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SUMMARY:Territori futuri. Riabitare l'Italia e Appennino atto d'amore
DESCRIPTION:Nella fase conclusiva del Progetto “Oltrepo BioDiverso” (finanziato da Fondazione Cariplo – Programma AttivAree)\, la Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepo Pavese organizza il ciclo di incontri Territori futuri. \nTerritori futuri intende dar vita a un forum per immaginare il futuro dei paesi dell’interno\, uno spazio dove raccogliere idee ed elaborare proposte per l’agenda politica. \nIl ciclo si apre con la presentazione di due saggi che\, in una prospettiva “capovolta”\, guardano alle aree dell’Italia interna\, alpina e appenninica. Per la prima volta\, i territori marginali costituiscono un’opportunità e non solo un problema. \nAntonio De Rossi (Politecnico di Torino) e Paolo Piacentini (Federtrek) presentano: \n\nRiabitare l’Italia. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste\, Donzelli (2018)\n\nAppennino atto d’amore. La montagna a cui tutti apparteniamo\, Terre di mezzo (2018).\n\n\nGli autori si confronteranno con Giorgio Boatti\, giornalista e scrittore\, che declinerà i temi in discussione secondo un’ottica territoriale focalizzando l’attenzione sull’area appenninica dell’Oltrepo Pavese. A moderare la discussione\, il sociologo Filippo Barbera (Università di Torino e Collegio C. Alberto). \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 727 kb  \nLocandina – 101 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 3 dicembre 2019 – 67 kb
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SUMMARY:Giuseppe Dezza beyond the image El Salvador\, 1990 - 1996
DESCRIPTION:Sarà una proiezione di immagini dialogando con l’autore Giuseppe Dezza su El Salvador\, 1990 – 1996\, nell’ambito della programmazione del Festival dei Diritti promosso dal CSV Lombardia Sud.  \nTrent’anni fa\, nel Salvador\, sei gesuiti e due donne furono uccisi da un commando speciale dell’esercito perché il governo li riteneva i capi che manovravano le insurrezioni di sinistra.  \nDal 1979 al 1992 il paese fu teatro di una guerra civile fra le forze armate governative e le forze insurrezionali del Fronte Farabundo Martì per la Liberazione Nazionale.  \nErano gli anni della guerra civile e degli squadroni della morte. Del Salvador nei nostri media si parla di solito soltanto quando si verificano catastrofi naturali o quando accadono fatti criminali straordinari come\, per esempio\, l’uccisione dei gesuiti e delle due donne.  \nMa qual è oggi la situazione nel paese? Anche se la guerra civile in El è avvenuta decenni fa\, le ripercussioni si fanno sentire ancora oggi e verrebbe da dire che nulla è cambiato. \nBeyond the image: El Salvador 1990-1996  è il reportage del fotografo Giuseppe Dezza che vive negli Stati Uniti ma è attualmente è ospite a Pavia: si tratta di un reportage fotografico realizzato nel corso della sua permanenza in Salvador\, nel periodo finale del conflitto (durato dal 1979 al 1992) e post-bellico.  \nDezza infatti ha lavorato per la commissione non governativa dei diritti umani (CDHES) per quattro anni documentando le violazioni di tali diritti.  \nDurante la sua permanenza in Salvador\, è andato in posti dove la maggior parte delle persone non si recava\, affrontando l’impatto che la guerra ha avuto sulle famiglie\, il loro dolore e la loro sofferenza.  \nQuesto traspare dalle sue fotografie e risveglia riflessioni sulla povertà e la guerra\, in un intreccio di compassione\, arte e resistenza. Le immagini raccontano semplicemente la sua storia come l’ha vissuta\, con la speranza che chi le guarda vada oltre immagine\, entri in profondità nelle rappresentazioni per cogliere il riflesso della guerra\, povertà\, condizione umana e contraddizioni della vita. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 1 mb  \nLocandina – 97 kb
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SUMMARY:I Persiani di Eschilo
DESCRIPTION:“Con i Persiani di Eschilo alle Grandi Dionisie del 472 non erano di scena le storie «di Alcmeone\, Edipo\, Oreste\, Meleagro\, Tieste e Telefo»\, composte «intorno a poche famiglie» e lontane nel tempo\, ma un fatto traumatico recente e non meno condiviso: lo scontro di Salamina\, evento cruciale di una guerra combattuta solo otto anni prima\, il cui ricordo perdurava ancora nella memoria del pubblico e del suo autore\, che aveva partecipato alla battaglia. Ancor più che la materia storica\, proprio la recenziorità degli eventi drammatizzati […] privava la tragedia dello schermo mitico entro cui proiettare e riassorbire le tensioni dell’azione drammatica. \nQuello che si muove in scena è dunque un nemico concreto e vivido\, di cui\, come noto\, si simula il punto di vista ambientando l’intera azione a Susa. Alla sua connotazione partecipano molti elementi all’interno del dramma: il catalogo delle immense forze mobilitate nella spedizione\, la proskynesis del corifeo di fronte