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SUMMARY:La nebbia e le rose\, letture a corrente alternata da "La fabbrica della nebbia" di Gino Cervi  e "Tutte le altre rose" di Davide Ferrari
DESCRIPTION:Ne La nebbia e le rose due scrittori si raccontano intrecciando le parole dei loro ultimi libri:  \n\n\nGino Cervi\, La fabbrica della nebbia. Piccolo viaggio sentimentale dentro quel che cancella e svela\, Ediciclo Editore\, 2021\n\nDavide Ferrari\, Tutte le altre rose\, Effigie\, 2021.\n\nChe cosa si trova\, o che cosa si cerca nella nebbia? Che cosa ci dicono le rose\, e come si osserva la loro forma\, quella reale e quella sognata? Hanno segreti le rose?  \nE le nebbie cosa nascondono? Quante storie si trovano in mezzo alla nebbia\, o tra i petali di una rosa? Gino Cervi e Davide Ferrari\, insieme\, scambiandosi le pagine dei loro libri\, prestandosi a vicenda parole\, immagini\, musiche\, proveranno a dare qualche risposta a queste domande. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che vi chiederemo di misurare la temperatura\, indossare la mascherina e mostrare il Green Pass con un documento di identità. \nGino Cervi\nGino Cervi (1964) è un filologo romanzo prestato all’editoria (e mai più restituito). \nHa lavorato e lavora come autore e consulente per diverse case editrici. In oltre trent’anni si è occupato di dizionari\, di enciclopedie (prima di carta\, poi in cd-rom e infine sul web)\, di manuali scolastici (letteratura\, storia e geografia)\, di guide turistiche.  \nLe sue ultime pubblicazioni sono: Alfabeto Fausto Coppi (con Giovanni Battistuzzi\, Ediciclo Editore\, 2019)\, 1899. AC Milan. Le storie (con Michele Ansani\, Gianni Sacco e Claudio Sanfilippo\, Hoepli\, 2019)\, Il Giro dei Giri. Ieri e oggi sulle strade del Giro d’Italia (con Albano Marcarini\, Touring Club Italiano\, 2020)\, Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione (Touring Club Italiano\, 2021) e La fabbrica della nebbia. Piccolo viaggio sentimentale dentro quel che cancella e svela (Ediciclo Editore\, 2021). \nCollabora con “Il Foglio”\, con Alvento – Italian Cycling Magazine e con Doppiozero. \nDavide Ferrari\nDavide Ferrari (1983) è attore\, regista\, autore.\nTra le sue pubblicazioni: il poemetto Eppure c’è una meta per quel fiato di universo (Subway Edizioni\, 2014)\, vincitore per l’Italia del concorso internazionale Pop Science Poetry organizzato dal CERN di Ginevra; la silloge Dei pensieri la condensa (Manni\, 2015)\, scritta in dialetto pavese con prefazione di Franco Loi e vincitrice del Premio Nazionale Giuseppe Tirinnanzi 2016.  \nHa tradotto il libro di poesie All’asinello sordo (Effigie edizioni\, 2018) del poeta lituano Donaldas Kajokas\, insieme a Jurga Po Alessi. Ha pubblicato  1897 Juventus FC: le storie (Hoepli\, 2020) con Corrado Del Bò\, Massimo Bocchiola e Andrea De Benedetti.  \nDel 2021 è la raccolta di poesie Tutte le altre rose (Effigie). Conduce laboratori di teatro e scrittura creativa per adulti e ragazzi e con i detenuti della Casa Circondariale di Pavia\, Monza e Voghera dove dirige la compagnia Maliminori. \nHa partecipato a reading e tournée in Italia e all’estero. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  1 mb \nLocandina – 109 kb
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SUMMARY:Marco Ferrazzoli\, Giovanni Maga\,  Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione
DESCRIPTION:Presentiamo Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione di Marco Ferrazzoli e Giovanni Maga (Zanichelli\, 2021). Gipo Anfosso dialoga con Giovanni Maga sul delicato rapporto tra scienza\, comunicazione e società. \nLa comparsa di un nuovo virus su scala globale ha amplificato le fragilità delle nostre comunità e ha catalizzato mutamenti sociali\, culturali ed economici radicali. Allo stesso tempo\, ha generato una circolazione rapida\, massiccia e incontrollata di informazioni che ha messo in discussione il ruolo della scienza e la sua capacità di comunicare: un’infodemia di cui le fake news sono solo la forma più distruttiva. \nI toni della narrazione che leggiamo sui media richiamano spesso quelli di una guerra; sono diventate di uso comune parole nuove o dimenticate\, come paziente zero\, quarantena\, spillover\, coprifuoco\, droplet\, green pass\, morbilità; i numeri della pandemia (contagi\, decessi\, guarigioni) polarizzano la nostra attenzione\, disorientati come siamo da voci contrastanti e non sempre autorevoli. \nIl libro Pandemia e Infodemia. Come il virus viaggia con l’informazione ripercorre le tappe della prima pandemia al tempo dei social. Imparare dall’esperienza può spronarci a ripensare il rapporto tra chi fa ricerca e chi lavora nella comunicazione\, per affrontare in modo più consapevole le emergenze future. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nMarco Ferrazzoli\nMarco Ferrazzoli\, Capo Ufficio Stampa del CNR e giornalista\, insegna Teoria e Tecnica della Comunicazione della Conoscenza all’Università di Roma Tor Vergata.\nÈ direttore responsabile dell’Almanacco della Scienza. È coautore di Parola di scienziato (Universitalia\, 2014) e Il superdisabile (LuCe Edizioni\, 2019). \nGiovanni Maga\nGiovanni Maga\, Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia\, insegna Biologia Molecolare II all’Università di Pavia.\nAutore di centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali\, è incluso nella classifica dei Top Italian Scientists. Per le Chiavi di lettura ha pubblicato Batteri spazzini e virus che curano (2016) e Quando la cellula perde il controllo (2019)\, per Zanichelli Occhio ai virus. Capire le pandemie per sconfiggerle (2021). \nGipo Anfosso\nGipo Anfosso\, Professore alla scuola media Angelini\, è autore di Già che sei in piedi\, sulla scuola e sulla sua esperienza di docente\, e Ricordo tutto\, sulla  famiglia e la lotta partigiana in Liguria. \nÈ il curatore\, con Daniela Bonanni\, del volume La mia prima volta con Fabrizio De André\, 515 storie di gente famosa e comune che racconta il suo primo incontro con la musica di Faber. Ha fatto il formatore per Save the Children\, per Fondazione Adolescere e per il commercio equo.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  956 kb \nLocandina – 274 kb Articolo tratto da “La provincia pavese” del 18 gennaio 2022 – 398 kb
