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SUMMARY:L’estate dei ribelli\, una storia della Resistenza di Enrico Racca
DESCRIPTION:Presentiamo il volume L’estate dei ribelli. Una storia della Resistenza di Enrico Racca (Feltrinelli\, 2022). Con l’autore ne parla Maria Cristina Scalabrini. \nUna guerra per gioco diventerà la guerra vera\, e i giovani duellanti saranno per un giorno – e forse per sempre – combattenti per la libertà. \n«Una prova\, una prova che dimostrerà chi di noi ha più coraggio. Come si faceva nell’antichità. Avete presente Davide e Golia? Achille e Ettore? È un duello. Noi saremo in quattro e quindi sarà un “quadriello”.» \nGiugno 1944. La guerra sembra lontana\, vista dal paese di Montecalvo. O Montecalmo\, come tutti lo chiamano\, perché è un posto in cui non succede mai nulla\, almeno secondo gli adulti\, sempre troppo impegnati troppo distratti.  \nNon è così per i ragazzi delle bande in cui il paese è diviso: la Stazione\, guidata dallo “storpio” stratega Antonio\, la Piazza\, con a capo l’energica Alessandra\, i Barotti del saggio Michele e il Mulino\, con il suo leader Adrien\, giovane balilla.  \nIn questo inizio d’estate\, dopo una tregua durata alcuni mesi\, le bande sono di nuovo in lotta\, ma stavolta sembra non esserci un vincitore.  \nCosì i quattro capi decidono di sfidarsi in una prova di coraggio che avrà un finale inaspettato e drammatico. Sarà l’inizio di un’avventura unica: un comandante partigiano li sceglierà per compiere una missione quasi impossibile che cambierà le loro vite. \nUfficio Scolastico Territoriale di Pavia\, Libreria Il Delfino Ubik e Feltrinelli Editore sono nostri partners per questa presentazione\, inserita nella campagna nazionale Il Maggio dei Libri. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences  e che è obbligatorio l’uso di una mascherina FFP2. \nEnrico Racca \nEnrico Racca è nato a Cuneo. Si occupa da anni di editoria\, in particolare di libri per ragazzi. L’estate dei ribelli è il suo primo romanzo  ed è una storia di fantasia ispirata alla figura del partigiano e scrittore Nuto Revelli. \nVive a Milano con i figli Giovanni e Agata e la gatta Bloom. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  176 kb \nLocandina – 279 kb \nCopertina – 146 kb
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SUMMARY:“Con llama que consume y no da pena”.  El hispanismo integral de Giuseppe Mazzocchi
DESCRIPTION:Presentiamo il volume “Con llama que consume y no da pena”. El hispanismo integral de Giuseppe Mazzocchi a cura di Andrea Baldissera\, Paolo Pintacuda\, Paolo Tanganelli (Ibis\, 2022).\nSimone Albonico ne parla con i tre curatori\, modera Giovanni Caravaggi. \nIl primo maggio di 5 anni fa se ne andava prematuramente Giuseppe Mazzocchi\, straordinario ispanista (ma non solo) dell’Ateneo pavese\, di cui è impossibile dimenticare l’ampiezza degli interessi\, l’inesausta curiosità\, l’entusiasmo e il rigore della ricerca\, la generosità e l’onesta intellettuale\, la libertà e l’autonomia di pensiero.  \nA partire dalle comunicazioni presentate al Convegno internazionale organizzato a Ferrara nel 2019 per riconoscerne il magistero\, questo ampio volume – che ha conservato il titolo di quell’evento – riunisce i contributi di quasi cinquanta studiosi che hanno voluto tentare di arginare il vuoto da lui lasciato\, che ancora appare incolmabile. \nI temi toccati sono molteplici\, manifestazione di quell’ispanismo “integrale” (cioè\, a tutto campo) che Giuseppe ha sempre professato: dal Medio Evo al Novecento\, dalla filologia stretta alle relazioni italo-spagnole\, dalla letteratura spirituale alla bibliologia; e molto altro ancora. \nMa il libro recupera anche\, in apertura\, un bel saggio inedito di Giuseppe Mazzocchi sul Chisciotte che\, rimasto in bozze per lungo tempo\, piace poter offrire oggi al curioso lettore. \nLa presentazione è inserita nella campagna nazionale Il Maggio dei Libri. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences  e che è obbligatorio l’uso di una mascherina FFP2. \nSimone Albonico\nSimone Albonico è ordinario di Letteratura italiana presso l’Università di Losanna. Specialista di letteratura e filologia italiana\, si è occupato in particolare di letteratura milanese e di problemi della tradizione poetica da Dante a Leopardi. È responsabile scientifico dei progetti Lyra ed Epistulae. \nGiovanni Caravaggi\nGiovanni Caravaggi è professore emerito presso l’Università di Pavia. \nMembro corrispondente della Real Academia Española\, è stato maestro di tanti ispanisti italiani e continua a rappresentare un riferimento internazionale per gli studi di letteratura spagnola. \nAndrea Baldissera\nAndrea Baldissera è ordinario di Lingua spagnola all’Università del Piemonte Orientale. Ha pubblicato edizioni critiche (traduzioni spagnole di classici antichi e moderni) e si è occupato\, fra l’altro\, di teatro musicale e di relazioni linguistico-culturali fra Spagna e Italia. Ha tradotto il Cantar de mio Cid. \nPaolo Pintacuda\nPaolo Pintacuda è ordinario di Letteratura spagnola all’Università di Pavia. Si occupa in prevalenza\, sempre con un’impostazione fortemente filologica\, di letteratura dei Secoli d’Oro e del primo Novecento. È papà di Filippo\, Giacomo e Matteo. \nPaolo Tanganelli\nPaolo Tanganelli è ordinario di Letteratura spagnola all’Università di Ferrara. Da una prospettiva ecdotica si occupa principalmente di letteratura spirituale e di poesia dei Secoli d’Oro\, e del corpus di Miguel de Unamuno. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  176 kb \nLocandina – 362 kb \nCopertina – 214 kb
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SUMMARY:Vai al posto di Valentina Petri
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Vai al posto di Valentina Petri (Rizzoli\, 2022). Con l’autrice ne parlano Antonella Campagna e Maria Cristina Scalabrini. \nL’anno scolastico per la prof. Valentina Petri è pieno di novità: alcune belle\, come la cattedra sospiratissima e una nuova prima tutta da conoscere\, altre meno\, come due quinte improvvisamente accorpate.  \nPer risparmiare sugli insegnanti e a un passo dalla maturità\, si è deciso di mettere insieme classi di indirizzi diversi con lo stesso programma di italiano.  \nE così lei si ritrova a gestire una quinta di Moda\, popolata di sole fanciulle\, innestata con\ngli elettricisti casinisti\, in un calderone imprevedibile che ha tutti gli ingredienti di una maionese destinata a impazzire.  \nMentre la prima è un’adorabile classe di pulcini che stanno imparando a camminare\, i suoi alunni di quarta non cedono di un passo dal solito caos: Missile in fuga nei corridoi\, Basito che si perde in giro per Roma\, Amebo che lo ritrova anche se è rimasto in Piemonte… \nTra foto a tradimento e bodyshaming\, trappole e chiarimenti\, le collaborazioni più inaspettate sbocceranno per lasciare tutti a bocca aperta\, inclusa la prof. \nDopo due anni di didattica a distanza\, in cui i ragazzi\, più di chiunque altro\, hanno sofferto la socialità filtrata dagli schermi\, Valentina Petri ci regala una spassosa storia di ordinaria follia\, che ci racconta come\, tra tutti gli insegnamenti che ci dà la scuola\, lo stare insieme è senza dubbio il più bello.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che è obbligatorio l’uso della mascherina\, preferibilmente FFP2. \nValentina Petri\nValentina Petri vive a Vercelli\, dove insegna lettere all’Istituto Professionale Francis Lombardi.\n Il suo primo romanzo\, ora disponibile in BUR\, è Portami il diario (2020). Nella pagina Facebook omonima\, seguitissima\, dal 2017 racconta le sue storie di scuola. \nDi Vai al posto dice: “Ho scritto questo libro perché le parole sono armi potentissime\, così ho voluto restituire un anno di scuola normale\, in cui si sta insieme a volto scoperto\, ci si scambia la merenda\, un anno in cui ci si innamora\, si litiga\, ci si bacia”. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  92 kb \nLocandina – 282 kb \nCopertina – 170 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 12 maggio 2022 – 141 kb \n \nPer rivedere
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SUMMARY:La calda estate del commissario Casablanca di Paolo Maggioni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La calda estate del commissario Casablanca di Paolo Maggioni (Società Editrice Milanese\, 2022). Con l’autore ne parlano Gino Cervi e Gianni Sacco. \nQuestura di Milano. \nGiuliano Casablanca\, detto Ginko\, è un giovane commissario di polizia appena trasferito dalla Omicidi all’Ufficio Passaporti.  \nCon la sua squadra – Panettone\, poliziotto sovrappeso\, Zhong\, cino-romano che ha preferito la pubblica amministrazione al bar del padre\, e Minimo Sindacale\, instancabile sfaticato – sembra destinato a un lavoro tranquillo e abitudinario\, in una lotta quotidiana contro il moloch della burocrazia.  \nMa Milano è una città piena di sorprese e\, dietro la facciata dell’ordine e dell’efficienza\, nasconde un lato oscuro… \nIl commissario non ha perso il gusto delle indagini e approfittando delle vacanze del questore ricostruisce la storia di Issa\, un maliano fuggito dal Centro di accoglienza di via Sammartini\, lungo i binari della Stazione Centrale\, e poi morto sul tetto di un treno che aveva come destinazione la Svizzera.  \nQuello che all’apparenza sembra un semplice incidente di un migrante diretto verso un sogno di riscatto e libertà si rivelerà una storia di spaccio e di violenza.  \nUn giallo perfettamente orchestrato sullo sfondo di una Milano bella e piena di contraddizioni\, tra grattacieli e turisti\, trattorie e sartorie d’alta moda\, i migranti accampati alla Stazione Centrale e nei giardini di Porta Venezia\, le case popolari e il Gratosoglio. \nCon il suo formidabile esordio Paolo Maggioni si inserisce a pieno diritto nel solco della tradizione di autori “milanesi” come Giorgio Scerbanenco\, Alessandro Robecchi\, Dario Crapanzano\, Sandrone Dazieri\, Gianni Biondillo e Andrea Pinketts. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nPaolo Maggioni \nPaolo Maggioni (1982) è milanese e interista. Giornalista alla Rai\, è inviato di Rai News 24 e Forrest (Rai – Radio 1). Ha lavorato come conduttore e autore di Caterpillar (Rai – Radio 2) e Radio Popolare.  \n\nHa un mito\, Beppe Viola\, ed insegna al Master di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. \nGino Cervi\nGino Cervi\, filologo romanzo prestato trent’anni fa all’editoria e mai più restituito. Ha lavorato per enciclopedie e dizionari\, manuali scolastici e guide turistiche. \nNel 2019 ha pubblicato un libro su Fausto Coppi e uno sul Milan di altri\, nel 2021 è uscito Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione.  \nGianni Sacco\nGianni Sacco insegna diritto pubblico comparato presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. \nAl momento\, causa pandemia\, è senza fissa dimora non potendo occupare il posto 11 – fila 07 – settore 267 dello Stadio di San Siro\, che da più di quarant’anni è la sede principale dei suoi affari ed interessi. Nel suo curriculum è orgoglioso di segnalare un’imbarazzante tendenza a ragionare da ultrà milanista.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 153 kb \nLocandina – 346 kb \nCopertina – 160 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 maggio – 212 kb \n \nPer rivedere