allo sfarzoso ingresso della regina madre\, la colossale impresa ingegneristica sull’Ellesponto\, l’invocazione negromantica che richiama dal sepolcro il gran re Dario. \nPer di più questo nemico deve misurarsi con la propria disfatta militare\, è immerso nel dolore: tutti elementi che addizionandosi gli uni agli altri hanno finito per comporre un immaginario orientale e barbaro destinato a un rigoglioso avvenire” (N. Casella\, Rappresentare i Persiani di Eschilo: vecchi e nuovi barbaroi sulla scena della storia\, in Antichi Persiani. Storia e rappresentazione\, a cura di C. Mora e C. Zizza\, Edipuglia\, Bari-S.Spirito\, 2018\, p. 85). \nLa lettura di brani scelti da I Persiani di Eschilo si inserisce nel programma extracurriculare della Winter School “Visioni d’Oriente\, a partire dai Persiani di Eschilo. Tradizioni\, ricezione e riletture dall’antichità al contemporaneo”\, organizzata da dottorati di Scienze del Testo Letterario e Musicale (curriculum di Lingue e Letterature Straniere Moderne) e di Storia. La settimana di lezioni e approfondimenti si propone di elaborare uno sfaccettato panorama storico-artistico della cultura europea letta attraverso il confronto e la fascinazione dell’altro da sé\, a partire dal primo testo teatrale giunto fino a noi\, I Persiani. \nLa lettura de I Persiani di Eschilo rientra nel percorso formativo degli allievi del Corso Attori del Teatro Fraschini di Pavia\, che dedica alcune lezioni del biennio alla lettura espressiva e poetica. La traduzione scelta è quella di Emilio Piccolo\, che alterna parti in versi a parti in prosa. Ciò consente agli allievi del primo anno di sperimentare differenti modalità di lettura e di cimentarsi con ritmi differenti. Assecondando la musicalità del testo e facendosi suggestionare dalla sua forza immaginativa chi legge impara a dare colore a ciò che dice\, a definire gli spazi\, a trasmettere all’ascoltatore quell’universo di suoni ed immagini che si nasconde tra le battute del testo. La parola eschilea\, vigorosa\, solenne e densa di immagini evocate da luoghi e tempi lontani\, si presta perfettamente allo scopo. \nA cura di Angela Malfitano\nCon gli allievi del Corso attori: Michele Alcmane Feninno\, Marta Canevari\, Cristian Canova\, Maddalena Capoferri\, Andrea Maccabruni\, Alessia Morea\, Michela Moroni\, Irene Parisotto\, Giada Plastina\, Giovanni Rudello\, Davide Spinelli\, Giulia Spoto\, Paola Tassoni e con la partecipazione di Angela Malfitano\nAssistenza: Luca Milanesi. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 736 kb  \nLocandina – 610 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 novembre 2019 – 619 kb
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SUMMARY:Germana Paraboschi\, Sarà un classico? Un anno negli scaffali di una libreria per ragazzi
DESCRIPTION:Prende il via il prossimo martedì 22 ottobre e prosegue fino a venerdì 25 ottobre la prima edizione di Pinocchio&Co – Festival dei Classici per ragazzi\, promosso dall’associazione culturale Incipit e dalla Nuova Libreria Il Delfino\, in collaborazione con Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri\, Lapis edizioni\, Biblioteca Universitaria di Pavia e con il patrocinio e il contributo del Comune di Pavia. In programma quattro appuntamenti\, nel nostro Salone Teresiano e alla Libreria Il Delfino\, rivolti a bambini e ragazzi\, ma anche a genitori\, insegnanti e a tutti gli appassionati di lettura. \nL’incontro conclusivo è rivolto soprattutto a insegnanti\, educatori\, genitori e appassionati di letteratura per ragazzi: Sarà un classico? Un anno negli scaffali di una libreria per ragazzi. Germana Paraboschi\, libraia della Libreria dei Ragazzi di Brescia ed esperta di letteratura per ragazzi\, condurrà la platea in un viaggio attraverso le nuove uscite editoriali. \nCon gli appuntamenti di ottobre si compie quindi il cammino della prima edizione di Pinocchio&Co\, festival dal format innovativo: ogni edizione è dedicata a un grande classico\, che fornisce gli spunti per invitare bambini e ragazzi a confrontarsi con i temi proposti dalla lettura\, durante incontri con autori\, mostre\, spettacoli e laboratori. Due gli appuntamenti: a marzo con Semi Di Festival\, gli incontri che forniscono gli spunti per leggere e approfondire il tema\, e a ottobre il festival vero e proprio. Per la prima edizione\, è stato scelto il classico dei classici per ragazzi\, il Pinocchio di Collodi; conclusi gli incontri di ottobre 2019\, il comitato organizzatore annuncerà il tema della prossima edizione. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 278 kb  \nLocandina – 122 kb
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SUMMARY:Erranza e Restanza: tra diritto di partire e dovere a rimanere
DESCRIPTION:Nell’ambito di IT.A.CÀ. Festival del turismo responsabile\, riflessioni su adattamento\, mitigazione e fuga dal cambiamento climatico. \nIntervengono: \n\nGiovanni Cordini (Università di Pavia)\n\nClaudia Lupi (Università di Pavia)\n\nAndrea Membretti (EURAC di Bolzano)\n\nCesare Pitea (Università di Milano)\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 54 kb  \nLocandina – 888  kb
