progettazione del carattere\, realizzato da Riccardo Olocco\, designer di caratteri e ricercatore. \nIl libro\, ideato progettato e curato da Alessandra Angelini sul testo poetico di Gilberto Isella\, è dedicato al metallo inteso come entità materica in continuo movimento e in interazione costante con le differenti specie che ne compongono le famiglie (i “fratelli metalli” dalle parole del poeta) e destinato a dare vita a unioni leggere\, impalpabili e al contempo forti. \nIl libro\, un leporello stampato su preziosa carta cotone che evoca la sinuosità e l’estensione dell’onda\, è composto da due incisioni calcografiche\, stampate su carta cotone\, trattata con interventi in foglie oro\, rame e argento\, stese monotipicamente.  \nPer la stampa della matrice\, Alessandra Angelini ha messo il suo torchio a disposizione di Monia Pavone che ha impresso i segni incisi con l’inchiostro d’argento. \nIl disegno della prima tavola è riprodotto su matrice fotopolimerica per la stampa.\nI testi sono stampati tipograficamente da Giovanni Turria nella sua Tipografia Mono Officina a Vicenza.\nCopertina\, realizzata con la tecnica della goffratura\, e fodera del libro costituiscono il primo approccio all’opera che anticipa il percorso verso la luce che desidera suggerire.\nIl libro\, edizione di 30 esemplari numerati e firmati dall’artista e dal poeta\, è edito da Ancora Editrice (Milano).\nLa legatura del leporello è realizzata dalla Legatoria d’Arte Giovanni Codina di Milano.\nLa custodia\, in allumino anodizzato\, è prodotta da SIM Serigrafica di Busto Arsizio. \nAlessandra Angelini\nAlessandra Angelini\, già titolare della cattedra di indirizzo in Tecniche dell’Incisione/Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera\, da diversi anni sviluppa ricerche sul tema del colore\, dei materiali e dei loro diversi significati simbolici.  \nÈ interessata alle consonanze tra arti figurative ed altre discipline e forme espressive\, quali la musica e la poesia e ha realizzato diversi libri d’artista\, molti dei quali in collaborazione con il poeta Gilberto Isella\, preziose edizioni che sono state acquisite da collezionisti e musei.  \nHa esposto in numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati\, in Italia\, Stati Uniti\, Australia\, Cina\, Repubblica Dominicana\, Europa (Germania\, Gran Bretagna\, Portogallo\, Estonia\, Polonia\, Spagna\, Svizzera\, Bulgaria).\nSue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei italiani ed esteri. \nGilberto Isella \nGilberto Isella è poeta\, critico\, autore teatrale (Messer Bianco vuole partire\, Il giardino della vita) e traduttore.  \n\nHa insegnato italiano nel Liceo di Lugano e collabora con il sito posta.osservatore.ch e con diversi periodici. Nel 1979 è stato cofondatore della rivista di cultura “Bloc notes”.  \n\nAl suo attivo\, numerosi studi su scrittori del passato e contemporanei\, pubblicati in riviste e miscellanee svizzere ed estere. Ha tradotto dal francese Charles Racine\, Jacques Dupin (la raccolta Écart e il saggio Giacometti) e Bernard Vargaftig.\nAppassionato d’arte\, ha creato cartelle e plaquettes con artisti di vari paesi. \n\nTra le sue ultime raccolte poetiche si segnalano: Caro aberrante fiore (2013)\, Liturgia minore (2015)\, L’occhio piegato (2015)\, Arepo (2018)\, finalista al Premio Camaiore e al Premio Bonanni Città dell’Aquila\, e Criptocorsie (2021). Tra in libri in prosa si segnala il racconto-saggio Engadina (2019). \nAnna Mariani \nAnna Mariani è vicedirettrice dell’Accademia di Belle Arti di Brera\, dove è docente di Storia del disegno e della grafica d’arte e Storia dell’arte moderna.\nDal 2015 è responsabile del patrimonio storico dell’Accademia di Brera\, dove coordina le attività di studio e ricerca\, conservazione\, valorizzazione e promozione delle raccolte storiche dell’istituzione.  \n\nÈ conservatore del Gabinetto dei disegni e delle stampe dell’Accademia\, di cui ha coordinato la catalogazione di alcuni fondi negli ultimi anni. Si è dedicata ad aspetti della storia della grafica antica\, in particolare alle stampe di traduzione come veicolo per la diffusione delle immagini\, all’incisione originale del Seicento e Settecento\, al disegno e alla grafica di artisti italiani dell’Ottocento e del Novecento.  \n\nFra le ultime pubblicazioni\, ha curato i volumi Il Palazzo di Brera e le sue istituzioni – The Brera Palace and its Institutions (Rubbettino\, 2022) e Leonardo da Vinci e l’Accademia di Brera (Silvana Editoriale\, 2020). \nRiccardo Olocco\nDesigner di caratteri e co-fondatore di CAST (Cooperativa Anonima Servizi Tipografici)\, è ricercatore e Visiting Research Fellow all’Università di Reading\, dove ha discusso il suo dottorato sui caratteri romani incisi a Venezia nel Quattrocento. \nIl suo libro Designing type revivals\, con Michele Patanè\, è stato pubblicato nel 2022 per Lazy Dog Press.