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SUMMARY:Passatopresente. Alle origini dell’oggi 1989-1994 di Simona Colarizi
DESCRIPTION:Presentiamo Passatopresente. Alle origini dell’oggi 1989-1994 di Simona Colarizi (Laterza\, 2022). Con l’autrice intervengono Marina Tesoro e Anna Ferrando; coordina Pierangelo Lombardi. \nNel 1992 cominciava il crollo della prima repubblica e il passaggio alla seconda\, segnato dalla scomparsa di un’intera classe politica: un passaggio cruciale che nell’opinione pubblica resta legato alle inchieste di Mani pulite.  \nIl libro affronta per la prima volta l’insieme dei fattori politici\, economici\, sociali e internazionali che dagli anni Ottanta in poi hanno concorso alla caduta del sistema\, un evento senza precedenti tra i Paesi dell’Europa occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.\n \n\nMalgrado la rottura profonda allora intervenuta\, gli stessi problemi lasciati irrisolti\, aggravati dal progredire della globalizzazione\, hanno continuato a condizionare anche la seconda repubblica: debito pubblico\, crisi della rappresentanza\, incapacità di fare riforme\, crescita dei populismi e di una comunicazione politica che oggi come ieri sembra dettare l’agenda ai nuovi partiti riportano al passato e mettono ancora una volta a rischio la stabilità politica e istituzionale del Paese.  \nAttraverso una scrittura agile e un linguaggio sintetico\, Simona Colarizi ricostruisce una fase cruciale della storia d’Italia che ha lasciato una così difficile eredità nel presente. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSimona Colarizi\nSimona Colarizi\, laureata in Storia moderna con Renzo De Felice e Rosario Romeo\, ha insegnato Storia del sindacalismo e del movimento sindacale\, Storia dei partiti e dei movimenti politici e Storia contemporanea all’Università di Camerino\, dove è stata anche Presidentessa di Facoltà\, all’Università di Napoli “Federico II” e all’Università di Roma “La Sapienza”.  \nOggi è professoressa emerita di Storia contemporanea alla “Sapienza”. Tra i suoi libri più importanti:  \n\n\nL’opinione degli italiani sotto il regime. 1929-1943 (1991)\n\nBiografia della Prima Repubblica (1996)\n\nLa cruna dell’ago. Craxi\, il partito socialista e la crisi della Repubblica (con M. Gervasoni\, 2005)\n\nStoria politica della Repubblica. 1943-2006 (2007)\n\nNovecento d’Europa. L’illusione\, l’odio\, la speranza\, l’incertezza (2015)\n\nUn paese in movimento. L’Italia negli anni Sessanta e Settanta (2019).\n\nMarina Tesoro\nMarina Tesoro è stata professoressa ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Pavia presso la Facoltà di Scienze politiche.\nHa insegnato Storia dei partiti e dei movimenti politici\, Storia dei partiti politici europei\, Storia contemporanea e Storia dell’Italia contemporanea. \nAttualmente è vice presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nAnna Ferrando\nAnna Ferrando\, laureata con lode all’Università di Pavia in Storia dell’Europa moderna e contemporanea e dottore di ricerca in Storia.\nÈ assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia nell’ambito del programma PRIN Genealogies of African Freedoms e collabora all’insegnamento di Storia contemporanea. \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi è stato ricercatore con insegnamenti di Storia contemporanea e Storia dell’Europa contemporanea al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia.\nAttualmente è presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 204 kb \nLocandina – 444 kb \nCopertina – 216 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 maggio 2022 – 211 kb \n \nPer rivedere
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SUMMARY:Pólemos di Gianfrancesco Turano
DESCRIPTION:Presentiamo Pólemos di Gianfrancesco Turano (Giunti\, 2022). Pierangela Fiorani dialoga con l’autore. \nDue popoli fratelli.\nDecenni prima hanno sconfitto insieme l’invasore straniero\, ora si fanno la guerra. È successo 2.500 anni fa tra Atene e Sparta\, succede oggi. \nPólemos  è ambientato nella Grecia del 429 a.C.\nLe vite di Mirrina\, adolescente ateniese in fuga dalla prigionia spartana\, di Procle\, giovane aspirante spartiate\, e di Milone\, commediografo in cerca di fama proveniente dalle colonie d’Italia\, s’intrecciano alla guerra del Peloponneso e alla peste che sconvolge la città assediata di Pericle.  \nSullo sfondo vanno in scena aristocrazia e democrazia\, imperialismo commerciale e militarismo schiavista\, trame politiche e società segrete\, ma pure amori sensuali\, arte e filosofia. \nUna trama immaginaria\, calata in un contesto storico-culturale meticolosamente ricostruito.  \nIl racconto è venato d’ironia\, di realismo talvolta crudo e talvolta pieno d’umanità.  \nÈ l’impronta di Turano\, che trasforma storie passate in un’allegoria del presente. Il suo pubblico comprende tanto studenti di letteratura antica quanto lettori di cronaca. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nGianfrancesco Turano\nGianfrancesco Turano\, giornalista d’inchiesta e inviato speciale de “L’Espresso”.\nLaureato in Letteratura greca\, traduttore e drammaturgo vincitore del premio Ater 1989\, ha pubblicato vari romanzi.\nNel 2020 è uscito Salutiamo\, amico (Giunti). \nPierangela Fiorani\nPierangela Fiorani\, giornalista. Dopo aver lavorato a “Repubblica”\, ha diretto “La Provincia Pavese” e altre testate locali: “La Sentinella del Canavese”\, “Il Mattino di Padova”\, “La Nuova di Venezia”\, “La Tribuna di Treviso”\, “Corriere delle Alpi”. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 167 kb \nLocandina – 281 kb \nCopertina – 161 kb
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SUMMARY:La dittatura della fantasia. Collage autobiografico di Remo Bianco
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La dittatura della fantasia. Collage autobiografico di Remo Bianco (Johan & Levi\, 2022). Ne parlano Sharon Hecker e Adriano Altamira; introduce Riccardo Gianni\, presidente della Fondazione Remo Bianco. \n“Io dovrei essere un dittatore. Se potessi metterei tutti sotto il giogo della mia fantasia e creatività perché ho continuamente bisogno dell’aiuto di tutti. Sono ossessionato dal fare dal fare dal fare. […] Se fossi un dittatore\, la mia sarebbe una ben strana guerra di conquista […]”. \nL’autobiografia di Remo Bianco La dittatura della fantasia. Collage autobiografico è stato il frutto di un progetto fortemente voluto dalla Fondazione Remo Bianco per onorare l’artista a cento anni dalla sua nascita. \nIl volume presenta gli appunti inediti per un’autobiografia scritti nel corso degli anni ’80 dall’artista\, fondamentale contributo per la conoscenza e l’approfondimento della figura e dell’opera di Bianco\, uno dei protagonisti del panorama artistico milanese e italiano della seconda metà del Novecento. \nIl libro verrà presentato da Sharon Hecker\, membro del Comitato scientifico della Fondazione Remo Bianco\, che ha curato e introdotto la pubblicazione con un saggio che accompagna il lettore nel flusso di coscienza dell’artista e lo aiuta a comprendere la sua opera e il suo pensiero. \nInterverrà Adriano Altamira\, anch’egli membro del Comitato scientifico della Fondazione\, che è stato amico di Remo Bianco ed è oggi uno degli esperti più importanti dell’opera dell’artista. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSharon Hecker \nSharon Hecker è una storica dell’arte e curatrice specializzata in arte moderna e contemporanea italiana. \nEsperta di Medardo Rosso\, è autrice di oltre trenta pubblicazioni sull’artista. \nIl suo lavoro è stato premiato dalle Fondazioni Getty\, Fulbright e Mellon.  \n\nHecker ha anche pubblicato numerosi saggi su artisti italiani del Novecento come Lucio Fontana\, Luciano Fabro e Francesco Lo Savio.\nÈ membro del CRSA – Catalogue Raisonné Scholars Association – e membro fondatrice dell’ ICRA – International Catalogue Raisonné Association. \nAdriano Altamira \nAdriano Altamira è artista\, storico e critico di arte contemporanea. \nAl 1972-73 risalgono sia le sue prime personali in Italia e all’estero che le prime pubblicazioni su NAC\, Flash Art\, Le Arti\, e altre.  \n\nCome artista Altamira ha tenuto una cinquantina di personali in Italia e all’estero\, e partecipato a importanti rassegne\, alle quali ha sempre affiancato un’intensa attività storico-critica\, oltre ad essere stato titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea e di Psicologia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera. \nRiccardo Gianni\nRiccardo Gianni\, fondatore e presidente della Fondazione Remo Bianco\, decide alla scomparsa del padre Virgilio\, mecenate dell’artista\, di accoglierne l’eredità proseguendo la promozione dell’artista. Svolge attività imprenditoriale. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 108 kb \nLocandina – 177 kb \nCopertina – 121 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 giugno 2022 – 67 kb