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SUMMARY:La grande bellezza dei libri
DESCRIPTION:Dal più antico manoscritto che conserviamo\, risalente all’anno 1000\, ai codici miniati del 1300 e 1400\, dai codici liturgici a quelli di diritto\, letteratura e matematica\, una breve carrellata nel patrimonio dei nostri 1400 manoscritti per scoprire il fascino del libro antico completamente realizzato a mano. E ancora\, l’invenzione della stampa\, i primi libri stampati\, fino al più grande editore del Rinascimento\, Aldo Manuzio. Una visita per cogliere la grande bellezza dell’oggetto libro e il suo valore artistico e storico. \nIl futuro è bellezza e cultura\, così questo viaggio nei libri è un evento spin-off della seconda edizione di Cosa Sarà\, il Festival ideato Mariuccia Teroni e Gianpiero Lotito sul futuro e sull’innovazione che ha l’obiettivo di ragionare su come la trasformazione digitale e le future tecnologie stanno influenzando le nostre vite. \nL’edizione 2019\, dal titolo Matera-Pavia-Bruxelles A/R propone un ricco programma di eventi per mettere Pavia al centro del dibattito sull’innovazione in Italia e in Europa e per riflettere sul suo futuro. \nTalks\, conversazioni\, mostre\, eventi spin-off e poi il percorso dell’innovazione e degli innovatori che\, come lo scorso anno\, intende creare un punto di contatto tra la città e la sua storia raccontata ai pavesi e ai turisti: non solo città dal grande passato storico e artistico\, ma anche culla di tante innovazioni di livello assoluto. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 69 kb  \nLocandina – 136 kb
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SUMMARY:Pinocchio con gli stivali - Lettura animata della Collezione teatrica Netsuke
DESCRIPTION:Prende il via il prossimo martedì 22 ottobre e prosegue fino a venerdì 25 ottobre la prima edizione di Pinocchio&Co – Festival dei Classici per ragazzi\, promosso dall’associazione culturale Incipit e dalla Nuova Libreria Il Delfino\, in collaborazione con Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri\, Lapis edizioni\, Biblioteca Universitaria di Pavia e con il patrocinio e il contributo del Comune di Pavia. In programma quattro appuntamenti\, nel nostro Salone Teresiano e alla Libreria Il Delfino\, rivolti a bambini e ragazzi\, ma anche a genitori\, insegnanti e a tutti gli appassionati di lettura. \nCon il secondo incontro andrà in scena Pinocchio con gli stivali\, lettura animata della Collezione teatrica Netsuke per l’associazione Terre Des Hommes ispirata all’omonima opera di Luigi Malerba\, con gli interpreti Donatella Mazza\, Elisa Calderoni\, Grazia Protti\, Orietta Radi e Flavio Ricotti. Per bambini e ragazzi\, ma anche genitori e insegnanti. \nCosa accadrebbe se Pinocchio\, notoriamente insofferente alle regole e alla disciplina\, scappasse dalla sua storia\, per non dover diventare un bambino per bene\, e se andasse a zonzo per il mondo delle fole\, alla ricerca di un personaggio da interpretare? \nLo accontenterebbero il Lupo o il Principe di Cenerentola\, così sussiegosi e compresi della loro importante funzione? Cosa gli combinerebbe il Gatto\, defraudato dei suoi stivali? Ad accompagnare il fuggiasco nelle sue peripezie\, il gallo de I musicanti di Brema\, evidentemente stufo anche lui della sua solita storia dove tutto succede sempre uguale da secoli e secoli. \nLa fantasia\, ce lo ha insegnato Gianni Rodari\, ha delle sue regole balzane e birichine che combinano idee\, personaggio\, parole e situazioni per vedere l’effetto che fa!\nE chi meglio di Pinocchio potrebbe interpretare un simile teatro fantastico? \nCon gli appuntamenti di ottobre si compie quindi il cammino della prima edizione di Pinocchio&Co\, festival dal format innovativo: ogni edizione è dedicata a un grande classico\, che fornisce gli spunti per invitare bambini e ragazzi a confrontarsi con i temi proposti dalla lettura\, durante incontri con autori\, mostre\, spettacoli e laboratori. Due gli appuntamenti: a marzo con Semi Di Festival\, gli incontri che forniscono gli spunti per leggere e approfondire il tema\, e a ottobre il festival vero e proprio. Per la prima edizione\, è stato scelto il classico dei classici per ragazzi\, il Pinocchio di Collodi; conclusi gli incontri di ottobre 2019\, il comitato organizzatore annuncerà il tema della prossima edizione.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 278 kb  \nLocandina – 107 kb
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SUMMARY:Piazza Fontana prima e dopo. Incontro con Benedetta Tobagi e Giorgio Boatti