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SUMMARY:Della mia guerra\, della mia pace di Anna Prouse
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Della mia guerra\, della mia pace di Anna Prouse (HarperCollins\, 2023). Gabriella Bottini dialoga con l’autrice. \nCi sono vite che per loro natura sono fatte di percorsi imprevedibili\, di sconfitte dolorose a cui seguono vittorie sorprendenti\, di inattese battute d’arresto e di ripartenze costanti.  \nLa forma di queste vite\, costellate di colpi di scena\, le rende simili a romanzi appassionanti e indimenticabili. Ed è così la vita di Anna Prouse.  \nCresciuta in una buona famiglia milanese\, da una madre feroce e un padre gentile\, ha sedici anni ed è felice solo sul campo da tennis\, dove le viene pronosticato un futuro da campionessa. Ma\, per rincorrere l’ultima palla di una partita quasi vinta\, il suo ginocchio si spezza\, e\, assieme al ginocchio\, il sogno. In fuga dal dolore\, fisico e dell’anima\, decide di partire\, verso est. \nNel viaggio troverà la sua vocazione: conoscere luoghi lontani e le persone che li abitano\, comprenderle\, aiutarle. \nCosì\, nell’arco di un’esistenza che sembra contenerne moltissime\, Anna si trova a fare la reporter e ad assistere all’11 settembre dall’Iran\, un punto di osservazione alieno alle logiche di pensiero occidentali\, a dirigere per la Croce Rossa un ospedale da campo a Baghdad durante la Seconda guerra del Golfo; a essere scelta dal generale americano David Petraeus come capo della ricostruzione di una provincia nel sud dell’Iraq\, uno dei luoghi più pericolosi al mondo. E sopravvive alla durezza materna\, a un attentato che è costato la vita a molti membri della sua squadra\, a un tumore.\nDella mia guerra\, della mia pace è un’autobiografia e al tempo stesso un grande romanzo\, pieno di ardore\, di dolore e di gioia\, che\, tra eroismi e fragilità\, compongono la storia e il ritratto di una straordinaria figura femminile dei nostri giorni. \nAnna Prouse\nAnna Prouse è nata a Milano\, vive a Seattle e ha lavorato come Delegato della Croce Rossa Internazionale in Iraq.\nÈ stata consulente per il governo italiano e americano a Baghdad e a Nasiriyah dal 2003 al 2011.\nEsperta di terrorismo e antiterrorismo\, relazioni internazionali e soprattutto di ricostruzione e sviluppo delle identità nazionali\, ha lavorato per più governi in zone del mondo dove la lotta al terrorismo è la chiave per il processo di democratizzazione.\nÈ Cavaliere al merito della Repubblica. \nGabriella Bottini\nGabriella Bottini è delegata al Public Engagement\, protettorato Terza Missione\, dell’Università degli Studi di Pavia. \nRivedi l’evento
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SUMMARY:L’antifascismo e il suo contrario di Luca Casarotti
DESCRIPTION:Con la presentazione del volume L’antifascismo e il suo contrario di Luca Casarotti\, apriamo il ciclo Conversando di storia. Voci\, problemi\, ricerche\, promosso con l’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea.  \nElisa Signori dialoga con l’autore che riflette sull’evoluzione del dibattito pubblico che\, dagli anni Novanta in poi\, ha messo sotto accusa l’antifascismo e la Resistenza\, nonché il loro ruolo fondante nella nostra Costituzione e nella democrazia dell’Italia repubblicana. \nConfrontandosi con finezza e acutezza d’analisi con vari testi\, di taglio giornalistico e/o storiografico\, per esempio a firma di autori come Gianpaolo Pansa e Ernesto Galli Della Loggia\, Casarotti fornisce le istruzioni per smontare l’uso propagandistico del passato che in questi e in altri interventi ha suggerito un’interpretazione denigratoria della Resistenza e dei valori dell’antifascismo.  \nGuardando all’attualità\, l’autore nell’escludere la resurrezione oggi di un fenomeno politico identico al fascismo mussoliniano\, se non altro per la banalità per cui la storia non si ripete mai identica a sé stessa\, sottolinea tuttavia la persistenza di concetti e stili politici a cui una sensibilità ancora radicata continua a dare il nome di «fascismo».  \nAllo stesso modo l’antifascismo è insieme un fatto storico e una dottrina politica. \nCon un progetto – di certo plurale – proiettato oltre la contingenza da cui ha avuto origine. Per questo nessuna retorica «anti-anti» potrà riuscire a escludere l’antifascismo dall’ordine della politica.  \nLuca Casarotti\nLuca Casarotti\, giurista e storico del diritto romano\, attualmente research fellow all’Università per stranieri di Siena\, è presidente della sezione ANPI Pavia – Onorina Pesce Brambilla / Giuseppe Pinelli. \nElisa Signori\nElisa Signori\, già docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia\, è ora direttrice dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e Presidente di Articolo 21 Lombardia.