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SUMMARY:Il colore della Repubblica. I silenzi della storia e le storie ritrovate di Silvana Patriarca
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il colore della Repubblica. I silenzi della storia e le storie ritrovate (Einaudi\, 2021) di Silvana Patriarca. Arianna Arisi Rota ne discute con l’autrice. \nIn questo libro importante\, Patriarca affronta uno stereotipo diffuso: in Italia il razzismo sarebbe scomparso con la fine del fascismo e dell’impero coloniale.  \nPer gettare luce su questo problema\, il libro ricostruisce gli atteggiamenti prevalenti della società repubblicana verso la «razza» e il colore della pelle.  \nLo fa prendendo in esame il caso dei «mulattini» – «brown babies» – un termine con una forte connotazione razziale che designava i bambini nati nell’immediato dopoguerra dall’incontro tra donne italiane e soldati alleati non bianchi. \nAttraverso fonti scritte e orali\, senza trascurare romanzi e film\, il libro offre una storia collettiva di questi bambini indesiderati\, abbandonati\, nascosti.  \nLa presentazione del volume è parte del secondo ciclo di incontri e seminari “I linguaggi della storia”. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSilvana Patriarca\nSilvana Patriarca\, insegna Storia europea contemporanea presso il Dipartimento di Storia della Fordham University di New York. \n\nIn precedenza ha insegnato alla Columbia University e alla Florida University.  \n\nSi occupa di storia socio-culturale dell’Italia dall’Ottocento a oggi\, con particolare riguardo a temi come nazione\, razza\, genere. Tra i suoi libri\, in italiano Italianità. La costruzione del carattere nazionale (Laterza\, 2010) e Costruire la nazione: la statistica e il Risorgimento (ISTAT\, 2011).  \nArianna Arisi Rota\nArianna Arisi Rota\, insegna Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia.   \n\nSi è occupata di storia della diplomazia\, di storia dell’Ottocento e del Risorgimento\, al quale ha dedicato numerosi volumi e ricerche.  \n\nTra i più recenti\, ricordiamo Il Risorgimento. Un viaggio politico e sentimentale (il Mulino\, 2019) e Il cappello dell’Imperatore. Storia\, memoria e mito di Napoleone Bonaparte attraverso due secoli di culto dei suoi oggetti (Roma\, Donzelli\, 2021).  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 185 kb \nLocandina – 463 kb \nCopertina – 212 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 giugno 2022 – 292 kb
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SUMMARY:Giornate Europee del Patrimonio 2022
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee del patrimonio\, promosse dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e sostenute dal Ministero della Cultura\, domenica 25 settembre apriremo eccezionalmente dalle 14.30 alle 18.30. \nDalle 14.30 alle 16.30 potrete visitare il Salone Teresiano e la mostra Summa Plantarum\, dedicata ai tesori botanici della città. \nAlle 16.30\, la presentazione del libro di Annalisa Alberici Viaggio intorno al Globo (Pavia\, Univers\, 2022). Con l’autrice parleranno le restauratrici Francesca Telli e Roberta Bolzoni che firmano l’appendice al libro dedicata al restauro. \nIl globo manoscritto di Vincenzo Rosa\, datato 1793\, non ha mai lasciato il Salone Teresiano ed è diventato un simbolo inscindibile della biblioteca. \nUn fascino particolare ha esercitato su Annalisa Alberici\, viaggiatrice appassionata\, che ha deciso di coprire interamente le spese di restauro del globo avvalendosi delle opportunità offerte dall’Art Bonus: è il monumentum aere perennius che ha voluto dedicare a “tre grandi viaggiatori: i miei genitori\, Amelia ed Eugenio\, e mio marito\, Benedetto”. \nÈ nato così\, nel 2020\, questo grande progetto di restauro\, di cui potrete leggere sorprese\, difficoltà e risultati in questo volume fresco di stampa che racconta le storie dei viaggiatori cui Annalisa Alberici ha dedicato il suo dono alla cultura\, ma anche le vicende di un intellettuale artigiano come Vincenzo Rosa\, autore del bellissimo manufatto settecentesco\, e dei suoi studi cartografici. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 137 kb \nLocandina – 197 kb \nCopertina – 82 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 23 settembre 2022 – 76 kb
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SUMMARY:Il giardino è aperto di Alessandra Angelini
DESCRIPTION:Presentiamo il libro d’Artista Il giardino è aperto a cura di Alessandra Angelini che ha realizzato le incisioni; i testi sono di Paolo Cottini e Sir Peter Smithers. \nInsieme alla curatrice intervengono: \n\n\nElisabetta Falck\, Presidente dell’Associazione Cento Amici del Libro\n\nAlessandro Soldini\, bibliofilo e coordinatore delle attività espositive della Biblioteca Salita dei frati di Lugano\n\nPaolo Cottini\, storico dei giardini.\n\nIl libro racconta il personaggio Smithers e il suo stretto legame con  il giardino\, inteso come luogo naturale e metafora della vita. \nIn particolare scrive del giardino di Morcote\, nel Canton Ticino\, che Sir Peter Smithers\, agente segreto\, politico britannico e diplomatico\, morto all’età di 93 anni e trasferitosi in Svizzera a 56\, progettò\, costruì e curò negli ultimi vent’anni della sua lunga e vivace esistenza.  \nIl principio di base nella creazione di questo giardino e il suo obiettivo fu che col tempo\, esso avrebbe dovuto mantenersi da solo. Il mutuo sostegno fra le piante doveva condurre gradualmente all’eliminazione dell’intervento umano\, cosa fondamentale in vista dell’avanzare dell’età dell’ideatore. \nNel libro\, Alessandra Angelini\, grazie alle suggestioni prodotte dal giardino e dal suo autore\, e ascoltando i suggerimenti evocati dal testo di Paolo Cottini\,  desidera far emergere\,  attraverso un’armonia tra immagini reali e astrazione\, lo spirito di un uomo\, a tratti razionale e scientifico e a tratti infinitamente poetico\, che ha dedicato una parte fondamentale della propria vita alla natura e alla sua bellezza. \nL’artista sceglie la tecnica del Solarplate\, (incisione di matrici polimeriche mediante luce solare o  raggi UV)\,  linguaggio grafico che le consente di esprimersi sia attraverso l’aspetto segnico sia mediante il linguaggio della fotografia. La fotografia viene rielaborata dall’artista e talvolta fusa con il disegno e il segno in un processo di ibridazione tecnica e concettuale. \nLa xilografia a secco e altre tecniche che si prestano all’espressione del puro rilievo senza uso del colore  accompagnano e donano  un senso unitario a tutte le pagine del libro.   \nIl volume presenta nella parte del testo\, stampato con caratteri tipografici mobili\, spaziature e rimandi che seguono la forma degli interventi grafici dell’artista. \nLa scelta del formato del libro\, che corrisponde al rapporto aureo tra i lati\, è un omaggio alla  lezione etica ed estetica che Sir Smithers ci ha trasmesso: Armonia e di Bellezza\, come accade alle piante e i fiori\, sono in grado di trasformare la quotidianità  nel giardino aperto dei nostri sogni. \nAlessandra Angelini\nAlessandra Angelini (Parma\, 1953) è artista e già titolare della cattedra di indirizzo in Tecniche dell’Incisione/Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera\, Dipartimento Arti Visive Milano.  \nInteressata alle consonanze tra arti figurative ed altre forme espressive\, quali la musica e la poesia\, ha realizzato diversi libri d’artista\, preziose edizioni che sono state acquisite da collezionisti e musei.  \nHa esposto in numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati\, in Italia\, Stati Uniti\, Australia\, Cina\, Europa (Germania\, Gran Bretagna\, Portogallo\, Estonia\, Polonia\, Spagna\, Svizzera\, Bulgaria). Sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei italiani ed esteri. \nPaolo Cottini\nPaolo Cottini\, dopo aver insegnato materie storico-letterarie\, ha condotto un’intensa attività di ricerca nel settore floristico e nel settore del giardino storico.  \nÈ stato collaboratore fisso di riviste specializzate\, in particolare di Gardenia e Giardini.  \nHa scritto numerosi libri dedicati ai giardini storici. Nel 2015\, per le edizioni di Cento Amici del Libro\, ha scritto i testi di Il giardino è aperto\, sogni e illuminazioni di Sir Peter Smithers a Vico Morcote (illustrato dalle opere di Alessandra Angelini)\, mentre nel 2018 ha pubblicato Villa Solferino a Osmate (Ed. GR\, Besana in Brianza). \nCome consulente ed esperto nel settore della flora ornamentale\, ha collaborato in équipe con altri professionisti alla realizzazione di censimenti o di progetti di restauro di numerosi parchi o giardini storici\, fra cui quelli di Villa Carlotta a Tremezzo e di Villa Melzi d’Eril a Bellagio.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 109 kb \nLocandina – 193 kb \nCopertina – 107 kb
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SUMMARY:Meraviglie Nascoste. Alla scoperta di piccoli Musei dal grande valore
DESCRIPTION:Meraviglie Nascoste. Alla scoperta di piccoli Musei dal grande valore è il titolo scelto per il volume che presentiamo con Maria Teresa Ceva\, Presidentessa dell’Inner Wheel di Pavia\, e Renata Crotti\, Docente di storia medievale. \nLe 250 pagine illustrano numerosi piccoli musei di grande valore presenti nelle regioni del Distretto 204.  \nIl volume nasce da un’idea di Titti Fusi\, Chairman del Comitato all’Espansione\, che con il suo entusiasmo ha coinvolto le socie dei 43 club.  \nIl risultato è veramente notevole: il libro è attraente\, elegante\, ricco di bellissime illustrazioni.  \nAd ogni museo sono riservate due pagine che contengono\, oltre alle immagini\, esaurienti spiegazioni.  \nIl club ha presentato sette interessanti musei del territorio. La finalità dell’opera è far conoscere alcune realtà poco note e rendere sempre più visibile l’Inner con i suoi services\, anche perché\, con la realizzazione di questo libro\, le 1100 socie del Distretto 204 sostengono la Lega del filo d’oro. \nPer Pavia sono descritti il Museo Diocesano nella cripta del Duomo\, di prossima apertura\, il Museo storico e il Museo di Archeologia dell’Università di Pavia\, e la “mappa” delle immagini sacre\, presentata come un museo a cielo aperto diffuso in tutta la città. \nPer Vigevano si racconta il Museo della calzatura e l’allestimento Leonardiano nel Castello Sforzesco. \nSi rinnova così il  nostro rapporto con Inner Wheel\, iniziato già nel 2015 con il generoso finanziamento del restauro dei codici Aldini 1 e Aldini 227 curato da Francesca Toscani. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 142 kb \nLocandina – 221 kb \nCopertina – 128 kb