DESCRIPTION:Sono passati cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969\, un evento periodizzante nella storia d’Italia.\n \n\nSulla vicenda dell’attentato\, su ciò che ne è seguito in termini investigativi e processuali\, sull’impatto che tutto ciò ha avuto sulle vicende politiche e sulla tenuta del nostro sistema democratico\, si confronteranno Benedetta Tobagi e Giorgio Boatti. \nCoordina Bruno Ziglioli\, docente di Storia contemporanea all’Università di Pavia.  \nL’incontro\, organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Ateneo pavese in collaborazione con la Biblioteca Universitaria \nBenedetta Tobagi\nBorsista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia e autrice del recentissimo libro Piazza Fontana. Il processo impossibile (Einaudi 2019) \nGiorgio Boatti\nGiornalista e storico\, è autore del volume Piazza Fontana. 12 dicembre 1969: il giorno dell’innocenza perduta di cui è appena stata pubblicata la nuova edizione (Einaudi 2019). \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 604 kb  \nLocandina – 89 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 15 ottobre 2019 – 43 kb
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SUMMARY:Forme di resistenza e restanza nel mondo antico. Greci e Italici di fronte ai conquistatori
DESCRIPTION:Nell’ambito dell’edizione pavese di Itacà – Festival del Turismo responsabile\, si terrà l’incontro Forme di resistenza e restanza nel mondo antico. Greci e Italici di fronte ai conquistatori. \nFederico Zuolo conversa con Maria Elena Gorrini\, Massimiliano Di Fazio e Cesare Zizza. \nA cura del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia e della Biblioteca. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 55 kb  \nLocandina – 64 kb
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SUMMARY:Turisti o viaggiatori? Il mondo senza confini
DESCRIPTION:Nell’ambito dell’edizione pavese di Itacà – Festival del Turismo responsabile\, si terrà l’incontro Turisti o viaggiatori? Il mondo senza confini. \nAlle ore 10.30\, presentazione della ricerca condotta attraverso la letteratura psicopedagogica\, la riflessione sociologica\, l’antropologia delle sedi\, la letteratura europea nel percorso di evoluzione dallo spostamento per necessità al viaggio culturale\, sino alla valenza di puro intrattenimento e svago. Drammatizzazione\, letture scelte\, relazione di lavoro\, proposizione di quesiti e dibattito con la collaborazione e alla presenza di esperti. A cura della classe 3ª A Scienze Umane – Liceo Cairoli – Paola Bonvecchio e Stefania Mella. \nAlle ore 12.00\, presentazione del progetto Green School\, in collaborazione con AICS\, a.s. 2019/20: valorizzazione e riconoscimento delle buone pratiche delle scuole riguardo la tutela ambientale e la riduzione degli sprechi; una riflessione riguardo all’impatto sul territorio e nel sud del mondo. A cura di Guardavanti ONLUS – Nicole Prece. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 77 kb  \nLocandina – 72 kb
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SUMMARY:Die Wahlverbandelungen oder. I Compromessi Sposi. Ein literarisches Fest-Spiel
DESCRIPTION:Il Laboratorio Teatrale in lingua tedesca “Alles Paletti” presenta la messa in scena che conclude il percorso di training teatrale in lingua tedesca. \nLo spettacolo di quest’anno\, intitolato Die Wahlverbandelungen oder: I Compromessi Sposi. Ein literarisches Fest-Spiel\, gioca con riferimenti letterari e culturali con cui gli studi umanistici nutrono e arricchiscono il bagaglio di conoscenze degli studenti.  \nIn tre appartamenti vivono degli studenti che sono\, allo stesso tempo\, delle figure letterarie. Per festeggiare la laurea cum laude di una loro compagna\, decidono di fare una grande festa e di mettere in scena una piccola opera teatrale. \nFra litigi\, amori e gelosie\, la festa diventa più e diversamente animata da quanto pensato in un primo momento. Teatro nel teatro nel teatro\, in cui le giovani attrici e i giovani attori specchiano se stessi\, le loro speranze e le loro contraddizioni. \nDal 2010 il Laboratorio si configura come un’attività formativa offerta dalla cattedra di Lingua tedesca in aggiunta alla normale didattica integrativa di lingua. Il laboratorio accoglie ogni anno gli studenti che hanno voglia di mettere alla prova le loro conoscenze linguistiche in un ambiente stimolante e divertente. \nIl gruppo è formato da studenti con diversi livelli di conoscenza della lingua tedesca e\, per lo più\, nessuna o quasi esperienza teatrale; si tratta quindi di partecipanti con un diverso background\, sia in ambito linguistico che artistico.  \nLe motivazioni che spingono gli studenti ad aderire sono varie\, ma si riassumono sostanzialmente in due grandi categorie: in primo luogo soprattutto il desiderio di migliorare le proprie capacità espressive nella lingua straniera (spesso segnatamente per vincere un atteggiamento di timidezza)\, in second’ordine l’interesse a fare (o arricchire) un’esperienza “artistica” (e divertente). \n Quale che siano le ragioni che spingono a partecipare\, l’attività intensa\, per quanto breve\, del laboratorio\, permette di sperimentare la lingua studiata nella veste\, assolutamente inusuale per le nostre aule\, non di materia di studio\, bensì di vero mezzo comunicativo che\, in quanto tale\, si lega strettamente alla fisicità\, alla mimica\, alla gestualità\, all’emotività di chi parla.