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SUMMARY:Pietro Ichino\, L'ora desiata vola. Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili
DESCRIPTION:Presentiamo L’ora desiata vola. Guida al mondo dei rebus per solutori (ancora) poco abili di Pietro Ichino (Bompiani\, 2021). \n“È un rebus” dovrebbe significare “è affascinante”.  \nInvece lo diciamo di ciò che risulta incomprensibile. A questo dannoso equivoco si ribella un famoso giurista\, introdotto fin da piccolo nel mondo dei rebus da uno zio che gli ha fatto gustare la meraviglia delle frasi dotate di un secondo significato nascosto. E gli ha spiegato perché di questa meraviglia può godere di più chi ha il privilegio di parlare l’italiano.  \nIl rebus intreccia parole e figure come accade solo nei sogni\, che del rebus sono la variante notturna (come sapevano Artemidoro\, Sigmund Freud e Primo Levi)\, ed è il più incantevole degli enigmi.  \nÈ un peccato che tanti rinuncino ad accostarvisi per timore di perdersi nel labirinto dei suoi segreti\, perché c’è un filo d’Arianna che da quel labirinto assicura la via d’uscita.  \nA differenza dei sogni\, infatti\, i rebus hanno sempre una soluzione: per trovarla basta saper usare le chiavi – ma spesso si tratta di grimaldelli – di cui Pietro Ichino qui fornisce un divertente e completo assortimento.  \nL’incontro\, promosso da noi e dall’Associazione Laureati dell’Università di Pavia\, vedrà l’autore dialogare con un illustre linguista Giuseppe Antonelli. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPietro Ichino\nNato a Milano nel 1949\, è professore di Diritto del lavoro e avvocato.\nÈ stato dirigente sindacale della Fiom-Cgil (1969-73)\, responsabile del Coordinamento servizi legali della Camera del Lavoro di Milano (1973-79)\, giornalista pubblicista dal 1970\, deputato nel Parlamento italiano nell’ottava legislatura (1979-83) e senatore dal 2008 al 2018.  \nNel 2009 gli è stato assegnato l’Oscar del Riformista per il miglior parlamentare dell’anno.\nHa scritto numerosi libri in materia di lavoro e di diritto\, tra i quali\, Il lavoro e il mercato (Mondadori\,1996; premio Scanno 1997)\, A che cosa serve il sindacato? (Mondadori\, 2005)\, I nullafacenti (Mondadori\, 2006)\, Inchiesta sul lavoro (Mondadori\, 2011)\, Il lavoro ritrovato (Mondadori\,2015). Collabora con il “Corriere della Sera”. Per saperne di più www.pietroichino.it. \nGiuseppe Antonelli\nNato ad Arezzo nel 1970\, è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia e collabora agli inserti “7” e “La lettura” del “Corriere della Sera”; con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin ha curato la Storia dell’italiano scritto in sei volumi (Carocci 2014-2021; premio Pavese 2021 per la saggistica).  \nTra i suoi ultimi libri: Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica (Laterza 2017)\, Il museo della lingua italiana (Mondadori\, 2018) e Il mondo visto dalle parole (Solferino 2020). \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  118 kb \nLocandina – 249 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 9 febbraio 2022 – 164 kb
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SUMMARY:Francesco Filippi\, Noi però gli abbiamo fatto le strade
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Noi però gli abbiamo fatto le strade di Francesco Filippi (Bollati Boringhieri\, 2021). Corrado Del Bò e Francesco Mazzucotelli ne parlano con l’autore\, coordina Marina Tesoro. \nQuando in Italia si parla dell’eredità coloniale dell’Europa\,  si punta dito sull’imperialismo della Gran Bretagna o su quello della Francia\, ma si dimentica volentieri di citare il nostro\, benché il colonialismo italiano sia stato probabilmente il fenomeno più di lunga durata della nostra storia nazionale. Ma è una storia che non amiamo ricordare. \nIniziata nel 1882\, con l’acquisto della baia di Assab\, la presenza italiana d’oltremare è infatti formalmente terminata solo il primo luglio del 1960 con l’ultimo ammaina-bandiera a Mogadiscio\, coinvolgendo pertanto il regno d’Italia\, il ventennio fascista e un buon tratto della Repubblica nel dopoguerra.  \nEppure l’elaborazione collettiva del nostro passato coloniale stenta a decollare; quando il tema fa timidamente capolino nel discorso pubblico ricompare subito l’eterno mito autoassolutorio degli italiani «brava gente»\, i colonizzatori «buoni»\, persino alieni al razzismo.  \nSiamo quelli che in Africa hanno solo «costruito le strade». \nPer questo è opportuno ripercorrere la nostra storia coloniale\, come fa Francesco Filippi nel suo libro\, concentrandosi anche sulle conseguenze che ha avuto nella coscienza civile della nazione attraverso la propaganda\, la letteratura e la cultura popolare ed evitando di tralasciare le violenze che abbiamo usato nei confronti delle popolazioni che l’Italia ha soggiogato con la forza. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nFrancesco Filippi\nFrancesco Filippi (1981)\, storico della mentalità\, è cofondatore dell’Associazione Deina\, associazione che organizza viaggi di memoria e percorsi formativi in tutta Italia.  \n\nHa collaborato alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo Prima gli italiani! (sì\, ma quali?) (2021). \n\nPer Bollati Boringhieri ha pubblicato anche Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (2019)\, Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto (2020). \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. \nFrancesco Mazzucotelli\nFrancesco Mazzucotelli è Professore di Storia e cultura del Medio Oriente presso l’Università di Pavia. \nMarina Tesoro\nMarina Tesoro è docente di Storia contemporanea\, presso l’Università di Pavia e Vice presidente dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  114 kb \nLocandina – 309 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 16 febbraio 2022 – 207 kb
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SUMMARY:Voci e sottovoci per Maria