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SUMMARY:I Corpi celesti di Marco Minoja
DESCRIPTION:Presentiamo il volume I Corpi celesti di Marco Minoja. L’autore ne parla con Giacomo Maria Prati; letture di Antonella Campagna. \nQuattro racconti\, quattro colori: celeste\, rosa\, blu\, nero. \nPersonaggi\, luoghi\, atmosfere intime\, soffuse che quasi ipnotizzano il lettore facendolo immergere in un’esperienza di lettura profonda\, lirica e animica.  \nI temi sono i grandi temi di ogni letteratura: i sentimenti\, gli stati d’animo\, la non facile percezione di se stessi e degli altri\, l’avventura enigmatica e sorprendente dell’esistenza.  \nL’andamento è ritmico\, musicale\, poetico. \nLa penna di Marco Minoja appare felice anche nel dipingere in modo intensamente visivo situazioni\, caratteri\, scelte e momenti decisivi in percorsi di vita in cui possiamo riconoscerci.  \nQuattro racconti ricchi di sensazioni\, risonanze\, arie\, musiche dove l’incanto del cielo ci ricorda lo stupore senza tempo del mistero che abitiamo.  \nMarco Minoja\nMarco Minoja è un manager culturale di alto profilo. Già funzionario archeologo del Ministero della Cultura ne diventa dirigente\, prima guidando la Direzione Beni Culturali della Lombardia e poi quella della Sardegna.  \n\nDal 2018 ha diretto la Direzione Cultura del Comune di Milano. \nOggi è Direttore della “Fondazione Milano – Scuole Civiche”.  \n\nSaggista e curatore con più di cento titoli esordisce nella narrativa nel 2023 con I corpi celesti (Ev Casa Editrice\, 2023). \nRivedi l’evento
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SUMMARY:Benedetto Cairoli\, il vessillo della Sinistra storica (1825-1889) di Michele Cattane
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Benedetto Cairoli. Il vessillo della Sinistra storica. 1825-1889 di Michele Cattane\, secondo appuntamento del ciclo Conversando di storia. Voci\, problemi\, ricerche\, promosso con l’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea. Maria Luisa Betri e Marina Tesoro dialogano con l’autore. \nPersonaggio politico di rilievo nazionale e simbolo identitario della città di Pavia\, Benedetto Cairoli non ha goduto di grande fortuna storiografica. \nCattane ne scrive la prima biografia completa attraverso un’ampia documentazione e propone una lettura critica assai raffinata e equilibrata.  \nCairoli fu\, ai suoi tempi\, una autentica celebrità\, non soltanto in forza del suo mito come unico superstite dell’eroica famiglia risorgimentale\, ma anche come punto di riferimento politico della componente più avanzata del liberalismo postunitario. \nLa dimensione mitopoietica e il rigore morale costituirono il vantaggio ma al contempo il limite del Cairoli parlamentare e poi uomo di governo.  \nLa coerenza al paradigma del martirologio\, l’onestà cristallina\, l’impegno a osservare la tavola dei valori democratici da un lato costruirono e sostennero la sua leadership\, ma dall’altro fornirono argomenti ai suoi detrattori\, che arrivarono spesso a irriderne l’ingenuità e la schiettezza come segni di inadeguatezza e incompetenza\, pure negli alti ruoli istituzionali che ebbe a occupare. \nMichele Cattane\nMichele Cattane\, dopo il dottorato nell’Università di Pavia\, ha  svolto attività didattica e di ricerca  presso i Dipartimenti di Scienze Politiche e Sociali e di Studi Umanistici.  \nÈ autore di numerosi saggi  pubblicati su riviste scientifiche e di due volumi: Atleti\, goliardi\, fascisti. La regata universitaria Pavia-Pisa tra politica e sport-1929-1940 (2011) e Benedetto Cairoli. Il vessillo della Sinistra storica. 1825-1889 (2020). \nMaria Luisa Betri\nMaria Luisa Betri\, già professore ordinario nell’Università di Milano Statale\, ha insegnato Storia del Risorgimento\, Storia contemporanea e Storia delle donne e dell’identità di genere. Fa parte di numerosi comitati editoriali di riviste scientifiche e dirige “Storia in Lombardia”.  \nÈ autrice di molti saggi e volumi su aspetti e problemi della storia italiana fra Ottocento Novecento\, con specifico riguardo alle vicende dell’assistenza e della sanità\, all’ascesa delle borghesie rurali\, alle professioni\, alle scritture femminili nel processo di formazione dell’identità nazionale. \nTra i contributi più recenti: Salotti e ruolo femminile in Italia fra Seicento e primo Novecento (2004) Rileggere l’Ottocento. Risorgimento e Nazione (2010) e Donne dell’Ottocento. Amori\, politica\, utopia (2015). \nMarina Tesoro\nMarina Tesoro\, già professore ordinario nell’Università di Pavia\, ha insegnato Storia contemporanea\, Storia dei partiti politici\, Storia dei movimenti femminili.  \nHa collaborato a varie riviste scientifiche. Ha fatto parte del Comitato direttivo della Società italiana per lo studio della società contemporanea (SISSCO).  \nÈ autrice di molte pubblicazioni sulla storia italiana tra Ottocento e Novecento\, in particolare sul sistema politico in età liberale con attenzione alle culture politiche socialista e democratico-repubblicana\, su antifascismo e fuoruscitismo\, su cittadinanza femminile\, sul ruolo della monarchia.  \n\nTra i contributi più recenti: Monarchia\, tradizione\, identità nazionale. Germania\, Giappone\, Italia\, 2004\, Monarchia e repubblica. Istituzioni\, culture\, rappresentazioni (1848-1948) (2011\, con M. Ridolfi) e La memoria in piazza. Monumenti risorgimentali nelle città lombarde tra identità locale e nazionale (2012). \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 marzo 2024 – 391 kb
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SUMMARY:«Castrum paene in mundo singulare». Scritti per Aldo Settia in occasione del novantesimo compleanno
DESCRIPTION:Presentiamo «Castrum paene in mundo singulare». Scritti per Aldo Settia in occasione del novantesimo compleanno\, a cura di Simone Caldano\, Gianmarco De Angelis\, Cristina La Rocca. Ne parlano Aldo Settia e Saverio Lomartire. \nIl volume intende celebrare il lungo magistero di Aldo A. Settia (Albugnano\, 1932). \nI contributi qui raccolti rappresentano un piccolo omaggio e attestato di stima da parte di amici e colleghi che con lui hanno condiviso ricerche\, interessi di studio\, piccoli o ampi tratti delle rispettive carriere professionali.  \nAlcuni degli autori degli studi qui presentati hanno avuto la fortuna\, nelle aule universitarie di Torino e Pavia\, di ascoltare le lezioni del docente. \nTutti\, negli anni\, hanno continuato a imparare qualcosa da lui\, anche nelle occasioni più informali\, ascoltandolo e naturalmente leggendolo. Leggendo questo straordinario narratore di storie (e di storia) che non smette di stupirci e di scrivere. Per fortuna sua e nostra. \nAldo A. Settia\nAldo A. Settia\, nato ad Albugnano (Asti)\, dopo aver militato per un certo numero di anni nell’esercito italiano\, è stato prima professore di Storia degli insediamenti tardo antichi e medievali a Torino e poi ordinario di Storia medievale a Pavia interessandosi\, in specie\, del popolamento rurale\, dell’organizzazione territoriale civile ed ecclesiastica\, di castelli e di tecniche belliche medievali. \nSaverio Lomartire\nSaverio Lomartire insegna Storia dell’Arte Medievale all’Università degli Studi dell’Insubria.\n Specialista di architettura e arte del medioevo italiano\, i suoi interessi di ricerca si orientano sull’architettura\, la pittura\, la scultura e le arti applicate prevalentemente tra VII e XII secolo\, ma con  ricerche anche sul Gotico italiano. A questi interessi si intrecciano quelli nell’ambito dell’epigrafia medievale.
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SUMMARY:Frugando parole. Lingua e stile delle canzoni di Claudio Baglioni di Luca Bertoloni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Frugando parole. Lingua e stile delle canzoni di Claudio Baglioni di Luca Bertoloni. Emanuele Vicini dialoga con l’autore; interventi musicali di Matteo Zambuto. \nIl libro è un viaggio all’interno di tutti i testi delle canzoni di Claudio Baglioni scandagliati nel loro carattere linguistico in termini sia diacronici\, per coglierne le evoluzioni nel tempo\, che sincronici\, album per album\, con focus su esempi significativi.  \nEmergerà un ritratto vivace di un autore a lungo escluso dal canone della canzone d’autore nazionale\, mettendo a fuoco la sperimentazione di forme e modelli linguistici che hanno contributo a trasformare il canzonettese di classifica\, sia avvicinandolo all’italiano di tutti giorni sia rendendolo più autonomo a livello formale.  \nSi farà cenno a molti dei modelli di riferimento del cantautore\, come i poeti primo-novecenteschi\, i prosatori neorealisti e soprattutto i rimandi ad altri media\, come il cinema\, che Baglioni piega a strumento di interpretazione della realtà ricreandone le modalità enunciative nella forma della canzone. \nLuca Bertoloni\nLuca Bertoloni\, laureato in filologia all’Università di Pavia\, si divide tra la cattedra di Italiano dell’Istituto di Siziano e la scrittura saggistica\, disquisendo di tutti gli elementi che compongono il nostro immaginario. \nEmanuele Vicini\nEmanuele Vicini\, già docente di Architettura e di Storia dell’arte\, oltre che di scuola si occupa di arte in tutte le sue forme\, non disdegnando interessi per un ampio ventaglio di generi musicali che vanno dall’opera lirica sino al pop d’autore. \nMatteo Zambuto\nMatteo Zambuto\, trapiantato dalla terra di Sicilia\, oltre a svolgere la missione pastorale di sacerdote a Borgarello\, è animatore culturale\, scrittore e musicista\, con diversi scritti su musica\, canzoni\, giovani e fede.