\n \n\nL’incisività dell’attività teatrale e le evidenti ripercussioni pedagogiche e didattiche che l’esercizio del teatro ottiene negli svariati campi in cui trova impiego sono note da tempo. Anche limitandosi solo all’insegnamento delle lingue straniere\, non c’è ambito glottodidattico che non ottenga buoni risultati da un impiego di tecniche teatrali e dal complesso e importante lavoro che una messa in scena\, per quanto piccola\, comporti. \nCon Adele Piovani\, Alessandro Gornati\, Andreas Busi\, Blanca Isabel Viola\, Filippo Congionti\, Francesco Melchiorri\, Giada Covini\, Martina Girasole\, Matilde Marchesi\, Micol Ghibaudo\, Nicholas Rollini\, Silvia Alessandri\, William Marco Fumagalli. \n\n\nRegia e conduzione del laboratorio: prof.ssa Donatella Mazza\n\nCopione e scelte musicali: prof. Heinz Geor Held\n\nAiuto regia\, coach linguistico: Laura Biewald e Jasmin Schäfer\n\n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 879 kb  \nLocandina – 120 kb
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SUMMARY:«Sulle nostre dita crescono rose»\, nutrizione\, sostenibilità e poesia dal continente africano
DESCRIPTION:I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals SDGs) e i 169 sotto-obiettivi ad essi associati costituiscono il nucleo vitale dell’Agenda 2030. \nTengono conto in maniera equilibrata delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: quella economica\, quella sociale e quella ecologica. \nTutti i Paesi membri dell’ONU sono chiamati ad affrontare queste grandi sfide\, fornendo il proprio contributo nel raggiungimento degli stessi entro il 2030.\n \nTra i 17 Goals\, la nutrizione si può considerare al centro dell’agenda 2030. \nInfatti l’obiettivo “zero hunger”\, che si prefigge di sconfiggere ogni forma di malnutrizione\, pone le basi per raggiungere molti degli SDGs. \nI miglioramenti dello stato di nutrizione sostengono direttamente il raggiungimento di una vita sana\, svolgendo anche un ruolo nel porre fine alla povertà\, garantendo un’istruzione di qualità\, raggiungendo l’uguaglianza di genere\, promuovendo la crescita economica e riducendo le disuguaglianze tra i vari paesi. In questo modo\, una buona alimentazione rappresenta la linfa vitale dello sviluppo sostenibile e guida i cambiamenti necessari per un futuro più sostenibile.\n \nDa anni impegnata concretamente sul campo per difendere i diritti dei bambini e delle loro famiglie\, fra cui quello di una corretta e sufficiente alimentazione è fondamentale\, Terre des Hommes\, in collaborazione con il Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica (Università di Pavia) e la Biblioteca organizza un incontro rivolto a tutta la popolazione pavese\, come momento di formazione e informazione sull’obiettivo “zero hunger” e sostenibilità\, e in particolare sul progetto di ricerca: SASS-Sistemi Alimentari per lo Sviluppo Sostenibile: creare sinergie tra ricerca\, processi internazionali e Africani della biologa Maria Vittoria Conte. \nIl progetto SASS ha l’obiettivo di fornire risultati di ricerca e occasioni di dialogo e partenariato che contribuiscano a migliorare la sostenibilità dei sistemi alimentari\, supportando politiche pubbliche e investimenti in Africa\, Europa e a livello globale. \nSASS analizza i sistemi alimentari in tre diverse aree della Tanzania e del Kenya\, per poi creare un modello di ricerca multi-disciplinare riproducibile. Questo aiuterà ad identificare gli strumenti con cui i vari portatori di interesse possano guidare il cambiamento dei sistemi agro-alimentari\, verso una maggiore sostenibilità economica\, sociale ed ambientale.  \nLa presentazione del progetto e la discussione delle problematiche annesse (Maria Vittoria Conti) saranno accompagnate da letture di poesie e testi della letteratura africana (Gruppo teatrico Netsuke)\, musica (Giovanni Polgatti allo Hang Drum) e dalla proiezione delle foto scattate da Stefano Stranges in Zimbabwe (Stefano Stranges per Terre des Hommes).  \nProgramma\n\n\nIntervento della Dott.ssa Maria Vittoria Conti\, biologa nutrizionista e borsista di ricerca presso il Laboratorio di Dietetica e Nutrizione clinica (UniPv)\, nel contesto del progetto Sustainable and Agri-food system strategies (SASS)\n\nIntervento di Donatella Mazza – volontaria di Terre des Hommes Italia – gruppo Pavia\n\nLetture di testi poetici – Gruppo teatrico Netsuke\n\nInterventi musicali – Giovanni Polgatti allo Hang Drum\n\nFotografie – Stefano Stranges per Terre des Hommes\n\nA seguire\, aperitivo sostenibile\, offerto dalla Fattoria Sociale Balancin di Pavia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 186 kb  \nLocandina – 75 kb