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Voci e sottovoci per Maria\, dedicato a Maria Corti\, a cura di Gianfranca Lavezzi e Angelo Stella\, con tavole di Pietro Pedeferri e Lucia Pescador (Interlinea\, 2022). \nMaria Corti (7 settembre 1915 – 23 febbraio 2002) anzitutto chiede di essere ricordata come persona\, milanese\, salentina e intelvese: a Pellio\, sulle colline che guardano il lago di Lugano\, lei ha voluto essere sepolta. \nNegli annali della cultura è onorata come storica della lingua italiana\, critica e teorica della letteratura\, narratrice. \nAllieva di Benvenuto Terracini è di Antonio Banfi all’Università di Milano. Nel 1955\, dall’esperienza didattica liceale\, raggiungeva Cesare Segre all’Università di Pavia\, come docente di Storia della Lingua italiana\, prima come incaricata e poi\, dalla metà degli anni Sessanta\, dopo un felice biennio leccese\, come cattedratica. \nLa militanza nella contemporaneità letteraria\, la curiositas per gli indizi segreti della scrittura\, la corrispondenza coraggiosamente elettiva con Eugenio Montale la portavano alla ideazione\, nel 1969\, del Fondo (ora Centro) Manoscritti di scrittori dell’Ottocento e del Novecento. \nUna scommessa che ha arricchito l’Università di Pavia e stimolato una operazione nazionale ‘Archivi del Novecento’. Lei stessa ne ha rivissuta e narrata la storia in Ombre dal Fondo\, edito da Einaudi nel 1997\, ora ristampato a cura di Mauro Bersani. \nTra i contributi scientifici si rinvia in particolare agli studi danteschi e a quelli sulla letteratura contemporanea. \nTra i romanzi\, trova ancora una sua collocazione nella narrativa del Novecento\, L’ora di tutti (Feltrinelli\, 1962)\, ispirato alla occupazione di Otranto compiuta nel 1480 da una flotta di Turchi\, e al martirio dei cittadini che rifiutarono di rinnegare la religione cristiana. \nIn Università il suo nome rimane legato all’archivio da lei fondato e alla Fondazione che le è intitolata; in città\, alla via che il Comune di Pavia le ha intitolato nel 2013\, sul percorso che da via Mentana porta al Fondo Manoscritti\, suo\, dei suoi scrittori\, degli studenti e degli studiosi che ne interpretano la lezione. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di: \n\nmisurare la temperatura\nindossare la mascherina\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 96 kb \nLocandina – 263 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 20 febbraio 2022 – 218 kb
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SUMMARY:Alberto Cavaglion\, Decontaminare le memorie. Luoghi\, libri\, sogni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Decontaminare le memorie. Luoghi\, libri\, sogni di Alberto Cavaglion (add editore\, 2021). L’autore ne parla con Elisa Signori ed Emanuele Ertola. \nCavaglion si sofferma su uno dei concetti ormai più inattuali e logorati dall’uso: i «luoghi della memoria».  \nSoprattutto quelli «minori»\, purtroppo diffusi\, teatro di violenze di massa anche nella storia più recente. Cosa fare di questi paesaggi? \nIn un percorso tra luoghi carichi di storia Cavaglion s’interroga su come vivere consapevolmente il rapporto con le memorie\, di lutto e di violenza\, che legano il passato e il presente in quei contesti.  \nPaesi come Fossoli o Nonantola\, città come Modena o Mantova\, terre di confine come Gorizia-Nuova Gorica o Ventimiglia\,  musei e memoriali\, statue e lapidi sono le tappe di un viaggio ideale alla ricerca di un equilibrio nuovo tutto da costruire tra cognizione del dolore e speranza. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nAlberto Cavaglion\nAlberto Cavaglion\, insegna Storia dell’Ebraismo presso l’Università di Firenze.\nFa parte del Comitato scientifico del Meis e del Comitato di redazione delle riviste “L’indice dei libri del mese” e “Mondo contemporaneo”.  \nDal 2013 fa parte della direzione della rivista “Rassegna mensile di Israel”. Tra le molte pubblicazioni: Felice Momigliano (1866-1924). Una biografia (Istituto italiano per gli studi storici-Il Mulino\, 1988)\, Per via invisibile (Il Mulino\, 1998)\, Il senso dell’arca. Ebrei senza saperlo (nuova edizione\, L’ancora del Mediterraneo\, 2006)\, Nella notte straniera. Gli ebrei di St. Martin Vésubie (nuova ed. aggiornata\, Nino Aragno editore\, 2012). \nNel 2005 con il libro La Resistenza spiegata a mia figlia (L’ancora del Mediterraneo) ha vinto il Premio Lo Straniero. Ha curato l’edizione commentata di Se questo è un uomo di Primo Levi (Einaudi\, 2012). Il suo ultimo lavoro s’intitola Verso la Terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini (Carocci\, 2016).  \nPer i tipi dell’editore Einaudi ha pubblicato nel 2018 con Paola Valabrega la conferenza “Fioca e un po’ profana”. La voce del sacro in Primo Levi\, nell’ambito delle “Lezioni Primo Levi”\, promosse dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi.  \nElisa Signori\nElisa Signori è stata fino al 2021 professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Pavia e docente di Storia contemporanea anche presso l’Università della Svizzera Italiana (USI).  \nSuoi interessi di ricerca sono: \n\n\nl’antifascismo italiano all’estero (Francia\, Svizzera\, Stati Uniti)\n\nla storia italo-svizzera e tra Otto e Novecento\n\nl’analisi delle istituzioni del fascismo e nel fascismo\n\nl’antisemitismo in Italia e in Europa\n\nle migrazioni intellettuali\n\nla storia dell’Università. \n\nSu questi temi ha pubblicato numerosi contributi. Attualmente é Direttore dell’Istituto pavese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e presidente di Articolo 21 Lombardia. \nEmanuele Ertola\nEmanuele Ertola\, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia\, ha pubblicato numerosi contributi\, in Italia e all’estero\, sulla storia d’Italia nel ‘900\, e particolarmente su colonialismo e decolonizzazione\, emigrazione\, e fascismo.  \n\nIl suo attuale progetto riguarda i luoghi del fascismo in Lombardia\, e la difficile eredità materiale del totalitarismo. \nPer rivedere\n  \n \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  200 kb \nLocandina – 267 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 24 febbraio 2022 – 549 kb
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SUMMARY:Leonard Cohen. Quasi come un blues di Roberto Caselli