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SUMMARY:Consistere. Calvino e Fenoglio. Una lezione di fedeltà di Andrea Pagani
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Consistere. Calvino e Fenoglio. Una lezione di fedeltà di Andrea Pagani. L’autore ne parla con Romano Augusto Fiocchi; letture di Enzo Arìa. \nRoccamare\, 1° settembre 1985. Due scrittori passeggiano nella fitta pineta della Maremma toscana e discutono di letteratura\, ma non solo: anche della fisionomia che sta assumendo la società dei mass media e dell’informazione\, e quindi del rapporto nuovo degli intellettuali col mondo.  \nSono Pietro Citati e Italo Calvino. Da questa cornice narrativa la storia si sviluppa poi\, indietro nel tempo\, attraverso associazioni di idee e ricordi di Calvino\, ossia verso la storia letteraria ed umana di un altro grande scrittore\, uno scrittore decisivo per il Novecento\, eppure mai abbastanza valorizzato\, timido e riservato\, con cui Calvino ebbe un rapporto di profonda ammirazione e amicizia: Beppe Fenoglio. \nSi ricostruiscono\, in particolare\, dapprima gli anni della guerra partigiana\, combattuta da entrambi gli scrittori\, e poi gli anni dal 1951 al 1954.  \nUn romanzo\, dalle atmosfere intime e liriche\, in alcuni passaggi vibrante e problematico\, in cui si riflette sul ruolo dell’intellettuale\, sull’urgenza di un impegno civile nella storia del passato e del presente. \nAndrea Pagani\nAndrea Pagani insegna Letteratura e Storia\, collabora con gli editori Principato\, Loescher\, Zanichelli\, tiene corsi ad Università Aperta Imola.  \n\nÈ autore di numerose pubblicazioni saggistiche (su Cinquecento e Novecento) e narrative. \nI suoi contributi su Svevo sono apparsi sul sito del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna (Griselda online) e i suoi libri su Joyce sono stati presentati ai festival internazionali Bloomsday di Trieste e Pola. \nRivedi l’evento
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SUMMARY:Sotto le stelle di Roma
DESCRIPTION:Presentiamo Sotto le stelle di Roma\, romanzo di Massimo Benenato e film di Giuseppe Di Giorgio; introduce Francesco Conte\, Direttore della Biblioteca\, intervengono l’autore e il regista. \nEugenio ed Elvira\, due fratelli\, lui musicista e lei promettente attrice\, si stanno recando ad una serata mondana in compagnia del loro amico Marcello\, vulcanico dentista vicino di pianerottolo\, amante del gossip e della vita gaudente.  \nDurante il tragitto verso la villa\, dove si tiene la festa\, il destino vuole che soccorrano Paola Dini\, la più grande attrice del mondo\, rimasta in panne con la propria auto.  \nPer ringraziarli dell’aiuto\, la diva li invita al tavolo con i propri ospiti\, tra cui Ajna\, una donna indiana dotata di capacità al limite della credibilità\, innescando una serie di intrecci amorosi\, situazioni impreviste e colpi di scena dai risvolti insospettabili. \nUn romanzo pieno di colori\, ritmo\, magia narrativa e relazioni empatiche. Una storia fresca e giovane che trabocca energia e un senso profondo della vita.  \nUn’opera che agisce in chi legge in modo quasi terapeutico e riconciliante facendoci riscoprire il lato imprevedibile del quotidiano. Massimo Benenato si conferma un vero e proprio “prestigiatore” della parola\, vero figlio d’arte della sorridente solarità di suo padre: Franco Franchi.  \nCi aiuterà ad entrare nelle corde intime di “Sotto le stelle di Roma”\, che sta preparando a Roma le riprese\, che partiranno a breve\, per il suo prossimo film tratto dal romanzo. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 6 aprile 2024 – 285 kb
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SUMMARY:I giusti e lo sport: storie di atleti che hanno scelto il bene