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SUMMARY:On Surveillance and Control at Borders and Boundaries
DESCRIPTION:Presentiamo il volume On Surveillance and Control at Borders and Boundaries. Landscape\, Infrastructures\, and Architecture (Roma\, tabedizioni\, 2022). Intervengono Giuseppe D’Anna e Olivia Longo. \nIl libro è il risultato di un progetto di ricerca internazionale coordinato da Alejandro González Milea (Ciudad Juarez Autonomous University\, Messico) e da Olimpia Niglio (Università di Pavia) tra il 2020 e il 2022.  \nDi oltre 500 pagine\, raccoglie contributi di autori provenienti dall’America\, Europa\, Medio Oriente e Africa\, che analizzano le strutture dinamiche dei significati di “confine” e “frontiera” in undici paesi del mondo.  \nÈ suddiviso in quattro sezioni: \n\n\nSui confini e territori di mezzo\n\nRisorse e interstizi recintati\n\nCittà divise e confinanti\n\nArchitettura e infrastruttura\n\ne offre approcci teorici e riflessivi sulla dimensione culturale\, sociale e paesaggistica dei processi che investono lo studio delle aree di confine\, il ruolo svolto dalle amministrazioni urbane e dai governi nonché il significato delle infrastrutture che intervengono nella delimitazione spaziale dell’esistenza umana.  \nIl lettore troverà approcci analitici che vanno dalla teoria del pensiero umano\, alla storia\, agli studi sul patrimonio culturale locale\, alla storia architettonica e del paesaggio\, alle arti figurative\, all’iconografia urbana\, il tutto sempre con una visione interdisciplinare. \nGiuseppe D’Anna\nGiuseppe D’Anna\, Professore Ordinario di Storia della Filosofia presso il Dipartimento di Filosofia\, Facoltà di Lettere e Filosofia\, Università Cattolica di Milano. \nOlivia Longo\nOlivia Longo\, Professoressa Associata di Composizione architettonica e urbana\, Dipartimento di Ingegneria Civile Architettura Territorio Ambiente e di Matematica (DICATAM)\, Università degli Studi di Brescia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 145 kb \nLocandina – 176 kb \nCopertina – 122 kb
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SUMMARY:Poesie del Camminare di Carlo Marconi
DESCRIPTION:Presentiamo Poesie del camminare di Carlo Marconi (Roma\, Edizioni Lapis\, 2022). Con l’autore\, ne parlerà Gipo Anfosso. L’evento sarà accompagnato da intermezzi musicali del Maestro Matteo Callegari. \nCon l’occasione sarà possibile apprezzare alcune illustrazioni del libro\, realizzate da Serena Viola\, esposte nel Salone Teresiano. \nLe Poesie del camminare nascono come invito a intraprendere un viaggio\, per scoprire cosa c’è al di fuori di noi e per sostare in ascolto dei sentimenti che abitano la nostra anima.  \nSono sillabe di passi e di battiti del cuore\, rime di sguardi e di incontri\, versi di impronte e di gocce di sudore. \nSono poesie che invitano tutti\, grandi e piccoli\, a cogliere ogni aspetto di quell’avventura che ci attende poco oltre la soglia di casa e si chiama vita. \nCarlo Marconi\nCarlo Marconi è livornese ma da molti anni abita a Pavia\, dove lavora come maestro in una scuola elementare. \n\nAma la scrittura creativa\, la poesia\, le filastrocche e i giochi di parole e cerca di trasmettere questa passione anche ai suoi alunni. \nInsieme a loro ha scritto Lo Stato siamo Noi (Emme Edizioni\, ottobre 2012 e Edizioni Gruppo Abele\, febbraio 2022)\, un libro che parla di diritti e doveri\, di uguaglianza\, di libertà e pace. \n\nDa solo\, invece\, ha scritto Di qua e di là dal mare (Edizioni Gruppo Abele\, gennaio 2018)\, un alfabeto di filastrocche dedicato ai migranti\, e Poesie del camminare (Lapis\, maggio 2022). \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso nasce a Sanremo e vive a Pavia. Laureato in filosofia\, è insegnante di Lettere alle scuole medie e formatore nell’ambito dell’educazione ai diritti e dell’autobiografia linguistica.  \nHa pubblicato la raccolta di racconti Muri a secco (Ennepilibri\, 2009)\, e con Rayuela Edizioni il romanzo Ricordo tutto (2012) e la raccolta di racconti sulla scuola Già che sei in piedi (2020). \n\nHa curato anche\, insieme a Daniela Bonanni\, il volume La mia prima volta con Fabrizio de Andrè (Ibis Edizioni). \nMatteo Callegari\nMatteo Callegari\, cantante e strumentista pavese debutta nel 1986\, al suo attivo diverse esperienze in band locali e collaborazioni con professionisti di fama internazionale\, si è cimentato con svariati repertori\, da Beatles a Dylan\, a Genesis e Peter Gabriel. \n\nLa passione e l’interesse per la qualità della forma canzone lo ha portato ad esplorare la canzone d’autore italiana fondando l’ensemble “Per sempre Coinvolti” che da 12 anni ripropone l’opera di Fabrizio De André oltre ad altri progetti dedicati a Lucio Dalla\, Francesco De Gregori e altri.  \n\nInsieme al fratello Cristiano mette la sua voce al servizio della canzone d’autore italiana: un esempio è lo spettacolo Pezzi da 90\, proposto in occasione della Festa della musica 2021 e della Festa della musica 2022.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 151 kb \nLocandina – 198 kb \nCopertina – 78 kb
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SUMMARY:La strada in salita di Bruno Geddo
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La strada in salita. Trent’anni sul fronte umanitario con le Nazioni Unite  di Bruno Geddo (Roma\, Albatros\, 2021). Con l’autore interviene Nello Scavo. \nBruno Geddo è stato per trent’anni impegnato sul fronte umanitario con l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR/ACNUR)\, a partire dal programma Junior Professional Officer del Ministero degli Esteri\, poi la nuova vita in Sudan\, i rifugiati etiopi in fuga da guerra e carestia\, gli interventi delle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e delle Organizzazioni Non Governative.  \nUna storia che intreccia quelle di donne\, uomini e bambini\, intessuta di sofferenze e sacrifici\, di battaglie per la difesa dei diritti umani\, di guerre etniche e di religione\, della vita nei campi dei rifugiati\, degli incontri coi migranti\, del terrore per gli attacchi dell’ISIS\, della disumanità del terrorismo.  \nStorie di popoli e paesi feriti\, dallo Yemen all’Iraq\, dalla Somalia alla Mauritania\, dalla Repubblica Centrafricana alla Repubblica Democratica del Congo\, a raccontarci di ferocia e dedizione\, di fame e pudore\, di sabbia e vento\, d’ingiustizia e indifferenza e\, nonostante tutto\, di Bellezza e Amore per la Vita.  \nL’esperienza del lavoro umanitario in presa diretta sul campo\, attraverso un viaggio immaginario tra paesi e popoli\, ambienti e culture\, dall’Africa al Medio Oriente. Con una riflessione sui fattori che determinano i movimenti migratori (guerra\, persecuzione\, povertà) e i temi sensibili che ne sono toccati (sicurezza\, lavoro\, identità). \nBruno Geddo\nBruno Geddo ha lavorato per trent’anni  con l’Agenzia della Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ricoprendo vari ruoli in paesi a rischio\, tra cui Sudan\, Repubblica Centrafricana\, Somalia\, Yemen\, Mauritania. \nIl suo ultimo incarico è stato in Iraq\, dove ha diretto la risposta dell’UNHCR alla crisi umanitaria provocata dalla guerra contro l’ISIS. \nNello Scavo\nNello Scavo è inviato speciale di “Avvenire“. Negli anni ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale\, firmando servizi da molte zone calde come la ex Jugoslavia\, il Sud Est asiatico\, i paesi dell’ex URSS\, l’America Latina\, il Corno d’Africa e il Maghreb.  \n\nHa ottenuto numerosi riconoscimenti\, tra cui il Premio Cidu per i Diritti Umani – Ministero degli Esteri (2020)\, Il Premiolino (2020)\, il Premio Maria Grazia Cutuli 2022. Il suo ultimo libro é Kiev (Garzanti). \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 94 kb \nLocandina – 236 kb \nCopertina – 95 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 ottobre 2022 – 166 kb
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SUMMARY:Cinquanta. 50 ritratti della mia musica di Renzo Chiesa
DESCRIPTION:In occasione dell’apertura straordinaria di domenica 30 ottobre\, presentiamo Cinquanta. 50 ritratti della mia musica di Renzo Chiesa (Vololibero\, 2022). Con l’autore ne parlano Daniela Bonanni e Mamo Loati. \n“Questo mio lavoro fotografico nasce quasi involontariamente. La musica stava cambiando\, fenomeni stranieri iniziavano ad arrivare anche da noi. Musicisti che fino a ieri ascoltavamo da Radio Luxembourg\, ora li avevamo lì davanti ai nostri occhi. \n\nGrande la voglia di ‘esserci’ e di far parte di questo cambiamento e di riuscire a documentarlo. \n\nInizialmente non era certo mia intenzione farne una professione\, in realtà volevo solo avere un ricordo di momenti ritenuti irripetibili\, ma questi si sono ripetuti mille e mille volte. \n\nQuesto è un libro soggettivo e non enciclopedico\, ci sono i musicisti che mi hanno emozionato. Molte anche le mancanze\, purtroppo\, ma non sempre per colpa mia”. \nRenzo Chiesa\nClasse 1951\, cremonese\, Renzo Chiesa si stabilisce a Milano nel 1961. \nSi appassiona all’immagine\, alla fine anni cinquanta\, dopo l’acquisto in famiglia del primo televisore.  \nDopo gli studi\, il primo approccio alla fotografia avviene con l’inserimento nel laboratorio fotografico all’interno della Arnoldo Mondadori nella storica sede di via Bianca Maria di Savoia.  \nPoter vedere da vicino il lavoro dei vari fotografi\, inviati in tutto il mondo\, fa esplodere la voglia di fare questa professione.  \nFu anche la fortuna di lavorare alla Mondadori che gli fece conoscere Arrigo Polillo\, dirigente e organizzatore del Festival internazionale del Jazz al Teatro Lirico.  \nQuesto gli permise di fotografare tanti grandissimi del jazz\, da Duke Elligton\, a Ella Fitgerald\, da Nina Simone a Miles Davis.  \nDivenuto assistente in studi fotografici professionalmente diversi\, apre poi un proprio studio. \nLa collaborazione con case discografiche inizia presto. \nChiesa aveva un desiderio: realizzare tre copertine di artisti che amava\, Lucio Dalla\, Paolo Conte e Enzo Jannacci. \nDopo aver coronato questo sogno avrebbe voluto dedicarsi ad altri settori\, invece la popolarità dei tre artisti lo portò ancora di più nel campo discografico.  \nLe collaborazioni iniziarono anche con grandi editori\, Mondadori\, Rizzoli\, Abitare Segesta. \nVarie le testate con cui ha collaborato come Panorama\, Costruire\, Max\, Amica\, Casa&Country\, AD\, Musica Jazz\, Suono\, Prog\, Classic Rock. \nQuesto gli ha permesso di fotografare grandi artisti\, architetti\, scrittori\, attori e chef in l’Italia e nel mondo. Da cinque anni è il fotografo ufficiale della Rassegna Tenco\, della canzone d’autore\, che si svolge al Teatro Ariston di Sanremo. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 131 kb \nLocandina – 328 kb \nCopertina – 113 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 28 ottobre 2022 – 384 kb