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Leonard Cohen. Quasi come un blues di Roberto Caselli (Hoepli\, 2021). Ezio Guaitamacchi dialoga con l’autore. Partecipano i musicisti Matteo Callegari e Lorenzo Riccardi. \nUn’esistenza spesa a scrivere.\n La scrittura come senso della vita per la quale non ha esitato a sacrificare anche gli amori più intensi e passionali che con il loro intrigo lo conducevano lontano dalla scrivania.  \nEppure l’amore lo ha vissuto: nell’età dell’oro con Marianne a Idra e più avanti con Suzanne\, la madre dei suoi figli\, e poi ancora con Dominique\, Rebecca e Anjani\, donne bellissime e innamorate che\, né con la dolcezza\, né con l’astuzia\, sono riuscite a trattenerlo. \nLa necessità di nuove esperienze amorose è sempre andata di pari passo con il bisogno di indagare la vita attraverso altre direzioni e punti di vista.  \nDi trovare il bandolo che portasse alla comprensione. Ogni disillusione lo portava a rinforzare la convinzione che il vero amore non fosse terreno\, ma l’attrazione della carne lo riportava a Boogie Street\, metafora per rappresentare il mondo con tutte le sue tentazioni e frivolezze. \nUn’altalena che non ha mai smesso di oscillare\, nemmeno in tarda età quando ha continuato a lottare pur di non darsi per vinto.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nRoberto Caselli \nRoberto Caselli\, giornalista\, critico musicale e voce storica di Radio Popolare ha al suo attivo lunghe collaborazioni con quotidiani\, giornali specializzati\, enciclopedie e siti web.  \n\nÈ stato direttore della rivista “Hi Folks!” e del mensile musicale “JAM”.  \n\nTra i suoi numerosi libri che spaziano tra rock\, blues e musica d’autore ricordiamo le monografie Paolo Conte (Editori Riuniti\, 2002) e Joan Baez (Editori Riuniti\, 2005)\, La Storia del Blues (Hoepli\, 2015\, 2020)\, Jim Morrison (Hoepli\, 2016)\, La Storia della Canzone Italiana (Hoepli\, 2018) e La Storia del Rock in Italia (Hoepli\, 2019).  \n\nSu Leonard Cohen ha già pubblicato il saggio Hallelujah (Arcana\, 2014) in cui sono commentati tutti i testi.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  125 kb \nLocandina – 240 kb \nCopertina – 125 kb
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SUMMARY:La sentinella del piccolo popolo di Silvio Ziliotto
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La sentinella del piccolo popolo. Storia di Miroslav Krleža\, l’uomo che visse sette vite di Silvio Ziliotto (Infinito Edizioni\, 2019). Roberto Borghi dialoga con l’autore. \nMiroslav Krleža (1893-1981) è stato di certo il più grande letterato e intellettuale del Novecento croato.  \nSaggista\, critico\, drammaturgo\, poeta\, scrittore\, anticipatore di correnti e pensiero\, è stato spesso censurato per il suo anti-militarismo e le sue critiche graffianti sia sotto l’Impero austroungarico che durante il Regno dei Serbi\, dei Croati e degli Sloveni. \nEspulso dal Partito comunista jugoslavo nel 1939\, avversato e scampato alla fucilazione del regime ustaša croato alla fine della seconda guerra mondiale\, fu perdonato da Tito che lo volle alla guida della politica culturale del nuovo Stato federale socialista di Jugoslavia. \nAttraverso la sua vicenda umana e la sua incredibile produzione letteraria\, Krleža si presenta come figlio e sentinella di un piccolo popolo\, ma al contempo intellettuale mitteleuropeo tra i più innovativi e apprezzati. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences.\nVi chiederemo di:  \n\n\nmisurare la temperatura\n\nindossare la mascherina\n\nmostrare il Super Green Pass con un documento di identità.\n\nSilvio Ziliotto\nSilvio Ziliotto (Milano\, 1971) è traduttore\, interprete e insegnante della lingua croata.  \nÈ consulente e autore dei lemmi degli autori e dei profili delle letterature slovena\, croata\, serba\, bosniaca\, montenegrina\, macedone e albanese della Garzantina della letteratura (2007). Si occupa di letterature degli Slavi del sud. \nTra i libri tradotti ama ricordare: la monografia Palmižana\, la saga della Quintessenza (2005)\, la raccolta di racconti Gli occhi colmi di terra di Šimun Šito Ćorić (2011)\, Diario da Sarajevo di Dubravka Ustalić (Infinito edizioni\, 2016). \nCon Luca Leone ha curato la raccolta di saggi Dayton\, 1995\, La fine della guerra in Bosnia Erzegovina\, l’inizio del nuovo caos\, pubblicata nel 2020. \nRoberto Borghi\nRoberto Borghi è giornalista culturale\, saggista e critico letterario e artistico\, curatore di mostre d’arte. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  197 kb \nLocandina – 259 kb \nCopertina – 141 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 28 marzo 2022 – 162 kb \n \nPer rivedere
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SUMMARY:Un'altra Voghera di Giulio Guderzo\, Umberto Magnani e Giuseppe Calvi
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Un’altra Voghera di Giulio Guderzo\, Umberto Magnani e Giuseppe Calvi (CEO Cooperativa editoriale Oltrepò\, 2021). Pierangelo Lombardi e Mario Rizzo ne discutono con il co-autore Giulio Guderzo. \nUn’altra Voghera è un racconto a tre voci della Voghera ‘storica’ – economica\, sociale\, manifatturiera\, urbanistica – tra Sette e Novecento.  \nIl distacco della città e dell’Oltrepò dalla Lombardia austriaca nel Settecento e la loro attribuzione al Piemonte sabaudo avviano un vivace e intenso processo di sviluppo che investe\, con l’Oltrepò\, Voghera\, promuovendo tra Otto e Novecento\, un progressivo rafforzamento del suo comparto industriale.  \nIl libro si occupa prevalentemente di questo\, volendo evidenziarne – sino al cuore del Novecento – luci e ombre\, in un rapporto mai facile con una città rimasta\, in buona misura\, ancorata al proprio passato rurale.  \nCompleta il volume un Atlante urbanistico vogherese. \nLa presentazione è organizzata con la collaborazione con l’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina FFP2. \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi è presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nMario Rizzo\nMario Rizzo è docente di Storia economica e Storia dell’Impresa all’Università degli Studi di Pavia. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  61 kb \nLocandina – 240 kb \nCopertina – 151 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 10 aprile 2022 – 496 kb
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SUMMARY:Lumelli. Le poesie