DESCRIPTION:Presentiamo il volume I Giusti e lo sport: storie di atleti che hanno scelto il bene (Fondazione Gariwo-Libreria Editrice Cafoscarina\, 2023); Matteo Corradini dialoga con Gino Cervi e Joshua Evangelista.  \nI Giusti e lo sport raccoglie venti storie di atleti che hanno scelto il Bene e la Verità: tra le altre\, quella del tenace antinazismo del calciatore austriaco Matthias Sindelar; quella della coraggiosa ciclista e staffetta partigiana Augusta Fornasari e quella\, ben più nota\, del grande Gino Bartali contro il fascismo e il nazismo; il dissenso dei coniugi Zátopek durante la repressione di Praga e quello di Tommie Smith e John Carlos\, con il loro pugno guantato alzato sul podio delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968\, insieme a Peter Norman; o ancora\, la squadra del La Plata Rugby che si oppose in Argentina alla dittatura di Videla; il giocatore di football americano Colin Kaepernick\, che per primo ha introdotto la protesta del kneeling; la calciatrice afghana Khalida Popal contro i talebani. \nSono storie in cui per una volta gli atleti hanno infranto il dogma che lo sport debba essere un mondo che basta a se stesso e chi ci si dedica debba dimenticarsi di quello che succede intorno a lui. E per questo\, note o meno note\, meritano di essere raccontate una volta di più. \n\nI Giusti e lo sport è parte di un lungo progetto della Fondazione Gariwo per diffondere le storie dei Giusti dello sport. \nGino Cervi\nGino Cervi\, autore e consulente editoriale\, ha scritto tra l’altro: Alfabeto Fausto Coppi (Ediciclo\, 2019); 1899. AC Milan. Le storie (Hoepli\, 2019); Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione (Touring Club Italiano\, 2021); La fabbrica della nebbia (Ediciclo Editore\, 2021); Calciorama. I colori della passione (Hoepli\, 2022). Collabora con “Il Foglio”\, “Alvento – Italian Cycling Magazine” e con “Doppiozero.it”. \nJoshua Evangelista\nJoshua Evangelista\, giornalista\, è responsabile della comunicazione della Fondazione Gariwo. Ha scritto reportage dal Medio oriente\, Europa orientale\, Africa e Sud America per\, tra gli altri\, “La Stampa”\, “Avvenire”\, “l’Espresso”\, “Panorama”\, “Venerdì di Repubblica”\, “Internazionale”\, “The Local”\, “The New Humanitarian” e “Middle East Eye”. \nMatteo Corradini\nMatteo Corradini è ebraista e scrittore. Si occupa di didattica della Memoria e prepara reading musicali e regie teatrali. \n\nTra i suoi ultimi libri\, i romanzi Eravamo il suono (Lapis)\, Irma Kohn è stata qui (Rizzoli)\, Se la notte ha cuore (Bompiani)\, i due saggi-manuali Tu sei Memoria e Noi siamo Memoria (Erickson)\, la cura del Diario di Anne Frank (BUR Rizzoli)\, la cura delle memorie di Virginia Gattegno (Per chi splende questo lume\, Rizzoli)\, l’opera illustrata Fu Stella (Lapis). È tradotto in Germania e in Francia. \nRivedi l’evento
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SUMMARY:Libri per insegnare la storia
DESCRIPTION:Presentiamo i volumi Giochi per imparare la storia di Antonio Brusa e Insegnare la storia con le nuove tecnologie di Lucia Boschetti\, Silvia Ditrani\, Raffaele Guazzone. Ne parlano Antonio Brusa e Raffaele Guazzone; la tavola rotonda è coordinata da Alessandra Ferraresi. \nVale la pena che un bambino impari piangendo quel che può imparare ridendo? Così Gianni Rodari scherzosamente si interrogava e ci interrogava sul bisogno di innestare nel cammino scolastico delle modalità di apprendimento appassionanti e\, perché no\, divertenti.  \nI due libri che si presentano insieme si offrono come risposte positive\, coerenti e complementari a quell’interrogativo\, focalizzandosi entrambi sull’insegnamento della storia.  \nDa un lato\, Antonio Brusa esplora la didattica ludica come strategia versatile e ottimale per discutere temi e problemi di storia\, offrendo un ricco campionario di giochi “artigianali”\, senza effetti speciali\, ma ricchi di suggestioni per muoversi creativamente e criticamente tra documenti\, temi e problemi del passato.  \nDall’altro\, tre autori\, che sono anche docenti sul campo\, propongono una sorta di vademecum per orientarsi criticamente tra le “tecnologie che cambiano la storia”\, cioè quegli strumenti digitali in costante evoluzione che consentono di aggiornare e spesso rendere più efficace l’immagine della storia trasmessa dall’insegnante ai suoi allievi.\nDi qui la proposta di un approccio disciplinare operativo\, con laboratori e strumentazioni efficaci che\, sfruttando le soluzioni del digitale\, possono arricchire i percorsi didattici del primo e secondo ciclo scolastico.  \nAntonio Brusa\nAntonio Brusa si occupa di didattica della storia\, facendo ricerca e sperimentazione nelle classi. Ha insegnato questa disciplina nelle Università di Bari e di Pavia.