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SUMMARY:Sant'Agostino a Pavia 723-2023 - Mostra
DESCRIPTION:È aperta al pubblico la mostra Sant’Agostino a Pavia 723–2023 nelle carte della Biblioteca Universitaria\, curata da Antonella Campagna\, Luisa Erba e Maria Cristina Regali\, con il patrocinio del “Comitato nazionale Sant’Agostino a Pavia 1300 anni”. \nLa mostra è divisa in due sezioni: nella prima i documenti e i libri esposti ripercorrono i tredici secoli della presenza dei resti di Agostino a Pavia e illustrano le vicende relative alle reliquie\, all’arca e alla chiesa; la seconda testimonia la presenza di Agostino in Biblioteca\, attraverso le sue opere\, le opere che scrivono di lui e le più belle illustrazioni del Santo. \nIntorno al 723 il re longobardo Liutprando acquista in Sardegna le reliquie di sant’Agostino\, le trasferisce a Pavia e le colloca nella chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro. Agostino entra da protagonista nella storia della città.\nVenerato anche come patrono dell’Università\, nel ruolo di protector Papiae\, nel 1505 compare nel frontespizio degli Statuti cittadini\, a fianco del Regisole\, insieme al proto-vescovo Siro. \nCon le soppressioni di fine Settecento e l’allontanamento dei Lateranensi e poi degli Eremitani\, la chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro viene chiusa e alienata. Le reliquie di Agostino\, portate per qualche tempo al Gesù\, nel 1799 arrivano in cattedrale. \nSolo nel 1832 il vescovo Luigi Tosi avvia la costruzione di un’apposita cappella dedicata a Sant’Agostino\, in corrispondenza del transetto destro del Duomo. \nDopo il ripristino e la riapertura della chiesa\, finalmente nell’ottobre 1900 sia il Santo sia l’arca tornano in San Pietro in Ciel d’Oro. \nNella seconda sezione della mostra\, sono esposti una selezione di codici e libri antichi conservati nella Biblioteca Universitaria di Pavia\, accomunati dalla figura del Santo\, in quanto sue opere\, opere legate al suo pensiero o semplicemente volumi che lo ritraggono. \n\nL’intento è di attirare l’attenzione sui dettagli delle carte manoscritte e delle pagine a stampa\, pubblicate dal 1489 al 1729\, portando alla scoperta di particolari tipici della produzione manoscritta e del libro antico.\nPer questo motivo\, le didascalie sono corredate da un glossario\, piccole schede esplicative che permettono di comprendere a pieno la mostra\, anche a chi si avvicina al linguaggio dei libri per la prima volta. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 136 kb \nLocandina – 438 kb \nPost di Beautytudine\n Post di Vivi Pavia\nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 agosto 2023 – 467 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 13 settembre 2023 – 207 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 12 ottobre 2023 – 172 kb
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SUMMARY:Mostra La vertigine della lista vs l'ordine dei libri
DESCRIPTION:Dall’11 ottobre al 27 novembre 2024 nel Salone Teresiano una suggestiva mostra di libri e documenti: la vertigine delle “liste d’autore” del Centro Manoscritti dell’Università di Pavia\, con testimonianze autografe di grandi scrittori e poeti del Novecento\, si contrappone all’ordine dei cataloghi storici e dei rari e antichi volumi illustrati con preziose tavole della Biblioteca Universitaria. \nLa mostra in 48 secondi \n\n  \nInaugurazione giovedì 10 ottobre 2024 ore 17.00 \nSi inaugura giovedì 10 ottobre alle 17.00 nel Salone Teresiano un’inedita e curiosa mostra libraria e documentaria dal titolo La vertigine delle liste vs L’ordine dei libri. \nIdeata dalla Biblioteca Universitaria di Pavia e dal Centro Manoscritti dell’Università di Pavia\, con il sostegno di Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Regione Lombardia e il patrocinio del Comune di Pavia\, è curata da Maria Cristina Regali e Nicoletta Trotta\, con il coordinamento scientifico di Antonella Campagna e Cesare Zizza. \nIn esposizione una selezione