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Lumelli. Le poesie a cura di Eugenio Gazzola (il verri edizioni\, 2020). \nCon Angelo Lumelli intervengono Eugenio Gazzola\, Marco Ercolani\, Barbara Anceschi\, Michelangelo Coviello e Cristina Religioso. \nEcco un’altra delle meravigliose figure capovolte e ricapovolte e riaperte e richiuse e spostate e sigillate e rivelate e nascoste di Angelo Lumelli. \nIl volume che ogni poeta che si rispetti finalmente dà alle stampe come canonico atto finale di onorata carriera\, Lumelli ce lo concede aggiungendo due importanti variazioni al canone:  \n\n\nle dispone a ritroso\, cominciando dai più recenti libri di poesia per finire in una rovesciata progressione con il primo libro in assoluto;\n\n sottopone tutte le poesie singolarmente e globalmente a una generosa generante e rigenerante riscrittura\, a quell’atto dove il punto d’arrivo coincide con l’anticipazione\, dove il non – ancora – chiaro mantiene il fascino di una particolare freschezza al – finalmente – assodato.\n\n\nUn atto di sfida? Una provocazione? Certamente una delle proposte più innovative e più clamorose di questi tempi. \nCon l’uscita Le poesie di Angelo Lumelli la casa editrice “le edizioni del verri” inaugura  una nuova collana (“collana black”) con uno degli autori più amati e legati alla storia della casa editrice e della rivista “il verri”.  \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences  e che è obbligatorio l’uso di una mascherina FFP2. \nAngelo Lumelli\nAngelo Lumelli (1943) vive alla Ramata tra le colline del basso Piemonte\, ai confini con l’Oltrepò\, di fronte all’Appennino. Il libro d’esordio\, Cosa bella cosa (1977) vince il premio Viareggio per le opere prime. \n\n Seguono altre raccolte: Trattatello incostante (1980)\, Bambina teoria (1990)\, Seelenboulevard (1999)\, Per non essere l’acqua che amo (2008). \n Da ricordare bianco è l’istante (2015)  straordinaria dichiarazione di poetica composta in brevi prose; infine la raccolta di saggi Verso Hölderlin e Trakl (2017) e il romanzo La sposa vestita (2018). \nEugenio Gazzola\nEugenio Gazzola critico letterario\, studioso d’arte contemporanea\, è autore di numerosi studi sull’avanguardia artistica e letteraria degli anni Sessanta e Settanta. \nMarco Ercolani\nMarco Ercolani poeta\, scrittore\, tra le ultime pubblicazioni Vite dettate\, Lezioni di eresia\, Discorso contro la morte\, Sentinella\, Turno di guardia\, Preferisco sparire\, Destini minori. Fra i libri di saggistica: Vertigine e misura\, L’opera non perfetta\, Galassie parallele.  \nBarbara Anceschi\nBarbara Anceschi direttrice editoriale de “le edizioni del verri”. \nMichelangelo Coviello\nMichelangelo Coviello (1950) poeta\, romanziere\, critico militante ha recentemente pubblicato: Cuore d’asfalto (romanzo\, 2000)\, Deejay (romanzo\, 2005)\, News (racconti\, 2006)\, Casting (poesie\, 2008)\, Inferno 28 (romanzo\, 2009)\, Pape Satan (romanzo\, 2011)\, Mailing (poesie\, 2013)\, Streaming (prose\, 2015)\, La primavera fa ridere i polli (prose\, 2017)\, Il sistema retorico (2018). \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  219 kb \nLocandina – 259 kb \nCopertina – 137 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 19 aprile 2022 – 95 kb
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SUMMARY:Exit Only\, cosa sbaglia l’Italia sui cervelli in fuga di Giulia Pastorella
DESCRIPTION:Presentiamo Exit Only. Cosa sbaglia l’Italia sui cervelli in fuga di Giulia Pastorella\, con prefazione di Federico Rampini (Laterza\, 2021). Con l’autrice ne parla Corrado Del Bò. \nLa storia della “generazione perduta di talenti” è davvero così come la raccontano? \nMa soprattutto\, è un problema soltanto italiano\, come talvolta sembrano suggerire gli articoli dedicati al tema? \nQuali sono i suoi impatti e riusciamo veramente a quantificarli in termini economici e sociali?  \nGuardando i dati si scopre che le cose non sono semplici come vengono raccontate e che\, per certi versi\, l’Italia è meno investita dal fenomeno di quanto lo siano gli altri grandi paesi europei\, ovvero Francia e Germania.  \nCi sono tuttavia delle evidenze preoccupanti\, come l’accelerazione dell’emigrazione registrata negli ultimi dieci anni e la scarsità di laureati prodotti dal nostro sistema educativo.  \nInoltre\, in Italia arrivano pochi stranieri. La fuga di talenti porta perdita di competenze\, di capacità di creazione di impresa\, di innovazione\, di capacità produttiva. \nInoltre\, chi ha un atteggiamento ostile verso queste partenze accusa gli expat di aver “sprecato” le spese pubbliche per la loro istruzione e di privare le casse statali di preziose fonti di gettito fiscale.  \nGli effetti negativi dell’emigrazione qualificata sono particolarmente evidenti quando\, come nel caso dell’Italia\, tende a essere una fuga unidirezionale senza essere compensata da talenti esteri in entrata.  \nInsomma\, la circolazione dei talenti non è di per sé un problema\, ma la cronica fuga dei cervelli italiani è un sintomo\, e non la causa\, del declino del nostro paese.  \nCome lo è la scarsa attrattiva che esercitiamo sui talenti stranieri. Un paese o un governo che si voglia occupare di tenersi stretti i talenti deve pensare a come svilupparli\, farli crescere e dar loro opportunità\, anche attirandoli da altrove. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences  e che è obbligatorio l’uso di una mascherina FFP2. \nGiulia Pastorella\nVicepresidente di Azione e Consigliera comunale di Milano\, Giulia Pastorella è direttrice delle relazioni istituzionali con l’Unione Europea per Zoom.  \n\nIn passato è stata responsabile della strategia di cybersecurity e data policy a livello globale per HP\, dopo averne gestito gli affari istituzionali a Londra e Bruxelles\, con responsabilità anche per l’Italia.   \n\nHa conseguito un PhD in Affari Europei presso la London School of Economics\, dove ha insegnato\, e un Master a Sciences Po.\nSi è laureata a Oxford in filosofia e letteratura francese.   \n\nNel 2016 Forbes l’ha selezionata come una dei 30 più influenti under 30 in Europa per Law & Policy.  \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò è professore ordinario di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  98 kb \nLocandina – 259 kb \nCopertina – 125 kb
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SUMMARY:L’estate dei ribelli\, una storia della Resistenza di Enrico Racca