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SUMMARY:Brexit e noi: politica e società
DESCRIPTION:All’incontro Brexit e noi: politica e società interverranno Fabio Rugge\, Magnifico Rettore\, Giorgio Rampa\,\nPresidente di CIM/CPM e Flavio Ceravolo\, Direttore Scientifico del Master MUST. \nSeguirà la presentazione del libro di Marco Varvello Brexit Blues (Mondadori 2019). L’autore dialoga con Ilaria Poggiolini. \nLa Brexit vista da chi la vive e la subisce. Un racconto che dice molto dei britannici e degli europei che vivono oltremanica\,\ndi professionisti e di immigrati\, di isolamento e di inclusione a rischio.  \nUna sequenza di storie che dipingono a tinte forti l’Inghilterra di Brexit ma anche l’Europa e l’Italia della “Terza Repubblica”.\nBrexit\, British exit –sintesi concisa ed efficace –domina le preoccupazioni di milioni di famiglie europee che vivono Oltremanica\,\n700.000 italiani compresi\, e dell’intera società inglese.  \nA prescindere dalle conseguenze future si percepisce già da tempo un malessere diffuso.  \nMarco Varvello\, corrispondente del TG1 da Londra\, ha scritto\, a partire da sé e dalla sua doppia cittadinanza\n(passaporto italiano e britannico)\, un romanzo corale che racconta l’atmosfera di disagio che ha segnato e\ncontinua a segnare la vita quotidiana\,non solo politica\, del Regno Unito.  \nE dunque\, evocate da quella atmosfera\, ecco una sequenza straordinaria di storie: un ex ministro che organizza attentati\,\nuna guerra tra condomini\, un triangolo finanziario che finisce nel sangue\,\nuna centrale nucleare cinese a due passi da Londra\, le cure dell’NHS\,\nil Servizio sanitario britannico\, elargite come indulgenze a un villaggio romeno.  \nNe sortisce un grande racconto surreale\, ironico e grottesco. Tale da comprendere in un solo colpo d’occhio la complessità e\nla varietà umana di un evento che ci riguarda tutti.  \nA cavallo fra due mondi\, Varvello ha mescolato realtà e finzione e ci consegna a un presente e a\nun futuro che non parlano soltanto inglese. \nIngresso libero fino a esaurimento posti.  \nMarco Vervello\nGiornalista\, è responsabile dell’ufficio di corrispondenza RAI per il Regno Unito.  \nGià conduttore del TG1\, ha curato su RaiUno “il Fatto” di Enzo Biagi\, è stato inviato negli Stati Uniti e corrispondente RAI da Berlino. \nHa lavorato al quotidiano “La Notte” e al “Giornale” diretto da Indro Montanelli. \nHa scritto\, per Rizzoli\, Dimentica le Mille e una notte\, storie di matrimoni forzati nell’Inghilterra di fine millennio. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 49 kb  \nLocandina – 322 kb
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SUMMARY:Là dove si bruciano i libri. I roghi di libri del 1933
DESCRIPTION:Fra la nomina a cancelliere di Hitler del 30 gennaio 1933\, avvenuta in seguito a regolari elezioni\, e la completa esautorazione del Parlamento e degli organi democratici nel luglio dello stesso anno\, la Germania si accende di roghi\, fra cui il più famoso è quello del 10 maggio a Berlino. A finire bruciate sono la cultura umanistica e democratica\, sono le voci dell’opposizione\, è il pensiero non asservibile all’ideologia totalitaria nazista. I roghi sono solo l’aspetto più plateale di una feroce campagna per la “pulizia” della lingua e della cultura tedesche\, sotto i cui colpi cadde quella parte del sistema culturale democratico e liberale (insegnati\, professori\, intellettuali) che dava fastidio alla violenza ideologica che stava avvelenando il Reich. \nIl 6 aprile l’Associazione Studentesca inizia una Azione contro lo spirito non-tedesco\, i cui principi sono riassunti nelle “Dodici tesi contro lo spirito non-tedesco” che così iniziano: \n\nLingua e letteratura sono radicate nel popolo. Il popolo tedesco ha la responsabilità di conservare pure la propria lingua e la propria letteratura\, quali autentiche espressioni del suo carattere nazionale\nOggi esiste una contraddizione fra la letteratura e il carattere nazionale tedesco. Tale situazione è una vergogna\nLa purezza di lingua e letteratura è nelle tue mani! Il tuo popolo ti ha affidato la lingua perché tu la custodisca fedelmente\nIl nostro più pericoloso nemico è l‘ebreo e chi gli è asservito\n\nIn quei mesi furono decine le città tedesche in cui si accesero roghi fra le cui fiamme bruciarono migliaia di volumi (25.000 nella sola Berlino).