\nHa contribuito alla fondazione dell’International Research for History and Social Sciences Education (IRAHSSE) ed è presidente della Società italiana di didattica della storia. Il focus della sua ricerca è la didattica ludica\, l’analisi dei manuali e il rapporto tra storia insegnata e politica. \nLucia Boschetti\nLucia Boschetti è docente di storia e filosofia presso il Liceo classico Sylos di Bitonto (Bari) e sta terminando un dottorato di ricerca in storia contemporanea e didattica della storia.\nHa anche esperienza nella scuola primaria\, per cui ha sviluppato percorsi integrati di tecnologia e storia per il primo ciclo\, in particolare con l’uso della programmazione a blocchi.\nNel volume Insegnare storia con le nuove tecnologie si è occupata dell’introduzione teorica e\, in particolare\, di laboratori con le carte\, con la programmazione e con i videogiochi. \nSilvia Ditrani\nSilvia Ditrani insegna nella scuola secondaria di primo grado.\nAttualmente sta lavorando ai materiali digitali del manuale di storia del prof. Antonio Brusa\, di prossima pubblicazione per Palumbo\, tra cui alcune Escape Room in ambiente immersivo. Nel volume Insegnare storia con le nuove tecnologie si è occupata delle interazioni virtuali (presentazioni interattive\, bacheche virtuali\, Gamification).  \nRaffaele Guazzone\nRaffaele Guazzone è docente di lettere all’IISS Cossa di Pavia; prima di insegnare è stato giornalista e ha lavorato nel settore dell’editoria.\nNel volume Insegnare storia con le nuove tecnologie ha curato i capitoli dedicati ai meme e alle infografiche\, insieme ai relativi laboratori. \nAlessandra Ferraresi\nAlessandra Ferraresi professore associato di Storia moderna\, ha insegnato all’Università di Pavia  dal 2000 al 2017. Dal 2001 al 2016 ha diretto il Centro interdipartimentale di ricerca “Laboratorio di didattica della storia”.\nSi è occupata  di storia delle istituzioni scientifiche e di storia dell’istruzione con particolare riferimento ai secoli XVIII e XIX. Svolge attività di promozione culturale e di tutela del patrimonio storico-artistico in qualità di direttrice degli Amici dei musei e monumenti pavesi.  \nRivedi l’evento
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SUMMARY:La morte ti cambia la vita di Marina Crescenti
DESCRIPTION:Presentiamo La morte ti cambia la vita di Marina Crescenti; con l’autrice dialoga Andrea Borghi\, letture di Giorgio Macellari. \nCamogli\, 1979. È primavera. \nL’Ispettore Giulio Manero\, soprannominato Riccio per la sua generosa chioma\, è impegnato nella sua seconda indagine.\nHa superato da poco la trentina ed è un uomo dall’animo ribelle e spigliato che mal digerisce i suoi due colleghi\, Bruno e Tommy\, dai modi troppo sbrigativi\, e che non a caso chiama Mazinga e Candy Candy.  \nCapita a volte che stanchezza e stress giochino brutti scherzi\, ed è così che Riccio viene caldamente invitato dal suo capo a togliersi di torno.\nIn sella alla sua Guzzi Riccio sfreccia verso il mare\, direzione Camogli\, ma porta con sé un dolore: il suo più caro amico dai tempi di liceo oscilla tra la vita e la morte. Qui conosce Anita e accetta il suo invito per un giro in barca di sera.  \nIl mattino seguente\, il ritrovamento del cadavere di una donna in fondo a un dirupo interrompe bruscamente le ferie del giovane poliziotto. Sebbene irriconoscibile\, Riccio non ha dubbi sulla sua identità\, il corpo è quello di Anita. A stilare l’amara sentenza\, l’anello rinvenuto sul cadavere. Lo stesso che portava al dito la donna la sera prima.  \nLa polizia locale chiude il caso come suicidio. Riccio non ci sta. Da quel momento\, la morte della giovane sembra dare il là a una serie di brutali omicidi\, con un solo punto in comune: Sophie Marçelle\, la madre di Anita.\nL’unica\, insieme a Riccio\, a non credere alla tesi del suicidio.\nLa donna insiste affinché il poliziotto prenda in mano quelle che per entrambi sono diventate oramai indagini per omicidio. Con l’aiuto del suo nuovo compagno d’armi\, il collega Dino della Questura di Genova\, Riccio si affanna senza tregua in una caccia frenetica all’assassino\, fino alla soluzione del caso\, tragica\, violenta\, che affonda in un crudele passato le sue radici\, che una volta dissotterrate\, non lasciano scampo a niente e nessuno.  \nMarina Crescenti\nNata a Benevento\, ha vissuto a Pescara e da diversi anni risiede a Pavia. Ha giocato in Nazionale di Tennis under 16\, under 18 e in serie A.