DESCRIPTION:Presentiamo il volume L’estate dei ribelli. Una storia della Resistenza di Enrico Racca (Feltrinelli\, 2022). Con l’autore ne parla Maria Cristina Scalabrini. \nUna guerra per gioco diventerà la guerra vera\, e i giovani duellanti saranno per un giorno – e forse per sempre – combattenti per la libertà. \n«Una prova\, una prova che dimostrerà chi di noi ha più coraggio. Come si faceva nell’antichità. Avete presente Davide e Golia? Achille e Ettore? È un duello. Noi saremo in quattro e quindi sarà un “quadriello”.» \nGiugno 1944. La guerra sembra lontana\, vista dal paese di Montecalvo. O Montecalmo\, come tutti lo chiamano\, perché è un posto in cui non succede mai nulla\, almeno secondo gli adulti\, sempre troppo impegnati troppo distratti.  \nNon è così per i ragazzi delle bande in cui il paese è diviso: la Stazione\, guidata dallo “storpio” stratega Antonio\, la Piazza\, con a capo l’energica Alessandra\, i Barotti del saggio Michele e il Mulino\, con il suo leader Adrien\, giovane balilla.  \nIn questo inizio d’estate\, dopo una tregua durata alcuni mesi\, le bande sono di nuovo in lotta\, ma stavolta sembra non esserci un vincitore.  \nCosì i quattro capi decidono di sfidarsi in una prova di coraggio che avrà un finale inaspettato e drammatico. Sarà l’inizio di un’avventura unica: un comandante partigiano li sceglierà per compiere una missione quasi impossibile che cambierà le loro vite. \nUfficio Scolastico Territoriale di Pavia\, Libreria Il Delfino Ubik e Feltrinelli Editore sono nostri partners per questa presentazione\, inserita nella campagna nazionale Il Maggio dei Libri. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences  e che è obbligatorio l’uso di una mascherina FFP2. \nEnrico Racca \nEnrico Racca è nato a Cuneo. Si occupa da anni di editoria\, in particolare di libri per ragazzi. L’estate dei ribelli è il suo primo romanzo  ed è una storia di fantasia ispirata alla figura del partigiano e scrittore Nuto Revelli. \nVive a Milano con i figli Giovanni e Agata e la gatta Bloom. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  176 kb \nLocandina – 279 kb \nCopertina – 146 kb
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SUMMARY:Vent’anni dopo è ancora il 5 maggio
DESCRIPTION:A vent’anni di distanza\, il popolo bianconero non può dimenticare la vittoria entusiasmante dello scudetto il 5 maggio 2002 beffando i rivali di sempre dell’Inter.  \nUn ricordo di quella data straordinaria con Massimo Bocchiola\, Corrado Del Bò e Davide Ferrari\, autori del libro Juventus FC 1897: le storie (Hoepli\, 2020).  \nSi racconteranno aneddoti\, memorie personali e naturalmente la leggendaria storia della squadra più amata e più odiata d’Italia.\nLa Juve è un film che comincia in bianconero e prosegue in uno smagliante technicolor.  \nPersonaggi e interpreti: il suo undici imbattibile degli anni Trenta; i campioni stranieri che le hanno dato lustro\, da Mumo Orsi a Charles e Sivori\, da Platini a Zidane fino a Cristiano Ronaldo; i campioni italiani\, da Boniperti a Del Piero\, che l’hanno fatto amare dalle Alpi alla Sicilia; i presidenti carismatici e gli allenatori mai sazi di vittorie.  \nPerché la Juve non è solo la Juve: la Juve è il calcio italiano.  \nL’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences. Per partecipare è obbligatorio indossare una mascherina FFP2. \nMassimo Bocchiola\nMassimo Bocchiola è stacanovista della traduzione dall’inglese (ha volto in italiano un centinaio tra romanzi e raccolte di racconti) e autore di una dozzina di worstseller in prosa e in versi. \nGobbo dalla nascita in una famiglia che ama la Signora da cent’anni esatti.  \nCorrado Del Bò\nCorrado Del Bò è professore di filosofia all’Università di Bergamo\, autore di monografie e articoli scientifici\, ma soprattutto di un libro sulla filosofia del calcio\, scritto a quattro mani con un collega tifoso del Bue. Dal che si desume che è un gobbo molto tollerante.   \nDavide Ferrari\nDavide Ferrari è attore\, regista\, autore. Tra uno spettacolo e l’altro ritorna sempre al bar del paese per la partita del fine settimana e di Champions: il suo teatro preferito\, con un pubblico di quattro generazioni di juventini a inventare parole\, rigorosamente in dialetto\, per godere e soffrire (solo ogni tanto) insieme alla Vecchia Signora.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa –  166 kb \nLocandina – 237 kb \nCopertina – 194 kb \nArticolo tratto da La provincia pavese del 5 maggio 2022 – 65 kb
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SUMMARY:La calda estate del commissario Casablanca di Paolo Maggioni
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La calda estate del commissario Casablanca di Paolo Maggioni (Società Editrice Milanese\, 2022). Con l’autore ne parlano Gino Cervi e Gianni Sacco. \nQuestura di Milano. \nGiuliano Casablanca\, detto Ginko\, è un giovane commissario di polizia appena trasferito dalla Omicidi all’Ufficio Passaporti.  \nCon la sua squadra – Panettone\, poliziotto sovrappeso\, Zhong\, cino-romano che ha preferito la pubblica amministrazione al bar del padre\, e Minimo Sindacale\, instancabile sfaticato – sembra destinato a un lavoro tranquillo e abitudinario\, in una lotta quotidiana contro il moloch della burocrazia.  \nMa Milano è una città piena di sorprese e\, dietro la facciata dell’ordine e dell’efficienza\, nasconde un lato oscuro… \nIl commissario non ha perso il gusto delle indagini e approfittando delle vacanze del questore ricostruisce la storia di Issa\, un maliano fuggito dal Centro di accoglienza di via Sammartini\, lungo i binari della Stazione Centrale\, e poi morto sul tetto di un treno che aveva come destinazione la Svizzera.  \nQuello che all’apparenza sembra un semplice incidente di un migrante diretto verso un sogno di riscatto e libertà si rivelerà una storia di spaccio e di violenza.  \nUn giallo perfettamente orchestrato sullo sfondo di una Milano bella e piena di contraddizioni\, tra grattacieli e turisti\, trattorie e sartorie d’alta moda\, i migranti accampati alla Stazione Centrale e nei giardini di Porta Venezia\, le case popolari e il Gratosoglio. \nCon il suo formidabile esordio Paolo Maggioni si inserisce a pieno diritto nel solco della tradizione di autori “milanesi” come Giorgio Scerbanenco\, Alessandro Robecchi\, Dario Crapanzano\, Sandrone Dazieri\, Gianni Biondillo e Andrea Pinketts. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nPaolo Maggioni \nPaolo Maggioni (1982) è milanese e interista. Giornalista alla Rai\, è inviato di Rai News 24 e Forrest (Rai – Radio 1). Ha lavorato come conduttore e autore di Caterpillar (Rai – Radio 2) e Radio Popolare.  \n\nHa un mito\, Beppe Viola\, ed insegna al Master di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. \nGino Cervi\nGino Cervi\, filologo romanzo prestato trent’anni fa all’editoria e mai più restituito. Ha lavorato per enciclopedie e dizionari\, manuali scolastici e guide turistiche. \nNel 2019 ha pubblicato un libro su Fausto Coppi e uno sul Milan di altri\, nel 2021 è uscito Ho fatto un Giro. Diario di una corsa fuori stagione.  \nGianni Sacco\nGianni Sacco insegna diritto pubblico comparato presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia. \nAl momento\, causa pandemia\, è senza fissa dimora non potendo occupare il posto 11 – fila 07 – settore 267 dello Stadio di San Siro\, che da più di quarant’anni è la sede principale dei suoi affari ed interessi. Nel suo curriculum è orgoglioso di segnalare un’imbarazzante tendenza a ragionare da ultrà milanista.  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 153 kb \nLocandina – 346 kb \nCopertina – 160 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 maggio – 212 kb \n \nPer rivedere
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SUMMARY:Passatopresente. Alle origini dell’oggi 1989-1994 di Simona Colarizi
DESCRIPTION:Presentiamo Passatopresente. Alle origini dell’oggi 1989-1994 di Simona Colarizi (Laterza\, 2022). Con l’autrice intervengono Marina Tesoro e Anna Ferrando; coordina Pierangelo Lombardi. \nNel 1992 cominciava il crollo della prima repubblica e il passaggio alla seconda\, segnato dalla scomparsa di un’intera classe politica: un passaggio cruciale che nell’opinione pubblica resta legato alle inchieste di Mani pulite.  \nIl libro affronta per la prima volta l’insieme dei fattori politici\, economici\, sociali e internazionali che dagli anni Ottanta in poi hanno concorso alla caduta del sistema\, un evento senza precedenti tra i Paesi dell’Europa occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale in poi.\n \n\nMalgrado la rottura profonda allora intervenuta\, gli stessi problemi lasciati irrisolti\, aggravati dal progredire della globalizzazione\, hanno continuato a condizionare anche la seconda repubblica: debito pubblico\, crisi della rappresentanza\, incapacità di fare riforme\, crescita dei populismi e di una comunicazione politica che oggi come ieri sembra dettare l’agenda ai nuovi partiti riportano al passato e mettono ancora una volta a rischio la stabilità politica e istituzionale del Paese.  \nAttraverso una scrittura agile e un linguaggio sintetico\, Simona Colarizi ricostruisce una fase cruciale della storia d’Italia che ha lasciato una così difficile eredità nel presente. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSimona Colarizi\nSimona Colarizi\, laureata in Storia moderna con Renzo De Felice e Rosario Romeo\, ha insegnato Storia del sindacalismo e del movimento sindacale\, Storia dei partiti e dei movimenti politici e Storia contemporanea all’Università di Camerino\, dove è stata anche Presidentessa di Facoltà\, all’Università di Napoli “Federico II” e all’Università di Roma “La Sapienza”.  \nOggi è professoressa emerita di Storia contemporanea alla “Sapienza”. Tra i suoi libri più importanti:  \n\n\nL’opinione degli italiani sotto il regime. 1929-1943 (1991)\n\nBiografia della Prima Repubblica (1996)\n\nLa cruna dell’ago. Craxi\, il partito socialista e la crisi della Repubblica (con M. Gervasoni\, 2005)\n\nStoria politica della Repubblica. 1943-2006 (2007)\n\nNovecento d’Europa. L’illusione\, l’odio\, la speranza\, l’incertezza (2015)\n\nUn paese in movimento. L’Italia negli anni Sessanta e Settanta (2019).\n\nMarina Tesoro\nMarina Tesoro è stata professoressa ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Pavia presso la Facoltà di Scienze politiche.\nHa insegnato Storia dei partiti e dei movimenti politici\, Storia dei partiti politici europei\, Storia contemporanea e Storia dell’Italia contemporanea. \nAttualmente è vice presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \nAnna Ferrando\nAnna Ferrando\, laureata con lode all’Università di Pavia in Storia dell’Europa moderna e contemporanea e dottore di ricerca in Storia.\nÈ assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia nell’ambito del programma PRIN Genealogies of African Freedoms e collabora all’insegnamento di Storia contemporanea. \nPierangelo Lombardi\nPierangelo Lombardi è stato ricercatore con insegnamenti di Storia contemporanea e Storia dell’Europa contemporanea al Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia.\nAttualmente è presidente dell’Istituto pavese per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 204 kb \nLocandina – 444 kb \nCopertina – 216 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 25 maggio 2022 – 211 kb \n \nPer rivedere
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SUMMARY:Pólemos di Gianfrancesco Turano
DESCRIPTION:Presentiamo Pólemos di Gianfrancesco Turano (Giunti\, 2022). Pierangela Fiorani dialoga con l’autore. \nDue popoli fratelli.\nDecenni prima hanno sconfitto insieme l’invasore straniero\, ora si fanno la guerra. È successo 2.500 anni fa tra Atene e Sparta\, succede oggi. \nPólemos  è ambientato nella Grecia del 429 a.C.\nLe vite di Mirrina\, adolescente ateniese in fuga dalla prigionia spartana\, di Procle\, giovane aspirante spartiate\, e di Milone\, commediografo in cerca di fama proveniente dalle colonie d’Italia\, s’intrecciano alla guerra del Peloponneso e alla peste che sconvolge la città assediata di Pericle.  \nSullo sfondo vanno in scena aristocrazia e democrazia\, imperialismo commerciale e militarismo schiavista\, trame politiche e società segrete\, ma pure amori sensuali\, arte e filosofia. \nUna trama immaginaria\, calata in un contesto storico-culturale meticolosamente ricostruito.  \nIl racconto è venato d’ironia\, di realismo talvolta crudo e talvolta pieno d’umanità.  \nÈ l’impronta di Turano\, che trasforma storie passate in un’allegoria del presente. Il suo pubblico comprende tanto studenti di letteratura antica quanto lettori di cronaca. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nGianfrancesco Turano\nGianfrancesco Turano\, giornalista d’inchiesta e inviato speciale de “L’Espresso”.\nLaureato in Letteratura greca\, traduttore e drammaturgo vincitore del premio Ater 1989\, ha pubblicato vari romanzi.\nNel 2020 è uscito Salutiamo\, amico (Giunti). \nPierangela Fiorani\nPierangela Fiorani\, giornalista. Dopo aver lavorato a “Repubblica”\, ha diretto “La Provincia Pavese” e altre testate locali: “La Sentinella del Canavese”\, “Il Mattino di Padova”\, “La Nuova di Venezia”\, “La Tribuna di Treviso”\, “Corriere delle Alpi”. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 167 kb \nLocandina – 281 kb \nCopertina – 161 kb