\nLa terribile sentenza di Heinrich Heine (1797-1856)\, poeta di origini ebraiche e acuto osservatore del suo paese\, doveva tragicamente avverarsi: “Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini”. Perché dove si mandano al rogo il pensiero e la parola\, il passo verso l’eliminazione della dignità e della stessa vita umana è molto breve. \nIn collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Pavia\, luogo quanto mai adatto a ricordare l’importanza della cultura\, per non dimenticare che fu il fuoco di quei roghi ad accendere i forni crematori\, perché ogni giorno sia un “giorno della memoria” volto a rafforzare la democrazia\, si leggeranno brani dai testi che vennero bruciati in quei tragici falò\, per far risuonare ancora – dopo 86 anni – le parole che la furia distruttrice dei roghi voleva mettere a tacere. \nL’evento\, organizzato dal Gruppo di Volontari Pavesi di Terre des Hommes è dedicato al progetto “Back to School” per assicurare istruzione e accesso a scuola ai bambini dei campi profughi in Siria. Perché l’istruzione è l’unica via verso la democrazia. \nLe letture sono a cura del Gruppo teatrico Netsuke; le esecuzioni musicali sono degli allievi della classe 5 AM del Liceo Adelaide Cairoli. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 575 kb  \nLocandina – 82 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’8 aprile 2019 – 92 kb
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SUMMARY:Lisistrata. La congiura delle donne per la pace
DESCRIPTION:“Non fate l’amore con chi fa la guerra”\, è il motto delle donne di Grecia che\, capeggiate da Lisistrata – nome che significa “colei che scioglie gli eserciti” – occupano il tempio e proclamano un vero e proprio sciopero al femminile. E che sciopero: si negheranno ai loro sposi finché questi non avranno deposto le armi! Certo neppure per loro è cosa facile rinunciare alle gioie coniugali\, ma il fine che giustifica tale sconvolgente patto – suggellato non dal sangue di una vittima sacrificale\, ma da un bel fiotto di vino – vale decisamente sforzi e sofferenze.  \nAvendo perso quanto per loro più prezioso\, dal punto di vista sociale (il tempio sacro) e personale (le loro mogli)\, gli uomini tentano di piegare le donne con la forza\, ma si trovano infine costretti ad accettare la resa di fronte alla saggezza femminile e a celebrare la loro “sconfitta” con canti e ritrovata concordia coniugale. \nScritta nel 411 a.C. in un momento di grande tensione politica e di guerra\, in questa commedia Aristofane affida alla voce femminile la saggezza del discorso riconciliatore e di pace. \n\nIn occasione della giornata internazionale della donna\, il Gruppo di Volontari Pavesi di Terre des Hommes – associazione da anni in prima linea in difesa dei diritti delle bambine e delle ragazze – ha scelto una commedia e un lieto fine in cui a prevalere è la voce femminile per ricordare a tutti che le prime vittime di ogni guerra sono le donne e i bambini. \n\nLe letture sono a cura della Collezione Teatrica Netsuke; le esecuzioni musicali sono a cura di allievi della sezione musicale del Liceo Adelaide Cairoli. \nPer informazioni: terredeshommes.pv@gmail.com \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 632 kb  \nLocandina – 71 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 7 marzo 2019 – 133 kb
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SUMMARY:“Professore\, non faccia poesia!”. Storie di scuola
DESCRIPTION:L’idea nasce da Gipo Anfosso\, professore nella scuola media\, che scrive dei racconti per narrare la vita tra preadolescenti\, genitori\, colleghi\, personale della scuola e ministri. \nFrancesco Mastrandrea propone di portarli in pubblico e nasce così questa collaborazione e questo spettacolo che vede protagonisti Gipo\, Francesco e Matteo Callegari con la sua chitarra.  \nL’ossatura è data da letture dei racconti\, brevi spezzoni video\, incursioni teatrali di Francesco\, brani strumentali di Matteo.  \nLa recita di un molto verosimile consiglio di classe è affidata invece a cinque maturandi del Copernico\, ex alunni di Gipo e pronti a gettarsi in questa avventura. \nNello spettacolo si alternano il registro comico con gli aspetti tragici e le tante emozioni che smuove la vita quotidiana all’interno di una scuola. \nLa cifra che contraddistingue lo spettacolo è la sincerità\, la mancanza di indulgenza per chicchessia (docenti in primis\, ma anche famiglie\, colleghi\, superiori). Una sincerità che è rivestita di passione\, di tenerezza\, di empatia\, talvolta di impotenza di fronte a ciò che potrebbe essere e non è. \nLo spettacolo può essere uno strumento che consente a tutti quelli che sono coinvolti di conoscere e di riconoscersi. \nPer i ragazzi è un modo non convenzionale di avvicinarsi al mondo dei loro insegnanti e di osservarli con uno sguardo nuovo. \nDelle famiglie vedono evidenziate le loro fragilità\, ma anche la cura\, la premura\, l’attenzione con cui queste fragilità vengono trattate. \nForse non piacerà a tutti gli insegnanti\, che possono essere il meglio e il peggio della scuola\, ma non ci possono essere sconti per chi non fa questo lavoro con passione. \nL’incontro è organizzato da Biblioteca Universitaria e Leggere.pavia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 548 kb  \nLocandina – 49 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 5 febbraio 2019 – 174 kb
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SUMMARY:Inciampare per ricordare. Clotilde\, Carlo\, Sofia\, Max e Sigmund