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SUMMARY:Milano fine Novecento di Alberto Saibene
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Milano fine Novecento. Storie di luoghi e personaggi di una città che non c’è più di Alberto Saibene (Edizioni Casagrande). Con l’autore dialogano Gaia Manzini e Giorgio Panizza. Letture di Gino Cervi. \nAttraverso incontri e ricordi familiari\, un ritratto corale – registi\, editori\, scrittori\, architetti\, grafici\, designer\, imprenditori\, discografici\, fumettisti\, comici\, cantanti – della città che risorge dalle macerie della Seconda guerra mondiale e che diventa il luogo a cui il resto del Paese guarda per diventare laico e moderno.  \nIl racconto di una volontà condivisa di credere nel nuovo e di inventare\, spesso insieme\, nuove professioni\, e di una fiducia nel futuro che oggi sembra appartenere a un altro mondo.  \nFa da controcanto alla scrittura colta e ironica di Saibene\, un prezioso portfolio con le fotografie di Carla Cerati. \nAlberto Saibene\nAlberto Saibene\, classe ’65\, è storico della cultura italiana del XX secolo.\nLavora tra editoria\, cinema e organizzazione culturale. \n\nÈ autore di L’Italia di Adriano Olivetti (Edizioni di Comunità\, 2017). Per lo stesso editore\, ha curato le antologie di scritti di Adriano Olivetti: Il mondo che nasce (2013) e Città dell’uomo (2015). \n\nÈ regista del film La ragazza Carla (2015)\, tratto dall’omonimo poema di Elio Pagliarani. Nel 2019 ha pubblicato Il paese più bello del mondo (UTET). \nGaia Manzini\nGaia Manzini\, scrittrice dalla prosa piena e intensa\, ha esordito nella narrativa nel 2009 con la raccolta di racconti Nudo di famiglia (finalista premio Chiara). \n\n Nel 2012 ha pubblicato il romanzo La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango\, selezione premio Strega e finalista premio Rieti) e nel 2014 Diario di una mamma in pappa (Laterza)\, un viaggio sentimentale tra le rocambolesche avventure della maternità. \n Altre sue pubblicazioni sono: Ultima la luce (Mondadori 2017) e Nessuna parola dice di noi (Bompiani 2021). \nGiorgio Panizza\nGiorgio Panizza\, filologo e docente di Letteratura italiana all’Università di Pavia (Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali). \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 79 kb \nLocandina – 241 kb \nCopertina – 165 kb
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SUMMARY:Winckelmann. L’uomo che ha cambiato il modo di vedere l’arte antica di Federica La Manna
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Winckelmann. L’uomo che ha cambiato il modo di vedere l’arte antica di Federica La Manna (La nave di Teseo\, 2022). Massimo Bocchiola conversa con l’autrice. \nJohann Joachim Winckelmann è stato uno dei più importanti intellettuali del XVIII secolo. \nBibliotecario\, storico dell’arte\, archeologo\, appassionato di letteratura e arte classica\, divenne uno dei teorici del neoclassicismo e la sua influenza sulla cultura europea della seconda metà del Settecento fu enorme. \nTuttora il suo sguardo sull’arte continua a influenzare il nostro modo di vederla e considerarla.  \nFiglio di un umile ciabattino\, grazie alla sua vivace intelligenza e alla dedizione agli studi\, diventa prima bibliotecario di un conte e poi soprintendente alle antichità della corte pontificia. La sua vita fu romanzesca\, passata tra la nativa Prussia e la Roma papale\, nelle università\, nei salotti e nelle corti più importanti d’Europa\, tra personaggi d’altissimo rango\, eruditi\, nobili e cardinali\, tra amicizie durature e liti causate dal carattere forte e intransigente. \nFederica La Manna\nFederica La Manna è professoressa di Letteratura tedesca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. \nHa conseguito il Dottorato di Ricerca in Lingua e Letteratura tedesca presso l’Università di Pavia con Claudio Magris e Giorgio Cusatelli. È stata borsista di ricerca alla Fondazione Francke dell’Università di Halle-Wittenberg. \nStudia i rapporti fra letteratura\, antropologia e medicina nel Settecento e ha collaborato all’edizione commentata dell’opera di Wackenroder (2014). Ha pubblicato numerosi articoli su temi legati al romanticismo tedesco ed è autrice di svariati contributi sull’opera e sulla ricezione di Winckelmann.\nTra i suoi volumi:  \n\n\nPiù solitario di un lupo. Tipologia del melanconico nel Settecento tedesco (2002)\n\nSineddoche dell’anima. Il volto nel dibattito tedesco del Settecento (2013).\n\nMassimo Bocchiola\nMassimo Bocchiola è  nato e vive a Pavia\, dove si è laureato in Filologia Romanza con Cesare Segre. \nTraduttore dall’inglese per l’editoria (ha tradotto numerosi autori\, fra i quali E.A. Poe\, Henry Thoreau\, R.L. Stevenson\, J. London\, Rudyard Kipling\, Samuel Beckett\, F. S. Fitzgerald\, Thomas Pynchon\, Paul Auster\, Martin Amis\, Irvine Welsh\, Charles Bukowski\, Tim Parks; e fra i poeti Jack Kerouac\, Vladimir Nabokov\, Charles Reznikoff\, Simon Armitage\, Blake Morrison\, W. H. Auden) è anche scrittore\, poeta e autore di romanzi storici Per la sua attività\, nel 2000 ha ricevuto il Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero per i Beni Culturali. \n\nInsegna a contratto Tecniche di revisione editoriale al Master di Editoria allestito dal Collegio Santa Caterina da Siena in collaborazione con l’Università di Pavia e Tecniche di redazione\, generi e testualità alla IULM di Milano. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 116 kb \nLocandina – 257 kb \nCopertina – 154 kb
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SUMMARY:Ruvida Pavia di Iucu
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Ruvida Pavia di Iucu (Univers\, 2022). Con l’autore dialogano Carlo Bergamaschi e Marcella Milani. \nUn libro “colorito e colorato” che prende spunto da un articolo che Indro Montanelli scrisse nel 1964 per “Il Corriere della Sera”\, appunto intitolato La Ruvida Pavia. \nUna raccolta di memorie\, impressioni\, ritagli e citazioni\, provocazioni\, idee e suggestioni.\nLa città di Pavia come non è mai stata raccontata. \nAntico e contemporaneo si incontrano per dar vita ad un’analisi critica ma anche risolutiva\, il tutto sempre alleggerito\, nei toni\, dalla tipica ironia dell’autore. \nDiverse interviste a personaggi più o meno noti di Pavia\, condiscono ogni capitolo\, rendendo ancor più empatica la lettura di uno dei libri più “ruvidi” che questa città abbia mai visto. \nInterverranno due amici\, due nomi ben noti a Pavia.\nL’architetto Carlo Bergamaschi\, col quale l’autore si confronterà su alcune tematiche di ordine architettonico e urbanistico riguardanti il patrimonio della città e la situazione di degrado di alcune aree centrali e strategiche di Pavia.\nE la fotografa Marcella Milani\, con la quale si rivivrà l’intervista fatta a Mino Milani pochi giorni prima della sua scomparsa e divenuta un capitolo del libro. \nIucu \nArtista e collezionista pavese. \nCofondatore e Segretario dell’Associazione “Necchi Pavia Italia“. \n\nAppassionato conoscitore di Storia Industriale e di costume italiano\, è un narratore atipico del ‘900 di Pavia. \n\nVanta la presenza di oggetti e documenti della propria collezione in innumerevoli pubblicazioni nazionali di vario genere.  \n\nNel Natale 2020 pubblica il volume Ponte Coperto ’70 e nel 2021 realizza un biglietto dell’autobus dedicato proprio all’anniversario del “nuovo Ponte Coperto”. \nCarlo Bergamaschi\nArchitetto\, associato dello studio A7design di Pavia.\nSi occupa di allestimenti museali e temporanei\, interventi di riqualificazione e restauro del patrimonio culturale. Da sempre attento nel coniugare la salvaguardia dei monumenti con un utilizzo coerente alla contemporaneità. \nMarcella Milani \nFotografa dal 1996\, professionista pubblicista freelance\, ha pubblicato e pubblica per quotidiani e periodici nazionali.\nDal 2006 è fotografa del “Corriere della Sera“.  \n\nI suoi progetti e le sue indagini sulle aree urbane dismesse\, sui luoghi dell’abbandono industriale\, sono stati presentati in tre grandi mostre. \n\nLa sua ricerca di documentazione storica e insieme di riconosciuto valore fotografico continua in altre zone dell’Italia dove l’abbandono è già presente o incombe. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 82 kb \nLocandina – 276 kb \nCopertina – 162 kb
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SUMMARY:Il tessitore del vento di Romano Augusto Fiocchi