delle “liste d’autore” conservate al Centro Manoscritti dell’Università di Pavia\, poste a confronto con i cataloghi storici e le straordinarie tavole illustrate dei volumi della Biblioteca Universitaria. \n \nLe liste d’autore sono glossari\, elenchi di vocaboli\, liste di titoli alternativi di romanzi o raccolte poetiche\, mappe progettuali\, elenchi di temi da sviluppare\, indici delle poesie corretti e ricorretti\, vergati da grandi personalità della cultura\, tra cui Eugenio Montale\, Salvatore Quasimodo\, Gesualdo Bufalino\, Claudio Magris\, Paolo Volponi\, Ottiero Ottieri\, Giorgio Manganelli\, Domenico Rea e naturalmente Umberto Eco\, al cui saggio La vertigine della lista è ispirato il titolo della mostra. \n \nAlle testimonianze autografe rispondono\, in un ideale dialogo tra disordine e ordine\, i cataloghi storici e i rari e antichi volumi illustrati\, con straordinarie tavole di storia naturale\, anatomia e medicina\, custoditi dalla Biblioteca. Special guest sarà un magnifico volume di tavole anatomiche\, esempio pop-up ante litteram\, unico esemplare del 1660 censito nelle biblioteche italiane. \n \n“Viviamo attraverso le liste: a casa scriviamo quella della spesa\, al lavoro seguiamo una check list e mentre aspettiamo il nostro turno nella lista d’attesa\, ascoltiamo la nostra playlist – spiegano Antonella Campagna\, direttrice della Biblioteca e Cesare Zizza\, Delegato del Rettore alle Biblioteche e Archivi – La lista è uno strumento che organizza il nostro mondo\, lo plasma\, lo rende gestibile\, permette di trovare\, nella nostra vita o in una biblioteca\, quello che cerchiamo”. \nLa mostra sarà inoltre impreziosita da ventotto tavole di Daniele Ilariucci\, presentate da Francesca Porreca\, in cui l’artista seleziona e compone frammenti di libri\, lettere e immagini per creare nuove opere\, ricche di piccoli dettagli\, di forme ripetute\, proprio come in una lista visiva\, realizzata attraverso la tecnica del collage. \n \nL’inaugurazione\nGiovedì 10 ottobre alle 17.00 si terrà l’inaugurazione della mostra\, con la lectio magistralis del grecista e filologo Franco Montanari\, dal titolo Liste di parole e vocabolari del greco antico. Introduce Fausto Montana\, ordinario di Lingua e Letteratura greca all’Università di Pavia. \nInterverranno il Comitato scientifico\, composto da Antonella Campagna e Cesare Zizza\, le curatrici Maria Cristina Regali e Nicoletta Trotta\, l’artista Daniele Ilariucci con Francesca Porreca. \nIngresso gratuito fino a esaurimento posti. \nRivedi l’inaugurazione della mostra \n\n  \nGalleria fotografica \nhttps://www.bibliotecauniversitariapavia.it/wp-content/uploads/2024/10/Foto-dellinaugurazione-.mp4\nGli eventi dedicati\nIl Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia organizza per tutta la durata della mostra una serie di appuntamenti culturali. \nNell’ambito della Domenica di Carta del Ministero della Cultura\, domenica 13 ottobre alle 11.00 si parte con Il catalogo è testo. Dodici Leporelli e il piacere in una lista\, in cui dodici lettori speciali – come Leporello servitore di Don Giovanni che compilava la lista delle conquiste del suo padrone – proporranno alcune liste letterarie. \nLeggono: Andrea De Alberti\, Davide Ferrari\, Alessandra Fuccillo\, Claudia Lucrezio\, Lamberto Dosi\, Gaia Manzini\, Donatella Mazza\, Luca Micotti\, Alessandro Reali\, Flavio Santi\, Cesare Zizza.\nCanta canzoni in forma di lista: Claudio Sanfilippo.\nIntroducono: Antonella Campagna e Cesare Zizza.\nPresenta: Gino Cervi \n \nSono in programma inoltre incontri di formazione e divulgazione: \n\n23 ottobre: Tutti i nomi della nebbia reading con musica di Gino Cervi e Claudio Sanfilippo;\n30 ottobre: Plinio il Vecchio: la pittura in elenco conferenza di Maurizio Harari;\n13 novembre: Mozarteide\, conversazione e concerto di Maurizio Schiavo con i Solisti del Demetrio;\n20 novembre: Elenchi telefonici e altri capolavori letterari\, conferenza di Federico Francucci;\n23 novembre: Listening\, spettacolo di Matteo e Cristiano Callegari;\n27 novembre: Le liste più antiche del mondo di Mauro Giorgieri e Clelia Mora.