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SUMMARY:La dittatura della fantasia. Collage autobiografico di Remo Bianco
DESCRIPTION:Presentiamo il volume La dittatura della fantasia. Collage autobiografico di Remo Bianco (Johan & Levi\, 2022). Ne parlano Sharon Hecker e Adriano Altamira; introduce Riccardo Gianni\, presidente della Fondazione Remo Bianco. \n“Io dovrei essere un dittatore. Se potessi metterei tutti sotto il giogo della mia fantasia e creatività perché ho continuamente bisogno dell’aiuto di tutti. Sono ossessionato dal fare dal fare dal fare. […] Se fossi un dittatore\, la mia sarebbe una ben strana guerra di conquista […]”. \nL’autobiografia di Remo Bianco La dittatura della fantasia. Collage autobiografico è stato il frutto di un progetto fortemente voluto dalla Fondazione Remo Bianco per onorare l’artista a cento anni dalla sua nascita. \nIl volume presenta gli appunti inediti per un’autobiografia scritti nel corso degli anni ’80 dall’artista\, fondamentale contributo per la conoscenza e l’approfondimento della figura e dell’opera di Bianco\, uno dei protagonisti del panorama artistico milanese e italiano della seconda metà del Novecento. \nIl libro verrà presentato da Sharon Hecker\, membro del Comitato scientifico della Fondazione Remo Bianco\, che ha curato e introdotto la pubblicazione con un saggio che accompagna il lettore nel flusso di coscienza dell’artista e lo aiuta a comprendere la sua opera e il suo pensiero. \nInterverrà Adriano Altamira\, anch’egli membro del Comitato scientifico della Fondazione\, che è stato amico di Remo Bianco ed è oggi uno degli esperti più importanti dell’opera dell’artista. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSharon Hecker \nSharon Hecker è una storica dell’arte e curatrice specializzata in arte moderna e contemporanea italiana. \nEsperta di Medardo Rosso\, è autrice di oltre trenta pubblicazioni sull’artista. \nIl suo lavoro è stato premiato dalle Fondazioni Getty\, Fulbright e Mellon.  \n\nHecker ha anche pubblicato numerosi saggi su artisti italiani del Novecento come Lucio Fontana\, Luciano Fabro e Francesco Lo Savio.\nÈ membro del CRSA – Catalogue Raisonné Scholars Association – e membro fondatrice dell’ ICRA – International Catalogue Raisonné Association. \nAdriano Altamira \nAdriano Altamira è artista\, storico e critico di arte contemporanea. \nAl 1972-73 risalgono sia le sue prime personali in Italia e all’estero che le prime pubblicazioni su NAC\, Flash Art\, Le Arti\, e altre.  \n\nCome artista Altamira ha tenuto una cinquantina di personali in Italia e all’estero\, e partecipato a importanti rassegne\, alle quali ha sempre affiancato un’intensa attività storico-critica\, oltre ad essere stato titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea e di Psicologia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera. \nRiccardo Gianni\nRiccardo Gianni\, fondatore e presidente della Fondazione Remo Bianco\, decide alla scomparsa del padre Virgilio\, mecenate dell’artista\, di accoglierne l’eredità proseguendo la promozione dell’artista. Svolge attività imprenditoriale. \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 108 kb \nLocandina – 177 kb \nCopertina – 121 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 14 giugno 2022 – 67 kb
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SUMMARY:Il colore della Repubblica. I silenzi della storia e le storie ritrovate di Silvana Patriarca
DESCRIPTION:Presentiamo il volume Il colore della Repubblica. I silenzi della storia e le storie ritrovate (Einaudi\, 2021) di Silvana Patriarca. Arianna Arisi Rota ne discute con l’autrice. \nIn questo libro importante\, Patriarca affronta uno stereotipo diffuso: in Italia il razzismo sarebbe scomparso con la fine del fascismo e dell’impero coloniale.  \nPer gettare luce su questo problema\, il libro ricostruisce gli atteggiamenti prevalenti della società repubblicana verso la «razza» e il colore della pelle.  \nLo fa prendendo in esame il caso dei «mulattini» – «brown babies» – un termine con una forte connotazione razziale che designava i bambini nati nell’immediato dopoguerra dall’incontro tra donne italiane e soldati alleati non bianchi. \nAttraverso fonti scritte e orali\, senza trascurare romanzi e film\, il libro offre una storia collettiva di questi bambini indesiderati\, abbandonati\, nascosti.  \nLa presentazione del volume è parte del secondo ciclo di incontri e seminari “I linguaggi della storia”. \nRicordiamo che l’ingresso è subordinato alla prenotazione su Affluences e che dovrete indossare una mascherina\, preferibilmente FFP2. \nSilvana Patriarca\nSilvana Patriarca\, insegna Storia europea contemporanea presso il Dipartimento di Storia della Fordham University di New York. \n\nIn precedenza ha insegnato alla Columbia University e alla Florida University.  \n\nSi occupa di storia socio-culturale dell’Italia dall’Ottocento a oggi\, con particolare riguardo a temi come nazione\, razza\, genere. Tra i suoi libri\, in italiano Italianità. La costruzione del carattere nazionale (Laterza\, 2010) e Costruire la nazione: la statistica e il Risorgimento (ISTAT\, 2011).  \nArianna Arisi Rota\nArianna Arisi Rota\, insegna Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia.   \n\nSi è occupata di storia della diplomazia\, di storia dell’Ottocento e del Risorgimento\, al quale ha dedicato numerosi volumi e ricerche.  \n\nTra i più recenti\, ricordiamo Il Risorgimento. Un viaggio politico e sentimentale (il Mulino\, 2019) e Il cappello dell’Imperatore. Storia\, memoria e mito di Napoleone Bonaparte attraverso due secoli di culto dei suoi oggetti (Roma\, Donzelli\, 2021).  \n\nRassegna stampa\nComunicato stampa – 185 kb \nLocandina – 463 kb \nCopertina – 212 kb \nArticolo tratto da “La provincia pavese” del 22 giugno 2022 – 292 kb
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