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il tessitore del vento di Romano Augusto Fiocchi (Ronzani\, 2022). L’autore dialoga con Beppe Cantele. Letture di Enzo Arìa. \nVenezia è simbolo\, è reale e immaginaria\, è esempio e orrore. Una città che nel romanzo di Romano Augusto Fiocchi diventa teatro di una commedia umana triste\, anche violenta\, disperata ed arrancante.  \nUna storia di misteri\, di ricatti\, di segreti. Di morti e di amori. Di osti e di scrittori.  \nUn libro non comune questo Il tessitore del vento che Ronzani riedita a sedici anni dalla sua prima pubblicazione. Un libro con una trama brillante\, dei crescendo palpitanti e nulla di scontato. E con Venezia personaggio tra i personaggi.  \nRomano Augusto Fiocchi\n \nRomano Augusto Fiocchi\, nato a Pavia nel 1961\, giornalista pubblicista e scrittore\, ha pubblicato 91 racconti suddivisi in cinque raccolte. È fra gli autori della Piccola antologia della peste. \nBeppe Cantele\nBeppe Cantele\, fondatore e direttore di Ronzani Editore\, vive a Lusiana\, nell’Altopiano di Asiago\, ed è avvocato civilista. \nInsieme alla professione coltiva da sempre gli studi sulla storia del libro e della stampa\, la tipografia e la bibliografia.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 53 kb \nLocandina – 222 kb \nCopertina – 132 kb
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SUMMARY:Maria José regina indomita di Luciano Regolo
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Maria José regina indomita di Luciano Regolo (Roma\, Ares\, 2022). Su invito del Soroptimist Club di Pavia\, l’autore dialogherà con Donatella Bolech Cecchi.  \nQuesta biografia dell’ultima regina d’Italia può ritenersi a buon diritto la più completa\, grazie a nuove ricerche archivistiche\, a testimonianze dirette di personaggi che le furono costantemente vicini con affetto e stima\, ma soprattutto grazie ai lunghi colloqui che l’Autore ebbe con la sovrana.  \nRegolo rende finalmente giustizia a una donna eccezionale\, troppo a lungo misconosciuta e mal giudicata. \nMaria Josè non solo aveva immeritatamente condiviso il discredito riservato a Casa Savoia\, ma era stata vittima dell’antipatia e dell’ostilità anche di molti monarchici.  \nDal libro emerge a tutto tondo la figura di una grande donna\, troppo avanti per i suoi tempi e per l’Italia di allora\, per carattere\, intelligenza\, cultura\, acume politico e coraggio\, qualità che oggi le avrebbero consentito di svolgere un ruolo di primo piano. \nLuciano Regolo\nLuciano Regolo è condirettore di “Famiglia cristiana” e giornalista d’inchiesta. Autore di diversi libri\, è considerato il più profondo conoscitore di Casa Savoia.  \nDonatella Bolech Cecchi \nDonatella Bolech Cecchi è membro del Soroptimist Club di Pavia e docente di Storia delle relazioni internazionali dell’Università di Pavia. \n\nNel 1979 aveva trovato\, negli archivi londinesi\, i primi importanti documenti a testimonianza di una sensibilità politica della principessa\, espressa in un costante e difficile impegno di contrasto al fascismo\, già nella seconda metà degli anni Trenta. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 59 kb \nLocandina – 237 kb \nCopertina – 154 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 30 novembre 2022 – 373 kb
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SUMMARY:Il giardino d'acqua di Andrea Pagani
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il giardino d’acqua di Andrea Pagani (Ronzani\, 2022). L’autore Andrea Pagani dialoga con Romano Augusto Fiocchi. \nGiovedì 18 maggio 1922. Parigi. All’hotel Majestic\, uno dei più prestigiosi hôtel de luxe della capitale francese\, nell’imponente avenue Kléber\, si verifica un evento leggendario: l’incontro fra i due giganti della letteratura\, Marcel Proust e James Joyce.\nDi cosa parlano?  \nIl romanzo di Andrea Pagani\, in margine al Centenario di quello storico incontro (1922-2022)\, ricostruisce in forma appassionata e ironica\, ma con un robusto fondamento scientifico\, le dinamiche della magnifica serata al Majestic\, in occasione della prima del Renard di Stravinskij\, allestita dalla celebre compagnia dei Balletti russi di Sergej Pavlovič Djagilev. \nAndrea Pagani\nAndrea Pagani è insegnante di Lettere e collaboratore dell’editore Zanichelli. \nÈ autore di oltre quaranta pubblicazioni fra testi saggistici di letteratura e testi narrativi e presidente dell’associazione culturale “Ippogrifo. Vivere la scrittura”. \nRomano Augusto Fiocchi\n \nRomano Augusto Fiocchi\, nato a Pavia nel 1961\, giornalista pubblicista e scrittore\, ha pubblicato 91 racconti suddivisi in cinque raccolte. È fra gli autori della Piccola antologia della peste.\nIl suo ultimo romanzo è Il tessitore del vento.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 152 kb \nLocandina – 222 kb \nCopertina – 152 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 6 dicembre 2022 – 88 kb
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SUMMARY:Vino\, riso e ciminiere.  Momenti di storia pavese nella seconda metà del '900. Dalla 'ricostruzione' al processo di 'deindustrializzazione'
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Vino\, Riso e Ciminiere. Momenti di storia pavese nella seconda metà del ‘900. Dalla ‘ricostruzione’ al processo di ‘deindustrializzazione’. Intervengono Ada Gigli Marchetti\, Elisa Signori\, Franco Osculati e Mario Cera; coordina Pierangelo Lombardi. L’evento è patrocinato da Fondazione Cariplo. \nIl volume della rivista “Storia in Lombardia” (a. XLI\, n.1-2\, 2021) raccoglie le relazioni e gli atti del seminario/webinar omonimo (11 maggio – 8 giugno 2021)\, organizzato dall’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea e dall’Istituto lombardo di storia contemporanea\, con il sostegno e il contributo di UBI Banca. \nTimidamente iniziato a cavallo tra Ottocento e Novecento\, lo sviluppo economico e industriale a Pavia e provincia è proseguito e si è intensificato tra le due guerre\, fino al travolgente processo di trasformazione del secondo dopoguerra\, che avrebbe mutato in pochissimo tempo struttura economica e assetti sociali da decenni consolidati.   \nFatti i conti di quanto la guerra fosse venuta a costare alla struttura economica complessiva\, l’economia pavese si affaccia alle soglie degli anni Cinquanta accentuando il profilo di una “struttura industriale agricola” in costante evoluzione.  \nGli anni Sessanta sono gli anni di una vera e propria “golden age”\, laddove\, tuttavia\, pur nel quadro dell’eccezionale sviluppo produttivo\, già affioravano alcuni fattori negativi destinati a caratterizzare per lungo tempo l’economia pavese.  \nLa successiva e progressiva inerzia economica locale\, infatti\, si tradurrà\, nella palese debolezza e nella difficoltà di rispondere alle sfide del cambiamento imposte\, prima dalle necessità della ristrutturazione degli anni ’70 e ’80 e\, poi\, dalla globalizzazione degli anni ’90. \nIl seminario\, partendo dai tratti generali e da alcune coordinate di riferimento in larga parte acquisiti\, si è proposto di cominciare a riflettere sugli effetti più profondi di questi processi\, per provare a comprenderne le dinamiche più profonde\, gli sviluppi\, le ragioni e\, infine\, le ricadute  sulla società locale nel suo insieme. \nLa pubblicazioni degli atti (con contributi di Gioacchino Garofoli\, Matteo Di Tullio\, Mario Rizzo\, Carla Ge Rondi\, Pierangelo Lombardi\, Franco Osculati\, Luciano Maffi\, Emmanuele Maria Bianchi\, Giacomo Balduzzi\, Bruno Ziglioli e Mario Cera) è un ulteriore passo verso quel progetto di studio\, di approfondimento e di recupero di archivi e di fonti dedicate\, capace di consentire una lettura non banale di esiti che\, spesso\, in quelle risposte (o mancate risposte) trovano ancor oggi le loro radici\, nel bel mezzo di un rapporto globale/locale sempre più cogente\, a fronte delle crisi di varia natura dei primi decenni del nuovo millennio e delle sfide che ne vengono. \nAda Gigli Marchetti\nAda Gigli Marchetti\, già docente all’Università di Milano in Storia contemporanea\, Storia della moda e Storia del giornalismo. Presidente dell’Istituto lombardo di storia contemporanea e componente del Comitato di redazione di “Storia in Lombardia”.   \nElisa Signori\nElisa Signori\, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Pavia e presso l’Università della Svizzera Italiana. \n\nComponente del Comitato scientifico della Fondazione Rossi Salvemini\, del Comitato per la pubblicazione delle opere di Gaetano Salvemini. È vicepresidente del Centro interuniversitario per la storia dell’università italiana e direttrice dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nFranco Osculati\nFranco Osculati\, già professore ordinario di Scienza delle Finanze presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Pavia. Ha ricoperto numerosi incarichi dal punto di vista professionale e politico. Attualmente è componente del Consiglio di amministrazione di EdiSU-Pavia e del Comitato scientifico della Fondazione Romagnosi di Pavia. \nMario Cera\nMario Cera\, professore ordinario di Diritto commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. Ha svolto – e svolge – numerose funzioni amministrative e di controllo di vertice in varie società bancarie e finanziarie. Attualmente Presidente della Fondazione Ravasi Garzanti e Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi\, già ricercatore con insegnamenti di Storia contemporanea e Storia dell’Europa contemporanea al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia.\nAttualmente è presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nRivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 168 kb \nLocandina – 303 kb \nCopertina – 204 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 13 dicembre 2022 – 258 kb
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SUMMARY:Piero Manzoni\, “Caro Hans...”.  Il carteggio con Hans Sonnenberg (1958-1963) a cura di Paolo Campiglio