\n\nTutti gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. \nLa vertigine delle liste vs L’ordine dei libri è un progetto di Biblioteca Universitaria di Pavia (Ministero della Cultura) e Centro Manoscritti (Università di Pavia)\, realizzato grazie al contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Regione Lombardia e con il patrocinio del Comune di Pavia. Supporto organizzativo a cura di Compagnia della Corte. Media partner La Provincia Pavese. \n \nBiblioteca Universitaria di Pavia\, Salone Teresiano – Strada Nuova 65\, Pavia\nLa vertigine delle liste vs L’ordine dei libri\nDall’11 ottobre al 27 novembre 2024\nOrari: dal lunedì al venerdì 8.30-18.30; sabato 8.30-13.30\nPer visite guidate: mariacristina.regali@unipv.it\nIngresso gratuito \nUfficio stampa Echo\nArmando Barone | T 328.3354999 | M armando.barone@echo.pv.it \nRassegna stampa\n\nComunicato stampa\nLocandina inaugurazione mostra\nLocandina mostra\n“Corriere della Sera”\, 8 ottobre 2024: Libri\, documenti\, appunti purché siano liste. La “vertigine” è a Pavia\n“La provincia pavese”\, 10 ottobre 2024: Una mostra “vertiginosa” sulle liste d’autore\, scarabocchiate\, ordinate\n“Il Ticino”\, 11 ottobre 2024: La vertigine della lista vs l’ordine dei libri: la mostra alla Biblioteca Universitaria di Pavia\n“Il giorno”\, 12 ottobre 2024: Un mondo di elenchi: la vertigine della lista e l’ordine dei libri. Un mondo di elenchi\n“La provincia pavese”\, 12 ottobre 2024: “Il catalogo è testo” alla Biblioteca Universitaria\n“La repubblica”\, 18 ottobre 2024: A Pavia una mostra straordinaria che vede pubblico e privato lavorare insieme\n“La provincia pavese”\, 22 ottobre 2024: Visita guidata e letture dedicate alla nebbia\n“La provincia pavese”\, 23 ottobre 2024: Oggi alle 17 il reading musicale al Salone Teresiano\n“La provincia pavese”\, 26 ottobre 2024: Maurizio Harari e le liste di Plinio in Salone Teresiano\n“Corriere della Sera”\, 27 ottobre 2024: Il caos si arrende allo scartafaccio\nRadio Lombardia\, 28 ottobre 2024: Intervista alla curatrice Maria Cristina Regali\n“Panorama”\, 30 ottobre 2024: Una vertigine di parole e immagini\n“La provincia pavese”\, 30 ottobre 2024: “Plinio il Vecchio: la pittura in elenco” con l’archeologo Maurizio Harari\nServizio di Pavia Milano TV (canale 78)\, 29 ottobre 2024: Pavia\, liste d’autore e libri antichi dialogano in una mostra al Salone Teresiano\n“La provincia pavese”\, 30 ottobre 2024: “I boschi di carta e stoffa”\, di Daniele Ilariucci al salone Teresiano\n“Il Sole 24 Ore” (inserto “Domenica”)\, 24 novembre 2024: Dacci oggi i nostri elenchi quotidiani\n“La provincia pavese”\, 26 novembre 2024: Ecco le liste più antiche con Mora e Giorgieri
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SUMMARY:Mostra Il Monte di Pietà di Pavia tra Ancien Régime\, Rivoluzione e Restaurazione
DESCRIPTION:La mostra documentaria Il Monte di Pietà di Pavia tra Ancien Régime\, Rivoluzione e Restaurazione\, promossa e finanziata dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, è curata da Mario Rizzo\, docente di Storia economica presso l’Università di Pavia. \nPresenta una quarantina di documenti storici di diversa epoca e tipologia\, in gran parte provenienti dall’Archivio storico della Fondazione Banca del Monte di Lombardia e dalla Biblioteca\, cui si aggiungono pochi\, ma significativi prestiti dall’Archivio di Stato di Pavia\, dalla Biblioteca Civica “Carlo Bonetta” e dall’Archivio Storico Civico di Pavia.  \nPer lo più risalenti al XVIII secolo e ai primi decenni dell’Ottocento\, i pezzi esposti testimoniano innanzitutto le vicissitudini del Monte di Pietà nei decenni tra la fine dell’Ancien Régime\, l’Età napoleonica e la Restaurazione austriaca\, rivelando la complessa e affascinante convivenza tra mutamento e continuità in un’epoca tanto tumultuosa\, quanto storicamente rilevante.  \nEmerge altresì il ruolo cruciale che per secoli l’istituto rivestì a Pavia e nel suo territorio\, ulteriormente evidenziato dall’esposizione di alcuni documenti cinque-seicenteschi accanto al citato nucleo centrale sette-ottocentesco: basti pensare ai legami con la cittadinanza\, ai rapporti con le istituzioni laiche ed ecclesiastiche\, al cospicuo patrimonio immobiliare e fondiario urbano e rurale\, al sostegno finanziario fornito sia ai ceti meno abbienti\, sia a numerose attività economiche cittadine.  \nInfine\, proprio alla luce di questa plurisecolare centralità del Monte nella vita pavese e del suo profondo radicamento nella società locale\, la documentazione esposta (talora non priva di interesse estetico-artistico) rivela aspetti significativi della storia di Pavia in età moderna. \nAll’inaugurazione di mercoledì 4 dicembre\, alle ore 17.00\, intervengono Mario Cera\, Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, e Mario Rizzo; con l’occasione\, sarà presentato il volume Il Monte di Pietà di Pavia nel suo contesto sociale e territoriale. Mutamento e continuità tra Ancien Régime\, Rivoluzione e Restaurazione\, a cura di Mario Rizzo (Nomos Edizioni\, Busto Arsizio\, 2024). \nFinanziato dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia\, il volume è suddiviso in due parti\, ben distinte ma fra loro strettamente connesse. \nLa prima raccoglie una decina di saggi storici\, opera di qualificati studiosi afferenti non soltanto all’Ateneo pavese\, ma anche ad altre università lombarde ed emiliano-romagnole: a testi specificamente dedicati alla storia socio-economica\, politico-istituzionale e artistico-architettonica del Monte di Pietà di Pavia in età moderna se ne affiancano altri di taglio più generale\, che ricostruiscono sotto diversi profili il contesto pavese e lombardo fra Sette e Ottocento\, nonché la storia dei monti di pietà nella penisola\, ripercorrendone la complessa vicenda fra il tardo medioevo e l’Unità d’Italia e approfondendone rilevanti risvolti giuridici.  \nQuesti saggi consentono di meglio apprezzare la seconda parte del volume\, costituita dal catalogo della mostra documentaria Il Monte di Pietà di Pavia tra Ancien Régime\, Rivoluzione e Restaurazione. Nel suo insieme\, l’opera illustra con dovizia di particolari e ricchezza di spunti l’importanza a lungo ricoperta dall’istituto in seno alla città e al suo territorio\, inserendola peraltro all’interno di una prospettiva ben più ampia e complessa di quella meramente locale.  \nMario Cera\nMario Cera\, già docente di Diritto commerciale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia\, è Presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia. \nMario Rizzo\nMario Rizzo insegna Storia economica presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia ed è autore di numerose pubblicazioni concernenti diversi argomenti ed epoche storiche. \n\nLa mostra è aperta dal 5 dicembre 2024 al 1 marzo 2025 con il seguente orario:\nlunedì – venerdì 8.30-18.30\nsabato 8.30-13.30. \n\n\nRassegna stampa\nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 3 dicembre 2024 – 271 kb
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SUMMARY:Il silenzio della stampa. Il libro e la città di fronte alla tempesta - Mostra
DESCRIPTION:In occasione del Cinquecentenario della Battaglia di Pavia\, presentiamo la mostra Il silenzio della stampa. Il libro e la città di fronte alla tempesta a cura di Maria Cristina Regali con la collaborazione di Luigi Casali (consulente storico)\, Pier Luigi Mulas (consulente storico-artistico) e la partecipazione dell’artista Daniele Ilariucci e del Museo della Stampa di Lodi. L’esposizione è arricchita da un video realizzato Angelisa Leonesio di Inter Art Activity. \nQuali conseguenze ebbe sull’attività tipografica la Battaglia di Pavia\, conflitto che cambiò le sorti dell’Italia e dell’Europa? \nA questa domanda prova dare risposta la mostra Il silenzio della stampa. Con una selezione di 41 volumi\, l’esposizione documenta la produzione libraria pavese prima\, durante