DESCRIPTION:Sessantamila piccole targhe di ottone\, con incisi i nomi e le date dei deportati nei lagher nazisti\, affiorano dai selciati di oltre 1800 città europee. Sono il monumento diffuso che lo scultore Gunter Demnig dedica\, da 25 anni\, a tutte le vittime della vergogna razziale e della persecuzione politica\, perché “una persona viene dimenticata solo quando viene scordato il suo nome”\, dice.   \nDa due anni il progetto è approdato anche a Pavia\, curato dal Comitato Pietre Inciampo della Provincia di Pavia\, cui partecipano ANPI Provinciale Pavia e ANED\, e patrocinato da Istoreco\, Provincia di Pavia e da tutti i Comuni coinvolti nelle pose. Nel 2018 sono state posate 9 pietre\, e quest’anno altre 13 sono state incastonate nel selciato presso la casa da cui venne deportata una persona cui i carnefici del lager strapparono il nome e spesso la vita. \nA chiusura delle pose\, si svolgerà l’incontro Inciampare per ricordare. Clotilde\, Carlo\, Sofia\, Max e Sigmund\, voce recitante di Lucia Ferrati\, pittura dal vivo di Giuliano Del Sorbo. \nNei lager tedeschi\, oltre agli ebrei dalla “stella gialla”\, come i fratelli Sofia\, Max e Sigmund Bick\, vennero deportati\, torturati o uccisi migliaia di partigiani\, antifascisti e resistenti civili: per loro un “triangolo rosso” all’altezza del cuore. \nLa memoria della deportazione politica è stata trascurata nel dopoguerra\, benché riguardasse oltre 24 mila persone. Furono deportati\, e spesso assassinati\, italiani di ogni parte della penisola\, antifascisti e partigiani di tutte le fedi politiche\, operai colpevoli di aver scioperato e cittadini protagonisti di atti di Resistenza civile. Clotilde Giannini e Carlo Pietra furono tra questi. \nNomi\, volti e storie di donne e uomini spesso sconosciute e perse nell’oblio degli anni\, ma che ora sono diventate “pietre” resistenti\, su cui siamo costretti ad inciampare per ricordare. E per non dimenticare più. \nA Clotilde\, Carlo\, Sofia\, Max e Sigmund\, protagonisti e simboli di quello sterminio va l’omaggio di Lucia Ferrati e di Giuliano Del Sorbo che con la potenza delle parole (testimonianze\, documenti storici\, prose e poesie di G. Ungaretti\, F. Matacotta\, P.Calamandrei\, I. Calvino\, Gertrud Kolmar\, Primo Levi) e con l’emozione della pittura dal vivo rievocheranno le loro irrinunciabili presenze. \nLucia Ferrati\nLaureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna\, ha pubblicato saggi su Dino Garrone\, Ercole Luigi Morselli\, Clarice Tartufari\, Antonio Conti. \nPer l’Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino\, ha ideato\, progettato e diretto numerosi festival tra cui “Sipario Ducale. Festival delle Terre di Pesaro e Urbino”\, “Le Modelle. Antiche donne & Contemporanee. Percorsi di genealogia femminile”\, “Perle. Per le donne che cambiano. Il divenire della differenza” (2007)\, “Per esempio. Modelli e testimoni del possibile” (2009-2011).  \nDal 2015 è ideatrice e direttore artistico per il Comune di Pesaro della rassegna di incontri “La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione”. Dal 2010 è coordinatrice e direttore artistico della Rete teatrale della provincia di Pesaro per l’Amat (Associazione marchigiana attività teatrali). \nDal 1994\, svolge regolarmente attività di lettrice\, doppiatrice e speaker. Dal 1996 è docente di laboratori di lettura ad alta voce (prevalentemente nelle Marche ed in Emilia Romagna) presso Enti ed Istituzioni pubbliche e private. Ha all’attivo numerosissime letture sceniche in collaborazione con musicisti di fama internazionale. Fa parte del CdA del Rossini Opera Festival. \nGiuliano Del Sorbo\nNato in Inghilterra nel 1961 e milanese d’adozione (ma da qualche anno risiede a Pesaro) è pittore dal gesto fecondo e particolarmente espressivo\, Del Sorbo è applaudito protagonista\, in tutta Italia e all’estero\, di coinvolgenti action paintings\, ovvero esibizioni di pittura dal vivo. \nAl centro del suo universo c’è la figura umana: sequenze di corpi o solitarie figure\, silenziosamente affaccendate ad inseguire o ad interrogarsi sul proprio destino. Le sue opere\, esposte in tutto il mondo – a New York\, San Francisco\, Parigi\, Lione\, Bologna\, Venezia\, Treviso\, Roma\, Trento\, Lecce\, Milano e in molte altre città italiane – sono l’espressione di una sensibilità maturata in anni di viaggi\, di passioni meditate e sedimentate a lungo come il teatro\, la musica e la poesia che costituiscono la naturale compagnia alla sua pittura\, dove il segno\, il tratto\, l’energia trasmessa dal pennello sono l’essenza\, il nucleo di quell’esperienza che lui stesso ama chiamare comunicazione. \nIl video\n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 354 kb  \nLocandina – 67 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” dell’8 gennaio 2019 – 140 kb  \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 26 ottobre 2019 – 140 kb
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