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Piero Manzoni\, “Caro Hans…”. Il carteggio con Hans Sonnenberg (1958-1963) a cura di Paolo Campiglio (Abscondita\, 2022). Flaminio Gualdoni\, Rosalia Pasqualino di Marineo e Irene Stucchi ne parlano con il curatore. \nÈ l’estate del 1958 quando Piero Manzoni\, durante un lungo viaggio in Olanda\, incontra a Rotterdam Hans Sonnenberg\, noto collezionista di arte d’avanguardia.  \nL’incontro è particolarmente fruttuoso e già nel settembre dello stesso anno\, al Rotterdamsche Kunstkring\, si tiene la prima mostra personale all’estero degli Achromes di Manzoni.  \nÈ l’inizio di un rapporto di stima reciproca e amicizia tra Piero e il mecenate olandese\, come attestano i contenuti del fitto carteggio che intercorre tra loro\, e che si rivelerà molto fecondo nel tempo.  \nIl carteggio integrale rivela i retroscena di alcuni momenti cruciali della maturazione dell’artista in rapporto al contesto olandese.  \nManzoni infatti entrerà a far parte del gruppo Zero olandese\, di cui Sonnenberg sarà l’anima.  \nNel testo a chiusura del libro si racconta invece la storia di una coppia di collezionisti olandesi\, Mia e Martin Visser\, che dopo aver conosciuto le opere di Manzoni attraverso Sonnenberg giungono a un punto di svolta nella loro collezione.  \nPaolo Campiglio\nPaolo Campiglio\, curatore\, storico dell’arte e ricercatore di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Pavia\, ha approfondito in particolare la figura di Lucio Fontana. Membro di comitati scientifici di diversi archivi artistici\, è tra gli editor della rivista scientifica “Palinsesti. Contemporary Italian Art”. \nFlaminio Gualdoni\nAutore di numerose pubblicazioni\, è stato professore di storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera e direttore di diverse istituzioni museali\, oltre ad aver condotto programmi per Radio Rai e collaborato con il “Corriere della Sera”. Dal 2006 tiene la rubrica Il criptico d’arte ne “Il Giornale dell’arte”. \nRosalia Pasqualino di Marineo\nDirettrice della Fondazione Piero Manzoni dal 2009\, è curatrice di diversi progetti espositivi\, libri e numerose iniziative sull’artista. \nIrene Stucchi\nStorica dell’arte contemporanea\, collabora da diversi anni con la Fondazione Piero Manzoni. Ha scritto per alcune riviste di settore e saggi per progetti artistici. \n Rivedi la presentazione\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 161 kb \nLocandina – 289 kb \nCopertina – 180 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 dicembre 2022 – 399 kb
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SUMMARY:Lo sguardo della caduta. Agostino e la superbia del secolarismo di Marcello Pera
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Lo sguardo della caduta: Agostino e la superbia del secolarismo di Marcello Pera (Brescia\, Morcelliana\, 2022). Con l’autore intervengono Gianpaolo Azzoni e Fabio Rugge. \nLa presentazione è uno dei primi eventi di carattere culturale promossi dal Comitato Pavia città di sant’Agostino per l’anno agostiniano 2023\, che ricorda il XIII centenario del trasporto del corpo del Santo a Pavia. \n“L’Occidente vive una crisi spirituale profonda. Il libro di Marcello Pera avanza la tesi che il secolarismo (inteso come allontanamento di società e stato dai valori religiosi) sia componente e fattore di quella crisi. Tanto più preziosa risulta allora la voce di Agostino che ci fa giungere attraverso i secoli un messaggio in cui – secondo l’Autore – si può rinvenire l’antidoto ai veleni del presente.” (F. Rugge). \nL’evento è organizzato in collaborazione con la nostra Biblioteca\, l’Università di Pavia\, il Collegio Borromeo e la Fondazione Banca del Monte di Lombardia.  \nL’incontro potrà essere seguito anche in diretta sul nostro canale Facebook. \nMarcello Pera\nMarcello Pera\, autore della recente pubblicazione Lo sguardo della caduta: Agostino e la superbia del secolarismo\, è Senatore della Repubblica ed è stato Presidente del Senato nella XIV legislatura\, oltre che Ordinario di Filosofia della Scienza all’Università di Pisa.\nÈ autore di numerosi studi attorno a personalità della filosofia e della scienza come Hume\, Kant\, Galvani\, Volta. \nGianpaolo Azzoni\nGianpaolo Azzoni è Ordinario di Filosofia del Diritto e Prorettore vicario dell’Università di Pavia\, nella sua attività di ricerca è particolarmente interessato alle connessioni tra contemporaneità e cultura classica. \nFabio Rugge\nFabio Rugge è Professore emerito di Storia delle Istituzioni politiche e già Rettore dell’Ateneo pavese\, oltre che Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica. Ha estesamente pubblicato su temi del governo locale e dell’amministrazione pubblica. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 180 kb \nLocandina – 84 kb \nCopertina – 32 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 13 gennaio 2023– 194 kb
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SUMMARY:Volevo fare la deejay di Angelina Megassini
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Volevo fare la deejay. Storie di campagna e di musica di Angelina Megassini (Voghera\, Primula Editore\, 2020). Con l’autrice ne parlano Daniela Bonanni e Paolo Canevari. Special Guest Fabrizio Poggi.  \nQuesto libro è una sorta di autobiografia. Una raccolta di racconti\, aneddoti e avventure che hanno portato l’autrice dal suo piccolo paese piemontese\, Alzano Scrivia\, al Madison Square Garden di New York accanto a Lady Gaga\, Elton John e tanti altri.  \nAngela Megassini\, per tutti Angelina\, si racconta partendo dalle sue radici.\nNata in una famiglia contadina molto all’antica\, ha scoperto fin da piccola quanto l’essere donna fosse già uno svantaggio. A casa sua non c’era tempo per il gioco\, si lavorava e basta.  \nL’unica cosa che Angelina poteva fare era sognare. Un giorno suo fratello più grande le regalò una radio e scoprì la musica. Quella musica che l’ha portata a raggiungere traguardi incredibili\, a ritrovarsi accanto a molti dei suoi eroi musicali. Quella musica per la quale lavora incessantemente da circa trent’anni grazie a suo marito\, noto musicista italiano. \nParlando di sé e del suo passato\, ha cercato di dare ai lettori e alle lettrici la possibilità di riconoscersi e di riflettere sulla propria vita. Lo considera un libro in qualche modo “motivazionale” perché invita a credere nei sogni e a non smettere mai. \nAngelina Megassini\nAngela Megassini\, meglio conosciuta come Angelina\, nata a Voghera il 20 Giugno del 1963\, è grande appassionata di fotografia e ha una collezione di 2800 palle di vetro con la neve.  \n\nDa trent’anni si occupa di musica\, e in particolare dell’artista di fama internazionale Fabrizio Poggi\, cantante\, armonicista e scrittore che ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi: \n\n\nnominato ai Grammy Awards nel 2018 (arrivato secondo dopo i Rolling Stones)\n\npremio Oscar Hohner Harmonicas\n\ndue volte candidato ai Blues Music Awards (gli Oscar del blues)\n\neletto artista dell’anno dalla prestigiosa rivista americana “Bluebird Reviews”\n\nSigillo d’Oro della Camera di Commercio\n\nvincitore del FIM Award\n\n\nè apparso sulle copertine di numerose riviste americane ed europee ed è tra i bluesmen italiani più conosciuti e stimati in America. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 129 kb \nLocandina – 267 kb \nCopertina – 147 kb \nArticolo tratto da “Il giornale di Voghera” del 9 febbraio 2023 – 231 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 febbraio 2023 217 kb
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SUMMARY:Arazzo familiare di Anna Cantagallo
DESCRIPTION:Presentiamo Arazzo familiare\, primo romanzo di Anna Cantagallo. Rita Marelli ne parla con l’autrice. \nIl romanzo sta ricevendo consenso di pubblico e critica: semifinalista al concorso John Fante e vincitore di numerosi premi\, tra cui La donna si racconta. \nÈ una saga familiare al femminile dove le vite di Maricò\, Marilì\, Marigiò\, (nonna\, madre e figlia) si confrontano con la storia del Novecento\, segnata da due guerre mondiali e dai moti del ’68. \nLe loro prime esperienze di emancipazione femminile saranno un lascito per la donna d’oggi. \nL’intreccio è costruito in un sapiente gioco di piani temporali che si intrecciano come fili di un arazzo. \nColpi di scena e dettagli di tradizione si fondono per sollecitare i ricordi di un passato recente che si sta dimenticando. \nIl fil rouge che lega le tre donne è un ricettario di cucina. \nAnna Cantagallo\nAnna Cantagallo ha scritto vari testi teatrali. \n\nIl suo progetto La scienza a teatro ha avuto il patrocinio del CNR e dell’Ordine dei Medici di Roma. \n\nCon Unitre di Basiglio (Milano) sta curando una serie di incontri sulle Nuove donne del Novecento. \nRita Marelli\nRita Marelli\, già insegnante di lettere in vari licei pavesi\, ora docente presso Unitre di Pavia. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 148 kb \nLocandina – 252 kb \nCopertina – 148 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 2 marzo 2023 – 533 kb
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SUMMARY:Ci sedemmo dalla parte del torto
DESCRIPTION:Presentiamo l’antologia di racconti Ci sedemmo dalla parte del torto  (Prospero Editore\, 2022) a cura di Viviana E. Gabrini e Heiko H. Caimi. I curatori ne parlano con Italo Maroni. \nParteciperanno anche alcuni dei quarantasei autori:  \n\n\nGiuditta Manganoni\n\nAntonella Zanca\n\nMaria Elena Poggi\n\nAnna Martinenghi\n\nAnna Ettore\n\nAntonia Buizza\n\nGiorgio Olivari\n\nRoberto Bianchi.\n\nL’antologia dà voce agli ultimi\, agli esclusi\, ai “perdenti”. \nUn’antologia partigiana\, che parteggia e si schiera. I tempi lo richiedono e non è il momento di rimanere alla finestra a guardare.  \nViviana E. Gabrini\nViviana E. Gabrini vive in Oltrepò Pavese. Collabora con i blog letterari Sdiario e Seven Blog\, con la rivista online Mentinfuga e con il podcast LennyCast.  \nHa pubblicato tre raccolte di racconti (I fili di Arianna\, Peccato che sia un vizio e Trenta racconti indecenti e una storia d’amore) e ha partecipato a diverse antologie. \nHeiko H. Caimi\nHeiko H. Caimi\, classe 1968\, è scrittore\, sceneggiatore\, poeta e docente di scrittura narrativa. \nHa collaborato come autore con gli editori Mondadori\, Tranchida\, Abrigliasciolta e altri.  \nHa insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole\, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature “Inkroci”.  \nÈ tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento.\nGli ultimi suoi lavori pubblicati sono il romanzo I predestinati (2019) e la curatela delle antologie Oltre il confine. Storie di migrazione (2019) e Anch’io. Storie di donne al limite (2021). \nItalo Maroni\nItalo Maroni\, architetto\, è stato responsabile della Biblioteca comunale di quartiere Mirabello-Scala\, e da tre anni\, dopo la chiusura causa Covid delle biblioteche di quartiere\, ha fondato e animato la Libera Biblioteca Scala Mirabello con altri amici volontari. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 166 kb \nLocandina – 244 kb \nCopertina – 142 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 8 marzo 2023 – 68 kb