e dopo il conflitto\, momento cruciale della storia cittadina\, e si apre con le curate edizioni dei primi vent’anni del Cinquecento quando Pavia conosce una notevole produzione libraria\, appena prima di precipitare nella profonda crisi dovuta alle vicende belliche: molti i volumi illustrati e non mancano esemplari unici in Italia. \nL’epidemia di peste\, l’assedio francese del 1522 e quello\, più duro e lungo\, iniziato nell’ottobre 1524 e terminato il 24 febbraio 1525 con la Battaglia\, impongono un graduale fermo dell’attività tipografica. In quell’anno\, l’unica opera stampata a Pavia è la Narratio di Francesco Taegio\, fulcro della mostra\, che racconta i drammatici eventi di quei giorni. La sua diffusione è significativa: già nel 1525 viene pubblicata in Germania\, Svizzera e Cremona; nel 1655 è ristampata due volte a Pavia e nel 1736 compare a Norimberga. \nMentre la tipografia pavese si ferma\, i torchi europei\, sull’onda dell’emozione scatenata dall’evento\, stampano relazioni\, avvisi e fogli volanti ricchi di illustrazioni delle persone coinvolte e dei luoghi del conflitto: si tratta delle prime forme di giornalismo popolare con scopi celebrativi e finalità propagandistiche che continuano pure in tempo di pace e che sono rappresentate in mostra dalla riproduzione di pubblicazioni stampate in Germania e Spagna. \nSolo nel 1539 i torchi pavesi tornano a lavorare stampando anche alcune edizioni di pregio che sono offerte nelle bacheche\, ma dal punto di vista quantitativo la produzione non recupererà mai lo slancio iniziale.\nChiudono il percorso espositivo i magnifici volumi stampati nella tipografia della Certosa di Pavia. \nLa mostra è inserita negli eventi del Cinquecentenario della Battaglia di Pavia le cui iniziative sono organizzate da Comune di Pavia\, Camera di Commercio Cremona – Mantova – Pavia\, Fondazione Monte di Lombardia e Università di Pavia. Main Sponsor è Intesa San Paolo\, in collaborazione con PaviaSviluppo (Azienda speciale Camera Commercio Cremona – Mantova – Pavia). \nEventi collegati\n\nDomenica di carta con Lapalice\n\nError Oeconomicus\, sbagliare non ha prezzo con Luciano Canova\n\nLa battaglia di Pavia e gli arazzi fiamminghi del Museo di Capodimonte di Luigi Casali\n\nOvviamente i draghi non esistono. E se esistessero non potrebbero volare di Michele Bellone\n\nTesti erratici: gli errori nelle traduzioni letterarie\n\nLapalissiano\, Holmes! Il complicato svelamento dell’ovvio nella letteratura gialla\n\nApertura straordinaria sabato 6 dicembre\n\nSbagliare è poetico con Giuseppe Antonelli\n\nVisita guidata alla Mostra “Il silenzio della stampa”\n\nLa versione di Mariuccia. Un’intervista impossibile\n\nRassegna stampa\nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 3 ottobre 2025 – 316 kb  \nArticolo tratto da “Il Giorno” del 4 ottobre 2025 – 166 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 7 ottobre 2025 – 461 kb  \nArticolo tratto da “Oltre” settembre-ottobre 2025 – 277 kb  \nArticolo tratto da “Unitre Pavia notizie” novembre 2025 – 772 kb  \nGuarda il servizio di Milano Pavia TV
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SUMMARY:Apertura straordinaria sabato 6 dicembre
DESCRIPTION:Manca pochissimo al 30 dicembre\, giorno di chiusura della mostra Il silenzio della stampa. Il libro e la città di fronte alla tempesta\, allestita in occasione del Cinquecentenario della Battaglia di Pavia.