\nLaureata in Economia e Commercio\, in qualità di Ricercatore universitario\, ha pubblicato Le Perle – Storia\, tecnologia e mercato per Giappichelli Editore e numerosi articoli in riviste scientifiche specializzate.  \nNel 2004 ha abbandonato la carriera universitaria per dedicarsi alla scrittura.\nOggi\, è autrice di romanzi e racconti. Ama il cinema\, in particolare\, il genere poliziesco e i gialli italiani degli anni ’70.\nNel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo 4 Demoni per il Commissario Narducci  e Joy – Un altro caso a Milano per il commissario Narducci (Fratelli Frilli Editori).\nNella collana “Supergiallo Mondadori”\, Falsa Memoria\, l’antologia Eros e Thanatos. È troppo sangue anche per me (prefazione di Luc Merenda)\, Le Lacrime del Branco (prefazione di Danilo Arona; vincitore del Premio della Microeditoria 2013)\, Al sangue non si comanda\, La vita a briglie sciolte (biografia di Luca Merenda)\, Cosa le tiene sveglie\, Il Branco uccide: caccia al Drago Giallo\, Postazione 23. I miei 100 giorni a Beirut (prefazione del Generale Franco Angioni)\, La morte ti cambia la vita. \nAndrea Borghi\nÈ laureato in Lettere Moderne all’Università di Pavia\, con specializzazione in dialettologia.\nInsegnante\, critico letterario\, dialettologo\, dal 2003 collabora con l’Università degli Studi di Pavia per l’“Archivio delle Voci”\, patrocinato della Provincia di Pavia e della regione Lombardia.  \nSi occupa di recensioni e presentazioni di libri. Dal 2024\, conduce il programma “Borghi Letterari” su Radio Hinterland.\nDal 2003\, collabora con l’Università di Saarbrücken per la compilazione del L.E.I. (Lessico Etimologico Italiano).  \nDal 2005\, collabora con l’Accademia della Crusca per il progetto “Il lessico della propaganda elettorale. Le parole dei politici”. Dal 2003 è docente dell’UNITRE di Broni e dal 2008 dell’UNITRE di Stradella.  \nRecensisce libri nella rubrica “Un libro alla settimana” su “Il Punto” di Pavia. È stato Assessore delegato ai Servizi Sociali presso il Comune di Zinasco dal 2004 al 2014.  \nDal 2007 è docente di materie letterarie presso le scuole medie e superiori della provincia di Pavia. Attualmente insegna Lettere presso la scuola “M. Montanari” di Sannazzaro. \nRivedi l’evento
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SUMMARY:Pane nero. Donne e vita quotidiana durante la Seconda guerra mondiale di Miriam Mafai
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Pane nero. Donne e vita quotidiana durante la Seconda guerra mondiale di Miriam Mafai. Sara Scalia ne parla con Gipo Anfosso. \nNei cinque anni della durata della guerra in Italia\, le donne assunsero un ruolo di primo piano\, combattendo contro la fame\, le bombe e la fatica di un conflitto interminabile.\nMiriam Mafai ricostruisce la vita quotidiana di questo esercito femminile\, raccontando un’epopea che ha come scenario le città bombardate e le campagne percorse dalle fanterie di tutti gli eserciti e per protagoniste le donne\, diventate capofamiglia e uniche vincitrici di un conflitto perduto.  \nIl libro è stato il primo a narrare la storia delle donne durante la Seconda guerra mondiale ed è fondamentale ancora oggi per la questione femminile in Italia e per il modo di raccontare la storia mettendo in primo piano la quotidianità e lasciando sullo sfondo i grandi e tragici eventi. \nSara Scalia\nSara Scalia\, giornalista\, ha lavorato prima nella carta stampata poi per quasi trent’anni in RAI. Prima al TG3\, dove ha svolto funzioni di inviato\, conduzione e coordinamento editoriale di diverse edizioni del TG\, e successivamente a Rai Due con il ruolo di capostruttura all’informazione.  \nSuccessivamente viene chiamata a Rai Tre per ideare e coordinare il nuovo spazio del mattino e occuparsi di una nuova linea di documentari. Alla morte della madre\, Miriam Mafai\, ne riordina appunti e capitoli già scritti che daranno vita all’autobiografia pubblicata postuma con il titolo Una vita\, quasi due.  \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso\, docente in pensione\, ha scritto Ricordo tutto\, la storia della sua famiglia pavese e sanremese e Già che sei in piedi racconto dei suoi 40 anni da insegnante di scuola media. \n\nRassegna stampa
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