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SUMMARY:Il dizionario del bibliomane di Antonio Castronuovo
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il dizionario del bibliomane di Antonio Castronuovo. Francesca Nepori dialoga con l’autore. \nIl libro racconta una serie di fatti inerenti l’amore per i libri\, tappa iniziale di un percorso che facilmente si trasforma in bibliomania\, vale a dire un’ossessione piena di capricci e stramberie.  \nMediante nitidi quadretti dominati da un’affilata ironia\, Castronuovo tenta una descrizione delle manie e frenesie di chi insegue i libri\, ma racconta anche chi di libri vive: i librai\, gli editori\, gli scrittori. \nChi entra in queste pagine sprofonda subito nel lazzaretto dei morbi librari\, tra le monomanie\, le fobie\, l’avidità e gli smodati vaneggiamenti che affliggono gli accumulatori di libri (siano essi collezionisti\, cacciatori\, predatori\, semplici compratori\, bibliofili\, bibliomani\, bibliofagi); una moltitudine di figure crocifisse al proprio delirio: il libro inteso come oggetto materiale\, come merce e come idea\, mezzo o strumento. \nAntonio Castronuovo\nAntonio Castronuovo è scrittore\, traduttore e collabora con le principali riviste italiane di cultura del libro. \n\nÈ nel direttivo dell’Aldus Club di Milano\, antico sodalizio bibliofilo.  \n\nNel 2022 ha vinto il Premio Nazionale per la Traduzione del Ministero della Cultura.\n \nFrancesca Nepori\nFrancesca Nepori dirige l’Archivio di Stato di Massa e insegna “Storia del Libro e delle Biblioteche” all’Università di Genova. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 116 kb \nLocandina – 233 kb \nCopertina – 147 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 17 marzo 2023 – 76 kb
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SUMMARY:Lui solo non si tolse il cappello. Vita e impegno politico di Ettore Tibaldi di Andrea Pozzetta
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Lui solo non si tolse il cappello. Vita e impegno politico di Ettore Tibaldi\, protagonista della Repubblica dell’Ossola di Andrea Pozzetta (Novara\, Interlinea\, 2021). Marina Tesoro ed Elisa Signori ne parlano con l’autore. \nLa biografia avventurosa di Ettore Tibaldi (1887-1968)\, ricostruita con acume critico e raccontata con empatia\, attraversa luoghi e vicende-chiave della nostra storia pavese\, lombarda\, italiana.  \nE la cifra del personaggio è la coerenza e dirittura di carattere evocata fin dal titolo e mai smentita.  \nDai primi passi come studente medico dell’ateneo pavese alla scelta repubblicana\, socialista e interventista nella Grande Guerra\, dall’impegno antifascista in prima linea negli anni del decollo squadrista fino all’esilio in patria vissuto a Domodossola come primario nell’ospedale di San Biagio\, Tibaldi ha difeso con dignità e fermezza i valori non negoziabili della libertà\, della democrazia e del socialismo.  \nPer tali scelte ha pagato di persona un prezzo assai alto\, tra l’altro rinunciando alla docenza universitaria\, ma costituendo un punto di riferimento sicuro per i non allineati alla dittatura.  \nTanto da diventare ispiratore e presidente della Giunta di governo della Repubblica libera dell’Ossola nell’autunno del ’44 e\, nel dopoguerra\, senatore per tre legislature e memoria vivente della Resistenza. \nAndrea Pozzetta\nAndrea Pozzetta è dottore di ricerca in Storia\, docente nelle scuole secondarie. Oltre a molti saggi in riviste e a curatele\, ha pubblicato  Industriarsi per vincere. Le aziende e la Grande Guerra (Novara\, Interlinea\, 2018)  e «Tutto il Partito è una scuola». Cultura\, passioni e formazione nei quadri e funzionari del Pci (1945-1981) (presentazione di Albertina Vittoria\, Milano\, Unicopli\, 2019). \nMarina Tesoro\nMarina Tesoro è stata professoressa ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Pavia presso la Facoltà di Scienze politiche.\nHa insegnato Storia dei partiti e dei movimenti politici\, Storia dei partiti politici europei\, Storia contemporanea e Storia dell’Italia contemporanea. \nAttualmente è vice presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nElisa Signori\nElisa Signori\, già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Pavia e presso l’Università della Svizzera Italiana. \n\nComponente del Comitato scientifico della Fondazione Rossi Salvemini\, del Comitato per la pubblicazione delle opere di Gaetano Salvemini. È vicepresidente del Centro interuniversitario per la storia dell’università italiana e direttrice dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nRivedi l’evento\n\n\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 178 kb \nLocandina – 255 kb \nCopertina – 155 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 aprile 2023 – 609 kb
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SUMMARY:Dalla\, come è profondo il mare di Enrico Impalà
DESCRIPTION:Presentiamo Dalla\, come è profondo il mare di Enrico Impalà (TS Edizioni\, 2023). Giuseppe Caffulli dialoga con l’autore; intermezzi musicali di Matteo Callegari. \nLucio parlava di musica\, viveva di musica\, comunicava con la musica\, la creava.  \nÈ sempre stato un tipo jazz\, ma con un guizzo in più: il desiderio di uscire dallo scantinato buio e fumoso dove solitamente si celebra il rito esclusivo\, per incontrare gente\, tutta la gente. \nScrive l’autore: «Mi faceva sempre un gran bene vederlo in Tv. Mi aspettavo leggerezza e profondità. Ricordo quando Vincenzo Mollica\, che Lucio chiamava amichevolmente Vinz\, provò a intervistarlo per il Tg1\, in occasione dell’uscita del disco 1983. Lucio lo spiazza sin dalle prime domande: risponde in grammelot\, con fonemi. Dopo un piccolo “concertino” di risposte comincia a parlare normalmente\, sempre comunque alla Lucio». \nLucio era uno che improvvisava senza sosta.\nOgni giorno era la versione inedita di sé\, pur mantenendo in lui costanti riconoscibilissime: genialità e riflessione\, misura e sregolatezza\, sacro e profano\, gioia e tristezza\, solitudine e compagnia\, parola buona e parola tagliente. \nBen lo descrive una sua frase\, che l’autore cita nel suo libro\, nel dialogo con Federico Fellini: «La musica è il drizzare la gobba ai gobbi. Io sono un contaminatore\, sono un dilettante. Faccio la musica. E mi piace immaginare che la musica esca da un’altra macchina ferma a un semaforo; o dalla zella\, dal marciume della vita quotidiana. La penso e la decodifico in questi termini. Non so una nota di musica. Eppure\, vengo attivato dal pensiero che la mia canzone in questo momento la stanno ascoltando a Crotone e che due ragazzi la ascoltano; e fanno l’amore a Messina; o in Alto Adige. Questo mi esalta e mi porta a produrre il meglio per loro. Quindi a volte faccio anche delle nefandezze. Io sono un voyeur; dentro sono quasi niente. Divento qualcuno quando vedo qualcuno. Se io fossi solo in una stanza sarei veramente peggio di un vaso\, o di un mobile. Quindi quando penso alla gente mi attivo. È un flusso\, un’energia che mi viene immaginando quello che c’è fuori. Non sapendo suonare e non conoscendo la musica\, mi rimane quello. Se mi immagino di cosa stanno discutendo in Argentina in questo momento; se mi immagino uno che si sta accendendo una sigaretta adesso\, mi viene una tale paranoia che mi butto al piano\, faccio un tango\, e lo sogno. Sogno lo scalpiccio delle sue scarpe quando gira». \nDalla è stato un artista internazionale\, un rivoluzionario vero; buttava tutto all’aria\, e lo faceva con coscienza: sapeva cioè distinguere il bene dal male.  \nPer questo si considerava un grande peccatore\, e lo confessava regolarmente. Sapeva perdonare e farsi perdonare\, anche se a volte l’operazione non andava a buon fine. Lucio è stato un grande cantore di bassezze e altezze umane. Un innamorato del mondo che sapeva far innamorare.  \nA ottant’anni dalla nascita del cantautore bolognese\, Enrico Impalà\, grande conoscitore della sua opera\, la attraversa mettendo in luce la figura di un poeta dell’amore gratuito\, che ha cantato il mistero e la bellezza della vita\, senza mai distaccarla dalla sua complessità e dai suoi drammi. \nEnrico Impalà\nEnrico Impalà è uno scrittore e formatore appassionato di spiritualità. Laureato in Teologia spirituale delle religioni\, il suo amore per i mistici e la musica lo ha condotto a conoscere\, a incontrare e ad assaporare l’universo di Lucio Dalla. \n\nPer TS Edizioni ha pubblicato Battiato. La stagione dell’amore (2022). Vive e lavora a Pavia. \nGiuseppe Caffulli\nGiuseppe Caffulli\, giornalista\, collaboratore di quotidiani e periodici\, ha realizzato reportage in diversi continenti. \n\nNel 2005 ha vinto il concorso letterario nazionale “Volontari per i diritti” e nel 2007 ha ricevuto il “Premio giornalistico Giuliano Ragno”. \n\nHa scritto saggi su vari argomenti e racconti per l’infanzia (per Edizioni Terra Santa ricordiamo Storia della gatta Eméline e Un gatto nella mangiatoia). \nMatteo Callegari\nMatteo Callegari\, pavese\, è uno degli interpreti più apprezzati di molti repertori diversi. \n\nVanta collaborazioni con Ellade Bandini\, Rachel Z e Jerry Marotta\, ed esibizioni al Blue Note di Milano. \n\nHa partecipato a diversi progetti monografici dedicati a De Andrè\, Dalla\, Genesis\, Peter Gabriel\, Frank Zappa\, e si esibisce regolarmente con uno spettacolo sui grandi songwriter americani. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 300 kb \nLocandina – 107 kb \nCopertina – 104 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’11 aprile 2023 – 115 kb
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