\nAbbiamo deciso\, quindi\, di dedicare la nostra apertura straordinaria a una visita guidata che sarà tenuta dalla curatrice Maria Cristina Regali. \nCon lei potrete osservare e comprendere la selezione di 40 cinquecentine che documentano la produzione libraria pavese prima\, durante e dopo il conflitto\, momento cruciale della storia cittadina. \nL’esposizione si apre con le curate edizioni dei primi vent’anni del Cinquecento quando Pavia conosce una notevole produzione tipografica\, appena prima di precipitare nella profonda crisi dovuta alle vicende belliche: molti i volumi illustrati e non mancano esemplari unici in Italia. \nL’epidemia di peste\, l’assedio francese del 1522 e quello\, più duro e lungo\, iniziato nell’ottobre 1524 e terminato il 24 febbraio 1525 con la Battaglia\, impongono un graduale fermo dell’attività tipografica. In quell’anno\, l’unica opera stampata a Pavia è la Narratio di Francesco Taegio\, fulcro della mostra\, che racconta i drammatici eventi di quei giorni. La sua diffusione è significativa: già nel 1525 viene pubblicata in Germania\, Svizzera e Cremona; nel 1655 è ristampata due volte a Pavia e nel 1736 compare a Norimberga. \nMentre la tipografia pavese si ferma\, i torchi europei\, sull’onda dell’emozione scatenata dall’evento\, stampano relazioni\, avvisi e fogli volanti ricchi di illustrazioni delle persone coinvolte e dei luoghi del conflitto: si tratta delle prime forme di giornalismo popolare con scopi celebrativi e finalità propagandistiche che continuano pure in tempo di pace e che sono rappresentate in mostra dalla riproduzione di pubblicazioni stampate in Germania e Spagna. \nSolo nel 1539 i torchi pavesi tornano a lavorare stampando anche alcune edizioni di pregio che sono offerte nelle bacheche\, ma dal punto di vista quantitativo la produzione non recupererà mai lo slancio iniziale. \nChiudono il percorso espositivo i magnifici volumi stampati nella tipografia della Certosa di Pavia. \nNel percorso espositivo s’inserisce una tavola di Daniele Ilariucci realizzata con i caratteri mobili del Museo della Stampa di Lodi e un video realizzato da Angelisa Leonesio di InterArtActivity.
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SUMMARY:Visita guidata alla Mostra "Il silenzio della stampa"
DESCRIPTION:In occasione dell’apertura straordinaria\, proponiamo una visita guidata gratuita e senza prenotazione alla mostra Il silenzio della stampa. Il libro e la città di fronte alla tempesta curata da Maria Cristina Regali che vi inviterà a osservare e apprezzare la selezione di 40 cinquecentine che documentano la produzione libraria pavese prima\, durante e dopo il conflitto\, momento cruciale della storia cittadina. \nAllestita in occasione del Cinquecentenario dalla Battaglia di Pavia\, l’esposizione si apre con le curate edizioni dei primi vent’anni del Cinquecento quando Pavia conosce una notevole produzione tipografica\, appena prima di precipitare nella profonda crisi dovuta alle vicende belliche: molti i volumi illustrati e non mancano esemplari unici in Italia. \nL’epidemia di peste\, l’assedio francese del 1522 e quello\, più duro e lungo\, iniziato nell’ottobre 1524 e terminato il 24 febbraio 1525 con la Battaglia\, impongono un graduale fermo dell’attività tipografica.\nIn quell’anno\, l’unica opera stampata a Pavia è la Narratio di Francesco Taegio\, fulcro della mostra\, che racconta i drammatici eventi di quei giorni. \nMentre la tipografia pavese si ferma\, i torchi europei\, sull’onda dell’emozione scatenata dall’evento\, stampano relazioni\, avvisi e fogli volanti ricchi di illustrazioni delle persone coinvolte e dei luoghi del conflitto: si tratta delle prime forme di giornalismo popolare con scopi celebrativi e finalità propagandistiche che continuano pure in tempo di pace e che sono rappresentate in mostra dalla riproduzione di pubblicazioni stampate in Germania e Spagna. \nSolo nel 1539 i torchi pavesi tornano a lavorare stampando anche alcune edizioni di pregio che sono offerte nelle bacheche\, ma dal punto di vista quantitativo la produzione non recupererà mai lo slancio iniziale. \nChiudono il percorso espositivo i magnifici volumi stampati nella tipografia della Certosa di Pavia. \nNella mostra s’inserisce una tavola di Daniele Ilariucci realizzata con i caratteri mobili del Museo della Stampa di Lodi e un video realizzato da Angelisa Leonesio di InterArtActivity.
URL:https://www.bibliotecauniversitariapavia.it/eventi/visita-guidata-mostra/
LOCATION:Salone Teresiano
CATEGORIES:Apertura straordinaria,Mostra
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